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Bollettino Feb 2012

Bollettino Feb 2012

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Comunità
 
comunità
 Bollettino della
N° 1 - Febbraio 2012 periodico - Responsabile e Proprietario: Romagnani don Pietro - Redazione: via G. Di Vittorio, 21 - 42035 Felina (RE)Stampa: La Nuova Tipolito snc - Felina (RE) - Autorizzazione della Curia Diocesana di Reggio Emilia n° 315/92 A del 27.11.1992
della zona pastoralediFelina, Gatta,Gombio, Villaberza,San Giovanni
Sotto una bianca coltre... in attesa della primavera.
 
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Comunità
Lettera del Parroco
C
arissimi,mi apprest a scrivere mentre quest’invern,da mite che si era presentat, va ra espldend intutta la sua frza e bastan pchi candidi cchidi neve per fare emergere la nstra deblezza e lanstra precarietà.La situazine di disagi che stiam vivendsuggerisce, in tutta la lr evidenza, alcunecnsiderazini. Innanzitutt la perdita di quellecaratteristiche cristiane che renderebber più bellae vivibile la nstra vita. Mlte delle cnseguenzenefaste ccrse a tante pplazini, infatti, snfrutt di egistica incuria dell’ambiente  di pererealizzate male, prive di quell’esecuzine accuratache l stess cdice civile, ispirandsi appunt adun agire che guarda al bene degli altri, denisce da“bun padre di famiglia”.Un secnd element che cmpare, e cheparadssalmente sl le situazini di difcltàfann riemergere in psitiv, è la dispnibilitàall’aiut per chi è nel bisgn, quella slidarietàumana, ciè, che abbiam vist in tante persnee in tante situazini difcili, presentata dai massmedia cme eccezine quand invece dvrebbecaratterizzare abitualmente le relazini umane e irapprti sciali.Un terz element è quell’aspettarsi che siansempre gli altri a fare, mentre ni restiam a bracciacnserte, sempre prnti a criticare gni minimdisguid. Un md di pensare purtrpp sempre piùprevalente e sempre più diffus nella nstra scietà – e anche nella nstra stessa cmunità parrcchiale – che, puntand sempre più sui “diritti” e sempremen sui “dveri” – va minand prfndamentealla base il nstr vivere sciale e civile.Un esempi mlt terra terra: nn può essere lascula a dare una educazine di base (rispettdelle “regle” cme fndament del rispettdelle persne e delle cse, “bune maniere” neicmprtamenti qutidiani, in casa e furi...).  uncmpit innanzitutt della famiglia, aiutata sì dallascula e da tutta la scietà, ma che la famiglia nnpuò pensare di delegare ad altri.Tutt ciò è ver anche per la frmazine cristiana.La parrcchia è di supprt alla famiglia, ma è nellafamiglia che i bambini respiran l’essere cristiani,cn la preghiera, cn l’attenzine alla carità, nellapartecipazine insieme agli appuntamenti dellacmunità.Ci è dunque necessari un grande sfrz perrecuperare tutte queste nstre respnsabilità. Neva della nstra spravvivenza civile, demcratica,cristiana. Se c’è una giusta indignazine per ciòche avviene in ambit plitic, nn dbbiamdimenticarci che anche la plitica è frutt di unascietà, e che se la scietà è ammalata anche laplitica sarà ammalata. allra giust pretendereche la plitica cambi, ma cambierà se gnun di nisi impegnerà persnalmente a cambiare se stess,ritrnand dal punt da cui siam partiti, e cièfacend nstri n in fnd quei valri di verità,di nestà, di giustizia, di slidarietà, che ci snstati insegnati, e che nella stria della Chiesa tantisanti hann realizzat in md nn vilent, mann per quest men signicativ. A partire prprida Gesù Crist, crciss inncente perché le sueparle svvertivan l status qu.Il cammin quaresimale che andiam ad iniziare cifa ripercrrere anche quest prgressiv riut diGesù Crist, nn perché facesse cse malvagie, maperché cn la predicazine e le azini svvertivaquelle che eran le ingiustizie dell’rdine cstituit.Mettiamci alla sua scula, per fare sì che cn ilnstr agire pssiam fare emergere quant deveessere fatt e quant deve essere evitat perché lavita diventi più giusta ed umana per tutti. Questprcurerà allntanamenti, prcurerà islament derisini, ma la frza dell Spirit Sant che hasstenut il Crist ssterrà anche ni, in questa lttala cui vittria nale, anche se qualche vlta ptràsembrare del male, in realtà – ne siam certi – saràimmancabilmente nelle mani di Di.
Don Pietro
 Gesù  di  N a z areth - uomo  accre dit ato  d a  Dio  presso  di voi  per me z zo  di mir acoli,  pro di gi e se gni, che  Dio stesso o però  f r a  di voi  per o per a su a, come voi ben s a pete -  do po che, secon do il  prest abilito  dise gno e l a  prescien z a  di  Dio,  f u conse gn ato  a voi, voi l avete inchio d ato sull a croce  per m ano  di em pi e l avete ucciso.  M a  Dio lo h a risuscit ato, scio glien dolo  d alle  an gosce  dell a morte,  perché non er a  possibile che quest a lo tenesse in suo  potere ( At  2, 2 2- 2 4 ).
 
