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Umanesimo e Rinascimento in Italia

Umanesimo e Rinascimento in Italia

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Published by ValeriaGarau
Riassunto sull'Umanesimo e il Rinascimento in Italia e le grandi potenze del XVI secolo.

Fonti:
Chiaroscuro, Dall'età feudale al Seicento - SEI
gianfrancomarini.blogspot.com
Riassunto sull'Umanesimo e il Rinascimento in Italia e le grandi potenze del XVI secolo.

Fonti:
Chiaroscuro, Dall'età feudale al Seicento - SEI
gianfrancomarini.blogspot.com

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1.
 
Umanesimo e Rinascimento in Italia
1.1
 
Medioevo, Rinascimento, Riforma
Tra il 1450 e il 1550 di svilupparono parallelamente due eventi culturali che si caratterizzarono per il rifiutodei comportamenti delle epoche precedenti:
il Rinascimento
, nostalgico dellAntica Roma, e
la Riformaprotestante
, decisa a riportare la chiesa come era alle origini.Questi due movimenti culturali crearono il concetto di
Medioevo
, termine dispregiativo che gli intellettualirinascimentali usavano per indicare il periodo di declino di Roma e della Chiesa.Pur avendo un punto in comune, questi due movimenti molto diversi fra loro, ma entrambi segnano laconclusione di un epoca, il Medioevo (questo termine viene usato ancora oggi, anche se non gli siattribuisce più alcun valore negativo).
1.2
 
L
imitazione di Roma
Parallelamente al Rinascimento si sviluppò l
Umanesimo
, una corrente culturale che promuoveva laletteratura classica, considerata maestra di
humanitas,
ovvero delle caratteristiche morali che distinguonogli esseri umani.Gli intellettuali umanisti, a partire da
F
rancesco Petrarca,
manifestarono un vero entusiasmo nel riscoprire itesti antichi e nellimitare quello stile, dato che ormai con il tempo la lingua latina si era
imbarbarita.
Il
Rinascimento
potrebbe essere definito come il tentativo di imitare in tutti gli ambiti lo stile di vita delmodello romano.
Niccolò Machiavelli
(1469-1527), nella sua opera principale, (
De
Principatibus
, o
il Princip
e
) Machiavelli, applicò il principiodellimitazione del modello romano alla politica. Con la sua opera voleva consigliare ai prìncipi comeconservare ed espandere il proprio modello; per fare ciò citò come esempi alcuni principi di Romarealmente esistiti, giungendo alla conclusione che ottiene la vittoria il principe più spregiudicato e spietato.Machiavelli cade però in contraddizione nellultimo capitolo, dicendo che Dio avrebbe condotto alla vittoriasolo il principe che combatte per la giusta causa.In questo periodo della storia, nel momento in cui Roma veniva assunta come modello, la politica eleconomia agivano senza seguire gli insegnamenti della Chiesa. Ad esempio, i grandi mercanti, anchecristiani, ignoravano il divieto della Chiesa di chiedere gli interessi sul denaro prestato, essendo accusaticosì di usura, gravissimo peccato che comportava linferno. Però, i mercanti, sentendo che la loro vitavolgeva al termine, chiedevano perdono a Dio e cercavano di rimediare ai peccati commessi, credendo cosìdi poter accedere al paradiso dopo un periodo di espiazione nel purgatorio. Perciò, almeno in punto dimorte, i mercanti e i banchieri si mostravano sensibili alla vita ultraterrena che sembra non essere presentein Macchiavelli, se non nella contraddizione dellultimo capitolo. La figura di Machiavelli è caratterizzata daun pessimismo antropologico; infatti secondo lui gli uomini sono tutti
tristi
, cioè egoisti e pronti a tradire ead imbrogliare il prossimo
 
 
 
1.4 Erasmo da Rotterdam
Erasmo da Rotterdam fu il più colto intellettuale del XVI secolo. Durante tutta la sua vita si sforzò per fardiventare la cultura Umanistica uno strumento per la riforma della vita cristiana. Erasmo criticò fortementeil papato perché sosteneva che si occupasse soprattutto di politica e di creare uno stato piuttosto che dicurare laspetto della fede. Era anche contrario alleccessivo culto dei santi e delle reliquie che si stavadiffondendo, sfociando quasi in superstizione, perché allontanava dalla centralità della figura di Cristo. Diconseguenza, Erasmo accusava ogni forma di ipocrisia, soprattutto il concetto di purgatorio che apparivauna comoda scappatoia per i peccatori incalliti.Erasmo, al contrario del pessimismo di Machiavelli, credeva che gli uomini fossero dotati di libertà, cioè chespettasse a loro scegliere se compiere il bene o il male.
2.
 
L
e grandi potenze nel XVI secolo
2.1
 
L
a crisi degli intellettuali italiani
Machiavelli con la sua opera sperava di spingere i Medici (signori di Firenze) allazione pratica, perchécredeva che la prestigiosa famiglia sarebbe stata capace di trasformare anche lItalia in una forte monarchianazionale. I Medici invece non mostrarono alcun segno di interesse, e negli anni 20 lautore espresse unavisione sempre più pessimistica della storia.
2.2
 
C
arlo V d
A
sburgo
Gli intellettuali italiani restarono colpiti dal duello che per svariati decenni contrappose Francia e Spagnache spesso vide lItalia come campo di battaglia.Nel 1503 gli spagnoli riuscirono ad impadronirsi del Regno di Napoli.Francesco I, re di Francia, per ristabilire lequilibrio riconquistò Milano. Forte di questo successo ottenne unconcordato molto vantaggioso infatti il pontefice riconobbe al sovrano il diritto di nominare egli stesso ivescovi. In questo periodo iniziò ad emergere la figura di Carlo dAsburgo, nipote del sovrano dAustria eMaria di Borgogna e di Ferdinando dAragona e Isabella di Castiglia. Nel 1506 divenne signore delle Fiandree fu incoronato dieci anni dopo re di Spagna.Dopo aver ereditato anche il ducato dAustria divenne imperatore di Germania con il nome di Carlo V.Il papa cercò di ostacolare lelezione di Carlo a sovrano del Sacro Romano Impero. Anche il re di Francia sicandidò al titolo imperiale però Carlo riuscì a corrompere il collegio dei principi elettori facendosi prestaredenaro dai Fugger che in cambio ottennero lo sfruttamento delle miniere dargento in Tirolo. Non appenalimperatore partì dalla Germania i parlamentari della Castiglia si ribellarono, la rivolta si diffuse in tutte leprincipali città accusando il re di non aver a cuore i bisogni della Spagna. Ci vollero due anni per schiacciarela rivolta. Carlo trascorse tutto quel periodo fuori dalla Spagna.
2.3
 
L
ideologia imperiale di
C
arlo V
Dopo un anno dalla sua elezione, Carlo V venne incoronato ufficialmente.Giurò di rispettare la Capitolazione imperiale (obblighi e impegni verso i signori Tedeschi e le limitazioni delpotere imperiale).Dai tempi di Carlo Magno nessun sovrano aveva mai esercitato il potere su così tante terre. Nei circoli

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