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dom 11 mar2012
SEDE:
00147 ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO 2004 - ROMA.
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2,00; CANADA $1; CROAZIA KN 15; EGITTO EP 16,50; REGNO UNITO LST 1,80; REPUBBLICA CECA CZK 64; SLOVACCHIA SKK 80/ 
2,66; SVIZZERA FR 3,00 (CON D O IL VENERDÌ FR 3,30); TURCHIA YTL 4; UNGHERIA FT 495; U.S.A $ 1,50
Fondatore Eugenio ScalfariDirettore Ezio Mauro
1,20
in Italia
- Numero 60 Anno 37domenica 11 marzo 2012
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www.repubblica.it
I protagonisti
Gallagher incontraBalotelli“Chi è più rockstar?”
NOEL GALLAGHERGABRIELE ROMAGNOLI
Il personaggio
Addio Moebius principe visionariodel fumetto
GIPILUCA RAFFAELLI
La copertina
“Noi, i ragazzirivoluzionaridi Facebook”
ENRICODEAGLIO
LA DOMENICA
CULT
Il ministro delle Finanze tedesco elogia Monti: “Speranza per l’Europa”. Lite Merkel-Lagarde : l’Fmi chiede più soldi per la crescita
La Germania: “Atene ce la farà”
 Intervista a Schaeuble: l’austerity fa bene. Scontro Pdl-Pd sul lavoro
SE CENTOGIORNIVI SEMBRANTROPPI
EUGENIO SCALFARI
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O “spread” è quasi dimez-zato rispetto a tre mesi fa,ma c’è anche chi scrive(Guido Gentili sul “24 Ore” divenerdì scorso) che uno“spread” a livelli pericolosi da-va al governo Monti l’energiadell’emergenza e imponeva aipartiti di appoggiarlo senza ri-serve, mentre il recupero di unaquasi normalità finanziaria al-lenta i vincoli della strana mag-gioranza esistente rendendopiù fragile la tenuta del governo.Questa riflessione è parados-sale ma come tutti i paradossicontiene una parte di verità. Al-cune fastidiose gaffe di ministrie di sottosegretari e alcunidrammatici episodi in Nigeria ein India hanno nei giorni scorsidato la stura a critiche e ad unoscollamento evidente nel rap-porto tra i partiti e il governo. Larecessione in corso ha accen-tuato il malessere di molte cate-gorie. Il movimento No-Tav èdiventato una sorta di distintivounificante per tutti gli sconten-ti d’Italia e la Fiom una sorta disindacato-partito all’insegnadel solito articolo 18.Infine il “dopo Monti” e l’av-vicinarsi delle elezioni ammini-strative del 6 maggio hanno ri-svegliato i partiti dal lungo le-targo in cui sembravano caduti.Cresce l’insofferenza verso la“dittatura” dei tecnici ai quali siguarda come una necessariasospensione della democraziaparlamentare, che dovrà co-munque cessare nella primave-ra del 2013. Accenti di questo ti-po sono anche contenuti nel“manifesto” dell’associazione“Libertà e Giustizia” che sarà il-lustrato domani a Milano daGustavo Zagrebelsky.
SEGUE A PAGINA 29
 Nigeria, è stata un’esecuzionequattro colpi contro l’ostaggio
La salma di Lamolinara in Italia
BERLINO
«N
ESSUNO può predire il futuro, la priorità è varare il se-condo pacchetto per la Grecia… confido che le difficilimisure decise con il governo di Atene la porteranno sul-la via del risanamento».
SEGUE A PAGINA 3
L’arrivo a Ciampino della salma SERVIZI ALLE PAGINE 6, 7 E 9
Ma le banche credonoal default della Grecia
L’analisi
NEW YORK
I
GOVERNI europei lo defini-scono un successo: missionecompiuta, il salvataggio del-la Grecia è andato in porto. Per imercati tecnicamente è un “de-fault”, il più grande consolida-mento di un debito pubblicomai avvenuto nella storia, e so-no certi che non basterà.
