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Prima Lezione Di Sociologia - riassunto

Prima Lezione Di Sociologia - riassunto

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riassunto "Prima lezione di sociologia"
riassunto "Prima lezione di sociologia"

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Published by: Helen Marlen Di Giacomo on May 17, 2012
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1.UN’IDEA DI SOCIOLOGIA
Il sociologo coltiva, sviluppa, applica a fini di conoscenza, diffonde
immaginazione sociologica
,con sensibilità e modi diversi. Per Mills, l’immaginazione sociologica è una particolare qualitàdella mente; chi la possiede è capace di fare un certo ordine nell’ambiente sociale che locirconda. La capacità di connettere questioni private a problemi pubblici, comprendendone leragioni, è l’essenza dell’immaginazione sociologica. L’immaginazione sociologica è dunque lacapacità di comprendere come la società è fatta e funziona, nell’ambiente prossimo e piùgenerale, perché in essa diventi possibile vivere con consapevolezza. La sociologia è solo un deimodi in cui si conosce la società, e che da sempre storici, filosofi, pittori, poeti e romanzieri cihanno fatto conoscere aspetti della società del loro tempo
la
Comédie Humanie
, la
Recherche
sono finti di documentazione e interpretazione della società francese dell’ottocento edel primo Novecento. La loro lettura ci aiuta a distinguere cosa è utile osservare di una societàper capirla. Senza una certa dotazione di immaginazione sociologica nessuno potrebbe vivere insocietà: questo significa che:-Esiste una sociologia personale consapevole e ricca-Ma anche una sociologia professionale deve fare i conti con le idee che le persone sifanno.Questo corrisponde a un principio che i sociologi chiamano il teorema di Thomas: una situazionedefinita dagli attori come reale ha conseguenze reali; ovviamente anche se non lo era.La sociologia nasce come progetto di un campo di studi dove vengono applicati canoni delmetodo scientifico alla conoscenza sistematica dell’organizzazione sociale dei modi in cui lepersone la generano e ne sono condizionate. L’idea è proprio quella di una possibile scienzadella società, che stabilisce dunque confini abbastanza chiari con forme di conoscenza nonscientifica di questa.Più complicata è la questione di altri confini, ovvero dello spazio che la scienza della società puòconquistarsi, perché quando la sociologia entra sulla scena, già altre scienze sociali hannocominciato a definire e coltivare ambiti particolari di conoscenza che riguardano differentiaspetti della società. Tutte le scienze sociali sono figlie della modernizzazione e del bisogno di conoscenza inun’epoca di grandi trasformazioni.Il positivismo è la corrente filosofica che esprime la fiducia nella scienza che si diffonde inEuropa all’inizio dell’800. Auguste
Comte
, che ne è il principale esponente, pensa che laconoscenza positiva permetta di superare quella tipica di stadi precedenti dell’evoluzionesociale: la conoscenza teologica, prima, e la metafisica, poi. Ponendosi solo problemi affrontabilicon riferimento diretto a fatti concreti, il mondo diventa comprensibile. E’ in questo clima cheComte immagina una
fisica della società
, che poi chiamerà
sociologia
, intesa come “regina dellescienze”.Comte ma anche Spencer pensavano all’inizio a un’unica scienza della società incaricata dicambiare radicalmente il mondo e di farlo uscire dalla sua preistoria.La sociologia si trovata a farsi largo fra altre scienze sociali che avevano definito e occupatoprima un proprio spazio specializzato (es: economia, antropologia, scienza politica)
eccoperché il progetto iniziale di far si che la sociologia comprendesse tutte le scienze risultaimpossibile.La vera fondazione della sociologia avviene ad opera di un insieme di pensatori e ricercatorisociali che Raymond Aron ha chiamato “generazione fra due secoli”. Durkheim è il primo aottenere in Francia una cattedra universitaria con il nome della nuova disciplina. Durkheimpensa che i fatti sociali vadano pensati come “cose” e debbano essere spiegati solo con altrifatti sociali che ne sono le cause.
 
