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Viaggi Del Duca

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di Normanna Albertini
Francesco IV d'Este. Nelle im-magini qui a anco, lo stemmaducale e una moneta con l'ef-gie dei duchi
Attento viaggiatore e instancabi-le scrittore, il duca Francesco IVd’Austria Este, il penultimo ducaprima dell’Unità d’Italia, parte ilprimo maggio 1816 per un viag-gio che oggi si concluderebbe inpoche ore e che, invece, alloradurò dodici giorni.Da Modena con la moglie MariaBeatrice Vittoria di Savoia sidirige alla volta di Parma, perpoi tornare a Reggio, lasciarelì la duchessa con Maria Luigiad’Asburgo Lorena che li avevaseguiti, e proseguire, con i soliuomini, verso l’Appennino e laLunigiana. Il duca ha al seguitosette persone e la prima partedel percorso si svolge in carrozza.
Da Vezzanosenza carrozza
“Partimmo in carrozza alle ore5 la mattina da Reggio. PerRivalta, Mozzatella, giunsimoa Braglie a una casa del DottorBazzano che è alla sinistra diCrostolo in faccia a Vezzano. Ivi presi i miei cavalli da sella pertutti e il bagaglio sui muli e ne partimmo alle ore 7 la mattina,essendovi arrivati alle 6 ore. Iviv’è il conuente del Crostolo edella Campora il primo umesotto Casina, il secondo daCanossa e quelle colline”.
 Arriva il duca Francesco
1816: DODICI GIORNI DI VIAGGIO LUNGO L’APPENNINO, VERSO LA LUNIGIANA
Ai suoi occhi una montagna “povera”. Castelnovo, “luogo meschino”, non gli fa una bellissima impressione. Il vento di Sparavalle e il ritorno da Villa 
Sotto l’arcodi Migliara
“Dopo Paullo passammo perSarzano alle 9 e ¼ ore circa,villaggio di cui la chiesa è allastrada a destra, in alto, e asinistra sono tutti ponticelli anudo scoglio, dai quali nasceil Crostolo, che ivi si forma edi là va la strada più breve delCrostolo. Alle 10 giunsimo aCasina villaggio che commerciacon trasporti. La parrocchia fa 729 anime. La strada èquasi carreggia-bile, buona, mol-to piana, salitee discese dolci.Partimmo dallaCasina alle 10½ ore. Dopo, lastrada è passa-bile larga, nonmolto erta, manon accomoda-ta. Dopo un mi- glio, alle 11 ore, passammo pelvillaggio di Mia-ra, sotto un arcod’una casa”.
Dunque: mez-z’ora per arrivare a Migliara daCasina, ovviamente a passo dimulo e un’altra mezz’ora perarrivare a Marola, dove si aprela valle larga di Carpineti.
Benedizione allapieve di Castelnovo
“Continuammo per monti e ca-stagneti, la strada è larga, pas-sabile, non rotabile solo perchénegletta. Più tardi s’apre lavalle di Felina, villaggio sparso per quelle montagne, la strada passa innanzi a varie case diessa parocchia, che conta 1100anime, è il primo luogo della
Se il duca lascia la carrozza eprosegue a cavallo, trasportan-do i bagagli con i muli, signifcache, allora, la strada era car-reggiabile fno circa all’altezzadi Vezzano. E questo appenaquasi duecento anni a.Dice inatti, il duca, che la stradasarebbe acile da sistemare perrenderla carreggiabile almenofno a Pecorile. Parla delle rane,di un ponte che dovrebbe esseresul Campora, ma non c’è, dellequerce, delle noci e dei moltiperi selvatici sulle colline, dellepoche case di Pecorile e del su egiù del cammino fno a Casina.Anche la “dispensa dei sali etabacco” è in stato pietoso, unluogo umido per niente adattoalla conservazione del materia-le, per cui decide che il localevada cambiato.
Parroco buono,sindaco sodo
Passa poi a registrare le impres-sioni sulle persone:
“Il Parocolo dicono buono; il Giudice mi pare passabile, onesto, attivo, forse non molta abilità, è uomolesto ancora manon più giovane.Il cancelliere nonv’è male; v’erano4 carcerati sotto processo, di cuiuno da moltotempo. Il sindaco par buono, uomosodo, savio”.
 Il duca pranza acasa di Rabotti epoi alle 17.30 risale a cavalloper arrivare, un’ora dopo, neipressi di Garagnolo. Certo: ilritmo della cavalcata lo davanoi muli, per cui era un muoversimolto lento. Sulla Sparavalle(Sparavara, nel testo) c’è l’in-contro con un vento ortissimo,tipico del luogo che, a detta delduca, è battuto dai venti piùancora del Cerreto. È quasi sera,ma il viaggio continua, perchéper la notte si ermeranno solouna volta giunti a Collagna.
Il mercuriodi Cervarezza
“Pel villaggio di Ribescata,ossia Nesmozza, alle 8 ½ ove,subito a sinistra, v’è la Secchia. Alle 9 la sera passammo dalvillaggio di Acquabona a unmiglio da Culagna. Dove v’èun cattivo passo di stra-da al monte, si pasa ilrio di Culagna, chemette in Secchia esi passa presso ilmonte Scoglio sen- za ponte. La strada no circa a Busanaè tracciata, tagliata,discreta, anche largaaccomodabile facilmente,anche per carreggiare. Di là no sulla sommità dell’Appen-nino del Cereto al conne èsempre peggiore, scogliosa,sassosa, negletta: appena so-Comune di Castelnuovo dèMonti a 4 miglia distante daquesto. C’incontrarono ivi leautorità: Sindaco,Giudice di Castel-nuovo. La stradasempre montuosa peggiora un poco, però è tracciata etagliata tutta finsotto Busana: lastrada fa giri e tor-tuosità per queimonti in gran partea castagneti. Giun-simo alle ore 1 e ¾ alla chiesa parrocchiale cioè alla Pieve eche è fuori dal luogo. Ivi entraiin chiesa per la benedizione eil Te Deum. Alle 2 fui a Castel-nuovo dè Monti che è un luogomeschino, case povere”.
Non può mancare di anno-tare, il duca, la presenza diquel monte grande, a orma discoglio, piatto in cima che è laPietra di Bismantova, da cui,per quel che scrive, gli abitantiprendono i sassi per il paese. El’eremo viene descritto come un“conventino” con chiesa in unagrotta naturale.
A casadei Rabotti
A Castelnovo, il duca si erma acasa del negoziante Rabotti, cheegli descrive come anziano,buono e caritatevole e lacui casa ha quattro ocinque stanze pulite.Invece, terribile èla descrizione dellasede del Comune:piccola e con unasola stanza passa-bile. Le carceri nellatorre di quattro piani,poi, sono in pessimo sta-to e lì abita anche il custode.Francesco IV riette sul attoche sarebbe meglio abbatterel’edifcio e ricostruirlo.
Un bel colpo d'occhio sull'Appennino di un secolo fa

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