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[09-2010] 16 - Il Risorgimento italiano

[09-2010] 16 - Il Risorgimento italiano

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04/28/2012

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original

 
Le condizioni dell’unificazione nazionale
 
L
E CONTRADDIZIONI DELLO SVILUPPO ECONOMICO
 
In seguito al 1848 l’Italia conobbe u
n discreto sviluppo economico.
 
In Lombardia
: Si espanse e si potenziò ilsettore tessile,
l’
industria meccanica e siderurgica. Ebbero un grande sviluppo le banche.
Contemporaneamente si avviò un processo di ammodernamento dei macchinari e delle tecnologie produttive. Un ostacolo all’attiv
itàeconomica lombarda era la politica doganale imposta dalla
dominazione austriaca
:
 
Non le
consentiva l’
inserimento nella rete del commercio internazionale;
 
La scarsa rete ferroviaria
limitava gli scambi con l’estero;
 
 
Imposero un avido sistema fiscale: perdita di importanti risorse economiche;
 
Nel Mezzogiorno
: Sotto la
dominazione borbonica
, non
avviò mai la modernizzazione dell’agricoltura e non favorì mai le attivitàmanifatturiere, ma si concentrò più sull’aspetto militare.
 
 
Nel regno di Sardegna
: La presenza di un
regime costituzionale
consentì di avviare una cauta politica riformatrice che inserì ilPiemonte nel commercio internazionale:
 
1000 km di ferrovie; Abolizione dei dazi doganali; Potenziamento del porto di Genova;Si svilupparono
l’industria siderurgica
,meccanicaeagricola. Il Piemonte dimostrò come lo sviluppo economico va di pari passo con la
conquista delle libertà costituzionali, rafforzando in tutta l’Italia le posizioni del
liberalismo moderato
. Questo nuovo modello disocietà fu colto e portato avanti dal conte
Camillo Benso di Cavour
. Esso rappresenterà il simbolo di quella classe (
aristocraziamodernizzatrice
) che guidò e realizzò l’unificazione nazionale.
 
M
ONARCHIA COSTITUZIONALE
,
LIBERISMO ECONOMICO
,
RIFORMISMO SOCIALE
:
IL PROGRAMMA DI
C
AVOUR
 
Dopo essere stato in Inghilterra Cavour si rese conto di quale distanza intercorresse tra la politica inglese/francese e quella piemontese. Decisoa voler riformare la politica piemontese aprendola alla formazione di unamoderna società industriale, egli si cimentò di persona gestendo unagrande azienda, venendo a conoscenza dei problemi reali che assillavano i ceti borghesi:
 
L’
irrigazione, i trasporti, la meccanizzazione agricola, le barriere doganali.Dopo il 1848 si avvicinò rapidamente alla vita politica entrando come
deputato moderato
in parlamento. Primo intervento:
 
Legge Siccardi
: Abolizione dei privilegi ecclesiastici in tutto il regno.Cavour vuole una politica riformatrice
che ponga il Piemonte alla testa di ”tutte le forze vive d’Italia”:
leader del liberalismo moderato. Ilprogramma di Cavour (creazione di uno stato nazionale retto da una monarchia costituzionale fondato sul liberismo) attirò tutte le forzeitaliane rappresentanti gli interessi e le aspirazioni della borghesia. Si venne a creare così una
forza egemonica
nella quale si riconoscevano inuovi ceti
nati con l’industrializzazione e la capitalizzazione dell’agricoltura.
 
L
A POLITICA CONCRETA DI
C
AVOUR IN
P
IEMONTE
 
In Piemonte emigrarono da quasi tutti gli stati italiani numerosi intellettuali e personalità politiche di rilievo che si integrarono con quelle locali,ricoprendo incarichi pubblici o svolgendo attività culturali: formazione di una
classe dirigente italiana
. Al nuovo partito non si schieraronosolamente le forze liberali ma anche quelle democratiche, contribuendo alla costituzione dellaSocietà nazionale italiana. A fine 1850 Cavour
entrò a far parte del governo di Massimo d’Azeglio, alla vigilia della for
mazione della nuova camera, affinché venissero eletti uomini
consapevoli della gravità del momento. Come ministro dell’Agricoltura e delle Finanze, Cavour aprì una fase di intense inizia
tive in campoeconomico e politico:
 
Trattati commerciali Francia-Inghilterra:
accelerarono l’inserimento dell’economia sabauda nel mercato internazionale
.
 
Riduzione del deficit dello stato.
 
