Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
2Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Verso La Pasqua 2 Aprile

Verso La Pasqua 2 Aprile

Ratings: (0)|Views: 228|Likes:
Published by pianetainpreghiera

More info:

Published by: pianetainpreghiera on Apr 04, 2012
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as DOCX, PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

04/04/2012

pdf

text

original

 
VERSO LA PASQUA 2 aprile
«Guarda alla famiglia il nostro Venerdì Santo»
 
È la prima coppia a cui il Papa ha affidato la stesura delle meditazioni per la Via Crucis, che quest'anno sicelebrerà il 6 aprile, sempre nello scenario del Colosseo: Benedetto XVI ha voluto che Anna Maria e DaniloZanzucchi, focolarini sposati da quasi sessant'anni, scrivessero i testi sulle 14 Stazioni. A poche settimane dal VIIIncontro mondiale delle famiglie, in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno, saranno le loro riflessioni adaccompagnare il tradizionale appuntamento.«Abbiamo appreso la notizia con stupore, emozione e, non lo nascondiamo, con trepidazione e timore. D'altraparte anche con una grandissima gioia: il fatto che il Santo Padre abbia chiamato una famiglia per questo compitoci sembra metta in evidenza che la famiglia, nella Chiesa stessa, non è solo oggetto di evangelizzazione, ma unavera e propria "via" della Chiesa per vivere e portare il Vangelo», riferiscono all'unisono i coniugi, che hannoconosciuto il Pontefice quando era ancora cardinale: «Venne a visitareChiara Lubich durante un incontro al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo. Con Giovanni Paolo II abbiamo avutoun rapporto privilegiato: pochissimi giorni dopo la sua elezione ci ha chiamati a collaborare alla nascita di quelloche è attualmente il Pontificio Consiglio per la famiglia. Più volte siamo stati a colazione o a pranzo da lui:un'esperienza sempre molto speciale, anche per la semplicità e la familiarità che sapeva creare».Riguardo alle meditazioni, saranno attraversate dal filo rosso della spiritualità familiare: «Abbiamo cercato divedere la Via Crucis nei riflessi che ha per la vita di famiglia. E ci è venuto da pensare che quando Gesù andavaverso il Calvario, tra i presenti c'erano certamente tante famiglie e Lui aveva amore per loro», riferisce Danilo,mentre Anna Maria spiega che nella loro esperienza, incontrando tante altre famiglie, «abbiamo partecipato alloro dolore, che è sempre un mistero, perché prende la persona e anche i due coniugi insieme o anche i figli,quando ci sono: un riflesso della Via Crucis della famiglia».Un aspetto in cui emerge la spiritualità focolarina: «Come sottofondo, la Via Crucis mette in luce il momentoculmine dell'amore di Gesù, quando si sente abbandonato da tutti e soprattutto dal Padre. Questa solitudine infinitacomprende praticamente tutti i dolori del mondo. Il Crocifisso e abbandonato, nella spiritualità dell'unità delnostro Movimento, è un punto cardine: quando ha sperimentato come uomo l'abisso della lontananza e dellaseparazione dal Padre, Gesù ha pagato la nostra unità con lui e tra noi. E questo volevamo dire: la vita con Diochiede di dare tutto, di offrirgli tutto e prendere tutto dalle sue mani, come ha fatto Gesù, che si è riabbandonatocompletamente al Padre con assoluta fiducia», commenta Anna Maria.Si tratta di una testimonianza vissuta concretamente: «Abbiamo passato dei momenti di forte prova, a volte cisiamo sentiti un po' come Gesù abbandonato. Abbiamo sperimentato, ad esempio, il distacco dai nostrifamiliari per seguire il Vangelo: momenti necessari perché Dio entri nella nostra vita», osserva Danilo, ricordandoanche «che Gesù nella Via Crucis si ferma a confortare le donne, il Cireneo che porta la croce. Poi l'amore alladrone, crocifisso accanto a lui. E poi soprattutto quel grido: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".Gesù ha gridato così per amore del prossimo: ha provato questo distacco perché si è fatto uno con noi, perredimerci».Per prepararsi a scrivere le meditazioni, la coppia si è documentata su come la Via Crucis sia scaturita dallatradizione ecclesiale. «In passato abbiamo avuto la grazia di essere pellegrini per due volte in Terra Santa,percorrendo anche fisicamente la Via dolorosa. Abbiamo immaginato Gesù lì, l'abbiamo "visto" salire verso ilCalvario, ci siamo immersi con lui nelle ore della Passione», raccontano. Convinti che questo percorso siaintensamente annodato «alla vita umana e della famiglia, in particolare ai momenti dolorosi della sua esistenza».Un esempio? La stazione del Cireneo, che richiama il «chinarsi al dolore di un parente, fare ilpossibile per sollevarlo. Oppure l'incontro di Gesù con la Madre, la compartecipazione. Sono episodi che parlanodi momenti veri, vissuti nella famiglia».Proprio perché la Via Crucis «è una realtà viva, che ci ha fatto centellinare la vita di Gesù e, in lui, la vita umanain tanti suoi passaggi, in tutti i suoi dolori», i coniugi Zanzucchi hanno trovato in questo cammino «ancheanalogie con la nostra esperienza: per esempio la calunnia o l'incomprensione per la scelta di vivere con radicalitàil Vangelo», sottolinea Anna Maria. E se il dolore di Gesù è quello «di un uomo, che, essendo Dio ha avuto unacapacità enorme di soffrire, la famiglia può entrare fino in fondo nella sua croce e assumerla non per rimanerneschiacciata, ma come un passaggio verso una pienezza più grande, come per Gesù la croce e la morte sono statipassaggi per la risurrezione». Dai dolori, ribadisce, «si può trarre paradossalmente una felicità inaspettata e nuova.La vita di famiglia può essere costellata di abbandoni, tradimenti, situazioni difficili. Eppure tutte queste crocivengono permesse per una gioia: sono il modo per entrare in questa dinamica diRisurrezione».
Laura Badaracchi
 
