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La Donna Nel Risorgimento Italiano

La Donna Nel Risorgimento Italiano

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11/25/2012

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LA DONNA NEL RISORGIMENTO ITALIANONell’occasione del 150.mo anniversario dell’unità d’Italia, si è parlato molto anche del ruolodella donna nella ricostruzione dell’Italia, ruolo che i mass media hanno voluto evidenziarepresentando figure femminili legate per lo più al campo socio-politico, o perché compagne diuomini politici di spicco, o perché sostenitrici dei partigiani alla fine della seconda guerra mondiale,la cosiddetta ‘rivoluzione rossa’, di cui nessuno osa parlare,
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o perché hanno sostenuto battaglieculturali in favore della donna in nome di un’emancipazione rivelatasi falsa perché quasi sempresganciata dalla responsabilità e dal rispetto del proprio ruolo femminile.
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 Assoluto silenzio invece sull’operato di altre donne italiane che negli ultimi due secoli hannocontribuito in maniera determinante alla costruzione della nuova Italia, lavorando a vasto raggiosotto l’insegna di un solo motto ‘l’amore’. Un amore inteso come dono totale di sé, realizzato nellafamiglia o nella società attraverso forme assistenziali, o culturali, o di formazione della coscienza.Pensiamo ad esempio a quella figura di donna esile ma gigantesca che è stata
FrancescaCabrini,
vissuta tra la fine dell’800 e morta nel 1917 che, da semplice maestrina, figlia di uncontadino della Val Padana, ha capito di dover realizzare qualcosa per prestare soccorso a quegliemigranti italiani costretti ad abbandonare la loro patria per sopravvivere cercando fortuna in terrelontane, per lo più nelle Americhe, soli, affamati, disorientati e sprovvisti di tutto.Ebbene, la Cabrini, proclamata poi santa, con l’appoggio del Santo Padre Leone XIII cheintuì la sua tempra di vera apostola dietro a quella sua figura debole e spesso malata, fondò aCodogno l’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù e si imbarcò con sette suore per NewYork. Attraversò l’Atlantico una trentina di volte, una volta perfino la Cordigliera delle Ande, lavoròalacremente con le sue suore in Nicaragua, Usa, Brasile e Argentina con una forza che sa dimiracolo per risanare le piaghe dell’emarginazione sociale dei suoi connazionali, tanto da esseredefinita: ‘L’Angelo degli emigranti’. Fondò scuole, orfanotrofi, ospedali, ospizi sia nelle Americheche nell’Europa, permettendo a molti emigranti e ai loro figli di poter tornare poi in patria.
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Chi parla di lei? Chi la conosce? La Cabrini è una vera artefice della nuova Italia, nonquella costruita a forza di sterili proteste, di rivoluzioni inutili e di accaparramento di poteri. Altra figura di spicco nel campo dell’assistenza, è la
Beata Giuseppina Nicoli di Pavia.
Fuinviata dal suo Istituto di S. Vincenzo in Sardegna per lavorare tra i poveri, e lì pensò di riscattaredalla miseria morale e materiale migliaia di ragazzini sbandati e sfruttati che lavoravano nei variporti delle coste sarde per un tozzo di pane. Per loro ideò case-famiglia, scuole, campi di lavoro,cooperative agricole... offrendo loro studio, lavoro, dignità e molto calore umano.Così pure la
Beata Vincenza Polloni,
cofondatrice col Beato Carlo Steeb delle suore dellamisericordia, che hanno trasformato i miseri e talvolta luridi ospizi di quel tempo in ospedalidignitosi dove regna pulizia, ordine, igiene, e soprattutto amore e cure adeguate per tutti i malati.Ma troviamo donne eccezionali anche nel campo della cultura. Pensiamo ad esempio alla
contessa Elena da Persico di Verona
che, nella prima metà del ‘900, seppe valorizzare la dignitàdella donna, non solo aprendo scuole e centri rurali per analfabete e contadine, ma ancheattraverso iniziative volte a reclamare i loro diritti come protagoniste della vita famigliare, sociale epolitica, intesa come servizio a Dio e al prossimo. Fu infatti la prima donna chiamata a par partedel Consiglio Provinciale della DC di Verona nelle elezioni del 1946.E poi
Armida Borelli che fondò l’Azione Cattolica,
con lo scopo di trasmettere la dottrinasociale della Chiesa ai fedeli laici attraverso gruppi di studio e di preghiera sparsi sul territorio.Un breve accenno alle numerose figure di donne carismatiche fondatrici di movimenti ocongregazioni femminili per l’insegnamento e la valorizzazione della persona secondo gliinsegnamenti del Vangelo, quali
Chiara Lubich
per il movimento dei Focolarini,
LeopoldinaNodet
per le suore della Sacra Famiglia,
Fedora Campostrini
e molte altre, per passare amenzionare anche tutte quelle donne che hanno contribuito alla ricostruzione della nostra Patriapartendo dal ‘cuore’, cioè dall’interiorità più profonda, attraverso l’immolazione della propria vita neimonasteri di clausura, da dove attirano grazie e benedizioni sulla nostra Patria. Figura splendidain tale senso anche per la sua bellezza è stata la
marchesa Alessandra di Rudinì Carlotti
che,dopo una vita dissipata e travagliata (fu anche amante di Gabriele d’Annunzio), si convertì ancoragiovane facendosi suora carmelitana di clausura, dando impulso al suo istituto con nuove
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Marco Pirina, 1945-47 guerra civile, LA Rivoluzione rossa, Ed. Centro Studi Pordenone
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Angela Pellicciari, Risorgimento ed Europa, Miti, pericoli, antidoti, Ed Fede & Cultura.
3
Sergio C. Lorit, La Cabrini, ed. Città Nuova.

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