Formazione di una proprietà terriera in mano ai borghesi e alle classi intermedie.
L
A STRATEGIA POLITICA DI
C
AVOUR
 
Cavour, alleatosi con la Sinistra parlamentare, ottenne la maggioranza alla camera e divenne primo ministro. Il programma:
1.
 
Creare una situazione internazionale favorevole:
L’equilibrio politico della Restaurazione era caduto: Austria e Russia erano in
declino e Francia aspirava a diventare la prima potenza.Cavour, intelligentissimo, decise di sfruttare questo mutamento per tessereuna rete di appoggi internazionali per per
seguire l’unificazione italiana
.
 
La prima occasione si ebbe con la
guerra di Crimea
. La guerra era tra inglesi e francesi contro i russi. Cavour decise di spedirein aiuto degli anglo-francesi un corpo di spedizione piemontese.
 
Nel 1856 si aprì il congresso per discutere la pace con i russi. Cavour sollevò in tale sede il problema italiano, accusandol'Austria per la sua politica repressiva che favoriva il diffondersi di tendenze rivoluzionarie in Italia e presentando il regno diSardegna come il solo che potesse evitare tali rivolte.
 
In questo modo ottenne l'appoggio in funzione antiaustriaca di Inghilterra e Francia e fece del regno di Sardegna la guida delliberalismo borghese in Italia.
 
Il 20 luglio 1858 Cavour e Napoleone III si incontrarono segretamente a Plombieres, e stipularono dei patti:
o
 
La Francia avrebbe difeso il Piemonte in caso di attacco austriaco.
o
 
Il Piemonte avrebbe dovuto cedere Nizza e Savoia alla Francia.
 
I
LIMITI DELL
AZIONE MAZZINIANA
 
Giuseppe Mazzini nel 1850 aveva fondato il Comitato centrale democratico europeo e il Comitato nazionale italiano con lo scopo di coordinare
e controllare da più vicino il vasto reticolo cospirativo d’ispirazione democratica.
In seguito a
ll’insuccesso, di cui Mazzini si era rifiutato
dianalizzare le cause, fu criticato dal movimento democratico.
I
L SOCIALISMO RISORGIMENTALE
 
Giuseppe Ferrari
(razionalismo rivoluzionario) sostiene:
 
La necessità di consolidare l'azione rivoluzionaria italiana con quella francese.
 
La necessità di cercare l'unità con le masse contadine.
Carlo Pisacane
(socialismo radicale) sostiene:
 
Respingeva la subordinazione della rivoluzione italiana all’iniziativa francese.
 
 
Il carattere classista della teoria di Mazzini.
 
Il vantaggio della debolezza della borghesia, che evitava una rivoluzione politica.Il progetto di Pisacane avrebbe attecchito soprattutto nelle campagne del sud, dove la popolazione, ridotta in miseria, oppressa dallo statoborbonico, era suscettibile a rivolte.
I
L FALLIMENTO DELLA PROSPETTIVA INSURREZIONALE
 
Mazzini, lontanissimo da queste prospettive,
tentava di coordinare a livello internazionale l’azione democratica. Moti insurrezionali:
 
 
Democratici
: Tra il 1851 e il 1855 nel Lombardo-Veneto:
fallimento
. Questa sconfitta ridusse le adesioni al partito democratico.Molte persone, abbandonato Mazzini, insieme ad alcuni liberali moderati diedero vita allaSocietà nazionale italiana.
 
Socialisti
: Nel 1857 una spedizione guidata da Pisacane, per infervorare i contadini del sud:
fallimento
.
Le guerre per
l’indipendenza
 
L
E CONSEGUENZE DEGLI ACCORDI DI
P
LOMBIERES E LA SECONDA GUERRA D
INDIPENDENZA
 
Subito dopo gli accordi di Plombieres:
 
Napoleone III mirò ad organizzare un congresso europeo che avrebbe dovuto risolvere pacificamente il problema italiano.
 
Cavour, per la cessione di Nizza e Savoia, perse molti consensi: Cavour sembra sia destinato a fallire.
 
Cavour comincia a potenziare l’esercito ed a disporlo nel confine del Ticino, per “
stuzzicare
” l’
Austria che, infatti, inviò a V. Emanueleun
ultimatum
, nel quale chiedeva il disarmo delle forze sabaude lo scioglimento dei corpi volontari.
 
L’ultimatum è respinto, così l’Austria dichiara
guerra
al Piemonte (1859).
 
Napoleone III è costretto
ad inviare a Genova 100.000 uomini: l’esercito franco
-piemontese ha la meglio sugli austriaci.
 
Garibaldi, al comando dei Cacciatori delle Alpi, ebbe anche lui la meglio nelle sue battaglie.
 
