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05/15/2012

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Guida all' I.M.U. 2012
 
Che cos’è l’I.M.U. ?
L'I.M.U. è l'imposta municipale propria la cui istituzione è anticipata, in via sperimentale, adecorrere dall'anno 2012, ed è applicata in tutti i comuni del territorio nazionale fino al 2014.Conseguentemente l'applicazione a regime dell'imposta municipale propria è fissata al 2015.
Avvertenza : I contenuti della presente guida saranno aggiornati di tempo in tempocon le disposizioni che verranno emanate dal Governo centrale.
Chi paga ?
Devono pagare l’imposta:
 
i proprietari degli immobili (case, negozi, capannoni industriali, aree fabbricabili ecc.);
 
i titolari di diritto reale di usufrutto, uso, enfiteusi, superficie, abitazione (si ricorda che hadiritto di abitazione sull’intera unità immobiliare il coniuge superstite che utilizzal’abitazione di famiglia ed il coniuge assegnatario della casa coniugale a seguito diprovvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetticivili del matrimonio);
 
i locatari di immobili concessi in locazione finanziaria (c.d. leasing) ;
 
i concessionari di aree demanialiNon devono pagare l’I.M.U. gli inquilini.
Quando si paga ?
L’I.M.U. complessivamente dovuta per tutti gli immobili posseduti nel Comune di Trieste che nonsiano abitazioni principali
si paga in due rate:
 
la prima entro il 18 giugno
 
2012
(ordinariamente il termine è il 16 giugno) in acconto -pari al 50% dell’imposta dovuta applicando l’aliquota di base dello 0,76% ;
 
la seconda entro il 17 dicembre 2012
(ordinariamente il termine è il 16 dicembre) asaldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla primarata applicando le aliquote definitive .La legge prevede che sia il Comune (entro il 30 settembre 2012) sia lo Stato (entro il 10 dicembre2012) possono intervenire e modificare le aliquote e le detrazioni.
Per la sola abitazione principale e le relative pertinenze si può pagare in tre rate:
 
la prima entro il 18 giugno 2012
(ordinariamente il termine è il 16 giugno) in accontopari ad 33,33% dell’imposta calcolata applicando l’aliquota di base dello 0,40% e ledetrazioni previste dalla legge;
 
la seconda entro il 17 settembre 2012
in acconto pari ad 33,33% dell’imposta calcolataapplicando l’aliquota di base dello 0,40% e le detrazioni previste dalla legge;
 
 
la terza entro il 17 dicembre 2012
(ordinariamente il termine è il 16 dicembre) a saldodell’imposta dovuta per l’intero anno con conguaglio sulle precedenti rate applicando laaliquota definitiva.Anche le detrazioni per l’abitazione principale vanno divise tra prima, seconda e terza rata.Resta in ogni caso possibile pagare in due rate secondo le indicazioni prima riportate.
Come si calcola l’importo
Per calcolare la base imponibile dell’I.M.U.
si procede come di seguito riportato:
 
per i fabbricati iscritti al Catasto
, si moltiplica la rendita risultante agli atti al 1°gennaio dell’anno in corso (aumentata del 5% a seguito della rivalutazione applicata nel1997) per i seguenti coefficienti:
160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2,C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10.
Esempio: fabbricato A/3, rendita 550,00 euro, valore imponibile = (550,00 + 5%) x 160 =92.400,00 euro.
140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3,C/4 e C/5.
Esempio: fabbricato C/3, rendita 600,00 euro, valore imponibile = (600,00 + 5%) x 140 =88.200,00 euro.
80
 
per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 e per i fabbricaticlassificati nella categoria catastale A/10.
Esempio: fabbricato A/10, rendita 1,500,00 euro, valore imponibile = (1,500,00 + 5%) x
80
 = 126.000,00 euro.
60
 
per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricaticlassificati nella categoria catastale D/5; tale moltiplicatore è elevato a 65 adecorrere dal 1º gennaio 2013.
Esempio: fabbricato D/2, rendita 10.000,00 euro, valore imponibile anno 2012 = (10.000,00+ 5%) x
60
= 630.000,00 euro. Valore imponibile anno 2013 = (10.000,00 + 5%) x
65
=682.500,00 euro.
55
 
per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.
Esempio: fabbricato C/1, rendita 1.300,00 euro, valore imponibile = (1.300,00 + 5%) x
55
=75.075,00 euro.
 
per le aree fabbricabili
, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione,all'indice di edificabilità , alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di
 
adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercatodalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.In caso di utilizzazione edificatoria dell'area, di demolizione di fabbricato,di interventi di recupero a norma della legislazione vigente, la base imponibile è data dalvalore venale dell'area ad inizio lavoro senza computare il valore del fabbricato in corsod'opera, fino alla data di ultimazione dei lavori stessi ovvero, se antecedente, fino alla datain cui il fabbricato è comunque utilizzato.
 La base imponibile è ridotta del 50 per cento per le seguenti fattispecie:per i fabbricati di interesse storico o artistico
di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 22gennaio 2004, n. 42 (per l’IMU, diversamente dall’ICI, si parte dalla rendita catastale effettivamenteattribuita all’immobile) ;
per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati,
limitatamente alperiodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità èaccertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idoneadocumentazione alla dichiarazione Imu. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare unadichiarazione sostitutiva ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente anch’essa da allegare alla dichiarazione Imu.Determinata
la base imponibile
l’imposta si calcola applicando alla stessa
l’aliquota previstaper il tipo di immobile
.L’imposta complessiva va quindi frazionata proporzionalmente alla quota ed ai mesi di effettivopossesso nell’anno ( si considera mese intero il possesso per almeno 15 giorni).
 
Per le abitazioni principali, le assimilate all’abitazione principale e quelle previste per legge èriconosciuta una
detrazione d’imposta ordinaria pari ad euro 200,00.La detrazione è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore aventisei anni
, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell'unità immobiliareadibita ad abitazione principale. L'importo complessivo della maggiorazione, al netto delladetrazione di base, non può superare l'importo massimo di euro 400 (massimo 8 figli).
L'IMU si calcola come segue:
 
IMPOSTADOVUTA= BASEIMPONIBILEx MESI DIPOSSESSO/ 12x PERCENTUALEDI POSSESSO /100x ALIQUOTA/ 100
 
Se il possesso riguarda l'abitazione principale, occorre determinare per ciascunperiodo anche la quota di detrazione spettante, che si può calcolare come segue:DETRAZIONESPETTANTE= (DETRAZIONE +MAGGIORAZIONEFIGLI)/
 
NUMEROCONTITOLARICHE UTILIZZANO
 
L'ABITAZIONE
 
X
 
MESI DIUTILIZZO /12
 
Alcuni esempi di calcolo dell’imposta utilizzando le aliquote di base

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