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 ADESSOBASTA ADESSOBASTA
QUATTRO STORIEIN TV SULLA
VIOLENZA
CONTROLE DONNE.CINQUE STORIEVERE DELLEATTRICIPROTAGONISTE.E UN’INCHIESTASU QUELLOCHE SUCCEDENEL CHIUSODELLE CASEITALIANE
1250
2 marzo 2012
di
PAOLA ZANUTTINI, FEDERICA LAMBERTI ZANARDI
e
CLAUDIA ARLETTI
con un commentodi
NICLA VASSALLO
 
copertina
SEGRETI DI FAMIGLIA
DASINISTRA,
CAROLINACRESCENTINI
,
BARBORABOBULOVA
,
STEFANIAROCCA
,
ANTONIALISKOVA
E
FRANCESCAINAUDI
:SONOLEATTRICIDELCICLODIFILM
MAIPERAMORE 
,INPRIMASERATASURAIUNOTRAQUALCHESETTIMANA
 VIOLENZA
GLI STUPRI. LO STALKING. I MALTRATTAMENTI. LA CRUDELTÀ MENTALE. LO SFRUTTAMENTO...ABUSI SPESSO INVISIBILI. I DATI SUI DELITTI DOMESTICI SONO STORIE DELL’ORRORE. CHE ORATRE REGISTI E CINQUE ATTRICI CELEBRI RACCONTANO IN TV. E CHE VEDREMO IN PRIMAVERA
di
PAOLA ZANUTTINI
foto di
MAURIZIO VALDARNINI
PERCHÉ IL POSTO PIÙ PERICOLOSOPER UNA DONNA È CASA SUA
1716
 
18
2 MARZO 2012IL VENERDIDI REPUBBLICA
19
copertina
SEGRETI DI FAMIGLIA
T
utti uguali, gli uomini chefanno male alle loro donne.Che sia male fisico o psico-logico, non cambia, perchéchi picchia e massacra co-mincia sempre dalle vio-lenze più subdole, quelle mentali.«Quando mi picchiava attraverso lacoperta, pensavo che lo facesse per nonfarmi troppo male. Poi ho capito che erasolo per non lasciarmi i segni: nessunodoveva sapere». La storia di Cinzia e ditante altre che subiscono per venti, tren-t’anni, ha dell’incredibile. Perché l’
escala-tion
della cattiveria e della manipolazio-ne sembra regolata da un meccanismo aorologeria, come se questi uomini aves-sero letto lo stesso manuale di crudeltà.Ma i referti medici, i rapporti di polizia,le sentenze dimostrano che è tutto vero.Cinzia, 52 anni, è la moglie separata diun ufficiale dell’Aeronautica militare. Di-ce che
la moglie del solda-to
, se il soldato è di quelliche alzano le mani, è una vittima predestinata. «Losegui ovunque e tagli iponti con parenti e amici.Non lavori. Vivi in unambiente chiuso, confor-mista e, visti i continuitrasferimenti, non stabi-lisci l’intimità che con-sente di confidarti con le altre mogli. Sechiami i carabinieri dopo l’ennesima ag-gressione, quelli, militari pure loro, mini-mizzano, ti sconsigliano di fare scandali».L’ho incontrata a Roma, nella sede diDifferenza Donna, organizzazione che,da più di vent’anni, si occupa delle vitti-me della violenza di genere. Lei ci è arri- vata grazie a un poliziotto del prontosoccorso di Anzio: la vedeva sempre inospedale, reduce dai soliti incidenti
do-mestici 
, e l’ha convinta a sporgere denun-cia. Cinzia aveva conosciuto il marito agliesami di maturità: «All’inizio mi facevapena: si vergognava dei genitori mezza-dri. Appena entrato in Aeronautica, l’in-sicurezza è diventata arroganza: io ero lozero assoluto. Si era preso i miei soldiguadagnati prima del matrimonio, avevaun bello stipendio, ma mi dava giusto ilnecessario per la spesa, giorno per gior-no. E controllava gli scontrini.
tutti? Pensa ai figli”.Ma le donne devono capireche se un uomo le picchia nonle ama. Sei solo un suo oggetto.Tu gli appartieni fisicamente.E quindi ha il diritto, se vuole,di distruggerti».
Ma perché anche donne colte,intelligenti e indipendentisubiscono così?
«Né la scuola né la societàné la famiglia danno alla donnala sensazione di essereuna persona completa,con il pieno diritto di gestirsi.Con le dovute differenze, è lostesso meccanismo per il qualeci sono poche donne ai postidi comando, nella politica,nelle aziende, in ogni settore».
Nel 1974 lei girava
Ilportiere di notte,
dove una donnada vittima diventa carnefice.
«Ricordo che, quando lavoravoa
Il portiere di notte 
,il montatore abitava in viadi Ripetta, a Roma, propriovicino al liceo artistico. Alcunestudentesse avevanoattaccato uno striscionecon su scritto lo slogan deltempo: “Io sono mia”. E lui, chepure non era giovane, ridevadicendo: “Hanno proprioragione”. Oggi, bisognerebbetornare a scriverlo sui muri».
Cosa pensa della culturafemminista di quel tempo?
«Quella cultura non erapopolare. Non è stata davveroraccolta e poi diffusa. Devecambiare un’intera classepolitica, ci vogliono nuoveagenzie di cultura, i programmitelevisivi, i film... È così,attraverso un lungo processo,che una società mutanel profondo».
