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MICROSCOPIO LENTICOLARE

MICROSCOPIO LENTICOLARE

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Published by D.Domenico
il microscopio lenticolare
il microscopio lenticolare

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Categories:Types, Research, Science
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08/11/2013

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L’incontro con Ighina
La prima volta che andai da Ighina assieme ad un amico, ero molto fiducioso e avevo preparatouna serie di domande inerenti al suo libro.Durante il primo colloquio però fu evidente che l’età e la malattia avevano fatto il loro corso.Quindi non insistetti per avere risposte. La cosa che mi colpì subito fu una frase che suonavacosì:“In questa apparecchiatura, ci sono i miei 90 anni di ricerca”. Dicendo questo mi mostrò unoggetto formato da spirali di alluminio colorate, denominato ERIM.Rimasi da una parte incuriosito e dall’altra stupito, perché mi ero fatto l’idea che Ighina fosseun ricercatore che usava apparecchiature elettroniche o magneti ruotanti, quello che avevo difronte era invece un tipico esempio di apparato da rabdomante; certo, differente da altri nellaforma, ma uguale nel significato utilitaristico. Ighina disse che equilibrava le energie, purificaval’aria, annullava la geopatia ecc.Molte altre volte avevo visto cose simili direttamente o nelle riviste specializzate.In particolare 30 anni fa ebbi modo di interagire con un personaggio dotato di “facoltà paranormali”, con gli anni avevo potuto constatare che assieme ad un guazzabuglio di ideestrane e strani comportamenti, c’erano effettivamente delle capacità straordinarie.Due anni prima Ighina aveva avuto un ictus che non gli permetteva di esprimersi chiaramente,gli fu chiesto se si poteva filmare il colloquio in modo da poter riascoltare successivamente,accettò di buon grado.Rivedendo il colloquio si può rilevare che Ighina parlava a ruota libera, non cercava l’accordo,esprimeva liberamente le proprie idee passando dall’aspetto scientifico a quello esoterico conuna tranquillità sbalorditiva. Così disse che pur essendo in una sedia a rotelle, riusciva ancora a proiettare la sua consapevolezza fuori dal corpo. Recentemente aveva preso contatto con ilsole, disse che nella realtà più profonda esso risultava vivo e stranamente non era per nientecaldo; sembrava un gigantesco cuore che pulsava. Aggiunse che il contatto con una tale potentevibrazione lo aveva messo in difficoltà, con grave rischio per la sua salute.Poi l’argomento scivolò sul “microscopio lenticolare” citato dal suo libro, Ighina disse che lelenti e l’occhio si devono fondere in un tutt’uno, aggiunse che la scienza ufficiale, non avendoavuto a disposizione un tale strumento, stava analizzando la realtà partendo dalla coda invece di partire dalla testa.Infine consigliò di prendere contatto con il suo attuale assistente che poteva dare ulterioriindicazioni.
 
IGHINAL’uomo che vedeva gli atomi
L’uomo di scienza che ha avuto modo di leggere il libro di Luigi Ighina sicuramente saràrimasto sconcertato. Sembra un libro di fantasia.In realtà più che di un libro si tratta di un opuscolo di 60 pagine dal titolo “
 L’atomo magnetico
 Atlantide edizioni.
In questo libro Ighina fa una stringata relazione sulle sue scoperte, dando una diversarappresentazione del mondo fisico.Ighina appare un personaggio “strano”; per alcuni questo vocabolo equivale a fuori schema,eccentrico, per altri potrebbe significare straordinario, eccezionale.Leggendo alcuni libri o sue interviste, emerge che Ighina era un uomo dotato di strane facoltà,lui affermava di poter percepire con le sue mani “
le vibrazioni biomagnetiche
” emesse dai varicorpi sosteneva per esempio di poter “
 percepire
” la presenza dell’acqua o altro fino ad unanotevole profondità.Di persona appariva come un uomo tranquillo, molto convinto delle proprie idee, poco propenso a lasciarsi andare ai sentimenti.Sicuramente gli va riconosciuta una gran capacità di concentrazione e una costanza incredibilenel perseguire le sue ricerche.La descrizione che dà sulla natura dell’universo è sicuramente fuori schema rispetto alla scienzaufficiale.Per esempio lui descrive la luce non come onda ma parla di “atomi di luce”.Il magnetismo di cui parla equivale solo in parte al normale concetto di magnetismo della fisicaclassica.La sua descrizione del mondo si avvicina stranamente alle concezioni esoteriche.Cercherò di analizzare gli scritti d’Ighina, facendo una comparazione critica con la scienzaufficiale.Analizzerò per primo lo strumento che va sotto il nome di “Microscopio Lenticolare”.Riporto di seguito quanto scritto da Ighina nel libro “L’atomo magnetico”, poi seguirà l’analisidal punto di vista fisico.
Microscopio lenticolare
“Non mi perderò nel descrivere come sono riuscito ad arrivare a questa o a quella prova per brevità e per miglior chiarezza. Avevo notato che per esplorare i vari elementi della naturaoccorrevano microscopi potentissimi. Nonostante fossi andato nelle principali fabbriche italianeed estere di lenti, specie quella della Zeiss, non mi fu possibile ottenere da queste fabbrichemiglioramenti d’ingrandimenti microscopici lenticolari. Questo fatto avvenne tra il 1928 ed il 1932. Decisi allora di studiare io stesso la possibilità di migliorare questi ingrandimenti. Dopoalcuni anni riuscii ad osservare che ruotando le lenti degli obiettivi ed oculari di un microscopioad una determinata velocità potevo ottenere l'annullamento delle rifrazioni delle lenti del 
 