Napoleone
III, senza consultare l’Italiafirma l’armistizio di Vil
lafranca con gli austriaci. Questo perché Napoleone III non era più sicurodi riuscire ad imporre il proprio dominio nelle zone liberate italiane (
date le continue manifestazioni popolari 
) ed inoltre la Prussia
minacciava di allearsi con l’
Austria. La Lomb
ardia è ceduta alla Francia, che poi la consegnerà all’Italia, e vennero ripristinati i sovrani.
 
 
Cavour, deluso, si dimette da primo ministro. Ma rimangono irrisolte ancora due questioni:1.
 
Il rientro dei sovrani era boicottato dalle popolazioni che richiede
vano l’annessione al Regno di Sardegna.
 2.
 
Napoleone III era in difficoltà
data l’interruzione della guerra non poteva né richiedere l’annessione di Nizza e della Savoia
né giustificare la partecipazione al conflitto al popolo.
 
Cavour, richiamato al governo,
sfruttando l’occasione,concedendo Nizza e Savoia alla Francia in cambio degli stati dell’Italia centrale
.
 
Regno sabaudo: Piemonte, Liguria, Sardegna, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana.
L’
INIZIATIVA DEMOCRATICA E POPOLARE E LA SPEDIZIONE DEI
M
ILLE
 
Siamo
in un periodo in cui in molte zone d’Italia (ancora soggette al dominio straniero) crescevano fermenti per avviarsi all’unifi
cazione, maCavour voleva procedere lentamente e prudentemente. Qui si inserisce il movimento democratico di Mazzini che voleva ott
enere “
con laforza
” l’unificazione, poiché stanchi di aspettare. Questa spinta fu capace di suscitare l’
iniziativa popolare senza cui, probabilmente, il processodi unificazione sarebbe rimasto in una situazione di stallo.
 
Palermo 1860
: Scoppia una rivolta, capeggiata da Crispi e Pilo, che concentròsul Mezzogiornogli interessi e le energie democratiche.
 
Genova 5 maggio 1860
: Garibaldi (
che aveva cominciato ad arruolare volontari 
) con 1000 volontari salpò sbarcando a Marsala (inSicilia) 6 giorni dopo, sconfiggendo subito le truppe borboniche. Ai mille si aggiunsero molti altri giovani siciliani che vedevano in loroun esercito di liberazione, che li avrebbe potuti liberare dal dominio borbonico.
 
Calabria 6 agosto 1860
: Garibaldi e il suo esercito sbarcarono in Calabria e vincono.
 
Napoli 7 settembre 1860
: Garibaldi e il suo esercito conquistarono a Napoli.
Le vittorie incredibili di Garibaldi, seppur indubbiamente favorevoli, avevano messo in all’erta Cavour, che, insieme a V. Em
anuele decise diincontrare Garibaldi a Teano. Così Garibaldi rimise ogni potere nelle mani del monarca sabaudo. Marche ed Umbria divennero parte del regno.
 
17 marzo 1861: Il pr
imo parlamento dell’Italia unita
 
proclamò la fondazione del regno d’Italia, conferendone la corona a V.
Emanuele.
 
Cavour muore subito dopo.
 
L
’organizzazione e i caratteri dello stato unitario
 
U
NA BASE ELETTORALE RISTRETTA
 
Prima della proclamazione del regno d’Italia si erano svolte le prime elezioni politiche del
nuovo stato. La legislazione sabauda era stata estesaal nuovo stato italiano. Gliiscritti alle liste elettorali(450.000 -> 2% della popolazione) erano solo coloro che:
o
 
Avevano 25 anni.
o
 
Pagavano 40 lire d’imposte dirette all’anno.
 
o
 
Sapevano leggere e scrivere.Il compito delicato di eleggere il parlamento era affidato a questa minoranza composta prevalentemente daproprietari fondiari e borghesia: èintuibile quindi che i nuovi eletti erano espressione politica di questi gruppi sociali. Il nuovo stato si basava una ristretta cerchia sociale da cuiera esclusa la maggioranza della popolazione. Nei primi anni del governo coloro che ricoprivano le cariche importanti erano prevalentementepiemontesi. Lo stato italiano si configurava come una continuità del regno sabaudo
, dato anche che fu mantenuta l’
organizzazionecostituzionale stabilita dallo
statuto albertino
. Questa continuità era confermata dal mantenimento della numerazione sia quella ereditaria daparte di V. Emanuele sia quella delle legislature:come se nulla fosse cambiato.
L’
EGEMONIA DEL LIBERALISMO CONSERVATORE
:
LA
D
ESTRA STORICA
 
Allargare il suffragio anche agli strati popolari era un rischio per quel ristretto gruppo dirigente che finora aveva applicato la politica delprotezionismo. Tuttavia, questo gruppo era diviso in:
 
Destra
: Moderati, liberali conservatori (
cavouriani 
).
 
