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Breve Storia Della Parola Stampata

Breve Storia Della Parola Stampata

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Published by: Giorgia Carola Cecchetti on Jun 22, 2012
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06/22/2012

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CAPITOLO I
COS
E
LA STAMPA TIPOGRAFICAPer stampa tipografica si intendono riproduzioni da serie di caratteri composti con cura a formare parolerighe e pagine. Fino all
avvento dell
era elettronica questo tipo di stampa è stato il mezzo di comunicazioneper eccellenza.A prescindere dalla sua utilità come mezzo di comunicazione la stampa continua ad avere una straordinari avitalità come espressione artistica e artigianale.La stampa tipografica avviene attraverso i caratteri mobili.LE ORIGINI DELLA STAMPAGutemberg nacque a Magonza nel 1394 e mori nel 1468.Fu lui ad applicare la tecnica cinese di stampa a caratteri mobili per la prima edizione della bibbia a 42 linee(1452-55) usando la versione calligrafica dell
alfabeto latino in caratteri gotici.COSA SIGNIFICA STAMPA?E
il procedimento di duplicazione di immagini su o in un supporto,solitamente carta e con procedimentimeccanici.Esistono 3 sistemi di stampa:tipografica (impiega un immagine in rilievo e ne produce una incavata)calcografica(impiega un immagine a incavo e produce un immagine a rilievo)planografica (la superficie della matrice rimane integra, ma alcune aree vengono trattate affinché venga poiimpressa l'immagine)STORIA DELLA PAROLA STAMPATASi può suddividere in 3 fasi.La prima avviene in corea e Cina all
inizio dell
ottavo sec dove intere pagine venivano intagliate in blocchi dilegno.La seconda inizia ne XI sec in Cina e Corea e fiorì improvvisamente nell
Europa del Quattrocento. Si basasull
incisione e fusione di singole lettere o caratteri. Una volta che tali unità di linguaggio visibile sono statefuse e duplicate in modo sufficiente possono essere composte e scomposte.(ecco perché si parla dicaratteri mobili).La terza fase è quella elettronica e rende i testi non più solamente stampati ma anche digitali, è alla portatadi chiunque e rende la comunicazione facilissima.
 
LA STAMPA PRETIPOGRAFICA IN EUROPAPrima del
l avvento della stampa a caratteri mobili, la stampa consisteva per lo più nel riprodurre figure disanti o eroi.Un notevole successo ebbero le carte da gioco stampate solitamente con il metodo della brunitura edipinte a mano.All
epoca pero stampare era considerato illegale e quindi non si hanno datazioni certe delle pochissimeimmagini rinvenute.Inoltre senza l
uso della carta, l
unico supporto era la cartapecora ma la stampa era costosissima.L
INVENZIONE DELLA CARTALa carta già esisteva in Cina dal 105 d.c. dove Cài Lùn scoprì un processo di fabbricazione economico.Si lasciavano macerare gelso,bambù e altre fibre che poi venivano battute e stese su un graticcio flessibileper far colare l acqua e modellarne la forma.Occorse circa un millennio perché la tecnica arrivasse in Europa.La prima cartiera italiana fu aperta nellaseconda meta del duecento a Fabriano.Nel corso del XIV e XV sec. La fabbricazione della carta si diffuse rapidamente dapprima in Francia e poi inGermania.Alla fine del XVI secolo in Europa si contavano 16,000 filigrane differenti.Con la nascita della stampa nacquero anche i grandi scrittori (Dante,Boccaccio,Petrarca ecc.)UMANESIMO E RINASCIMENTODurante questo periodo vi fu una riscoperta dei valori classici. Gli Umanisti dell
epoca recuperarono così gliscritti latini e greci, traducendoli e stampandoli cosi che potessero essere alla portata di quante più personepossibile. Gran parte degli scritti sono arrivati fino a noi solamente grazie alla grandissima opera direcupero che si fece in quegli anni. Uno dei più grandi umanisti è senz
altro l
olandese Erasmo daRotterdam.Fra le sue opere ci sono grammatiche, dizionari e i più conosciuti
Colloquies
.Durante la seconda metà dell
800 la grande stima che si nutriva nei confronti di tali umanisti, l
impegno e ladevozione con cui hanno svolto il loro compito, culminò nello sforzo di William Morris e altri di riscoprire eriutilizzare le tecniche di stampa de rinascimento.Si trattava essenzialmente di una reazione alla rivoluzione industriale che a detta di Morris e degli altriesponenti dell
Arts and Craft (movimento delle arti e ei mestieri) aveva portato alla perdita del vero valoredella stampa in nome dell
’interesse economico.
 Nella seconda metà del 900 l
evoluzione tecnologica ha portato dei passi in avanti mai fatti prima.Proprio per questo è necessaria ancora di più una conoscenza approfondita dell
alfabeto,della naturascultorea dei caratteri,della disposizione e dell
effettiva impressione per far sì di non incorrere in errorilasciando tutto il lavoro alla macchina.
 
CAPITOLO II
L
ALFABETOLe lettere che usiamo derivano in gran parte dalle capitali romane
lapidarie
( lettere incise nella pietra conuno scalpello,che giunsero all
apice del loro sviluppo durante l
età cristiana).I simboli che compongono l
alfabeto sono fonogrammi,cioè rappresentano un suono. Allo stato attuale isistemi di scrittura sono molto semplificati ed efficaci.Oltre alle lettere però sono presenti numerosi altri simboli come numeri e punteggiatura che portanol
alfabeto ad un considerevole aumento dei segni. La loro frequenza e la forma influenzano notevolmente lastruttura e la trama della pagina e affinchè il testo risulti leggibile bisogna strutturarli in maniera armonicafra di loro.L
AFABETO ROMANOI nostri caratteri derivano dalla scultura,per questo è impossibile riprodurli esattamente su carta. Anche lesoluzioni trovate da Durer,Luca Pacioli e Geoffroy Tory vi si avvicinano notevolmente ma non sonoperfettamente identiche.Per cogliere la natura fondamentale delle lettere romane bisogna innanzitutto capire che esse sono fruttodella mente di artista. Un approccio logico e utile è pensarle come ad una serie di variazioni geometrichebasate sul quadrato cerchio e triangolo che messe insieme formano un fregio composto di intervalli che siespandono e contraggono. E
proprio questa virtù
respiratoria
che da movimento e vivacità a questocarattere.MIGLIORAMENTI NELLA LETTERA ROMANAFra le capitale scritte del periodo romano le più formali sono le
capitali quadrate
usate per lavoriimportanti dal II al V secolo.L a differenza tra loro e le lapidarie si riscontra nel contrasto deciso fra tratti spessi e sottili e nelle graziedelle capitali quadrate.La grazia intransitiva delle lettere romane è un espediente per rinforzare la testa e il piede della lettera chealtrimenti andrebbe otticamente a sparire. Usando lo scalpello infatti l
artigiano andava a produrre unsegno forte che sembrava raccordato accentuando la leggibilità della scritta.Le capitali quadrate però non sono semplici da scrivere e questo ne ha limitato l
uso.Per la scrittura più veloce si sviluppano le capitali rustiche,in cui le lettere si andavano a condensare(datol
alto costo del materiale su cui scrivere) si assottigliano i tratti verticali,i tratti tondi e diagonali danno latrama mentre gli orizzontali gli accenti.

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