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RELIGIONE
La religione è indispensabileper l’educatore, oppure no?
Essere dei buoni cristiani èindispensabile per essere buonicittadini oppure no?
Se un animatore non ècristiano, può essere un buoneducatore quanto un santo?
E un santo è per forza un buoneducatore?
Se i miei ragazzi sono buoni,ma atei, il mio compitoeducativo è finito e poi ognunodeve scegliere per sé per ciòche riguarda la religione?
Domande difficili,ma Don Bosco sembra avere le idee chiare.
 
A chi legge le opere scritte di Don Bosco e ancora di più a chi leggele sue opere pratiche, il suo modo concreto di educare, di stare con igiovani, non può evitare di rendersi conto di come
la religione, siaun punto fisso sul quale Don Bosco non transige
, tanto che lemolte volte in cui cambia oratorio, una delle motivazioni è anchequella di cercare un posto in cui far pregare e celebrare l’Eucarestiacon i suoi ragazzi.
La forma più alta della ragione-ragionevolezza umana èl’accettazione del mistero di Dio.
Per Don Bosco la religionecostituisce l’obiettivo massimo, l’elemento unificatore ditutto il suo sistema di educazione.
La religione, intesa sia come
religiosità
che come
religione positiva,
si pone al culmine del processo educativo, ma nello stesso tempo è strumento dieducazione, funzionale ad una vita cristiana orientata allacomunione con Dio creatore e Gesù redentore.
Don Bosco è
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2. RELIGIONE
 
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convinto che non sia possibile una vera educazione senzaun’apertura al trascendente.
 Non
si tratta
di una religione speculativa e astratta, ma
di
una
fede viva, radicata nella realtà, fatta di presenza e dicomunione, di ascolto e di docilità alla grazia.
Non per nulla“le colonne” dell’edificio educativo sono l’Eucaristia, laPenitenza, la devozione alla Madonna, l’amore alla Chiesa e aisuoi pastori. L’educazione è allora un “itinerario” di preghiera,di liturgia, di vita sacramentale, di direzione spirituale: per alcuni, risposta alla vocazione di speciale consacrazione; per tutti, la prospettiva e il conseguimento della santità.
Quella che fu preoccupazione di Don Bosco di fronte aifenomeni dell'indifferentismo, dell'anticlericalismo, dellairreligiosità, della proselitismo protestante, del paganesimo nondovrebbe essere molto diversa da quella degli educatori di
oggi,
ai quali però si chiede un ben più sodo e approfondito confrontocultura-fede, non fosse altre per il fatto che fra loro e don Boscosi colloca, come s’è accennato, il secolo che ha visto ilmodernismo, il movimento liturgico, la fondazione e ilrinvigorimento della morale e della spiritualità, il ritorno allefonti del messaggio cristiano annunciato nella Scrittura, ilConcilio Vaticano II, l’ecumenismo, la riscoperta del ruolo deilaici nella Chiesa… e anche, contemporaneamente, guerre erivoluzioni politiche e sociali di dimensioni planetarie,diffusione di una mentalità relativistica nei campi sia del sapereche del vivere, ricorrenti fondamentalismi e cortocircuiti trareligione, stato, politica, crisi del diritto internazionale…
 
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SOLO DIO E’ BUONO!
Le deformazioni dell’amore umano sono sotto la vista di tutti. Sel’educazione è fatta in buona parte di amorevolezza, la cura dellarelazione amorosa rientra tra i primi compiti di un educatore.Due possono essere a grandi linee i problemi legati alla relazione tra peccatori, quali noi siamo:
la tentazione dell’Edipo
e
la tentazionedel sospetto.
1.
Da un lato il problema di chi si chiude in una relazione a due pensando che attraverso l’altro o donandomi all’altro io posso trovare me stesso e trovare lui. Il problema che lacoppia, chiusa in questo modo, anche se apparentementericerca la donazione totale l’uno per l’altro, non fa altro cheinfilarsi in un circolo vizioso chiuso in cui nessuno dei duetrova né se stesso né l’altro. Le molte coppie anche dei nostrioratori che si chiudono o le molte educatore-educando chespesso si formano sono deformazioni di una relazione cheinvece dovrebbe essere sempre aperta.2.Secondo problema della relazione umana è quello delsospetto.Ora Dio che è amore non funziona così: non è sospettoso e non è unadualità, ma appunto una trinità di persone che totalmente si donanogli uni gli altri e per questo non solo hanno la vita in se stessi, mal’hanno in forma coabbondante da saperla donare anche allacreazione.Dono, relazione, amore, grazia, agape, sono termini e realtà che soloa Dio si addicono in pieno e a noi solo in quanto creati a suaimmagine, secondogeniti di quell’unico primogenito che ci ha datol’esempio. Solo l’amore di Dio è fatto di un affetto che non è lasciatoa se stesso, ma pienamente indirizzato alla sua pienezza e al bene.Anche Gesù lo dice: perché mi chiami buono, solo Dio è buono. Luiè il grembo da cui tutti gli affetti nascono.Riconoscere tutto questo significa entrare in religione, in legame con
 
Dio.
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