SEGUE A PAGINA 2
ROMA
—L'Italia con la sinistra al governoavrebbe nozze gay e coppie di fatto. Il se-gretario del Pdl Angelino Alfano a due me-si dalle amministrative, attacca sui temidella famiglia. Immediata la reazione delPd. «Sentendo i toni di Alfano chiedo –scrive il leader Pierluigi Bersani su Twitter– se siamo già in campagna elettorale. Nelcaso ci tenga informati, vorremmo parte-cipare». Rincara la dose la presidente deisenatori democratici, Anna Finocchiaro:«Con queste basse polemiche si rischia so-lo di creare inutili problemi al governo».
SERVIZI ALLE PAGINE 10,11 E 13
La crociata anti-omosessualedal Cavaliere ad Angelino
La polemica
FILIPPO CECCARELLI
E
CCOLI di nuovo, come se in un baleno la misura ela sobrietà avessero tolto il disturbo e in 24 ore ap-pena tutto fosse ritornato come prima. Berlusconisuper-macho attempato con Putin e Medvedev giubbo-natissimi, Dell’Utri soddisfatto dell’ennesimo verdetto.
SEGUE A PAGINA 10
“Cambiare l’articolo 18, non abolirlo”
Il retroscena
ROBERTO MANIA
«M
ODIFICARE l’articolo 18 ma senza cancellarlo». Cosìil premier Mario Monti spiega – nelle conversazioniinformali degli ultimi giorni – il piano che ha in men-te. Non uno strappo radicale con la Cgil, che proprio ieri con il lea-der Susanna Camusso è tornata da New York ad alzare le barricate.
SEGUE A PAGINA 4
Alfano: se la sinistra vincenozze gay e coppie di fatto
Polemica dopo il discorso del segretario del centrodestra. Bersani: è già in campagna elettorale
Manifestazione di protesta“Via gli stupratori dall’ateneo”
Strauss-Kahna Cambridgestudenti in rivolta
ENRICO FRANCESCHINI A PAGINA 19
Abbiamo incontrato in Macedonia Ilievski, il superlatitante dell’inchiesta
Calcio truccato, nel covo del boss“Un festival fare soldi in Italia”
Il reportage
Tamburino, nuovo capo del Dap“Errore chiudere Asinara e Pianosa”
“Per la prima voltacalano i detenutisì al carcere leggero”
LIANA MILELLA A PAGINA 21
Il dibattito sulla fine del postmoderno: non tutto è interpretazione
Umberto Eco: cari filosofiè l’ora del Realismo Negativo
H
O LETTO in vari siti di inter-net o in articoli di pagine cul-turali che sarei coinvolto nellancio di un Nuovo Realismo, e michiedo di che si tratti, o almeno checosa ci sia di nuovo (per quanto miriguarda) in posizioni che sostengoalmeno dagli anni Sessanta e cheavevo esposte poi nel saggio Brevicenni sull’Essere, del 1985.
 ALLE PAGINE 46 E 47UMBERTO ECO
CULT
LA DOMENICA
dal nostrocorrispondenteFEDERICO RAMPINIdal nostro corrispondenteANDREA TARQUINISKOPJE
«N
ON avete capito niente.Lazio-Genoa l’ha fattaSculli, non Mauri».Sculli? Sicuro? «Sculli. Con gli amicisuoi di Genova. Al cento per cento. Anzi no, a un milione per cento. Sevolete ve ne parlo. Però non qui,non ora.
SEGUE ALLE PAGINE 22 E 23dai nostri inviatiGIULIANO FOSCHINIMARCO MENSURATI
 
ECONOMIA
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DOMENICA 11 MARZO 2012
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LA CRISI FINANZIARIA
I mercati
È scontro tra Fmi e Merkell’America chiede più sforzisu fondo salva-Stati e crescita
 E le banche scommettono su una nuova bancarotta di Atene
 
(segue dalla prima pagina)
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
FEDERICO RAMPINI
NEW YORK
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N’ALTRA bancarotta greca è previ-sta per il 2013, nelle scommesse de-gli investitori. Non è solo questionedi finanza: l’intera eurozona sprofonda nel-la recessione, la Spagna vede materializzar-si lo spettro di una “spirale greca”, coi debi-ti che crescono perché il Pil va sempre piùgiù. Si apre un dissenso tra il Fondo mone-tario internazionale e la Germania, a cui il
 New York Times 
dedica la prima pagina met-tendo in scena le due donne avversarie, Ch-ristine Lagarde e Angela Merkel. Dietro ilFmi c’è l’America di Obama, in forte ripresa,con oltre 700.000 posti creati in più dall’ini-zio dell’anno.
