Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Save to My Library
Look up keyword
Like this
1Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
La Divisione Dei Ruoli Nelle Coppie - Istat 2010

La Divisione Dei Ruoli Nelle Coppie - Istat 2010

Ratings: (0)|Views: 9 |Likes:
Published by Metaforum

More info:

Published by: Metaforum on Jun 27, 2012
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

02/20/2014

pdf

text

original

 
10 novembre 2010
La divisione dei ruoli nelle coppie
Anno 2008-2009 
 Dal 1° febbraio 2008 al 31 gennaio 2009 l’Istat ha condotto la terza edizionedell’Indagine multiscopo sull’Uso del tempo, intervistando un campione di18.250 famiglie e 40.944 individui, che hanno descritto in un diario le attivitàquotidiane. Tale rilevazione è avvenuta a venti anni esatti dalla prima edizione(1988-1989) e a sei dalla seconda (2002-2003), il che consente un’analisi dilungo periodo sulla assegnazione del tempo quotidiano degli individui allediverse attività. L’indagine permette, inoltre, di analizzare la divisione deicarichi di lavoro domestico e di cura tra uomini e donne che vivono in coppia. In particolare, l’Istat presenta oggi le stime preliminari dei principaliaggregati relativi all’uso del tempo nelle coppie in cui la donna ha tra 25 e 44anni, ovvero che si trovano nella fase di vita caratterizzata, in genere, dalla partecipazione al mercato del lavoro e dalla presenza di figli conviventi.
Principali risultati
Per analizzare il grado di condivisione dei carichi di lavoro familiare nellacoppia, è possibile utilizzare l’
indice di asimmetria
 
del lavoro familiare
1
,che misura quanta parte del tempo dedicato da entrambi i partner al lavorodomestico, di cura e di acquisti di beni e servizi è svolto dalle donne. Nel2008-2009 il 76,2% del lavoro familiare delle coppie è ancora a carico delledonne, valore di poco più basso di quello registrato nel 2002-2003 (77,6%).Persiste dunque una forte disuguaglianza di genere nella divisione delcarico di lavoro familiare tra i partner. L’asimmetria nella divisione dellavoro familiare è trasversale a tutto il Paese, anche se nel Nord raggiungesempre livelli più bassi. Le differenze territoriali sono più marcate nellecoppie in cui lei non lavora. L’indice assume valori inferiori al 70% solonelle coppie settentrionali in cui lei lavora e non ci sono figli, e nelle coppiein cui la donna è una lavoratrice laureata (67,6%).Rispetto a sei anni prima, l’asimmetria rimane stabile nelle coppie in cui ladonna non lavora (83,2%). Cala, invece, di due punti percentuali nellecoppie con donna occupata, passando dal 73,4% del 2002-2003 al 71,4%del 2008-2009. Tale calo riguarda sostanzialmente le coppie con figli: inpresenza di due o più figli l’indice passa, infatti, dal 75% al 72,2% (Tavola1).Alcuni dei cambiamenti che hanno caratterizzato i 14 anni intercorsi tra leprecedenti due rilevazioni continuano ad evidenziarsi negli anni più recenti,spiegando la diminuzione delle asimmetrie. Tra il 1988-1989 e il 2002-2003, ad esempio, si era registrata una significativa riduzione del tempo dilavoro familiare delle donne, soprattutto occupate, e una sua redistribuzioneinterna, caratterizzata da un calo del tempo dedicato al lavoro domestico eda un incremento del tempo di cura dei figli da parte delle madri.
1
 
Tale indice assume valore 100 nei casi in cui il lavoro familiare ricada esclusivamentesulla donna, è pari a 50 in caso di perfetta condivisione dei carichi di lavoro familiare; ivalori compresi tra 0 e 49 e quelli compresi tra 51 e 99 indicano un carico di lavoro,progressivamente più sbilanciato, rispettivamente sull’uomo o sulla donna.
 