Non ci consola neppureil governo Monti:ha poche donne, benchéin posti chiave...
«Però ha scelto tre ministremolto in gamba, che hanno fattocarriera grazie al loro cervello.Un segno di cambiamento».
R
OMA.«Pensiamosempre che non possaaccadere a chi ci viveaccanto: alle nostreamiche, sorelle, colleghe.E, invece, nel silenziodelle famiglie normali, ci sonodonne che subiscono violenzequotidiane. Così, ho volutoraccontare come, in nomedell’amore, vengano commessiabusi terribili che, con l’amore,nulla hanno a che fare».Liliana Cavani sembra soffrirementre parla di
Troppo amore,
uno dei quattro film che CiaoRagazzi! di Claudia Mori eRaiFiction hanno realizzatoproprio per portare in primaserata, all’attenzionedi un pubblico molto vasto,un tema difficile comela violenza sulle donne. Oltrea Cavani hanno partecipatoal progetto (che si chiama
Mai per amore e 
andrà in ondain primavera) Margarethevon Trotta (
La Fuga di Teresa 
con Stefania Rocca) e MarcoPontecorvo (
Helena & Glory 
con Barbora Bobulova e
Ragazze in Web 
con Carolina Crescentinie Francesca Inaudi).Le sceneggiature sono statescritte con la collaborazionedi Andrea Purgatori e hannoaffrontato ognuna un aspettodella violenza: stalking,prostituzione forzata, molestiepsicologiche, gelosia ossessiva,fino agli omicidi. Le vittime sonosempre le donne, i carneficigli uomini. In una sortadi copione già scritto che si fafatica a pensare vero nel terzomillennio (ma lo è, eccome)e con personaggi spesso colti,intelligenti, apparentementecivili. Come Umberto (MassimoPoggio), il protagonista maschiledel film di Liliana Cavani,un affascinante quarantenne,professore universitario, chepian piano tesse una ragnateladi attenzioni e lusso per farcadere in trappola Livia (AntoniaLiskova), una ragazza di 28 anni,allegra ed emancipata. Fra i duenasce quello che sembraun grande amore, ma dopo pocotempo lui comincia a farledelle scenate di gelosia terribili,picchiandola senza pietà.
Il suo film racconta una storia
LEDONNEINPIAZZAAROMAPERLAMANIFESTAZIONEDELMOVIMENTO
SENONORAQUANDO?
,IL13FEBBRAIO2011.INBASSOADESTRA.
LILIANACAVANI
di
FEDERICALAMBERTIZANARDI
LILIANA
CAVANI
:PORTO IN TVL’AMORE MOLESTO
DAL
PORTIERE DI NOTTE 
AL FILM TELEVISIVO SULLA VIOLENZA. LA REGISTA RACCONTACOME SI PUÒ PARLARE DI COSE «DIFFICILI» IN PRIMA SERATA. E SU RAIUNO
dura con scene molto forti,sia di sesso sia di violenza.Scelta coraggiosa per RaiUno.
«All’inizio volevo raccontarela tratta delle schiave,delle migliaia di giovani moldave,nigeriane, serbecostrette a prostituirsi.Poi mi sono resa contoche sarebbe stato davverotroppo per una fictiondi prima serata».
Ma quella di
Troppo amore 
è una storia vera?
«Non del tutto. Prima di girareho fatto ricerche accurate,parlato con donne ospitatenelle case rifugio, con poliziae carabinieri. Le statisticheparlano chiaro: la maggior partedelle violenze avvienefra le mura domestiche.
Chi fa violenza sulle donne nel nostro Paese?Soprattutto gli italiani, secondo le ultime stime Istat.Non più del dieci per cento delle aggressioniè attribuibile a stranieri; inoltre, secondo la Casadelle donne per non subire violenza di Bologna,il 79 per cento dei 127 omicidi di donne compiuti in Italia nel 2010, è statocommesso da italiani. Nel nostro Paese una donna su tre fra i 16 e i 70 anniha subito almeno una volta nella vita atti violenti da parte di uomini; di queste,circa 700 mila hanno subito violenze ripetute dal partner. Proprio all'internodel rapporto di coppia si consuma la gran parte delle violenze sessuali (7 voltesu 10 l'autore è il partner). Significativi i dati sullo stalking: il 10 per cento degliomicidi avvenuti in Italia negli ultimi anni è stato preceduto da atti persecutori;le molestie durano in media un anno e mezzo.Tra i movimenti nati di recenteper aiutare le vittime, c’è Doppia Difesa, fondato nel 2007 da Michelle Hunzikere Giulia Bongiorno (nella foto sopra). (
e.f.
)
NOVE AGGRESSIONI SU DIECI
COMPIUTE DA ITALIANI
Nel 2005 le donne uccisedai compagni di vita sono state84; nel 2006, 101; nel 2007,107; nel 2008, 113; nel 2009,119. E pensi che, in caso dimaltrattamenti, il 93 per centodelle vittime non denuncia».
Perché ancora tutta questaresistenza?
«Sulle vittime ci sono pressionidi ogni genere. Si mettonoin mezzo i genitori, i suoceriche dicono: “Ma che fai, roviniuna famiglia, copri di vergogna
Mi picchiava
attraverso lacoperta: credevofosse
per nonfarmi male.Era per nonlasciare
segni
    I    N    S    I    D    E    F    O    T    O    /    O    L    Y    C    O    M
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