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Riax Bicocca - Gazzaniga Neuroscienze Cognitive

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Lezioni:
Psicologia fisiologica
Introduzione e storia alle neuroscienze cognitive
Breve storia delle neuroscienze cognitive Il termine
neuroscienze cognitive
fù concepito da
George A. Miller
verso la fine degli anni70, su un taxi diretto ad un simposio organizzato a New York, dove diversi scienziatiprovenienti da vari settori si stavano riunendo per cercare di dare un nome a questa nuovadisciplina che studia come dal funzionamento del cervello possa scaturire la mente.
La storia del cervello
Lo studio del cervello iniziò nel XIX secolo con i
frenologi
, i cui capiscuola Franz Joseph Gall eJ.G. Spurzheim, sostenevano che l'organizzazione del cervello era incentrata su circa 35funzioni specifiche, e che tali funzioni dipendessero dall'attività di specifiche regioni cerebrali,inoltre credevano che la frequenza di esecuzione di una determinata funzione facesse variarela dimensione dell'area in questione, e così i frenologi ritenevano che l'analisi fisica del craniopotesse far capire la personalità delle persone (psicologia anatomica by Gall).Il fisiologo Pierre Flourens mise in discussione l'ipotesi
localizzazionista
di Gall, con le suescoperte su lesioni in particolari aree del cervello che non comportavano deficit dicomportamento specifici, Flourens propose quindi la teoria del campo aggregato, la qualeafferma che l'intero cervello partecipa al comportamento.Il neurologo inglese John Hughlings Jackson fù il primo ad ipotizzare che la corteccia cerebraleavesse un'organizzazione topografica, dove ogni area rappresenta una mappa di una precisaregione corporea.Nel 1861 Paul Broca divenne famoso perchè riuscì ad individuare l'area responsabile dellinguaggio, nel lobo frontale sinistro, denominata poi area di Broca.Anche gli studi di Wernicke furono importanti per far ipotizzare che una lesione focale causa undeficit specifico.I fisiologi tedeschi Gustav Fritsch e Eduard Hitzig scoprirono che stimolando elettricamentespecifiche aree del cervello di un cane, riuscivano a produrre specifici movimenti.Korbinian Brodmann divenne famoso perchè analizzò l'organizzazione cellulare della cortecciaindividuando 52 regioni distinte, usando il colorante di Nissl per evidenziare l'esistenza di tipicellulari differenti in diverse regioni del cervello (citoarchitettura), inoltre Brodmann distinsele 2 aree visive 17 e 18.L'italiano Camillo Golgi inventò un colorante d'argento per i neuroni (metodo della reazionenera), che gli permise di visualizzarli al microscopio, mentre lo spagnolo Cajal, arrivò asostenere che contrariamente a quello che affermava Golgi (l'intero cervello era un sincizio,una massa di tessuto i cui elementi costitutivi avevano in comune il citoplasma), i neuronierano unità discrete (teoria del neurone), e che la trasmissione delle informazioni nervose dinatura elettrica avviene in una sola direzione, dai dendriti verso l'apice dell'assone.Cajal ricevette il premio Nobel nel 1906 insieme a Golgi.In questa fase, detta dottrina del neurone, ci furono anche le scoperte di Purkinje chedescrisse per primo la struttura di una cellula nervosa ed inventò lo stroboscopio, ma anche glistudi di Freud sull'anatomia microscopica, di Ernst Brucke sugli astici, e del celebre Hermannvon Helmholtz che fece le prime ricerche sul sistema nervoso e diede un contributo importantein molti campi, come la fisica, la medicina e la psicologia.Nel XX secolo arrivarono le teorie degli
olistici
che si contrapponevano ai localizzazionistici,affermando che non c'era un controllo delle funzioni dettato da aree precise, ma che il tuttoera controllato da un'insieme di sistemi/aree, e importante fù il fisiologo inglese Sir CharlesSherrington che coniò il termine sinapsi.Atri esempi sono quelli di Marie, che sosteneva e dimostrava la variabilità della localizzazionecorticale, mentre Broca sosteneva l'importanza della localizzazione delle funzioni.Secondo Hughlings Jackson, una lesione può influire su più strutture cerebrali, perchè puòdanneggiare le connessioni tra regioni vicine, e secondo lui, i comportamenti non sono entitàunitarie, ma costellazioni di attività indipendenti.Monakow coniò il concetto di diaschisi, l'idea che un danno in una parte del cervello possa
 
causare problemi anche da un'altra parte, mentre Head vedeva il cervello danneggiato comeun nuovo sistema.Secondo Karl Lashley, singole lesioni prodotte in varie parti del cervello non creano problemiall'apprendimento o all'esecuzione di un compito, ma questa sua convinzione gli fù contestatacon il fatto che i vari compiti potevano essere svolti usando talmente tante funzioni del cervelloche una singola lesione poteva non essere necessaria ad impedirne lo svolgimento.Woolsey e Bard scoprirono le prime mappe sensoriali e motorie, e negli anni 70/80 si scoprìche per ogni modalità sensoriale esistono molteplici mappe.Ci furono diverse dispute tra gli olisti e i localizzazionisti, ma alla fine si può affermare che gliolisti avevano ragione sostenendo che ogni capacità complessa non è il prodotto di una singolaarea del cervello, mentre i localizzazionisti avevano ragione sostenendo che i processi semplicisono localizzati.
