L’intervista
(segue dalla prima pagina)
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
ANDREA TARQUINI
BERLINO
E
SULL’ITALIA: «Nessuno me-glio di Mario Monti sa qualiriforme strutturali sono ne-cessarie per la crescita in Italia…luiè un faro di speranza, non solo perl’Italia ma per l’Europa intera». Co-sì parla Wolfgang Schaeuble, il po-tentissimo ministro delle Finanzetedesco, l’uomo-chiave oggi piùdella stessa Merkel nella crisi del-l’euro e massima, ultima voce eu-ropeista della generazione di Kohle Delors, a due giorni dalla visita di Angela Merkel a Roma.
Ministro, la Grecia sta ottenen-do il secondo aiuto, ce ne sarà unterzo?
«Nessuno può predire il futuro.L’analisi di sostenibilità del debitodella trojka presume che la Greciaarriverà nel 2020 a un debito al120,5 per cento del Pil. L’obiettivosarà raggiunto se la Grecia rispettagli impegni del secondo pacchetto.Ma parliamo di 8 anni. Nessunopuò escludere che la Grecia neces-siti di un ulteriore pacchetto. Non èil tempo di speculare, ma di varareil secondo pacchetto per Atene».
Gli economisti non ci credono,perché?
«Ci sono divergenze d’opinione,e molta incertezza. Per questo i mi-nistri delle Finanze dell’eurozonahanno concordato un secondopacchetto per Atene basato sulleanalisi della trojka, non sulle loroopinioni. Uno scenario realistico,non ottimista. Noi politici dobbia-mo alla fine decidere. Sono convin-to che abbiamo preso le miglioridecisioni possibili, sullo sfondodell’incertezza. Ma non è stato fa-cile e non posso dare una garanziadi successo al 100 per cento».
Ci vuole un Piano Marshall perla Grecia?
«E’ compito della Commissioneeuropea: deve assicurare che laGrecia possa usare i fondi europeigià disponibili per stimolare la cre-scita. Sarebbe un bell’esempio disolidarietà europea se eseguito ra-pidamente. Ma non è un surrogatoal secondo programma per Atene,a riforme e riduzione del debito».
Le misure chieste ai greci sonodurissime, i tedeschi le accette-rebbero?
«Se avessimo una crisi simile, fa-remmo tutto il possibile per resta-re nell’eurozona…i salari minimigreci sono stati ridotti al livello diquelli spagnoli. Dovreste ascoltareèstoni, sloveni o slovacchi: le rifor-me chieste alla Grecia sono menodella metà di quelle accettate dailoro paesi dopo il 1989. I greci de-vono capirlo, prima di dire che iproblemi sono colpa degli altri, omagari dei tedeschi. Non è così.Noi aiutiamo, e io stato il primo achiedere ai media tedeschi di nonparlare con pregiudizi o insulti del-la Grecia».
Vista la tragica crisi sociale gre-ca non si chiedono condizionitroppo dure?
«Noi vogliamo aiutare, ma nes-suno obbliga la Grecia ad accettarel’aiuto. E’ chiaro che la Grecia ha unproblema e ha bisogno di aiuto. Miriferisco a quanto mi dice il gover-no greco, e la Trojka. Vogliamo aiu-tare, possiamo solo se ha senso».
Ma a livello europeo troppa au-sterità non può uccidere ogni ri-presa?
«I problemi dell’eurozona han-no due cause: alti deficit e debitosovrani di alcuni Stati e mancanzadi competitività. Che possiamo su-perare solo con riforme strutturali.Dieci anni di tassi bassi hannospinto alcuni Stati dell’eurozona arinviarle. Adesso, sotto il pressing della crisi, devono vararle».
Come conciliare tagli e cresci-ta?
«Secondo Commissione euro-pea, Fmi e Ocse, la Ue non rischiauna piena recessione, solo crescitadebole, per le cause appena dette.Diciamo: non si tratta solo di ta-gliare spese bensì di rilanciare lacrescita. Per questo servono rifor-me strutturali».
Monti fa abbastanza per la cre-scita o no?
«Nessuno sa meglio di MarioMonti quali riforme strutturali so-no necessarie per la crescita eco-nomica in Italia. Le sue scelte sonopremiate dai mercati con interessipiù bassi sui titoli sovrani. I merca-ti si fidano di Monti. Lui è un faro disperanza non solo per l’Italia maper l’Europa intera. E’ stato elettodal Parlamento, ha piena legitti-mità. I partiti hanno deciso che ilgoverno precedente non era piùcapace di risolvere la crisi e sem-brava aver perso la fiducia dei mer-cati. Allora si sono accordati per uncosiddetto “governo dei tecnici”.Non è la prima volta che questa so-luzione funziona in Italia. La situa-zione attuale mi ricorda i primi an-ni ‘90, quando Ciampi creò le pre-condizioni per la partecipazioneitaliana all’euro. Lasciamo che ilpopolo italiano decida cosa acca-drà l’anno prossimo, dopo le ele-zioni».