microscopio stesso; inoltre mi accorsi che incidendo sulla lente denominata oculare delle linee potevo ottenere su di essa l'immagine dell'oggetto in esplorazione.Qui è necessario spiegare come avviene il fissaggio dell'immagine dell'oggetto inesplorazione sulla lente oculare. Incidendo all'esterno della lente oculare delle righelongitudinali e verticali per tutto il diametro della sua circonferenza e facendola girare, avvieneche ad un certo punto della sua velocità, le righe scompaiono e si ottiene una specie ditrasparenza opaca che serve a trattenere l'immagine dell'oggetto sulla stessa lente. Per avere la chiarezza dell'immagine occorre regolare la focalità delle lenti del microscopioassieme alle due velocità delle lenti sino a trovare il punto esatto tra la velocità delle lenti e laregolazione del microscopio. Il funzionamento della lente oculare rigata si potrebbe paragonare un poco a quel circolettorigato che si mette al centro del perno di un complesso grammofonico per trovare esattamente lavelocità di 78 giri, credo che sia chiamato stroboscopio. Per quale motivo io desideravo togliere il riflesso delle rifrazioni delle lenti e fissare sulla lenteoculare l'immagine? Lo scopo che mi ero prefisso era quello di poter aumentare l'ingrandimento. Per far questo avevo pensato di aggiungere un microscopio sopra l'altro ma per far questooccorrevano due cose: prima eliminare le rifrazioni delle lenti del microscopio, secondo fissarel'immagine invece che nella pupilla dell'osservatore sulla lente oculare. Ottenuta l'immagine sull'oculare ed eliminate le rifrazioni, io avevo la possibilità di poter nuovamente ingrandirel'immagine sovrapponendo un secondo microscopio sopra l'oculare del primo microscopio che proiettava l'immagine, per ingrandire nuovamente l'immagine con il secondo microscopio aventelo stesso ingrandimento e le stesse rotazioni delle lenti tanto l'oculare rigato quanto quellodell'obiettivo. A questo punto regolando contemporaneamente la focalità dei due microscopi conle rotazioni delle quattro lenti, le due oculari e le due obiettive, si poteva trovare il punto preciso per ottenere l'immagine riflessa sull'oculare del secondo microscopio. Questa messa a punto nonè stata molto facile. Le prime volte che tentai, impiegai da 4 a 6 mesi, ottenendo solo in principio, frazioni di secondi di visualità dell'immagine, in seguito però riuscii allo scopo.Vogliamo assieme osservare nella figura l'immagine riflessa sull'oculare A (1 microscopio) verràingrandita di 200 volte perché il microscopio è composto di lenti per ingrandimento di 200 volte.Se noi applichiamo sopra l'oculare del primo microscopio un secondo microscopio (anch'essocon ingrandimento di 200 volte) avremo sull'oculare del secondo microscopio un ingrandimentodi 200 x 200 = 40.000 ingrandimenti. Se n’applichiamo un terzo sopra il secondo microscopiocon lo stesso funzionamento del primo e del secondo si otterrà l'immagine ingrandita d’altre 200volte ottenendo l'immagine sul terzo oculare di 40.000 x 200 = 8.000.000 d’ingrandimenti. Applicando un quarto microscopio sul terzo si avrà sull'oculare del quarto microscopio uningrandimento di 8.000.000 x 200 = 1.600.000.000. di ingrandimenti. I sopra indicatiingrandimenti si possono per ora fare solo per trasparenza, non si possono superare i duecentoingrandimenti per microscopio e non si possono applicare più di 4 microscopi. L'inconveniente più grave che troviamo con questi molteplici è il fortissimo assorbimento che le lenti hanno sullaluce, inconveniente grave per la visualità dell'immagine riflessa. Ma quest’inconveniente riuscii ad eliminarlo in questo modo: Il raggio di luce artificiale che dovrebbe illuminare la materia in osservazione lo feciattraversare prima attraverso un microscopio identico a quelli adoperati per l'ingrandimento senza però che l'oculare sia rigato. Regolando le rotazioni delle lenti e la distanza focale,

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