Storia della psicologia
La psicologia ha proposto ipotesi sul funzionamento della mente fin dai tempi antichi, con irazionalisti ed il loro concetto di ragionamento, gli empiristi, con il loro concetto di ideesemplici ed idee complesse, gli associazionisti, con Hermann Ebbinghaus che affermò che iprocessi complessi come la memoria erano analizzabili e misurabili.Ci furono poi gli studiosi della psicofisica, Gustav Fechner e Weber.Thorndike con la sua legge dell'effetto, la scuola della Gestalt, che affermava che il modomigliore per capire le percezioni stava nel metterle in relazioni con le proprietà emergenti deglistimoli.La nascita del comportamentismo con Watson, e il passaggio di George Miller, dalla fedecomportamentista stimolo-risposta alle neuroscienze cognitive.Gli esperimenti di Tanner e Swets che applicarono le tecniche di rilevazione di segnali(servomeccanismi) e le tecniche informatiche, allo studio della percezione.La scoperta di Miller sul limite della quantità delle informazioni che possono essere apprese inbreve periodo.Le mappe mentali di Bruner, Noam Chomsky con la psicolinguistica e le sue regole sullasintassi (il lessico è appreso, la grammatica è innata) che gli fecero far polemica colcomportamentista Skinner.Un altro studioso importante fù Hebb, che sostenne che un qualsiasi gruppo di neuroni è ingrado di apprendere qualsiasi cosa.Anche le donne ebbero un ruolo importante nello studio della mente, anche se spesso venneromesse da parte, ad esempio nel 1902 Ida Hyde fù la prima donna ad essere ammessa allaAmerican Physicological Society, e fù la prima ad inventare un microelettrodo per misurazioniintracellulari.
Neuroscienze cognitive
Nate verso la fine degli anni 70, tramite la fusione di diverse discipline (come la citatapsicolinguistica di Chomsky), nei primi anni si occuparono dello studio dell'organizzazione dellacorteccia cerebrale e del suo funzionamento in risposta a stimoli semplici.Contributi innovativi sono stati dati dallo scienziato David Marr, che suddivise il livellofunzionale in 2 livelli, uno relativo al "che cosa" viene computato dal cervello, ed uno relativo al"come" viene eseguita la computazione, dimostrando che questi livelli sono correlati al livellopiù basso, quello dell'implementazione.Le neuroscienze cognitive devono il loro successo alla tecnologia che ha permesso la nascitadelle tecniche di
neuroimmagine
.Queste tecniche consentono di monitorare l'attività del cervello dal vivo, in tempo reale, senzadover per forza attendere la morte del paziente.Il fisiologo italiano Angelo Mosso scoprì una correlazione tra flusso sanguigno e attivitàneurale, aprendo la strada alle neuroimmagini, e grazie a questa e ad altre scoperte fù creatala tecnica della tomografia a emissione di positroni (PET), la quale permette la misurazione delflusso sanguigno e del metabolismo.Prendendo spunto dagli studi di Donders, si utilizzò il metodo della sottrazione, che consistenella sottrazione di una immagine tomografica del cervello nello stato di comportamento dastudiare, a quella di un'immagine del cervello in un altro stato comportamentale.Successivamente, scoprendo il funzionamento dei protoni di idrogeno in un campo magnetico
 
(la quantità di ossigeno trasportata dall'emoglobina influisce sul grado di perturbazione delcampo magnetico causato dall'emoglobina stessa) fù realizzata la potente ed efficace tecnica dineuroimmagine detta MRI. 