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Comunità
a cura di Giuseppe Giovanelli
IL MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA 2012
Ascoltiamo il grido dei poveri
I
nteressarsi all’altro vuol dire«aprire gli occhi sulle suenecessità» senza «anteporrea tutto i propri interessi e leproprie preoccupazioni», edevitando di lasciarsi soffoca-re dalla «ricchezza materiale»e dalla «sazietà». Lo scrive ilPapa nel messaggio per laQuaresima 2012, presentatoil 7 febbraio nella Sala Stam-pa della Santa Sede. Avendo come riferimentoil passo biblico tratto dallaLettera agli Ebrei «Prestiamoattenzione gli uni agli altri perstimolarci a vicenda nella ca-rità e nelle opere buone» (10,24), Benedetto XVI proponealla riessione quaresimaledei fedeli tre aspetti della vitacristiana: l’attenzione all’altro,la reciprocità, la santità per-sonale.Quanto al primo, il Pontecedenuncia il diffuso atteggia-mento di indifferenza e disin-teresse –favorito «dall’egoi-smo mascherato da una par-venza di rispetto per la “sferaprivata”» – che impedisceall’uomo di prendersi curadell’altro. «Il mondo soffreoggi soprattutto di una man-canza di fraternità» constatarichiamando un’espressionedella Populorum progressiodi Paolo VI. E ricorda che «laresponsabilità verso il prossi-mo signica volere e fare ilbene dell’altro, desiderandoche anch’egli si apra alla lo-gica del bene».Nel messaggio il Papa met-te in guardia soprattutto dalpericolo di «avere il cuore in-durito da una sorta di “ane-stesia spirituale” che rendeciechi alle sofferenze altrui».Pericolo oggi più che maiincombente in un contestoculturale che «sembra aversmarrito il senso del benee del male» e che favorisceperciò l’incapacità di «averemisericordia» verso chi soffre.Da qui l’invito di BenedettoXVI: «Mai il nostro cuore deveessere talmente assorbitodalle nostre cose e dai nostriproblemi da risultare sordo algrido del povero».Un invito che per il Ponte-ce deve estendersi anchealla preoccupazione per il«bene spirituale» dell’altro.Non a caso la parte centraledel messaggio è dedicata altema della «correzione fra-terna in vista della salvezzaeterna»: aspetto della vita cri-stiana che sembra «caduto inoblio», ma che va rilanciatosul modello della Chiesa deiprimi tempi.«Oggi – nota Benedetto XVI –si è assai sensibili al discorsodella cura e della carità per ilbene sico e materiale deglialtri, ma si tace quasi del tuttosulla responsabilità spiritualeverso i fratelli». Dimenticandocosì che «Cristo stesso co-manda di riprendere il fratel-lo che sta commettendo unpeccato» e che la tradizionedella Chiesa ha sempre an-noverato tra le opere di mi-sericordia spirituale quella di«ammonire i peccatori». C’èbisogno quindi – ribadisce ilPapa – «di uno sguardo cheama e corregge, che cono-sce e riconosce, che discer-ne e perdona».Riguardo all’aspetto della re-ciprocità, il Pontece ricordache «la nostra esistenza ècorrelata con quella degli al-tri, sia nel bene che nel male».E dunque «sia il peccato, siale opere di amore hanno an-che una dimensione sociale».Quanto alla santità, inne, ilmessaggio esorta i cristianiad avanzare senza soste nel-la vita di fede «per giungerealla piena maturità di Cristo».

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