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Downshifting

Downshifting

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 4041
di Candida Morvillo
cambio vit
C’è la crisi? Allora faccio “downshifting”, ovvero
È IL FENOMENO EMERGENTE: COINVOLGE GIOVANI MA ANCHE PERSONE IN Là CON GLI ANNI. PER CHI HA LA FORZAE LA CAPACITà dI MOdIFICARE TUTTO, RINUNCIANdO A UN LAVORO SICURO MA CHE CREA SCHIAVITùESISTENZIALE. COME SI FA? ABBIAMO RACCOLTO 9 STORIE ESEMPLARI dI CHI HA SCELTO dI SCALARE LA MARCIA
E
 
ora ho Michela che mi manda i tramontida Sydney quando fa yoga sulla spiaggia.E Debora da Santo Domingo, se mai vo-lessi anch’io trasferirmi lì. E Pierluigi, cheappena si è licenziato mi ha scritto, anchese io lo sapevo prima dei suoi colleghi diuna vita, che quel giorno sono rimasti stu-pefatti e non capivano se dispiacersi o con-gratularsi. Con loro ci sono tutti gli altri,quelli che mi hanno fatto sentire parte diuna cospirazione per il solo fatto di interes-sarmi a loro; cospirazione pacica, eppureterribilmente sovversiva. Michela e gli altrihanno fatto
downshifting 
(letteralmente,cambiamento verso il basso), ovvero hannoscalato la marcia, rallentato i ritmi, scelto diguadagnare meno per avere più tempo persé. Incarnano lo spirito dei tempi sobri e di-sillusi che viviamo, protagonisti di un feno-meno in espansione, complice la crisi. Inter-net è pieno di discussioni sull’argomento,ma ci sono solo due regole afnché di vero
downshifting 
si tratti: lasciare il lavoro deveessere una decisione libera e non un ripie-go post licenziamento e non bisogna esserericchi, perché a vivere di rendita sono bravitutti. Per il resto, ogni storia è unica, cometestimoniano le nove che seguono.
DA GOOGLE AI PUB
 «Ho mollato un gran lavoro», Michela Loca-telli ride, ancora incredula. Parla da Sydney.
NUOVA VITA “SUBACQUEA”Francesco Pipino, unpassato da banchiere, oraistruttore sub (felice)a Naama Bay sulla costaegiiana del Mar RossoLIBERI IN GIRO PER IL MONDO
Pierluigi Galliano era cameraman: ora vuole viaggiare in camper con Amelia,anche lei decisa a cambiare vita.Nella foto con il loro furgoncino adAcceglio, Valle Maira, in Piemonte
Skype funziona alla grande nonostante ilcomputer di seconda mano comprato dopoche il Mac ultimo modello è stato vendutoinsieme a iPad e iPhone. Milanese, 37 anni,single, ha dato le dimissioni il 20 ottobre.Era a Google: «Lavoravo no alle nove di se-ra, ma avevamo ufci bellissimi con risto-rante, palestra, massaggi e videogames. Peròio non trovavo il senso…». Poi vagando suInternet ha scoperto la parola
downshifting 
.«A gennaio ho smesso di comprare vestitie spendere in ristoranti. Soffrivo, ma dove- vo vincere la dipendenza dai consumi. Lacosa più difcile è stata vendere la Ducatiper pagarmi il corso d’inglese in Australia».Michela temeva che laggiù l’avrebbe coltala solitudine. Invece: «Mi sembrano soli gliamici di Milano che mi scrivono “dimmicosa fare”». Il futuro verrà coi lavori da ca-meriera nei pub “per staccare col lavoro in-tellettuale”. Michela sorride: «Oggi mi bastapoco. Pensavo di essere libera perché potevocomprare, invece ero schiava».
DA cAmErAmAn ALLA vItA In cAmPEr
Pierluigi Galliano, 45 anni, cameraman aMediaset no a pochi giorni fa, non riesceancora a dire “mia moglie”, dice “la miacompagna”. Lui e Amelia, 47, si sono appenasposati, anche se in otto anni non ne aveva-no sentito il bisogno, ma vogliono «tutelar-si a vicenda», poiché da maggio vivrannoinsieme in camper. Anche lei si è dimessa,dopo 30 anni in una rubinetteria, e hanno venduto le rispettive case. «Case piccole,io un monolocale di 28 metri a Cologno,a Nord di Milano. Lo scriva che non ci vo-gliono tanti soldi», si raccomanda Pierluigi.Prima tappa Capo Nord, per la maratona digiugno: entrambi sono sportivissimi, ama-no vivere all’aperto, perciò hanno mollatotutto. Poi si sverna in Marocco, a Essaouira:«È un paradiso del kitesurf e con 4 euro indue mangi fritto misto al ristorante». Pri-ma o poi lavoreranno: «Su workaway.comoffrono lavori bellissimi in cambio di vittoe alloggio, tipo guidare escursioni in biciin Turchia».
DA ImPIEGAtI A “rIcchI” DEI cArAIBI
 A Milano fa meno due, a Sosua (si legge So-sciùa) 25 gradi. Debora Bertola, 43 anni, esuo marito Andrea Mastrangelo, 41, vivonosu questa spiaggia della Repubblica Domi-nicana dal 2010, in una villetta da telelm.Prima stavano a Monfalcone, in Friuli, re-ceptionist in una palestra lei, responsabiledelle vendite in un centro commerciale lui.Ora hanno un’attività di servizi per il tu-rismo «poco impegnativa, tanto qui i soldirendono bene e noi con la vendita dell’ap-partamento e le liquidazioni viviamo tran-quilli», spiega lei. Decidere è stato un attimo.«C’erano sempre più tasse e bollette, nonrestava niente», racconta. «Una sera, la buttolì: “Andiamo a Santo Domingo”, Andrea miprende sul serio e si mette a fare ricerchee calcoli». A Sosua, una villa si compra con100-150 mila euro. «Qui siamo ricchi», rideDebora. Sono un centinaio gli italiani diSosua. Merito anche dell’intuizione di altridue friulani, Aldo Breda e Roberta Contessi,che dopo aver cercato per 15 anni il postoperfetto per qualità della vita e costi, si sonofermati qui e hanno aperto l’immobiliare www.caraibicasa.com.
DA ArchItEttO A nAvIGAtOrE
Luigi Ottogalli era l’architetto dei craxianinella “Milano da bere”; oggi vive in barca,
I
downshifters 
incrociano due correnticulturali di moda, quella sulla decrescita equella sull’economia della felicità. Il saggiopiù citato dai politici americani è
The Politics of Happiness 
(Princeton UniversityPress), in cui l’ex presidente dell’Universitàdi Harvard Derek Bok spiega come i governipossono rapportarsi al “fattore felicità”.Oggi fa scuola l’uscita dell’Imperatore delBhutan che nel 1972 prese a misurare ilbenessere del suo popolo col Fil invece checol Pil, ovvero Felicità interna lorda inveceche Prodotto interno lordo. La
London School 
 