I metodi delle neuroscienze cognitive
Tecniche e metodi delle neuroscienze cognitive La
psicologia cognitiva
si occupa dello studio dell'attività mentale in termini di eleborazionedi informazioni, essa si basa sull'assunto che la percezione, il pensiero e l'azione non sonofunzioni dirette, ma dipendono da elaborazioni o funzioni interne.La psicologia cognitiva sostiene che l'elaborazione delle informazioni dipende darappresentazioni mentali, e che esse sono soggette a trasformazioni.La psicologia cognitiva ha dunque come oggetto di indagine il modo in cui manipoliamo lerappresentazioni.La psicologia cognitiva sostiene inoltre che ogni compito comporta una serie di operazionimentali, le quali comportano che le rappresentazioni siano trattate come dati in ingresso(input), i quali subiscono dei processi, producendo nuove rappresentazioni che costituiscono ilrisultato finale (output).Tra i cognitivisti importanti c'è Posner con i suoi studi sui tempi di reazione, Strenberg con isuoi studi sulla memoria, che nei suoi esperimenti dimostra che il confronto con item inmemoria sembra implicare un processo seriale, mentre altri compiti sembrano rilevareoperazioni cognitive in parallelo.L'effetto di superiorità della parola consiste nel fatto che la performance migliore in un compitodi riconoscimento di vocali si hanno su stimoli che sono parole esistenti (es: mac > xax).Nei vari esperimenti sui tempi di reazioni sono stati usati diversi metodi, come stimolibersaglio, stimoli distraenti, item sonda, ed uno dei più famosi esperimenti è quello dell'effettodi stroop, dove bisogna dire il colore con cui è scritta una certa parola, e dove nonostante inumerosi allenamenti, i tempi di reazione rimangono lenti se la parola scritta è un colorediverso dal suo reale colore.L'effetto di stroop risulta attenuato se si utilizza un compito doppio, ossia un compito daeseguire contemporaneamente a quello primario, che agisce come disturbatore, e nel casospecifico dell'effetto di stroop, il dover riconoscere una parola sentita interferisce sulla letturadel nome del primo compito, togliendo l'effetto disturbante nel riconoscimento del colore.E' stato inoltre dimostrato che dopo un'intensa pratica, le persone riescono a compiere inmaniera più rapida, compiti inizialmente poco compatibili.
Modellizzazione al computer
La simulazione al computer consente di imitare determinati comportamenti, ed i processicognitivi imitati vengono denominati come intelligenza artificiale.Nella
teoria delle reti neurali
l'elaborazione è distribuita tra molte unità in cui input ed outputpossono rappresentare caratteristiche specifiche.Queste unità di ingresso ed uscita sono collegate con delle unità nascoste che sono passaggi dielaborazione intermedi, che fungono da feedback per ridimensionare i pesi delle connessionitra le varie unità.Il programmatore di questo sistema deve dunque creare delle regole di apprendimento, equando il sistema funziona male, ci saranno grossi cambiamenti, contrariamente no.Come nel cervello, in questi sistemi l'elaborazione è distribuita tra molte unità (checorrispondono ai neuroni), e quindi una lesione specifica può simulare il malfunzionamento chesi avrebbe nel cervello.Dai modelli possono scaturire nuove previsioni, che poi possono essere verificate sui cervelliveri, ad esempio, il modello di Desmond e Moore sulla risposta condizionata ed incondizionatadei conigli al soffio negli occhi abbinato ad un suono, ha portato allo studio dell'apprendimentodi traccia, ovvero alla traccia mnemistica del soffio d'aria che precede il suono, la quale deve

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