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Operazione Walkiria - La Tana Del Lupo

Operazione Walkiria - La Tana Del Lupo

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Published by Franco Borgis
Breve storia dell'operazione Walkiria e della Tana del Lupo, quartier generale di Hitler sul fronte orientale.
Breve storia dell'operazione Walkiria e della Tana del Lupo, quartier generale di Hitler sul fronte orientale.

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Categories:Types, Research, History
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la tana del lupoOperazione Walkiria
Come si può osservare nella sottostante cartina, durante la guerra furono  parecchi i luoghi che Hitler scelse come quartier generale per dirigere leoperazioni al fronte. Tra tutti, uno in particolare è passato alla storia: quello di Rastenburg, meglio conosciuto come "tana del lupo".
 
In 
vista dell’ 
imminente
attacco all’Unione Sovietica 
, per ospitare lo stato maggiore delle forze armate tedesche venne scelta la foresta di Goerlitz (ora Gierloz), vicino a quella che era la città più orientale della Germania, Rastenburg (oggi Ketrzyn). Una località isolata, vicina al confine sovietico, completamenteimmersa in una fitta vegetazione e difficilmente accessibile per via dei laghi edelle paludi che la circondano. Scelta che sembrava ideale per un gigantesco complesso di bunker che doveva essere completamente mimetizzato e non rintracciabile con i sopraluoghi aerei. L
’Organizzazione Todt 
, incaricata della realizzazione dei lavori, non ci mise molto a portare a termine il progetto: iniziato nel 1940, il nuovo quartier generale fu costruito in condizioni di grandesegretezza e divenne pienamente operativo 
all’inizio dell’estate successiva 
, giusto 
in tempo per l’inizio delle operazioni belliche sul fronte orientale
. Il fuhrer vi si 
trasferì in pianta stabile fin dall’inizio dell’ 
Operazione Barbarossa
, il 22 giugno 1941, rimanendovi pressoché ininterrottamente fino al 20 novembre 1944, quando 
dovette forzatamente far ritorno a Berlino a causa dell’inesorabile avanzata dell’arm 
ata rossa.
La “Wolfsschanze” doveva essere innanzi tutto un luogo sicuro, un fortino 
inespugnabile, ed in nome della sicurezza si presero tutte le precauzioni possibili.Distribuito su una superficie di circa 3,5 km quadrati (2,5 km da ovest a est e 1,5 km da nord a sud per complessivi 350 ettari circa), il gigantesco quartier generalesembrava un normalissimo villaggio di piccoli anonimi edifici di legno ma in realtà era un coacervo di bunker (abilmente camuffati sul tetto in modo da non essere riconoscibili 
dall’alto 
), gallerie, trincee, filo spinato, campi minati,
 
 postazioni anti-aeree e torri di guardia inghiottiti da una fitta vegetazione. Un luogo costantemente in penombra, ben difeso ed accessibile solo agli utilizzatori ma con una logistica perfetta per uomini e mezzi, con tanto di strade, scalo  ferroviario ed addirittura una piccola e ben nascosta pista di atterraggio nellevicinanze in grado di garantire i collegamenti con Berlino, con cui Hitler era continuamente in contatto tramite una linea telefonica diretta. Insomma, un 
quartier generale a prova di intruso, tant’è vero che il pericolo maggiore proverrà non dall’esterno ma dall’interno.
 
Mappa 1:25000 del sito con in evidenza il bunker di Hitler
Per tutto il tempo che restò a Rastenburg, Hitler trascorse le giornate tra un
riunione militare e l’altra,
dalla mattina fino a notte inoltrata, Una vita ben diversa da quella cui era abituato a Berlino, lontano dagli sfarzi e dagli svaghi della capitale dove il fuhrer, dopo essersi svegliato in tarda mattinata, poteva  permettersi il lusso di dedicare ore ed ore alla nullafacenza più assoluta trascurando il lavoro e gli impegni di governo. Solo ogni tanto interrompeva la routine con occasionali viaggi a Berlino o al suo cottage nel Berghof, sui monti della Baviera,
 per risollevarsi un po’ dal malumore per le poco confortanti notizie
che ogni giorno giungevano dal fronte.

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