IL PROSSIMO DEFAULTLO PAGA IL CONTRIBUENTE
La divaricazione è di nuovo ai massimi,tra il discorso politico e la logica dell’econo-mia. Per l’eurozona quello avvenuto ve-nerdì è un passo avanti verso la stabilizza-zione, a cui tutti hanno contribuito: su 200miliardi di euro di debito statale greco, circala metà sono stati letteralmente cancellatidal “valore nominale” dei titoli del Tesoro.La Merkel l’ha spuntata su un aspetto: lebanche internazionali che detenevano ibond greci ci rimettono tanto, perdono benoltre il 50% del valore dei loro investimenti.Un piccolo gruppo di investitori ribelli ha ri-fiutato il concordato: è per questa ragioneche tecnicamente il consolidamento non sipuò definire “volontario”, e scatta il paga-mento di 3,2 miliardi di Credit default swap(cds), titoli derivati dal contenuto assicura-tivo e/o speculativo. Ma non è questo l’a-spetto più importante. Il default greco segnal’uscita di scena dei banchieri: al loro postonella veste di creditori di Atene subentranogli altri Stati europei e le istituzioni sovrana-zionali che sono emanazione degli Stati(Fmi, fondo europeo salva-Stati). Risultato:il prossimo default greco lo pagherà il con-tribuente europeo, tedesco in primis. Cheforse si rivelerà — per governo interposto —un negoziatore più intransigente della co-munità bancaria. Quest’ultima non ha dub-bi: la Grecia tornerà in bancarotta. Lo dico-no le scommesse sui mercati, dove i nuovibond greci “risanati” vengono valutati at-torno al 15% del loro valore ufficiale. A WallStreet la data è considerata quasi certa, nel2013 Atene sarà di nuovo in default.
L’OPZIONE DELL’USCITA DALL’EURO
La sindrome greca non lascia scampo. E’all’economia reale che bisogna guardareper capire che questa situazione è una“aporìa”, situazione senza via di uscita, co-me le tragedie di Eschilo. Il Pil della Grecia ècrollato del 7,5% solo nell’ultimo trimestredel 2011, peggio del previsto. Le cronache da Atene narrano di aziende e privati cittadiniche portano i capitali all’estero, di giovanidisoccupati che riprendono la strada dell’e-migrazione. Se non ci credono i greci, figu-rarsi chi dovrebbe investire in quel paese.L’unica soluzione — sussuranno da mesi gliesperti del Fmi — è la massiccia svalutazio-ne, cioè l’uscita della Grecia dall’euro. Pro-prio quel che pensano i parlamentari di Ate-ne che hanno già effettuato bonifici su con-ti offshore.
PORTOGALLO E SPAGNA NELLA STESSA TRAPPOLA?
Il Portogallo è il prossimo sulla lista. An-che se il suo default non è affatto una certez-za, spaventa il tasso d’interesse che Lisbonadeve pagare su certi bond, attorno al 13,5%e quindi insostenibile. Il Pil portoghese con-tinua a franare. Per rilanciare la crescita, equindi poter ripagare i debiti, il Portogalloha bisogno di esportare. Ma il suo principa-le mercato di sbocco, la Spagna, è a sua vol-ta in recessione e quindi compra meno diprima. Il caso spagnolo lo coglie nella suadrammaticità il premier Mariano Rajoy:conservatore come la Merkel, non esita a sfi-dare la cancelliera tedesca per “l’austerity impossibile” che viene richiesta alla Spa-gna. Ecco i numeri dell’esercizio assurdo:l’anno scorso Madrid doveva chiudere il bi-lancio con il 6% di deficit sul Pil, invece il di-savanzo è balzato all’8,5%. Perché? Per lastessa trappola in cui sono cadute Atene e Li-sbona: con il pavimento del Pil che sprofon-da sempre più in basso, gli obiettivi di defi-cit e debito diventano dei bersagli mobiliche si allontanano a vista d’occhio. Se Rajoy dovesse applicare la cura che gli viene im-posta dalla Germania, i consumi spagnoliperderebbero altri 4 punti solo quest’anno,in un paese dove la disoccupazione giovani-le è al 50%.
