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Salvatore BorsellinoBenny Calasanzio
FINO ALL
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ULTIMO GIORNODELLA MIA VITA
«Se mi guardo indietro, da quando ho ricominciato a parlare a oggi che sono in qualche modo riferimento di migliaia di persone, credo di aver fatto un grande percorso, ma sono sempre più convinto che siano invece i giovani il mio punto di riferimento. Io forse ho potuto far divampare l
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incendio,sono stato la scintilla, ma senza il loro splendido combustibile esso non sarebbe divampato. Io non sono altro che la scintilla che mio fratello riesce a essere anche da morto; “guardate l
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idrogeno tacere nel mare, guardate l
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ossigeno al suo fianco dormire” cantava De André, se non c
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è qualcosa che li fa scoppiare essi vivono tranquillamente vicini senza che accada nulla. Questa è la situazione dell
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Italia, dove tanti giovani aspettano solo di essere scossi dal torpore per impegnarsi in prima persona in questa battaglia di verità e giustizia».Salvatore Borsellino
Salvatore Borsellino racconta i ricordi di una vita al giovane amico giornalista BennyCalasanzio, con il quale condivide il dolore di essere parenti di vittime di mafia. Una vitainiziata sotto le bombe degli Alleati nella Palermo del 1942, poi sconvolta dall
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autobombache causò la strage di via D
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Amelio il 19 luglio 1992.Il racconto ha inizio con l
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infanzia felice trascorsa con il fratello Paolo e le sorelle Adele e