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Rudolf Steiner - Ultima Conferenza

Rudolf Steiner - Ultima Conferenza

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Published by Piero Cammerinesi
L'ultimo straordinario discorso pubblico di Rudolf Steiner
L'ultimo straordinario discorso pubblico di Rudolf Steiner

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Published by: Piero Cammerinesi on Mar 10, 2012
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12/18/2013

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RUDOLF STEINER - Ultima conferenza
 
Conferenza tenuta a Dornach il 28 Settembre 1924, dal ciclo 
Considerazioniesoteriche sui nessi karmici, Vol. IV
, opera omnia n° 238 
Miei cari amici, mi è statoimpossibile ieri e l'altro ieri tenervila conferenza di S. Michele. Maper lo stato d'animo sacro chedeve venire suscitato oggi in noi eche dovrà irradiare nei nostri cuorie nelle nostre anime, per lasolennità di domani dedicata a S.Michele, non volevo lasciarlatrascorrere senza parlare, sia purebrevemente, a voi miei cari amici.Che io sia in grado di farlo è statoreso possibile solo per merito dellacura, piena di devozione, della miaamica, la Dottoressa Ita Wegman,ed io spero che potrò oggi dirviquello che desidero comunicarvi in rapporto appunto a questostato d'animo di solennità. Negli ultimi tempi, miei cari amici,abbiamo avuto da parlare sovente del fluire della forza di Michelenel divenire, nell'evoluzione spirituale degli uomini sulla terra. Efarà parte delle più belle conquiste, direi, dell'insegnamentoantroposofico, che interpreta i segni della nostra epoca, sesaremo in grado nel futuro di aggiungere alle altre festedell'anno, una festa di Michele compenetrata dal suo giusto statod'animo. Questo però sarà possibile solamente, quando la forzapossente del pensiero di Michele, che oggi è appena sentita osolamente intuita, sarà penetrata in un gruppo numeroso dianime che allora potranno creare il giusto punto di partenza per uno stato d'animo adatto a tale solennità religiosa. Al presentepossiamo suscitare un sentimento micaelita all'epoca di Michelese noi ci dedichiamo a sentimenti preparatori per una futurafesta di Michele. E tali pensieri preparatori diverranno in noispecialmente vivaci se rivolgeremo il nostro sguardo a ciò che
 
abbiamo visto operare per così lunghe epoche, parte sulla terra eparte nei mondi soprasensibili, onde preparare ciò che deve venire portato a termine per l'evoluzione del mondo nel corso diquesto secolo da quelle anime che, in profonda realtà, sono statecompenetrate da uno stato d'animo appropriato e si sentonoportate a far parte della corrente di Michele.Ed io, in queste ultime settimane, in quelle esposizioni in cui viho parlato di quanto si riferisce al Karma della Società Antroposofica, ho cercato appunto di rendervi comprensibile che voi, miei cari amici, se veramente vi sentite attirati in modo lealeal Movimento Antroposofico, appartenete senza dubbio a questogruppo di anime. Possiamo ancora accennare ad alcune verità eoggi vogliamo appunto farlo, vogliamo rivolgerci a quanto ci portadinanzi all'anima delle entità che intimamente sono collegate esaranno nel futuro ancora e sempre unite, a ciò che qui è statoesposto come corrente di Michele. Rivolgeremo lo sguardo a dellepersonalità che fecero grande impressione su gran partedell'umanità, almeno in due successive incarnazioni, personalitàche, però per noi si sommano in un'unità, giacché nericonosciamo la manifestazione nelle successive incarnazioni,come appartenenti ad un'unica entità.Quando rivolgiamo il nostro sguardo spirituale indietro a tempiantichi, vediamo entro la tradizione ebraica apparire la naturaprofetica di
Elia
. E noi abbiamo accennato come, nel corso deitempi, nel momento più importante dell'evoluzione dell'umanità,l'Entità che era in Elia è riapparsa in modo che quell'iniziazione,tramite la quale doveva fluire nell'evoluzione dell'umanità, le fuconferita dal Cristo Gesù stesso. Questa entità di Elia èriapparsa di nuovo in
Lazzaro-Giovanni
: esse sono una sola edunica personalità, come avrete già capito dalla mia esposizionenel libro
Il Cristianesimo come fatto mistico 
.Poi noi abbiamo visto, proseguendo, che questa entità riapparein quel pittore universale che, sviluppando la sua artemeravigliosa, poté rivelare appunto cose di così straordinariaimportanza riguardo al Mistero del Golgota. E abbiamo vistocome tutto quello che, quale profondo impulso eristico, direi,quale essenza reale del cristianesimo, aveva vissuto e avevacercato di esprimersi in colori e forme in
Raffaello
, come tuttoquesto risorga nel poeta
Novalis
.
 
 Nel poeta Novalis si manifesta in parole meravigliose ciò cheRaffaello aveva messo dinanzi all'umanità nelle più splendideforme, nei più divini colori. Vediamo susseguirsi esseri dunqueche - nel corso delle incarnazioni - si fondano in una sola entità.Sappiamo, poiché io ho molto sovente attirato su questo la vostraattenzione, sappiamo che l'uomo, quando ha passato le portedella morte, penetra nel mondo stellare e sappiamo che quelloche noi, esternamente in senso fisico, chiamiamo le stelle, nonsono che un segno esteriore degli esseri spirituali che da queipunti del cielo guardano giù verso di noi sulla terra e collaboranoattivamente alle opere dell'evoluzione dell'umanità.Sappiamo che l'uomo passa attraverso le sfere della Luna, poi diMercurio, Venere, Sole, Marte, Giove ed infine Saturno, per poi,quando ha elaborato il suo karma insieme a queste entitàspirituali ed a quelle altre anime che con lui si trovano nella vitaspirituale, fare ritorno all'esistenza terrestre.Se da questo punto di vista gettiamo uno sguardo a Raffaello eseguiamo com'egli sia passato attraverso le porte della morte,com'egli con la sua capacità artistica, che già sulla terra brillavacome un astro e irradiava luce stellare, penetri nei mondi stellari,nella sfera dell'evoluzione spirituale, miei cari amici, allora cirenderemo conto di quanto segue. Vedremo come Raffaello,attraversando la sfera lunare, venga in contatto con quegli esserispirituali che vivono nella sfera lunare; esse sono le individualitàspirituali, che una volta furono le antichissime possenti guidedell'umanità ai suoi primordi, dalla sapienza dei quali Raffaello,come Elia, era ancora profondamente ispirato. Vediamo com'eglisi trovi in comunione con questi esseri lunari e con tutte le animecon cui aveva percorso le sue precedenti tappe della vita terrena,com'egli si unisca spiritualmente con quelle che sono le anticheorigini primordiali terrene e con tutto quanto è forza essenzialeche rese possibile un formarsi dell’umanità ed un compenetraredivino di quanto veniva creato sulla terra. Vediamo Raffaello veramente fra i suoi, unito a coloro con cui nella sua vita comeElia amava di più trovarsi insieme, perché erano quelle entità cheal principio dell'essere della terra avevano dato a essa la sua verameta.Lo vediamo poi percorrere le sfere di Mercurio, insieme aipossenti risanatori cosmici, dove elabora per la sua entitàspirituale ciò che lo rese capace di creare già in origine qualcosa

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