SCONTRO LAGARDE-MERKEL,OFFENSIVA DI OBAMA 
L’austerity voluta dalla Merkel sta logo-rando il rapporto tra le due donne più po-tenti dell’economia globale, la cancellierae la francese Lagarde che dirige il Fmi. Daquando ha sostituito Dominique Strauss-Kahn, la direttrice ne ha raccolto l’ispira-zione molto critica verso l’eurozona. AllaGermania, il Fmi chiede uno sforzo finan-ziario molto più sostanzioso per il “muro difuoco” anti-contagio: servono almeno 750miliardi di euro perché il fondo salva-Statisia un argine credibile contro future crisi.Soprattutto, il Fmi è costernato per l’assen-za di una strategia di crescita. Dietro le cri-tiche della Lagarde c’è l’ombra di Barack Obama. Seguendo la strategia opposta aquella della Merkel, respingendo l’auste-rity, il presidente americano raccoglie suc-cessi innegabili: 24 mesi consecutivi di cre-scita dell’occupazione in America, e un’ac-celerazione negli ultimi tre mesi in cui il sal-do netto tra nuove assunzioni e licenzia-menti supera regolarmente le 200.000unità mensili. Obama e il Fmi hanno le pro-ve che l’austerity della Merkel non danneg-gia solo la periferia dell’eurozona, ma famale alla Germania stessa. Negli ordinativiricevuti dalle imprese industriali dall’ini-zio dell’anno, l’America ha una crescita se-conda solo a quella dell’India. L’industriatedesca, che aveva continuato a beneficia-re di una crescita degli ordini fino a tutto il2010, dalla metà dell’anno scorso non fache retrocedere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Per l’eurozona ilsalvataggio greco è statoun successo malgrado il“default” tecnico. Ma c’èchi dice che non basteràObama e il Fondomonetario dichiaranoguerra all’austerity:danneggerà l’Europae la stessa Germania
Le tappe
LUNEDÌ
Si riuniscel’Eurogruppo chesbloccherà ilsecondo pacchettodi aiuti di 130miliardi
20 MARZO
Scadono bondgreci per 14,5miliardi. Atene habisogno degli aiutiinternazionaliper rimborsarli
30-31 MARZO
Si riuniscono aCopenaghen iministri delle FinanzeUe per decidere ilrafforzamento delfondo salva Stati
 
 A FUOCO LA BANDIERA UE
Un gruppo di dipendentipubblici greci durante unosciopero brucia perprotesta la bandiera Ue
 
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PER SAPERNE DI PIÙ
www.statistics.grwww.imf.org
 
L’intervista
(segue dalla prima pagina)
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
 ANDREA TARQUINI
BERLINO
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SULL’ITALIA: «Nessuno me-glio di Mario Monti sa qualiriforme strutturali sono ne-cessarie per la crescita in Italia…luiè un faro di speranza, non solo perl’Italia ma per l’Europa intera». Co-sì parla Wolfgang Schaeuble, il po-tentissimo ministro delle Finanzetedesco, l’uomo-chiave oggi piùdella stessa Merkel nella crisi del-l’euro e massima, ultima voce eu-ropeista della generazione di Kohle Delors, a due giorni dalla visita di Angela Merkel a Roma.
Ministro, la Grecia sta ottenen-do il secondo aiuto, ce ne sarà unterzo?
«Nessuno può predire il futuro.L’analisi di sostenibilità del debitodella trojka presume che la Greciaarriverà nel 2020 a un debito al120,5 per cento del Pil. L’obiettivosarà raggiunto se la Grecia rispettagli impegni del secondo pacchetto.Ma parliamo di 8 anni. Nessunopuò escludere che la Grecia neces-siti di un ulteriore pacchetto. Non èil tempo di speculare, ma di varareil secondo pacchetto per Atene».
Gli economisti non ci credono,perché?
