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[12-2010] 15 - L'italia repubblicana

[12-2010] 15 - L'italia repubblicana

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02/15/2014

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L’Italia repubblicana
 
N
ASCE LA NUOVA REPUBBLICA
 
Il movimento della Resistenza, in opposizione all'occupazione nazifascista, fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e taloraopposti orientamenti politici, in maggioranza riuniti nel
Comitato di Liberazione Nazionale
i cui partiti componenti avrebbero più tardicostituito insieme i primi governi del dopoguerra.In Italia il primo governo fu presieduto daFerruccio Parricomposto
, per l’appunto,
dai 6 partiti del
Cln
:
 
Partito comunista
(Palmiro Togliatti, ministro della giustizia);
 
Partito socialista
(Pietro Nenni, vicepresidente del consiglio);
 
Partito d’azione
(Ferruccio Parri);
 
Partito liberale
(Benedetto Croce);
 
Democrazia cristiana
 (Alcide De Gasperi, ministro degli esteri);
 
Democrazia del lavoro
(Ivanoe Bonomi).In
questo “governo del Cln” si rispecchiava
una larga parte della popolazione che aveva preso parte al movimento di liberazione dalnazifascismo. Dopo che il 25 aprile 1945
i partigiani liberarono Milano e Torino dall’occupazione fascista, in queste si erano insediati nuovi
amministratori nominati dal
Clnai
(
un'associazione di partiti e movimenti oppositori al fascismo
).Essi tentarono subito di porre rimedio ai problemi più immediati delle grandi città:
 
 Approvvigionamento
;
 
Ristabilimento di condizioni di sicurezza
;
 
Mancanza di alloggi e di lavoro
.
Il “governo del Cln”
che seguì non poté fare altrettanto a causa dei contrasti tra i partiti:
 
Lacomponente di sinistravoleva nuove elezioni sperando di ottenere un forte successo elettorale.
 
Leforze moderatevolevano
mantenere l’equilibrio
presente, con il sostegno delle forze di occupazione angloamericane e della chiesa.I due schieramenti si scontrarono principalmente su due problemi:
 
L’
epurazione
:Allontanamento di chi aveva occupato posizioni di responsabilità nel passato regime. Ciò sarebbe servito ad unrinnovamento istituzionale (con la definitiva chiusura col fascismo) ma non fu mai portato a termine a causa delle forze moderate.
 
La
riforma tributaria
:Associare al riordino monetario
un’imposta progressiva sui profitti di guerra per frenare l’inflazione
. Ma
l’opposizione liberale fu ostile agli interventi di regolazione dell’economia.
 Si ebbe la crisi del governo Parri. Al nuovo governo, stabilito a dicembre con a capo De Gasperi,
fu sottoposta l’Italia settentrionale, prima inmano agli Alleati. L’applicazione dei decreti emanati nel 1944 dal comunista Fausto Gullo a favore di una riforma agraria (la
terra ai poveri) fuostacolata dai latifondisti appoggiati da democristiani e liberali.
I
L REFERENDUM ISTITUZIONALE E L
’A
SSEMBLEA COSTITUENTE
 
Sulla forma istituzionale erano due i problemi principali:
 
Monarchia o Repubblica?
 
La Costituzione.
La paura di una spaccatura tra l’elettorato moderato e i partiti quasi interamente repubblicani fece preferirel’indizione di un referendum
 contemporaneo alleelezioni della nuova Assemblea costituente.
 
Alle elezioni del 2 giugno 1946, le prime a suffragio universale, vinse la repubblica e il sovrano Umberto II fu esiliato.
 
Alle elezioni
per l’Assemblea costituente: 35% Democrazia cristiana, 20% socialisti, 19% comunisti, 26% altri.
 
L’unità tra socialisti e comunisti bilanciava la preminenza della Dc. I par
titi di massa diventavano a pieno titolo i protagonisti della politica.
L
A MATRICE ANTIFASCISTA
 
A
ll’interno della Costituente, in un clima di collaborazione e di superamento delle ostilità, fu possibile elaborare un
testo che disegnasse iprincipi fondamentali del nuovo stato. La nuova
Carta costituzionale
, risultato di un compromesso tra forze di opposto orientamento politico eideale ed
approvata dall’Assemblea costituente
, entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Repubblica democratica parlamentare fondata sulpluralismo dei partiti e sul riconoscimento dei diritti fondamentali (civili e politici) e dei diritti sociali (lavoro, studi
o e salute) dell’uomo
.Le forze che avevano condotto la Resistenza volevano creare un regime privo da ogni rischio di ricadute autoritarie:
 
Nella Costituzione italiana sono definiti i fondamentali diritti di libertà individuale e i
limiti dell’autorità pubblica
.
 