In germania con Weber e Simmel, la sociologia prende altre vie; infatti per spiegare i fatti socialidobbiamo considerare la
struttura
della società, ovvero il tutto di cui le persone sono parte, conle sue determinazioni sui comportamenti individuali: la società è fatta di uomini, che a loromodo definiscono le situazioni in cui si trovano e sviluppano di conseguenza loro strategie.Durkheim non lo nega, ma pensa che se ci si mette per questa strada si perde la possibilità difare scienza ella società.Eppure è proprio questa la strada che i due pensatori tedeschi prendono, e lo fanno trovandonella prima scienza sociale, l’economia, un metodo del genere; Weber si smarco poidall’economia generalizzandone il metodo, considerando tipi di azione che gli economisti nonconsiderano.Negli USA la sociologia sviluppò presto un netto interesse alla ricerca empirica, orientata adaffrontarne problemi sociali. Il primo dipartimento di Sociologia fu fondato a Chicago nel 1892.Si posero 2 questioni:1)La prima è una questione di confini: per un verso la sociologia urbana, industriale,dell’organizzazione, della cultura, della politica ecc.. non applicazioni a temi specifici delmetodo e delle teorie generali della sociologia; tuttavia, i vari ambiti disciplinari tendonoa sviluppare propri apparati teorici e a discostarsi dal tronco comune.2)Il rischio è che la caccia ai dati si riduca a un empirismo ingenuo e che la teoria chedovrebbe orientare la ricerca si riduca a poco più di un vocabolario.
Merton
è stato uno dei più influenti sociologi di questi anni. Egli smussa il funzionalismo (sequalcosa c’è, serve a qualcosa) per renderlo più vicino alla realtà. La sociologia come scienzaempirica, pensa Merton, si deve liberare da due atteggiamenti stereotipati:-Quello del teorico che vive nell’empireo delle idee pure, non contaminato dai fatti delmondo-E quello del ricercatore sociale munito di questionario e matita, a caccia di statistiche Teoria e ricerca sono attività interdipendenti e il buon sociologo deve coltivarle insieme.Entrambe le attività sono a loro volta composte da più attività, con pretese e funzioni diverse.La teoria, a seconda dei casi, viene intesa come:
Metodologia:
come io decido di rispondere alle mie domande; pone enfasi sui discorsi
Orientamenti sociologici generali:
inquadrano l’osservazione della realtà, senza formulareipotesi sostantive specifiche
 Analisi dei concetti:
precisa e rende esplicito il tipo di dati che un concetto sussume, oche sono compresi in un indice composto da più elementi concettuali
Interpretazioni post factum:
formulate dopo che i dati cono stati raccolti; possonomodificare le teorie iniziali
Generalizzazioni empiriche:
riscontrano regolarità senza ancora spiegarle
La vera e propria
teoria sociologica:
riguarda l’enunciazione di una invariabilità
derivabile
da una teoriaLa ricerca empirica è considerata in relazione al controllo (verifica o falsificazione) delle ipotesi.Merton individua 4 influenze della ricerca sulla teoria:1.Il modello della serendipità, vale a dire il riscontro di un dato imprevisto, anomalo epercepito come strategico da un osservatore sensibile, che diventa occasione persviluppare una nuova teoria2.La riformulazione di una teoria: quando nuovi dati sistematici non congruenti con unaprecedente teoria spingono all’elaborazione di un nuovo schema concettuale3.Il riorientamento teorico: in conseguenza di nuovi metodi e tecniche di ricerca empirica,che aprono possibilità prima escluse o non viste4.La chiarificazione dei concetti: che spesso appaiono confusi quando si prova a metterlialla prova con la realtàSe un fenomeno sociale persiste nel tempo, questo significa che tale fenomeno ha delleconseguenze importanti per il funzionamento della società. Il funzionalismo è un tipo di teoriache fonda la sociologa su questo principio: la società è immaginata come un sistema fatto di
 
