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LA FABBRICA DEL CONSENSO
“Il nostro concetto di natura umana è sicuramente limitato, parziale, socialmente condizionato,limitato dai nostri difetti e della cultura intellettuale in cui viviamo, ma allo stesso tempo è diimportanza vitale avere qualche direzione, sapere quali fini impossibili stiamo cercando diraggiungere, se vogliamo raggiungere fini possibili. Questo significa essere abbastanza coraggiosida speculare e creare teorie sociali sulla base di una conoscenza parziale, rimanendo molto apertialla fortissima probabilità che almeno in alcuni aspetti ci stiamo sbagliando di grosso.”
Imperialismo e genocidio
La missione civilizzatrice consiste nell’applicare e inculcare con arroganza la propria supremazia.“Qui giace una donna indiana, una Wampanoag; la sua famiglia, la sua tribù e la sua terra laoffrirono affinché questa grande nazione potesse nascere e prosperare.” (p.190) In realtà i nativifurono massacrati (le cifre sono spaventose) in uno dei più grandi genocidi della storia umana, molti pensano che l’unico sia stato quello nazista ma la storia ha grondato sangue più di una volta.Sul genocidio americano qualche falso ipocrita scrive: “L’orrore della forza bruta vennecompletamente evitato: si trattò in tutto e per tutto di un consenso volontario e libero, di unaccordo” (p.192). Queste sono parole di un accolito che prova a giustificare l’occupazione e lasoppressione con una contraddizione dietro l’altra. Si noti come nella storia le autoriecclesiastiche si sono rivelate crudeli e infide, ne è un esempio il “Trattato sopra le giuste causedella guerra contro gli indi” in cui gli Indios vengono presentati come omuncoli “privi di cultura[…] ignavi e timidi che a mala pena possono sopportare la presenza dei nostri, e spesso sonodispersi a migliaia e fuggono come donnette, sbaragliati da un numero così equo di Spagnoli chenon arrivi pure al centinaio.”Altri americani, come il presidente Allman riferiscono, sulla questione degli indiani d’America,fredde parole senza sdegno e risentimento: “Non erano esseri umano, ma soltanto ostacoliall’inesorabile trionfo della virtù americana; quindi dovevano essere annientati per far posto allanuova realtà della libertà americana.”(p.192) questo intervento svergognato cerca di spiegare che ilconsenso si basava sul fatto che i diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, annullavanocompletamente i diritti altrui. “Gli indiani furono i primi “aggressori” che ci toccò affrontare.”La vita, la libertà e la ricerca della felicità sono diritti fondamentali ma hanno scarso peso per lasopravvivenza di una cultura benevola, per esempio Toro Seduto afferma in un suo discorso: “Qualelegge ho mai violato? Sono io perfido perché la mia pelle è rossa? […] Sono andato ad affermare imie diritti e quelli del popolo e mi hanno cacciato a viva forza dalla mia terra, non ho mai occupatoterre appartenenti all’uomo bianco.” [testimonianza di un discorso di Toro Seduto]Ma per gli americani il significato, la verità e il consenso vengono completamente stravolti:“[…] se i colonizzatori sapranno riconoscere che il contrasto era avvenuto in vista di un nobilemotivo, si potrebbe ragionevolmente affermare che l’autorità è stata imposta con il loro consenso.”(p.192) Si parla di consenso senza consenso. Con questa espressione si eguaglia la verità allamenzogna, il regime diventa corruttore di coscienza. [vedi Orwell, 1984] “La guerra è pace, lalibertà è schiavitù, L’amore è odio.”L’ipocrisia è radicata nel sistema, per esempio il “moralista” Cotton Mather dimostra di averetendenze razziste: “le foreste furono ripulite da quelle perniciose creature per far posto a unagenerazione migliore.” Questo fu possibile perché “la superiorità tecnologica dell’uomo biancoaveva infatti finito per prevalere.” La ferrovia, il telegrafo, il fucile Winchester, i massacri di bisonti, avevano avuto la meglio sul coraggio e l’audacia di un popolo che non ha fatto altro chedifendere i propri villaggi [M.A. Jones, Gli indiani un popolo in ginocchio]. La storia dovrebbeessere maestra di vita, l’enorme pelago di errori e di orrori passati deve fungere da visione riluttanteche induca l’uomo a non perseverare. Seppure la verità sulla questione degli indiani d’Americasappia di atroci genocidi, oppressione, Americanizzazione [assorbimento sociale] e predominio
 
assoluto, un partito italiano per propaganda ha utilizzato lo slogan: “Loro non hanno potuto mettereregole all’immigrazione ora vivono nelle riserve!”, che a questo slogan che sa di menzogna eignoranza si risponda con questa citazione di Chomsky: “Una popolazione confusa e spaventata,abituata a credere che i demoni russi e le orde del Terzo Mondo siano pronti a privarla di tutto ciòche possiede, è predisposta a nazionalismo fanatico.”