«Ci sono divergenze d’opinione,e molta incertezza. Per questo i mi-nistri delle Finanze dell’eurozonahanno concordato un secondopacchetto per Atene basato sulleanalisi della trojka, non sulle loroopinioni. Uno scenario realistico,non ottimista. Noi politici dobbia-mo alla fine decidere. Sono convin-to che abbiamo preso le miglioridecisioni possibili, sullo sfondodell’incertezza. Ma non è stato fa-cile e non posso dare una garanziadi successo al 100 per cento».
Ci vuole un Piano Marshall perla Grecia?
«E’ compito della Commissioneeuropea: deve assicurare che laGrecia possa usare i fondi europeigià disponibili per stimolare la cre-scita. Sarebbe un bell’esempio disolidarietà europea se eseguito ra-pidamente. Ma non è un surrogatoal secondo programma per Atene,a riforme e riduzione del debito».
Le misure chieste ai greci sonodurissime, i tedeschi le accette-rebbero?
«Se avessimo una crisi simile, fa-remmo tutto il possibile per resta-re nell’eurozona…i salari minimigreci sono stati ridotti al livello diquelli spagnoli. Dovreste ascoltareèstoni, sloveni o slovacchi: le rifor-me chieste alla Grecia sono menodella metà di quelle accettate dailoro paesi dopo il 1989. I greci de-vono capirlo, prima di dire che iproblemi sono colpa degli altri, omagari dei tedeschi. Non è così.Noi aiutiamo, e io stato il primo achiedere ai media tedeschi di nonparlare con pregiudizi o insulti del-la Grecia».
 Vista la tragica crisi sociale gre-ca non si chiedono condizionitroppo dure?
«Noi vogliamo aiutare, ma nes-suno obbliga la Grecia ad accettarel’aiuto. E’ chiaro che la Grecia ha unproblema e ha bisogno di aiuto. Miriferisco a quanto mi dice il gover-no greco, e la Trojka. Vogliamo aiu-tare, possiamo solo se ha senso».
Ma a livello europeo troppa au-sterità non può uccidere ogni ri-presa?
«I problemi dell’eurozona han-no due cause: alti deficit e debitosovrani di alcuni Stati e mancanzadi competitività. Che possiamo su-perare solo con riforme strutturali.Dieci anni di tassi bassi hannospinto alcuni Stati dell’eurozona arinviarle. Adesso, sotto il pressing della crisi, devono vararle».
Come conciliare tagli e cresci-ta?
«Secondo Commissione euro-pea, Fmi e Ocse, la Ue non rischiauna piena recessione, solo crescitadebole, per le cause appena dette.Diciamo: non si tratta solo di ta-gliare spese bensì di rilanciare lacrescita. Per questo servono rifor-me strutturali».
Monti fa abbastanza per la cre-scita o no?
«Nessuno sa meglio di MarioMonti quali riforme strutturali so-no necessarie per la crescita eco-nomica in Italia. Le sue scelte sonopremiate dai mercati con interessipiù bassi sui titoli sovrani. I merca-ti si fidano di Monti. Lui è un faro disperanza non solo per l’Italia maper l’Europa intera. E’ stato elettodal Parlamento, ha piena legitti-mità. I partiti hanno deciso che ilgoverno precedente non era piùcapace di risolvere la crisi e sem-brava aver perso la fiducia dei mer-cati. Allora si sono accordati per uncosiddetto “governo dei tecnici”.Non è la prima volta che questa so-luzione funziona in Italia. La situa-zione attuale mi ricorda i primi an-ni ‘90, quando Ciampi creò le pre-condizioni per la partecipazioneitaliana all’euro. Lasciamo che ilpopolo italiano decida cosa acca-drà l’anno prossimo, dopo le ele-zioni».
Dopo Ciampi , però, venne l’era Berlusconi …
«Non do consigli a elettori chenon sono i miei. Ma la decisioneitaliana — formare il governo deitecnici e dargli abbastanza tempoper lavorare, invece di affrettarsiverso nuove elezioni — si è dimo-strata molto successful, efficace».
Che dice della paura europea diun’egemonia tedesca?
