).
L
IBRO
I
…
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Nella sua difettosa traduzione Teodoro ricordava le parole: «Vigilate perché non conoscete ilgiorno né l’ora»
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per giustificare la necessità di conoscere chi si sta aspettando. La traduzione chefece però non era completa né fedele perché Teodoro forse non aveva avuto il coraggio di scriveretutto o non lo ritenne necessario: anche così però era sembrato troppo al maledetto patriarca Micheleche la fece bruciare ormai venti anni fa.Ora io Teofilatto, di quelli che con disprezzo chiamano Euchiti, detto anche
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πισσαιος
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perché, prima di essere Euchita, lavoravo a calafatare navi nell’arsenale di Bisanzio, ho tradotto dinuovo per noi il libro dell’arabo. Ho portato tutto in greco senza omettere nulla per paura né alterarealcunché per orrore. Ho riferito tutto perché prima di noi l’arabo aveva cercato la via che anche noicerchiamo. Prima di noi aveva trovato chiavi che aprono porte di cui si è perso il ricordo.Ricordate però che ciò che è dimenticato dai più non è, solo per questo, necessariamentemorto. Le porte sono ancora là e fuori c’è Qualcuno che può attendere. Prima di noi l’arabo avevaaperto le porte ed aveva visto: e per questo era chiamato pazzo.Noi però sappiamo cosa dobbiamo fare perché Chi deve tornare possa entrare. Il giorno siavvicina: quando sarà giunto ci sarà Chi saprà riconoscere i propri fedeli...
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Nell’anno dell’Egira...
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durante il regno del califfo Hisham, su di lui non sia la benedizione diAllah
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io, Abdul al Azraq, in seguito. agli ultimi fatti della vita del mio maestro mi accingo ascrivere, secondo le sue istruzioni, quanto abbiamo imparato insieme perché rimanga comeinsegnamento per chi vuole mettersi nel mare infido e tempestoso in cui il mio maestroprobabilmente è naufragato dopo aver visitato strane isole e mari ancora più strani, ma soprattuttocome monito tremendo per chi potrebbe avere la folle incoscienza di tentare la sorte senza esseresicuro della propria nave e senza avere buone carte e buoni marinai. Diceva infatti il maestro che nelnostro cammino già i compagni di strada e le guide possono avere aspetto e poteri tali da incenerirel’animo più saldo e le menti più solide e stabili; diceva poi anche che dei tanti possibili ostacoli enemici era meglio non parlare.Io stesso che – l’ho conosciuto qualche anno dopo che ero stato catturato con la mia nave efacevo lo scrivano presso...
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e sono stato suo compagno di studi, di meditazioni, di visioni e di quelleche la gente, che per fortuna non arriva neanche lontanamente ad immaginare, chiama pazzie, perquasi quaranta lunghi anni fino agli ultimi fatti di qualche mese fa - io stesso non posso dire disapere quanto lontano si era spinto e quali mostruosi compagni di via abbia accettato, ed a qualeinnominabile prezzo, perché spesso, di fronte a momenti che evidentemente riteneva che non sareistato in grado di sopportare, mi lasciava a fare da spettatore ed andava avanti da solo. E vi possoassicurare che già quelli che io ho conosciuto basterebbero a far affogare miseramente nel terrore piùtravolgente tutti quelli che si considerano sapienti.
1 L’inizio della pagina non è leggibile.2 (Matteo, 24, 42). E caratteristico di Abdul l’uso che fa di citazioni di noti testi classici in un modo che, a prima vista,può sembrare fuorviante. Continuando la lettura ed entrando nella mentalità si vede però che le citazioni usate al modo diAbdul hanno in realtà una loro logica che, anche se strana, non manca di una sua coerenza. Si comprende allora comesotto il velo dell’evidenza Abdul abbia scoperto e voglia suggerire l’esistenza di un livello di realtà sotterraneo decisa-mente più velenoso di quello che siamo abituati a conoscere.3 Che possiamo rendere in italiano come «della pece».4 Il seguito del testo è difficilmente recuperabile.5 Sembra che siano stati volutamente cancellati tutti i dati utili per risalire ad una localizzazione più precisa nello spazioe nel tempo. Le abrasioni dovrebbero essere molto vecchie.6 Forse questo cambiamento in maledizione della tradizionale benedizione araba non è da imputarsi ad errori ditraduzione o di copiatura e si può spiegare ricordando che Abdul nei suoi ultimi anni non adorava Allah ma gli dei chedescrive nel suo libro.7 Anche qui è stato cancellato il riferimento storico.
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