Ore15.31Barcollapoisiaccascia
diSEBASTIANOVERNAZZA
DomandesenzarisposteOraaiutiamolasorella
«
& C A R R I E R A
Sololacrime.NoncisonoparoleperesprimerequellochehoprovatoquandohosaputodellamortediPiermarioMorosini
SEPP BLATTERPresidente della Fifa
MorosinidelLivornocrollain
Ilcommento
Senza parole, senza risposte.La morte di un giovane sul campo ti lascia con losguardo perso nel vuoto.Senso di
impotenza
che ti annienta e unica grande domanda che ti tormenta: perché? Perché in Italia si continua a morire di sport,nonostante si dica che i nostri controlli sono i migliori al mondo? Perché negli ultimi mesi c’è stataun’infilata di casi da brividi? Perché il destino si è accanitosu Piermario
Morosini
, che - al di là delle apparenze - viveva una vita agra per altri motivi? Per lungo tempo noi italiani eravamo rimasti fermi agli anni 70, alle morti per sport di Renato Curi,centrocampista del Perugiacolpito durante una partitacon la Juve, e di LucianoVendemini, cestista dellaChinamartini Torino, cadutosul parquet. Due lutti del 1977, dispersi nei meandri della memoria. C’erano stati altri pugni allo stomaco: latrombosi fatale a Cecotti della Pro Patria, l’aneurismadel cestista Ancilotto,l’infarto del 37enne ciclistaGalletti, ma il salvataggio di Lionello Manfredonia nel 1989 era lì a dimostrare che da noi il primo soccorso funzionava al meglio.Altrove si moriva - Foé,Fehér e Puerta - e noi a dirci che no, in Italia non sarebbe più potuto accadere. I nostri
cardiologi
avevano bloccatoKanu dell’Inter, lo avevano fatto operare per ladisfunzione della valvolaaortica. Potevamo stare tranquilli. Potevamo. Fino ai giorni nostri, finoall’impressionante sequenzadelle ultime settimane. Vigor Bovolenta, pallavolistastramazzato a terra il 24marzo scorso durante Forlì-Macerata. Il 43enne Francesco Mancini, preparatore dei portieri del Pescara ed ex giocatore,ucciso da infarto a casa suail 30 marzo. Nel contomettiamo anche GiorgioChinaglia, deceduto il 1˚ aprile a 65 anni dopooperazione al cuore: LongJohn aveva vissuto al limite e però veniva da un calciochiacchierato come quellodegli anni 70, che a posteriori tante vittime ha mietuto. Una
pazzesca striscia nera
. Che cosa sta succedendo? In Italia si muore di sport, però ce ne accorgiamoquando ad andarsene sono i professionisti. Il fenomeno è più diffuso di quel che pensiamo. Gli archivi dei giornali locali sono piene di
storie
che non arrivano al grande pubblico, perché amorire di sport sono bambini e adulti che non fannonotizia. Al massimo i quotidiani nazionali riservano loro una colonnain cronaca. Morte improvvisa. Nessuno ne è immune. Puoi morire unminuto dopo aver fattol’ecocardiogramma che haaccertato il buono stato di salute del tuo cuore. Nonsappiamo se Piermario siastato vittima della
«suddendeath»
. Nel caso del registadel Livorno prende formal’ipotesi di un aneurisma. Qui suggeriamo due cose da fare.La prima: se il cardiologonega l’idoneità a uno dei nostri figli, non opponiamoci all’evidenza, non cerchiamoscorciatoie. Sottoponiamo il bambino a ulteriori esami e pazienza se lui dovrà (o noi dovremo?) rinunciare al sogno sportivo. Nella vita si possono fare altre belle cose.La seconda: Morosini venivada una tragica situazione familiare. Aveva perso i genitori e un fratello. Gli erarimasta una sorella disabile.Finiti i giorni del cordoglio,delle parole fini a se stesse, il mondo del calcio si avvicini a questa donna, la aiuti. E’ l’unico modo che abbiamo per dare un senso alla morte di Piermario.
i d e n t i K i t
PIERMARIOMOROSINI1986-2012
DAL NOSTRO INVIATO
GAETANO IMPARATO
PESCARA
Questa volta è entrata incampolamorte.Colpitoalcuo-re il 25enne Piermario Morosi-ni. Il mediano del Livorno erafelice,lasuasquadrastavamar-ciando verso la vittoria. Il cal-cio si ferma in segno di lutto:stop a tutti i campionati, dallaSerieAfinoaidilettantieaigio- vani.Morosinisièaccasciatoalsuolo mentre il gioco scorrevaaltrove. I giocatori del Pescaranon si sono accorti di nulla enonhanno buttato la pallafuo-ri:è il motivo percui si è arrab-biato Schiattarella, nel piccolobailammescoppiatodopol’usci-ta dell’ambulanza dal campo.PercoincidenzaPiermarioèca-duto davanti alla sedia doveera seduto il figlio di FrancoMancini,exportierediAecolla-boratore di Zeman, ucciso daun infarto a casa sua, due setti-mane fa alla vigilia della garacol Bari.
L’inizio del dramma
Morosini ècaduto piano piano, hatentatodirialzarsitrevol-te, ma le ginocchia non lohanno sorretto e all’ultimotentativo il ragazzo si accascia-to del tutto. Massaggiatore emedico del Pescara sono schiz-zati in campo, a prescinderedalfattochelapallafosseingio-co. L’arbitro, come tanti altri,nonsieraresocontodellagravi-tàdell’episodio.Appenailmedi-co si è avvicinato a Morosini, ildrammasièmanifestato:lema-nidelgiocatoreeranorattrappi-te, le pupille rivolte in alto, oc-clusedallepalpebre.Ildefibril-latore non è comparso subitosul terreno di gioco, ai medicidelle squadre si è aggiunto ildottorPaloscia(primariodiuni-tà coronarica). Soltanto sul-l’ambulanza,arrivataconritar-do, e di questo intoppo parlia-moinaltrapaginadelgiornale,si è usato il defibrillatore, ma,assicurano i medici del 118, ilsuo impiego non è servito. Neltragittoversol’ospedale,ilcuo-renondavapiùsegnidivita,co-me non ne dava sul campo.
La corsa in ospedale
Al SantoSpirito di Pescara, Morosini è
1
Ladisperazione diMarco Verratti,sconvolto incampo cometutti icompagni
PIERANUNZI
v
Lamort
LacrimeericordiDallaFifafinoaicompagnidisquadra
2
LA GAZZETTA SPORTIVA
DOMENICA 15 APRILE 2012