Dopo Ciampi , però, venne l’era Berlusconi …
«Non do consigli a elettori chenon sono i miei. Ma la decisioneitaliana — formare il governo deitecnici e dargli abbastanza tempoper lavorare, invece di affrettarsiverso nuove elezioni — si è dimo-strata molto successful, efficace».
Che dice della paura europea diun’egemonia tedesca?
«Le assicuro, la Germania nonha né l’intenzione né la capacità didominare l’Europa. Al contrario: lastabilità dell’euro e una crescita ro-busta nella Ue dipendono dallaGermania in misura molto mag-giore di quanto i tedeschi non vor-rebbero. Dedurre da ciò che noi vo-gliamo governare l’Europa è asso-lutamente insensato. Un esempio:la cancelliera e io abbiamo fatto ditutto per trasformare il fiscal com-pact in emendamento ai Trattatieuropei, per dare alla Commissio-ne europea un maggior ruolo e ri-durre il peso degli Stati membri.Purtroppo il Regno Unito ha bloc-cato ciò, ma non c’è prova miglioreche la Germania non vuole domi-nare la Ue».
Ma Ulrich Beck parla di nazio-nalismo dell’euro tedesco…
«Non fu solo auspicio dei tede-schi introdurre l’euro, ma di moltipaesi europei. Anche della Grecia,che nessuno ha costretto a entrarenell’unione monetaria, così comenessuno ha costretto l’Italia. FuMitterrand a volere una valuta eu-ropea stabile come il marco. Pur-troppo poi anche noi tedeschi ab-biamo violato le regole del Patto distabilità e crescita (2002-2004)».
Il fiscal compact è abbastanza per costruire più Europa politica,e in futuro per gli eurobond?
«E’ un passo importante versoun’unione della stabilità…è “piùEuropa”, è la via giusta. La via del-l’unione europea è sempre statacammino passo per passo. Bisognaconvincere la gente che si va nellagiusta direzione. E’ giusto che Kohlchieda sempre più Europa. Più Eu-ropa è nell’interesse di tutti…mamettere in comune responsabilitàdi debiti, cioè eurobond, può soloessere ipotizzato realizzando pri-ma una politica di bilancio comu-ne. Altrimenti sarebbe errato».
Perché non dare alle Bce com-petenze tipo Fed?
«Non condivido quest’idea. Ildollaro è una valuta di riserva glo-bale, il cui cambio è determinatoda ben altri fattori che non il rischiod’inflazione Usa. Per l’euro non ècosì. La fiducia nell’euro è forte-mente determinata dalla sua stabi-lità, per questo è così importanteche l’eurozona la garantisca. LaBce non può e non dovrebbe finan-ziare i debiti degli Stati membri. E’compito dei governi. La Bce devegarantire sufficiente liquidità nel-l’eurozona e frenare l’inflazione.Lavora oggi in modo eccellente, edel tutto indipendente. Cambian-do daremmo ai politici la tentazio-ne di stampare moneta ogni voltache vorranno».
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“Ho fiducia nella GreciaI piani di austeritànon creano recessione”
Schaeuble: Monti speranza per Italia ed Europa
Parla il ministro tedesco delle Finanze. Dopodomani la visita della cancelliera a Roma
Meno sacrifici di altri
Le riforme chieste ad Atene sono meno dellametà di quelle accettatea suo tempo da sloveni,slovacchi ed estoni
I mercati e l’Italia
Non andare alle elezioniè stata una buona scelta.Il governo dei tecnici è premiato dai mercati.Mi ricorda Ciampi
Nessuna egemonia
La Germania non ha nél’intenzione né lacapacità di dominarel’Europa. Più poterialla Commissione Ue
BERLINO
A fianco,il potenteministrotedesco delleFinanze,WolfgangSchaeuble,protagonistachiave dellastrategiaeuropeacontrol’emergenzadebito.Sopra, ilministroinsieme aMario Monti
Il declassamento
Rating a “D”dai cinesidella Dagong
PECHINO — L’agen-zia di rating Dagongtaglia il debito sovranodella Grecia da “C” a“D”, ovvero default.L’agenzia cinesespiega che il declas-samento è la conse-guenza dell’operazio-ne di swap del debitovoluta da Atene chepur avendo esito posi-tivo è andata contro ilvolere di alcuni credi-tori privati con l’attiva-zione delle clausole diazione collettiva (Cac)che forzano gli obbli-gazionisti ad aderire alconcambio. Dunque agiudizio di Dagong ilgoverno greco ha fat-to default nei confron-ti di parte dei creditoriprivati che non voleva-no accettare lo swap.