La Costituzione italiana è democratica e antifascista.
 
Nel concreto
dell’esperienza storica
italiana, una repubblica democratica non avrebbe potuto sorgere se non assumendo
l’antifascismo quale condizione inalienabile
della sua stessa Costituzione.
 
I
TRATTATI DI PACE E LA ROTTURA DELL
UNITÀ ANTIFASCISTA
 
Nonostante la sua posizione contro i
nazifascisti, l’Italia fu trattato come un paese sconfitto:
 
 
Occupato
militarmente dalle forze alleate;
 
Vincolato
 
all’osservanza delle clausole imposte dalla firma dell’armistizio
;
 
Privato
delle sue colonie (Libia, Albania, Etiopia, Dodecaneso, Istria);Trieste fu divisa in due aree:
 
Zona A
: Città e dintorni, sotto il controllo britannico
(poi passata all’Italia).
 
 
Zona B
: Capodistria e dintorni, sotto il controllo jugoslavo.Nel 1974 si attuò la
divisione definitiva dell’Europa
 
tra il blocco occidentale e quello orientale e dell’
inizio della guerra fredda.Tra i partiti italiani vi fu, come si poteva prevedere, una frattura:
 
Blocco atlantico:
Dc
,
Pri
,
Pli
.
 
Neutralità:
Pc
e
Psi
.Dal
Psi
si formò un altro partito: il
Psdi
(Partito socialdemocratico italiano) moderato e anticomunista. Psi, repubblicani e liberali condivisero il
progetto di De Gasperi di dare vita ad una nuova formula di governo, fondata sull’esclusione dei comunisti e dei socialisti
e sulla creazione diuna maggioranza centrista. Ilpresidente Trumane il segretario di Marshall ritennero opportuno appoggiare la Dc come forza di stabilizzazioneoccidentale. De Gasperi, in seguito, riuscì a creare un esecutivo formato da soli democristiani, escludendo Pci e Psi e
sancendo la fine dell’unità
antifascista che si era costituita durante la Resistenza.
La ricostruzione
L
A POLITICA ECONOMICA DELLA RICOSTRUZIONE
 
All’indomani della guerra regnavano
miseria,distruzioneedisoccupazione. Infrastrutture e vie di comunicazione furono gravemente danneggiate. La disoccupazione aumentò con il ritorno dei soldati e la mancanza di materie prime. I salari diminuivano e i prezzi aumentavano.Il governo di De Gasperi affrontò gli anni più delicati della ricostruzione optando per una politica liberista. Considerando ogni programmazione
pubblica come residuo del passato regime, si arrivò all’
identificazione tra antifascismo e liberismo economico. Il processo di ricostruzione fuinteramente gestito dal settore privato, e quindi spontaneo ed incontrollato.De Gasperi chiamò Einaudi al dicastero del Tesoro e con lui varò una drastica politica di risanamento economico
con l’obbiettivo di
fermare
l’inflazione della Lira. Einaudi basò la sua politica deflazionistica sull’innalzament
o del costo del denaro, allo scopo di ridurre la quantità dimoneta circolante. Ciò causò un calo degli investimenti innescando un ciclo recessivo: la disoccupazione divenne drammatica.Il governo abbandonando il programma economico della sinistra (profitti di guerra e riforma agraria), puntò sugliaiuti americaniprevisti dalpiano Marshall (1 miliardo e mezzo di dollari) che favorirono la ripresa industriale, ma non sanarono le problematiche di fondo.I salari restarono bassi, così la domanda interna rimase scarsa, con effetti negativi sulla produzione dei beni di consumo.
L
A STRUTTURA DUALISTICA DELL
APPARATO INDUSTRIALE E LO SQUILIBRIO TRA NORD E SUD
 
Si
accentuò la struttura dualistica dell’apparato industriale:
 
 
Imprese basate sul mercato interno
: Tessili, meccaniche, edili, alimentari. Esse, potendo contare sul mercato interno, non hanno laconcorrenza delle imprese estere e quindi sonopoco motivate a rinnovarsi tecnologicamente. Al sud.
 
Imprese basate sul mercato estero
: Come quella automobilistica. Esse, non potendo contare sul mercato interno a causa del limitato
potere d’acquisto della popolazione, erano costrette ad affrontare la concorrenza straniera e quindi erano
spinte alla
razionalizzazione e all’ammodernamento degli impianti
. Al nord.Il sud continuava a restare indietro rispetto al nord: la riforma agraria non fu portata a termine e i pochi provvedimenti presi fallirono, creandoun fenomeno di migrazione dal sud al nord.

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