Le meditazioni di Danilo e Anna Maria Zanzucchi per la Via Crucis che sarà presieduta da Benedetto XVIal Colosseo la sera di Venerdì Santo
 
 La famiglia a scuola di amore sotto la croce
 
 Le meditazioni delle quattordici stazioni della Via Crucis -- che sarà presieduta da Benedetto XVI al Colosseo la sera di VenerSanto, 6 aprile -- sono state scritte dai coniugi Danilo e Anna Maria Zanzucchi, del movimento dei Focolari, iniziatori delmovimento Famiglie Nuove. I testi sono preceduti da una introduzione e da una preghiera iniziale.
 
Introduzione
 Gesù dice: «Chi vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua». Un invitoche vale per tutti, celibi e sposati, giovani, adulti e anziani, ricchi e poveri, di una nazionalità o di un'altra. Valeanche per ogni famiglia, per i suoi singoli membri o per l'intera piccola comunità.Prima di entrare nella sua Passione finale, Gesù, nell'orto degli ulivi, lasciato solo dagli apostoli addormentatisi,ha avuto paura di ciò che lo aspettava e, rivolgendosi al Padre, ha chiesto: «Se possibile, passi da me questocalice». Aggiungendo subito: «Non la mia, ma la tua volontà sia fatta».In quel momento drammatico e solenne si coglie un profondo insegnamento per tutti coloro che si sono messi allasua sequela. Come ogni cristiano, anche ogni singola famiglia ha la sua via crucis: malattie, morti, dissestifinanziari, povertà, tradimenti, comportamenti immorali dell'uno o dell'altro, dissensi con i parenti, calamitànaturali.Ma ogni cristiano, ogni famiglia, in questa via di dolore, può rivolgere lo sguardo fisso a Gesù, Uomo-Dio.Riviviamo insieme l'esperienza finale di Gesù sulla Terra, accolta dalle mani del Padre: un'esperienza dolorosa esublime, nella quale Gesù ha condensato l'esempio e l'insegnamento più preziosi per vivere la nostra vita inpienezza, sul modello della sua vita.
Preghiera iniziale
 Adoramus te, ChristeGesù, nell'ora in cui facciamo memoria della tua morte, vogliamo fissare il nostro sguardo d'amore sullesofferenze indicibili da Te vissute.Sofferenze tutte raccolte nel misterioso grido lanciato sulla croce prima di spirare: «Mio Dio, mio Dio, perché mihai abbandonato?». Gesù, sembri un Dio tramontato all'orizzonte: il Figlio senza Padre, il Padre privo del Figlio.Quel tuo grido umano-divino, che ha squarciato l'aria sul Gòlgota, ci interroga e stupisce ancor oggi, ci mostra chequalcosa di inaudito è accaduto. Qualcosa di salvifico: dalla morte è scaturita la vita, dalle tenebre la luce, dallaseparazione estrema l'unità. La sete di conformarci a te ci porta a riconoscerti abbandonato, ovunque e comunque:nei dolori personali e in quelli collettivi, nelle miserie della tua Chiesa e nelle notti dell'umanità, per innestare,ovunque e comunque, la tua vita, propagare la tua luce, generare la tua unità.Oggi, come allora, senza il tuo abbandono, non ci sarebbe Pasqua.
I stazioneGesù condannato a morte
 Pilato non trova colpe particolari da imputare a Gesù, cede alla pressione degli accusatori e il Nazareno viene cosìcondannato a morte. Ci pare di ascoltarTi: «Sì, sono stato condannato a morte, tante persone che sembrava miamassero e mi capissero hanno ascoltato le menzogne e mi hanno accusato. Non hanno capito ciò che dicevo.Tradito, mi hanno messo a giudizio e condannato. A morte, Crocifisso, la morte più ignobile».Non poche delle nostre famiglie soffrono per il tradimento del coniuge, la persona più cara. Dov'è finita la gioia
della vicinanza, del vivere all'unisono? Dov'è il sentirsi una cosa sola? Dov'è quel “per sempre” che ci si era
dichiarati? GuardarTi, Gesù, il Tradito, e vivere con Te il momento in cui crolla l'amore e l'amicizia che s'eranocreati nella nostra coppia, avvertire nel cuore le ferite della fiducia tradita, della confidenza smarrita, della
 
