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Datamanager Novembre 2008 - Regione Veneto, l’innovazione sostenibile

Datamanager Novembre 2008 - Regione Veneto, l’innovazione sostenibile

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Published by Gianluigi Cogo
Il successo di una piattaforma può essere visto come "valore" se anche la produzione di contenuti (formali e informali) l'aggregazione delle persone (community) i contenuti erogati (corsi a sostegno dei progetti di eGov) e, soprattutto il concetto di interoperabilità e riuso con le altre regioni (scambio di Learning Object fra piattaforme) porta a delle economie di scala incredibili
Il successo di una piattaforma può essere visto come "valore" se anche la produzione di contenuti (formali e informali) l'aggregazione delle persone (community) i contenuti erogati (corsi a sostegno dei progetti di eGov) e, soprattutto il concetto di interoperabilità e riuso con le altre regioni (scambio di Learning Object fra piattaforme) porta a delle economie di scala incredibili

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Data Manager:http://www.datamanager.it/articoli.php?visibile=1&idricercato=27608Regione Veneto, l’innovazione sostenibile
Il successo di una piattaforma può essere visto come "valore" se anche la produzione di contenuti (formali e informali) l'aggregazione delle persone (community) i contenuti erogati (corsi a sostegno dei progetti di eGov) e, soprattutto il concetto di interoperabilità e riuso conle altre regioni (scambio di Learning Object fra piattaforme) porta a delle economie di scalaincredibili 
Il Veneto è una della maggiori Regioni italiane per numero di abitanti e capacità economica eproduttiva. L’amministrazione regionale utilizza il 13% del Pil per personale e acquisto di beni eservizi e conta 4,8 addetti per 100 abitanti. La Giunta Regionale si compone di 3.500dipendenti e 11 Segreterie regionali, l’Avvocatura Regionale e il Gabinetto del Presidente dellaRegione, per un totale di circa 70 Direzioni Regionali. Le sedi territoriali operative in Venetosono invece 70. Quali sono i problemi relativi alla gestione informatica di un Ente come laRegione Veneto? Ne abbiamo parlato con
Gianluigi Cogo - Responsabile Ufficioprogettazione e gestione architetture Internet e Intranet della Regione Veneto
.
Qual è la struttura informatica della Regione Veneto?
La Direzione Sistema Informatico diretta dal
Dott. Bruno Salomoni
gestisce lo sviluppo, isistemi, la rete e l’utenza interna, ad essa risponde l’Unità complessa di eGovernment cheavvalendosi della stessa infrastruttura informatica (Data Center, rete e personale sistemistico)si occupa dei rapporti e dei progetti attivi sul territorio. Il supporto all’esercizio e allo sviluppo ègestito mediante il ricorso all’outsourcing, quindi la parte proattiva (
governance strategica
)è gestita dalla struttura regionale, la parte reattiva (sviluppo e operations) è gestita dalfornitore esterno.In questi mesi stiamo mutando ancora pelle, nel senso che siamo quasi in chiusura della garache affiderà al vincitore anche altri asset che, negli ultimi anni, son diventati difficili da gestire.Mi riferisco ad esempio alla sicurezza informatica o alla progettazione dei sistemi. A partire dal2009 abbiamo l’obiettivo di occuparci esclusivamente di governance strategica provando adessere più puntuali e meno latenti nell’assicurare un escalation dei sistemi informativi internima anche nel percepire quali siano i migliori progetti di eGov da sostenere nel territorio. LaRegione è un Ente di programmazione e non dovrebbe mai condurre operativamente azionifinali sul territorio, mentre invece le deve sostenere da un punto di vista infrastrutturale e diprogetto, cercando di catturare e convogliare i budget europei e nazionali disponibili per questeazioni.
Quali sono i problemi e le peculiarità di un azienda della PA?
Uno dei nostri problemi è la gestione delle spinte esterne che richiedono alla strutturainformatica di scalare continuamente i propri sistemi; ciò vuol dire maggior potenza di calcolo,maggior spazio per lo storage, maggior banda per la rete, ecc. Ciò accade perché i progettipartono da diverse strutture dell’Ente immaginando che la disponibilità informatica sia infinitama, ovviamente, non è così, pertanto la gestione dell’escalation è molto onerosa.Un altro problema è legato alla percezione che ha il territorio, infatti la Regione viene vista aragione come l’istituzione più adatta per gestire progetti ICT importanti ma, molto spesso leidee e le visioni non sono sostenibili economicamente. Anche per questo la nuova filosofia checi ha portato a demandare al fornitore la gestione dell’”in house” ci permetterà di occuparcimaggiormente di Project management e di fund raising.
Quanto conta la distribuzione capillare sul territorio?
Indubbiamente moltissimo, infatti la nostra mission nonchè il nostro fiore all’occhiello è gestire,implementare, securizzare e scalare la rete regionale sia LAN che WAN. Abbiamo costruito una
 