Celebrazione della negatività del progresso
“[…] Presso un famoso college […] la vetrata celebra le bombe atomiche di Hiroshima Nagasaki,quello che Truman all’epoca definì l’evento più grandioso della storia.” (p.193)Questo fatto non è nemmeno da considerarsi strano poiché nella coscienza dei vincitori noncompaiono considerazioni relative alla reale negatività delle proprie azioni, seppure l’episodio abbia portato all’annientamento indiscriminato di civili e delle loro proprietà. Inoltre l’immagine è partedi un sistema predisposto al sapere e all’educazione [università], perlopiù figura in una chiesa, ilche gli da un tocco di sacralità e allo stesso tempo profana quella struttura ipocrita.
Indottrinamento
“La tecnica di creare e radicare una memoria del passato altamente selettiva, di rimodellarla o diinventarne una ex novo, è ciò chiamato “indottrinamento” o “propaganda” quando è praticata daavversari ufficiali, ed “educazione”, “istruzione morale” e “formazione del carattere” quando siamonoi a servircene.” (p.193) Questi sono i mezzi della fabbrica del consenso, spostare l’attenzionealtrove e disinforma. Spesso l’interesse nazionale coincide con la mancata opposizione popolareverso una ristretta elite. [Film Sesso e Potere]“L’ingegneria del consenso” è stata descritta da Barnayas come l’essenza stessa della democrazia,difatti dall’inizio del secolo fino ad oggi l’opinione pubblica è stata l’oggetto di industria ideologicae culturale: la scuola, la stampa, la cultura di massa, i consumi di massa.Lo studioso Lasswell scrisse che sono da evitare i “dogmi democratici” come ad esempio laconvinzione che il popolo sia il miglior giudice dei propri interessi.“La democrazia permette che la voce del popolo venga ascoltata ed è compito degli intellettualiassicurarsi che questa voce sostenga quello che i leader considerano la scelta giusta. La propagandarappresenta per la democrazia ciò che la violenza rappresenta per il totalitarismo.”L’agit-prop che è una sorta di teatro didattico verso il pubblico analfabeta adottato dai comunistirussi è molto più importante nelle democrazie che negli stati totalitari. “Per coloro che continuanoostinatamente a ricercare la libertà, l’obbiettivo più pressante è comprendere i meccanismi e lamessa in pratica dell’indottrinamento.” Questi meccanismi sono semplici da individuare neitotalitarismi, ma risultano meno evidenti in una società di “lavaggio del cervello sotto il nome dellalibertà” e della felicità a cui siamo sottoposti consapevolmente o inconsapevolmente. 
La questione Nicaragua
Gli Stati Uniti non si sono macchiati di crimini imperialisti solo in passato, infatti è attualel’occupazione del Nicaragua da parte di mercenari statunitensi.“La violenza, l’inganno e l’illegalità costituiscono gli strumenti naturali di uno stato, qualsiasi.”L’indottrinamento è lo strumento di manipolazione e menzogna più efficace, il traguardo dei criticiconsiste nell’ostacolare esprimendo come le istituzioni continueranno ad operare se non sarannofrenate da una cittadinanza indignata.
