/  4
 
    4
La
RAGIONE
 nel Sistema Preventivo
Cosa dicedon Boscodel suo Sistema Preventivo
“Più volte fui richiesto di esprimere verbalmente o per iscrittoalcuni pensieri intorno al così detto sistema preventivo, che si suole usare nelle nostre case. Per mancanza di tempo non ho potuto finora appagare questo desiderio…Due sono i sistemi inogni tempo usati nella educazione della gioventù: Preventivo e Repressivo. Il sistema Repressivo consiste nel far conoscere lalegge ai sudditi, poscia sorvegliare per conoscerne i trasgressoried infliggere, ove sia d’uopo, il meritato castigo. Su questo sistemale parole e l’aspetto del Superiore debbono sempre essere severe, e piuttosto minaccevoli, ed egli stesso deve evitare ogni famigliaritàcoi dipendenti…. Diverso, e direi opposto, è il 
 Sistema Preventivo
. Esso consiste nel  far conoscere le prescrizioni e i regolamenti di un Istituto e poi sorvegliare in guisa, che gli allievi abbiano sempre sopra di lorol’occhio vigile del Direttore o degli assistenti, che come padriamorosi parlino, servano di guida ad ogni evento, diano consiglied amorevolmente correggano, che è quanto dire: mettere gli
 
allievi nella impossibilità di commettere mancanze.
Questo sistema
Formazione Animatori 2008-2009 – 
1. RAGIONE
Un rapportoeducativosecondoRAGIONE
MI FIDODI TE
 
    4
 si appoggia tutto sopra la ragione
 
 , la religione
 
 , l’amorevolezza” 
(Giovanni Bosco)
Come ANIMATORE coltivo la RAGIONE delsistema preventivo quando mi impegno a:
CONOSCERE IL GIOVANE
:
 In ogni giovane anche il piùdisgraziato, c’è un punto accessibile al bene ed è dovere primo diogni educatore cercare questo punto, questa corda sensibile del cuore e trarne profitto
”.Questo è il punto base da cui iniziare a ragionare.
Il primo puntoallora è la conoscenza del destinatario
: quel ragazzo con cui hai ache fare non sei tu e nemmeno le altre decine, centinaia o migliaiache hai già conosciuto… Allora occorre studiare, non solo guardarciintorno, non solo osservare e cercare di capire, ma effettivamentestudiare, leggere e confrontarsi. Se in ogni giovane c’è un punto di bene, occorre davvero studiarlo questo giovane, a volte sarà facile avolte no, occorre impegno e dedizione. Alcuni problemi, alcunisegnali, alcuni messaggi un buon animatore ha il dovere di conosceree approfondire. Se non sai chi è davvero il giovane che hai davanti,come fai a educarlo, a lavorare con lui, a essere ragionevole efantasioso nei suoi confronti, ad amarlo?
COLTIVARE UN
 
ATTEGGIAMENTO PROPOSITIVO
:
Chi sei tu?… Vuoi venire con me a Torino?”; “Vuoi venire con me?Saremo sempre buoni amici…
”. Di episodi in cui don Bosco proponeai ragazzi che incontra un cambiamento di vita, ce ne sono decine edecine. Quando conosceva un ragazzo senza famiglia, o povero,senza istruzione, un ragazzo abbandonato a se stesso, o comunque bisognoso di aiuto,
era naturale
per don Bosco
fargli una proposta
.A seconda dei casi don Bosco offre un tetto sotto il quale ripararsi, la possibilità di imparare una professione, di studiare, ricevere unaformazione cristiana. Non perde tempo don Bosco. Anche di fronte airagazzi più difficili non si scoraggia, e li aggancia con una proposta.Oggi i bisogni dei giovani non sono molto cambiati: hannoinnanzitutto bisogno di un ambiente educativo valido, di amicizie
Formazione Animatori 2008-2009 – 
1. RAGIONE
 
    4
sincere, di attiviextra-scolastiche umanamente formative, diun’educazione cristiana, di spazi e occasioni di riflessione…
ASCOLTARE
: Prima di proporre ad un ragazzo un progetto per il suo futuro, don Bosco vuole sapere il cammino percorso fino aquel momento dal ragazzo, le sue intenzioni, le capacità. Il ragazzoche si sente ascoltato vede che l’animatore rinuncia a un po’ del proprio tempo libero per ascoltare i suoi progetti, le sue preoccupazioni, i suoi sentimenti. Il ragazzo si sente amato, sente chequalcuno si prende cura di lui.
FARE LA PRIMA MOSSA
: Io animatore sono capace di farela prima mossa perché è a me che sta a cuore l’educando, perché hola responsabilidella sua crescita, percsono io a doverlostimolare, perché sono disposto a perdere la mia faccia, il mio star  bene e la mia superiorità per calarmi al suo livello, per recuperarlo lìdove sta, per essere con lui perché lui sia con me.
CORREGGERE AL MOMENTO GIUSTO
: Don Bosco
non voleva che i giovani fossero rimproverati in un momento dieccitazione, ed esigeva si attendesse un momento più opportuno per dare quegli ammonimenti che credeva necessari, dicendo doversi fare ogni cosa con carità sì, ma con prudenza ad un tempo
”. Con il buon esempio, don Bosco insegna a chi ha il compito di educare cheè meglio rimandare le correzioni ad un momento più opportuno, a“sangue freddo”, in modo che il giovane capisca che quel rimproveronon è frutto di collera, ma l’espressione di amore fraterno che vuolela sua crescita e il suo bene.
COLTIVARE
 
UN AFFETTO PATERNO CHE LASCIALIBERI
:
Senti, mio caro, hai timore di me?
” chiede don Bosco algiovane Francesco Piccollo. Questi, al veder per la prima volta donBosco, si era nascosto dietro don Pietro Racca, il salesiano con ilquale Francesco aveva fatto amicizia, in assenza di don Bosco. “
Sta’  pure con don Racca
– prosegue don Bosco – 
che io sono bencontento!
”. E quando don Racca viene trasferito a Genova per motividi salute, don Bosco offre a Francesco, rattristato da questoallontanamento, la possibilità di seguirlo in Liguria.
 
ESSERE
 
UN EDUCATORE PREPARATO
:
 Per voi studio…
”: don Bosco l’aveva promesso ai suoi ragazzi. Aveva capito
Formazione Animatori 2008-2009 – 
1. RAGIONE

Share & Embed

More from this user

Add a Comment

Characters: ...