parti che integrano fra loro per mantenere in vita il sistema stesso. Già Durkheim avevaosservato che la prospettiva funzionalista può essere utile per spiegare la persistenza deifenomeni sociali, ma non la loro causa. Merton deriva due conseguenze da questa osservazione:-Il principio funzionalista per cui se una cosa esiste deve essere perché esercita unafunzione va relativizzato-Il punto di vista delle funzioni può allora dar luogo a una specifica analisi funzionale, dellaquale servirsi, insieme ad altreLa prospettiva funzionalista rigida si basa su 3 postulati che vanno negati:1.
Il postulato dell’unità funzionale della società
, cioè l’assunzione che uno specificoelemento, per esempio una credenza, sia ugualmente funzionale per l’integrazione ditutta la società2.
Il postulato del funzionalismo universale
assume che ogni forma culturale o socialestandardizzata ha necessariamente una funzione positiva3.
Il postulato dell’indispensabilità,
con il quale si afferma che certe forme sociali sonoindispensabili e specifiche per lo svolgimento di specifiche funzioniUna volta liberata da questi postulati, l’analisi funzionale diventa operativa e suggerisce cosa sideve osservare e come evitare trappole. Per esempio, suggerisce che accanto alle funzioni cheriguardano l’integrazione di un sistema, bisogna considerare con uguale attenzione la possibilitàdi
disfunzioni
(insoddisfazioni), vale a dire conseguenze che diminuiscono l’integrazione, oanche di conseguenze
non –funzionali
, vale a dire indifferenti. Bisogna poi distinguere-
Funzioni manifeste
: ovvie ed evidenti (es: il denaro ha come funzione manifesta l’atto discambiare)-
Funzioni latenti
: la creazione di un particolare tipo di identitàMerton rappresenta la società come struttura sociale, vale a dire come un insieme organizzatodi relazioni sociali nel quale i membri della società o di un gruppo sono i modi diversi implicati.L’analisi strutturale considera le determinazioni dei comportamenti e le cause dei fenomenisociali. Merton attrezza questa analisi a partire dai concetti di-Status
ogni persona occupa una posizione (status) in un sistema sociale, ma è subitoevidente che ognuno occupa un insieme di status (status-set)-E ruolo
è il comportamento atteso da chi occupa una posizione, ma si deve fare anchequi riferimento a un role-set, nel quale ogni ruolo comporta attese diversificate.Problema: possibili conflitti di ruoloA ogni status tendono a corrispondere tipiche aspettative e opportunità culturalmente definite,ma al tempo stesso l’effettiva realizzazione di queste è condizionata da opportunità selezionatedalla struttura sociale. TEORIA DEI GRUPPI DI RIFERIMENTO: (= assumere come riferimento un gruppo di cui non si faparte)Merton sviluppa una tipologia di modi di adattamento personale che si discostano dal caso della
conformità
, in cui mete definite dalla cultura e uso di mezzi per raggiungerle considerati normalicoincidono. L’uso di mezzi non normali (es: la frode) per ottenere una meta culturalmenteaccettata (es: il successo negli affari) è il caso più evidente di devianza sociale (chiamato
innovazione
); il
ritualismo
è il caso in cui i mezzi sono passivamente seguiti, senza riferimento alloro significato, la
rinuncia
è tipica di chi vive alla deriva, senza riferimento a fini e mezzi dellepersone “normali”; la
ribellione
è il rifiuto sia di mezzi che di fini, ma proponendone di nuovi.Gruppo = insieme di persone fra loro in interazione con continuità secondo schemirelativamente stabili, le quali si definiscono membri del gruppo e sono definiti come tali da altri.Il gruppo di appartenenza è il principale gruppo di riferimento.Merton comprende nello sviluppo della teoria anche una lista delle proprietà di un gruppo. Sitratta di caratteri da osservare perché sociologicamente rilevanti; una prima lista di proprietàformali comprende:-Chiarezza o imprecisione delle definizioni sociale di appartenenza-Grado di impegno richiesto

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