«Le assicuro, la Germania nonha né l’intenzione né la capacità didominare l’Europa. Al contrario: lastabilità dell’euro e una crescita ro-busta nella Ue dipendono dallaGermania in misura molto mag-giore di quanto i tedeschi non vor-rebbero. Dedurre da ciò che noi vo-gliamo governare l’Europa è asso-lutamente insensato. Un esempio:la cancelliera e io abbiamo fatto ditutto per trasformare il fiscal com-pact in emendamento ai Trattatieuropei, per dare alla Commissio-ne europea un maggior ruolo e ri-durre il peso degli Stati membri.Purtroppo il Regno Unito ha bloc-cato ciò, ma non c’è prova miglioreche la Germania non vuole domi-nare la Ue».
Ma Ulrich Beck parla di nazio-nalismo dell’euro tedesco…
«Non fu solo auspicio dei tede-schi introdurre l’euro, ma di moltipaesi europei. Anche della Grecia,che nessuno ha costretto a entrarenell’unione monetaria, così comenessuno ha costretto l’Italia. FuMitterrand a volere una valuta eu-ropea stabile come il marco. Pur-troppo poi anche noi tedeschi ab-biamo violato le regole del Patto distabilità e crescita (2002-2004)».
Il fiscal compact è abbastanza per costruire più Europa politica,e in futuro per gli eurobond?
«E’ un passo importante versoun’unione della stabilità…è “piùEuropa”, è la via giusta. La via del-l’unione europea è sempre statacammino passo per passo. Bisognaconvincere la gente che si va nellagiusta direzione. E’ giusto che Kohlchieda sempre più Europa. Più Eu-ropa è nell’interesse di tutti…mamettere in comune responsabilitàdi debiti, cioè eurobond, può soloessere ipotizzato realizzando pri-ma una politica di bilancio comu-ne. Altrimenti sarebbe errato».
Perché non dare alle Bce com-petenze tipo Fed?
«Non condivido quest’idea. Ildollaro è una valuta di riserva glo-bale, il cui cambio è determinatoda ben altri fattori che non il rischiod’inflazione Usa. Per l’euro non ècosì. La fiducia nell’euro è forte-mente determinata dalla sua stabi-lità, per questo è così importanteche l’eurozona la garantisca. LaBce non può e non dovrebbe finan-ziare i debiti degli Stati membri. E’compito dei governi. La Bce devegarantire sufficiente liquidità nel-l’eurozona e frenare l’inflazione.Lavora oggi in modo eccellente, edel tutto indipendente. Cambian-do daremmo ai politici la tentazio-ne di stampare moneta ogni voltache vorranno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
“Ho fiducia nella GreciaI piani di austeritànon creano recessione”
Schaeuble: Monti speranza per Italia ed Europa
Parla il ministro tedesco delle Finanze. Dopodomani la visita della cancelliera a Roma
Meno sacrifici di altri
Le riforme chieste ad Atene sono meno dellametà di quelle accettatea suo tempo da sloveni,slovacchi ed estoni
I mercati e l’Italia
 Non andare alle elezioniè stata una buona scelta.Il governo dei tecnici è premiato dai mercati.Mi ricorda Ciampi
Nessuna egemonia
La Germania non ha nél’intenzione né lacapacità di dominarel’Europa. Più poterialla Commissione Ue
BERLINO
 A fianco,il potenteministrotedesco delleFinanze,WolfgangSchaeuble,protagonistachiave dellastrategiaeuropeacontrol’emergenzadebito.Sopra, ilministroinsieme aMario Monti
Il declassamento
Rating a “D”dai cinesidella Dagong
PECHINO — L’agen-zia di rating Dagongtaglia il debito sovranodella Grecia da “C” a“D”, ovvero default.L’agenzia cinesespiega che il declas-samento è la conse-guenza dell’operazio-ne di swap del debitovoluta da Atene chepur avendo esito posi-tivo è andata contro ilvolere di alcuni credi-tori privati con l’attiva-zione delle clausole diazione collettiva (Cac)che forzano gli obbli-gazionisti ad aderire alconcambio. Dunque agiudizio di Dagong ilgoverno greco ha fat-to default nei confron-ti di parte dei creditoriprivati che non voleva-no accettare lo swap.
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