Le tecniche della fabbrica delconsenso, senza consensoPraticate dalla
politica
:indottrinamento e propagandaOperate dalle
istituzioni statali
: educazione,istruzione morale, formazione del carattere
 
Se il Nicaragua presenta una minaccia per gli Stati Uniti, allo stesso modo gli Urss avrebbero ildiritto di bombardare la Danimarca, infatti non è una minaccia minore di quella che rappresenta per gli americani il Nicaragua. Anche Hitler la pensava all’incirca allo stesso modo poiché riteneva chela Cecoslovacchia rappresentasse un pugnale puntato al cuore della Germania. “Secondo i nostristandard, Hitler in fondo era dotato di buon senso.”Le tecniche di lavaggio del cervello adottate per cancellare ciò che accade davanti ai nostri occhisono, per esempio, far sembrare normale e necessario quello che sta accadendo in Nicaragua.Confutare gli atti e le argomentazioni del governo è relativamente semplice, ma deve essere praticato con costanza in una società altamente indottrinata dove anche le verità più elementarivengono occultate, ne sono un esempio i principi di Wilson di autodeterminazione, democrazia,diritti umani e simili che nella storia americana sono statti irrilevanti.
La guerra del Vietnam
La guerra è stata criticata per ragioni di principio da avversari politici dei sostenitori dell’interventoe si sviluppò una pragmatica opposizione intellettuale la quale sosteneva che fosse un errore, poichéc’era poca chiarezza riguardo agli obbiettivi. L’opinione pubblica sosteneva che la guerra fosse stata“fondamentalmente ingiusta immorale” e non un errore. Alcune erano guerre segrete e azioni diviolenza di cui nessuno sapeva nulla, come il bombardamento della zona del Laos, per le quali ilgoverno non divulgo la notizia degli attacchi grazie alla complicità dei media [film Seconda guerracivile americana]. Ciò che il governo dichiarava all’Onu era che in Vietnam gli americani stavanorespingendo aggressioni interne. “Come sempre, noi americani agiamo solo per autodifesa, persinoquando invadiamo un paese dall’altra parte del globo dopo aver fallito nel tentativo di distruggerel’opposizione politica locale con la violenza e il terrore.” (p.203)“La guerra era iniziata con goffi tentativi di fare del bene ma nel 1969 era chiaro che si trattasse diun disastroso sbaglio.” (Lewis). Gli Stati Uniti trasformarono fin dall’inizio del conflitto il Vietnamin una terra di rovina e distruzione.“Tutti ammisero che si trattò di una crociata fallita, nobile ma illusoria e intrapresa con le più buoneintenzioni” (Karnow). Chi non dava il suo consenso dimostrava di essere un irresponsabile o forseun comunista, e dunque le sue strane opinioni non erano ascoltate. Ma le grandi verità sono deidittatori! “Chi governa con violenza tende ad adottare una concezione comportamentista: ciò che le persone pensano non è troppo importante; conta molto di più quello che fanno; devono obbedire ela loro obbedienza è garantita con la forza.” Esiste quindi un controllo del pensiero tipicamentetotalitarista anche nelle società democratiche. In Urss le punizioni vanno dalla tortura psicologica[vedi 1984] alla prigionia. Nei sistemi democratici lo stato non è in grado di garantire l’obbedienzacon la forza e il pensiero può portare all’azione, perciò la minaccia all’ordine deve essere sradicataalla fonte. In questo modo i pensieri definiti accettabili saranno quelli circoscritti alla religione distato (principi assoluti). I critici per essere ammessi al dibattito devono accettare la dottrinafondamentale, secondo cui lo stato è buono e guidato dalle più nobili intenzioni e si difende senza presentarsi soggetto attivo nelle questioni mondiali. Se i critici, sia coloro a favore (“falchi”) chequelli in disaccordo (“colombe”) con la guerra adottano queste premesse senza discuterecontribuiranno al controllo del pensiero. Questo sistema di controllo non è stato analizzato né daOrwell né compreso dai dittatori. È utile per i fini dell’indottrinamento che ci siano critici chedenunciano i fallimenti del governo ma che accettano i presupposti della religione di stato. Persinouno stato totalitario deve tenere in considerazione le opinioni del popolo, mentre in democrazia le persone più politicamente attive, privilegiate e istruite devono essere tenute sotto controllo. NegliStati Uniti i poveri non votano e la partecipazione politica è prerogativa di un’elite privilegiata(devono avere i mezzi per la formulazione di programmi, sostegno materiale, selezione deicandidati, propaganda dei media).Tre quarti della popolazione potrebbe sostenere un blocco degli armamenti nucleari e sapere che èuna proposta sovietica. La resistenza popolare di massa all’aggressione militare rappresentaeffettivamente un ostacolo per i pianificatori.

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