sicurezza svanita. GuardarTi, Gesù, proprio ora che vengo giudicato da chi non ricorda il legame che ci univa, neldono totale di noi stessi. Solo Tu, Gesù, mi puoi capire, puoi darmi coraggio, puoi dirmi parole di verità, anche sefatico a capirle. Puoi darmi quella forza che mi permette di non giudicare a mia volta, di non soccombere, peramore di quelle creature che mi aspettano a casa e per le quali ora sono l'unico appoggio.
II stazioneGesù è caricato della croce
 Pilato consegna Gesù nelle mani dei capi dei sacerdoti e delle guardie. I soldati gli pongono sulle spalle un mantoscarlatto e sulla testa una corona di rami spinosi, Lo sbeffeggiano nella notte, Lo malmenano e Lo flagellano. Poi,al mattino, Lo caricano di un legno pesante, la croce sulla quale vengono inchiodati i briganti, perché tutti vedanoche fine fanno i malfattori. Tanti dei suoi scappano.Questa vicenda di 2000 anni fa si ripete nella storia della Chiesa e dell'umanità. Anche oggi. È il corpo di Cristo, èla Chiesa a essere colpita e ferita, di nuovo.A vederTi così, Gesù, sanguinante, solo, abbandonato, deriso, ci domandiamo: «Ma quella gente che avevi cosìamato, beneficato e illuminato, quegli uomini, quelle donne non siamo forse anche noi, oggi? Anche noi ci siamonascosti per paura di essere coinvolti, dimenticando di essere Tuoi seguaci».Ma la cosa più grave, Gesù, è che ho contribuito anch'io al tuo dolore. Anche noi sposi e le nostre famiglie. Anchenoi abbiamo contribuito a caricarTi di un peso inumano. Ogni volta che non ci siamo amati, quando ci siamoattribuiti la colpa l'uno all'altro, quando non ci siamo perdonati, quando non abbiamo ricominciato a volerci bene.E noi invece continuiamo a dare ascolto alla nostra superbia, vogliamo sempre aver ragione, umiliamo chi ci stavicino, anche chi ha legato la propria vita alla nostra.Non ricordiamo più che Tu stesso, Gesù, ci hai detto: «Qualunque cosa avrete fatto a uno di questi piccoli l'avetefatta a me». Hai detto proprio così: «A me».
III stazioneGesù cade per la prima volta
 Gesù cade. Le ferite, il peso della croce, la strada in salita, sconnessa. E la calca della gente. Ma non è solo questoche Lo ha ridotto così. Forse è il peso della tragedia che si apre nella sua vita. Non si riesce più a vedere Dio inGesù, uomo che si mostra così fragile, che inciampa e cade.Gesù, lì, su quella strada, in mezzo a tutta quella gente che urla e strepita, dopo essere caduto a terra, Ti rialzi ecerchi di proseguire l'ascesa. In fondo al cuore sai che questa sofferenzaha un senso, avverTi di esserTi caricatodel peso di tante nostre mancanze,tradimenti e colpe.Gesù, la Tua caduta ci fa soffrire perché comprendiamo che la causa siamo noi; o forse la nostra fragilità, non solofisica, ma quella di tutto il nostro essere. Vorremmo non cadere mai; ma poi basta poco, un intoppo, unatentazione o un incidente e ci lasciamo andare, e cadiamo. Avevamo promesso di seguire Gesù, di rispettare ecurare le persone che egli ci aveva messe vicino. Sì, in realtà le amiamo, o almeno ci sembra di farlo. Se venisseroa mancare soffriremmo non poco. Ma poi cediamo nelle situazioni concrete di ogni giorno.Quante cadute nelle nostre famiglie! Quante separazioni, quanti tradimenti! E poi i divorzi, gli aborti, gliabbandoni! Gesù, aiutaci a capire cos'è l'amore, insegnaci a chiedere perdono!
IV stazioneGesù incontra la Madre
 Nella salita al Calvario Gesù scorge sua madre. I loro sguardi si incrociano. Si comprendono. Maria sa chi è suoFiglio. Sa da dove viene. Sa qual è la sua missione. Maria sa di essere sua madre; ma sa anche di essere sua figlia.Lo vede soffrire, per tutti gli uomini, di ieri, oggi e domani. E soffre anche lei.Certamente, Gesù, Tu patisci di fare soffrire in quel modo Tua madre. Ma la devi coinvolgere nella Tua divina etremenda avventura. È il piano di Dio, per la salvezza di tutta l'umanità.Per tutti gli uomini e tutte le donne di questo mondo, ma in particolare per noi famiglie, l'incontro di Gesù con la

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->