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Tara Ed Il Culto Della Femminilita

Tara Ed Il Culto Della Femminilita

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Tara ed il Culto dellaFemminilita' nel Buddhismo
Nel Buddhismo, malgrado la riluttanza dei maestri nell’ammetterele donne nell'ordine, la femminilità fu una necessità psicologica e fu
 
inclusa nella relativa struttura spirituale. Lacompassione - l’aspetto più tenero dell’essere, siaumano che divino, che era il cuore del Buddhismo -si rivelò al meglio nella struttura femminile. Quindi,nel corso del tempo, il femminile dominò così tantol’ambiente buddhista che persino immagini dialcune divinimaschili, come Avalokiteshvara,furono concepite con sembianze un pò femminilinella loro figura e come aspetto essenziale dellapersonalità.La tenerezza e la grazia prettamente femminili concui le successive immagini buddhiste furonoconcepite, definiscono l'epitome dell’iconografia edell'arte buddista. Dopo benevolenza e protezione,altre virtù che rappresentavano meglio lafemminilità furono aggiunte a quella cardinale dellacompassione. Questo aspetto femminile fu piùdiversificato e spinto, col risultato che durante lafase Mahayana, ancor più nel Buddhismo Tibetano,il numero di divinità femminili raggiunse il migliaio.A parte queste psicodinamiche, fattori esterni del Buddhismo,specialmente il culto della pluralità del Brahamanesimo e lapreponderanza degli elementi femminili, giocarono un ruolo vitalenel determinare il rapporto maschio-femmina ed anche la lororelativa importanza nel Buddhismo. Più o meno dal sesto secolo lareciprocidelle Brahmaniche divinità maschili e femminili, erastata totalmente rivoluzionata, con la supremazia e la priorità diquelle femminili su quelle maschili, persino sulla grande Trinità -Brahma, Vishnu e Shiva. Testi come il
‘Devi-Mahatmya’ 
nel
Markandeya Purana,
e il
‘Devi-Bhagavata’ 
tra gli altri, hannoinsediato la Devi (la Dea) non solo per il suo possedere cumulativiattributi ed energie di tutte le divinimaschili, ma addiritturaprecedendoli, perfino nella creazione. Invocando una forma o unaspetto differente, in ciascuno dei
'dhyana' 
- le visioni meditative,questi testi hanno percepito la Devi - Divino Femminile, come unaed anche molte, con la prima che definiva l’unità e le altre, ladiversità. A questa pluralità furono aggiunte le sue
'shakti' 
- poterisubordinati. Gli aborigeni, come pure gli Ariani Vedici, avevanoalcune antiche divinità femminili ma mentre quelle nella precedentitradizioni erano solo icone locali poco-funzionali che conferivanobenefici, la maggior parte delle successive, rappresentate da
 
elementi non-iconici o aspetti della natura - che solitamenteinfliggevano terrore, e venivano placate da lodi e da offerte di
'havya!' 
-. Tuttavia, la successiva più completa forma di Devi, post-
Devi-Mahatmya
, era completamente differente da entrambe.
Le divinità femminili del Buddhismo delle origini
Anche il Buddhismo aveva avuto inprecedenza alcune divinità femminili,principalmente ereditate dai culti delpassato, come la Dea della Terra, edalcune
yakshani 
, Hariti in particolare,dalle tribù aborigene, e
Lakshmi 
e
Saraswati 
, dai Vedici. Interessante èche la Dea della Terra che avevaavuto una presenza iconica nei cultipre-Buddhisti, fu nel Buddhismo unapresenza simbolica, mentre
Lakshmi 
e
Saraswati 
, divinità aniconiche deiVedici, ebbero ben definite formeiconografiche nel Buddhismo. Quandoil Buddha ha invocato la madre Terraper essere testimone al suo atto diconquista su Mara ed il suo esercito,la percepì tutta vedendola comesenza-forma, competente percertificare la genuinità del suo atto.Tranne il
Lalitavistara,
che parla di lei mentre appare di persona, oil
Nidanakatha
ed il
Mahavastu
che parlano del suo tremito mentrescaccia Mara ed il suo esercito, in tutta la letteratura buddista lamadre Terra rimane una presenza spirituale aniconica non-operante. Alla Dea della Terra si allude in alcuni testi, a volteripetutamente, come
Sthavara
- la Tenace, che possiede un milionedi forme, ed altre volte come
 Aparajita
- L’Invincibile, che noncompare ancora nelle descrizioni buddiste. Nelle descrizioni delMahayana lei appare prima della pellegrina
Suthana,
ma solo perproclamare che lei fu la testimone 'delle trasformazioni spirituali ditutti i Buddha, allorchè essi stavano quasi per ottenerel’Illuminazione', un ruolo identico al suo precdente. Più tardi, dopoche
Mayadevi 
, la madre del Buddha, fu deificata presso Lumbini,dove nacque il Buddha, il ruolo della Dea Madre si spostò su di lei.

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