Sinistra
: Progressisti, democratici (
mazziniani e garibaldini 
).Il compito di dirigere la vita politica e di amministrare lo stato fu dato alla Destra storica. Le difficoltà stavano nel fat
to che l’Italia, sebbene
u
nita politicamente, era divisa per quanto riguardava l’amministrazione, le scuole, i militari, i giudici, i dialetti ecc.
 
L
A PIEMONTESIZZAZIONE DELL
’I
TALIA
 
Per affrontare tale situazione due erano le idee:
1.
 
Accentramento di tutti i poteri nelle mani del governo ed estensione della legislazione sabauda alle nuove regioni annesse.
2.
 
Decentramento del potere e formazione di un istituto intermedio tra i comuni, le province e lo stato: le regioni.Dato il momento di fragilità e la pressione della popolazione la Destra decise di optare per la prima. Il governo di Ricasoli (1861) estese a tutta
l’Italia la legge comunale
e provinciale del Piemonte e fondando una nuova fondamentale figura: il
prefetto
(
rappresentante dello stato per ogni provincia
). Il prefetto sarà lo strumento per eccellenza per realizzare una gestione politica e amministrativa diretta dal centro. Ad essofacevano capo moltissime istituzioni, e lui rispondeva direttamente al ministro degli Interni.
 
1862
: Legge Casati: 4 anni di scuola elementare obbligatori e gratuiti.
 
1865
: Nuovo codice civile e le norme di pubblica sicurezza. Obbligo del servizio militare.
L
A
QUESTIONE MERIDIONALE
 
Questo accentramento, limitando l libertà, fece ribellare i contadini del sud che si opposero al governo piemontese del nord facendo nascereuna guerriglia che durò 3 anni: il
brigantaggio
.
Alla base di questo conflitto c’era l’estraniamento delle classi contadine meridionali al moto
risorgimentale. Alla base di questa estraneità
c’era il fatto che
i bisogni delle masse povere delle campagne erano sempre stati ignorati.Lariforma 
che avrebbe garantito ai contadini l’accesso alla proprietà ed un avvicinamento allo stato era stata
deliberatamente ignoratadaigrandi proprietari che avevano diretto il Risorgimento. I garibaldini stessi, quando i contadini protestarono per il loro diritto sulle terre, lifucilarono generando in loro rassegnazione ed ostilità. Inoltre le cariche alte e militari furono mantenute dagli uomini del vecchio regime,allontanando così ancor di più i contadini dallo stato unitario. Così scattò la
reazione legittimista
, sostenuta dal clero (che puntava sulmalcontento cittadino), che rivendicava il vecchio governo borbonico.
L
A SOLLEVAZIONE DEL
M
EZZOGIORNO RURALE
:
IL BRIGANTAGGIO
 
Il brigantaggio (
tumultuosa sollevazione del Mezzogiorno rurale
) era sintomo di una profonda frattura tra
sud
(lagrande massa dei contadinipoveri del Mezzogiorno) e il
nord
(lostato unitario
). Lo stato, che non riuscì a cogliere la distanza che divideva l’Italia in due, decise, infine con
un corpo di spedizione di 100.000 uomini, al comando di Enrico Cialdini, di reprimere la guerriglia con la forza: i costi umani furono salatissimi.Nel 1864
si poteva considerare stabilita la pace, sebbene il problema d’esclusione non fosse stato risolto.
La difficile integrazione nazionale
L
A NECESSITÀ DI CREARE UN MERCATO UNIFICATO
I due obbiettivi principali della politica economica della Destra storica erano:
 
Rendere
l’Italia un unico grande mercato
.
 
Inserire l’economia italiana nei circuiti europei.
 Così vengono costruite ferrovie su tutto il territorio ed aboliti i dazi doganali. Grazie a questo leindustrie manifatturieredel nord riuscivano araggiun
gere più agevolmente tutte le altre zone d’Italia che cominciarono a dominare il mercato nazionale. L’
obbiettivo della Destra storica difondare un
moderno stato industrializzato
, puntando sulla costruzione di infrastrutture e su una politica economica liberista, mise in crisi ilsistema manifatturiero del centro-sud(
non poteva reggere la concorrenza
) che era destinato a rimanere arretrato (vedi capitolo 19).

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