rete solida con punti di accesso in ogni nodo provinciale ma anche con connessioni dirette conle ASL, i Comuni, la Protezione Civile, gli Enti territoriali, ecc. è la base sulla quale i servizipossono transitare ed essere fruiti.
Quali sono le motivazioni che hanno portato all’adozione dell’Open Source?
La questione deve essere analizzata da diverse prospettive, da un punto di vista tecnico èindubbio che costruire degli stack basati su oggetti open è abbastanza semplice, infatti, granparte dei nostri modelli internet è costruita sui tre livelli classici: Apache per la presentazione,Application PHP o JAVA per la gestione delle web application, MySql per il back-end.Il tutto gira su sistemi operativi RedHat in quanto preferiamo pagare il canone di assistenzapur di avere garanzia del servizio. La parte di infrastruttura e dorsale SOA è costruita sustandard Open, come ad esempio il monitoraggio degli apparati di rete che viene fatto conCacti.Sui portali realizzati per il territorio invece abbiamo sviluppato due strategie; una basata sullostack PHP con applicazioni molto utilizzati dalle comunità open (Joomla, Moodle, Drupal.WordPress) , un'altra basata sul frame work OpenCMS.Per quanto riguarda l’utilizzo dei sistemi open sui desktop dell’Ente la Regione Veneto èMicrosoft oriented, questo perché, da sempre, analizzando il TCO è dimostrato che la gestione,la manutenzione, l’assistenza e la formazione su sistemi operativi e su applicativi di OfficeAutomation è meno onerosa nonostante lo scotto del licensing.Infatti, va sottolineato che diversamente dal mondo universitario, associazionistico piuttostoche della piccola e media impresa, dove l’onere di apprendere, capire, gestire e scalare ilmondo open è un costo già assunto e previsto dal modello di business, per una grandeorganizzazione come Regione Veneto dove la cultura digitale dei dipendenti è ancora scarsa(specialmente per gli immigrati digitali, non tanto per i nativi) il costo nascosto dell’assistenza,della formazione e dell’educazione all’open è altissimo.Inoltre la nostra Intranet citata come caso di successohttp://www.nonsolofannulloni.forumpa.it/100-storie/casi-selezionati/?id=304offre moltiapplicativi freeware ,sempre aggiornati, per la produttività individuale e di gruppo (SevenZip,Pdfcreator, Gimp, Cdburner, Picasa, Vlc player, Spamihilator e moltri altri). Vi è una gestionecompleta, il Call Center riceve chiamata, un operatore installa (i dipendenti non possonoinstallare programmi), l'Ufficio utenti gestisce le assistenze, sul wiki della Intranet vengonotradotti i manuali dall'inglese all'italiano ecc. Tutto questo ha un costo che spesso vieneignorato dai talebani dell'Open Source,in un Ente come il nostro l'open non può prescinderedalla puntuale assistenza a 360 gradi. Per questo non siamo ancora pronti per passare, adesempio, a Open Office che, comunque distribuiamo ma, per ora, lasciamo alla discrezionedegli utenti più evoluti perché, se lo dovessimo gestire, dovremmo mettere in piedi tutto unsistema di assistenza dedicato, in primis al change management, e poi alla formazione deidipendenti.
Quali i progetti realizzati e con quali risultati?
I progetti full open sono tantissimi, ma mi piace sottolinearne uno che sta producendo ottimirisultati, da anni utilizziamo una piattaforma molto conosciuta per gestire la formazione on-Line:
Moodle
.Il successo di una piattaforma può essere visto come "valore" se anche la produzione dicontenuti (formali e informali) l'aggregazione delle persone (community) i contenuti erogati(corsi a sostegno dei progetti di eGov) e, soprattutto il concetto di interoperabilità e riuso conle altre regioni (scambio di Learning Object fra piattaforme) porta a delle economie di scalaincredibili. Qui siamo davvero all'eccellenza.Utilizziamo inoltre anche la pacchettizzazione dei contenuti scorm con Reload e l'aggregazionedei contenuti esterni con mashup sui social media. E' davvero tutto a costo zero (tranne,ovviamente, l'impegno e la passione delle persone).
Gianluigi Cogo
- Responsabile Ufficio progettazione e gestione

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