of Economics 
ha elaborato la listadei fattori che misurano la “felicitàpercepita”di un popolo e il premier ingleseDavid Cameron ha istituito il
National Well- being Office 
per innestare il fattore felicitànella politica nazionale. Anche NicolasSarkozy ha sposato le raccomandazioni diJoseph Stiglitz, il Nobel per l’Economia chesostiene l’idea di inserire l’indice di felicitànel calcolo del Pil.In questo clima, l’economista-filosofo delladecrescita Serge Latouche, 71 anni, viveuna stagione di rinnovata popolarità, tantoche viene invitato ovunque a parlare dellanecessità di produrre e consumare meno. ABurolo, in provincia di Torino, la sua Scuolaestiva della Decrescita è diventatapermanente. Va forte con i corsi online TalBen-Shahar, teorico della societàpostmaterialista, passato da Harvardall’
Interdisciplinary center 
di Herzliya, inIsraele (suo ultimo libro:
La felicità in tasca 
,Newton Compton).Mentre il sito Decrescitafelice.it, natointorno a Maurizio Pallante, autore tral’altro di
Meno e Meglio 
(Bruno Mondadori),riunisce dai No Tav all’Università del saperfare, dove si insegna a fare il sapone o ariparare biciclette. Le bibbie dei
downshifter 
 italiani sono i libri di Simone Perotti (
vedi box 
) e il saggio di riferimento è quello diLuca Mercalli,
Prepariamoci 
: «Prepariamocia vivere in un mondo con meno risorse,meno energia, meno abbondanza e forsepiù felicità», (Chiarelettere editore).Cerca di analizzare questa nuova tendenzaanche
Ho cambiato vita, Storie di chi ce l’ha fatta 
(Edizioni San Paolo) libro di SerenaZoli, “giornalista ex”del
Corriere della Sera 
.Individuando in queste storie cinque filonidi ricerca esistenziale: il desiderio di darefinalmente corpo a una seconda vocazione,l’idea di riprogettarsi arrivati all’età dellapensione, la voglia di avere più tempo perse stessi, la scelta di passare dal profit al noprofit, la ricerca di un nuovo equilibrioandando all’estero, ovvero diventare gliemigranti «dell’anima».
i lr per sprrel felà rllen
hanno mollato mestieri eprofessioni. ma nessun rimpianto.ora rincorrono i loro sogni

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