Direzione centralecomunicazione ed editoria
Tel. +39 06 4673.2244-2243
Centro diffusione dati
Tel. +39 06 4673.3106
Informazioni e chiarimenti: 
Struttura e dinamica sociale
Via Ravà, 150 – 00142 RomaTania CappadozziDaniele SpizzichinoTel. + 39 06 4673.4480
 
Contestualmente, cambiamenti, anche se di minore entità, si erano verificati nell’universo maschile. Eracresciuto, seppur lievemente il coinvolgimento degli uomini al lavoro familiare, sia in termini dipartecipazione che di tempo investito. La significativa riduzione del tempo di lavoro familiare delle donne e illieve incremento del contributo maschile sono due tendenze che, con diversa intensità, avevano ridotto il gapdi genere, pur lasciando in evidenza la persistenza di un’asimmetria elevata nella divisione del lavorofamiliare.Negli ultimi sei anni, prosegue la strategia di contenimento del lavoro familiare da parte delle donne. Adesempio, confrontando i collettivi di donne alle due date di indagine, la durata del lavoro familiare cala di 15minuti, ma tale tendenza non riguarda tutte le donne: esso si concentra sulle madri ed in particolare sullemadri lavoratrici, per le quali il tempo di lavoro familiare scende da 5h23’ a 5h09’. Anche negli ultimi seianni, la riduzione del tempo dedicato al lavoro familiare si associa ad una redistribuzione delle attività chericadono al suo interno: cala di 14’ il tempo delle madri per il lavoro domestico (17’ per le occupate) e cresce,anche se lievemente, il tempo per la cura dei bambini fino a 13 anni (Tavola 2).Nello stesso periodo è stabile il tempo dedicato dagli uomini al lavoro familiare (1h43’), mentre diminuisce ilnumero di quanti, in un giorno medio, svolgono almeno un’attività di lavoro familiare (dal 77,2% al 75,9%).Solo in presenza di figli e di una partner occupata si evidenzia un incremento di 9’ (da 1h55’ a 2h04’) deltempo di lavoro familiare, che riguarda soprattutto il lavoro di cura dei bambini fino a 13 anni (+6’), e a cuicorrisponde un aumento di circa due punti percentuali anche nella frequenza di partecipazione. È interessanteinoltre sottolineare che cresce il coinvolgimento nel lavoro domestico dei padri con partner occupata, anchese ciò non si traduce in un aumento del tempo dedicato.Negli ultimi sei anni i cambiamenti nei tempi del lavoro familiare si sono dunque concentrati nelle coppie condonna occupata e con figli, ovvero nelle situazioni in cui l’onerosità del carico di lavoro complessivo chericade sulle donne impone a queste una riorganizzazione dei tempi di vita. Anche in queste situazioni piùgravose i mutamenti dei comportamenti maschili restano però lenti e limitati.
Tavola 1 – Indice di asimmetria del lavoro familiare nelle coppie con donna di 25-44 anni per condizione della donna, tipologiadella coppia e alcune caratteristiche della coppia - Anni 1988-1989, 2002-2003 e 2008-2009
(indice di asimmetria in percentuale)
1988-1989 2002-2003 2008-2009 (a) 1988-1989 2002-2003 2008-2009 (a)RIPARTIZIONE GEOGRAFICANord 76,8 71,6 69,3 77,4 72,0 69,9Centro 80,0 73,5 73,4 81,1 75,4 71,9Mezzogiorno 85,0 77,9 74,8 85,2 78,2 74,8NUMERO DI FIGLINessun figlio 75,1 70,3 71,0 - - -1 figlio 77,9 73,3 70,6 77,9 73,3 70,62 figli o più 82,3 75,0 72,2 82,3 75,0 72,2ETÀ DEL FIGLIO PIÙ PICCCOLO0-2 78,4 72,2 71,2 78,4 72,2 71,23-5 77,7 72,7 69,2 77,7 72,7 69,26-10 79,9 75,1 72,5 79,9 75,1 72,511-13 83,8 74,9 73,0 83,8 74,9 73,014 e più 84,9 78,2 73,9 84,9 78,2 73,9TITOLO DI STUDIO DELLA DONNALaurea 75,6 71,3 67,6 76,9 72,5 69,3Diploma 78,1 72,7 72,0 79,0 73,4 71,8Licenza elementare o media 81,6 75,6 72,9 82,0 76,3 72,4
Totale
79,7 73,4 71,4 80,4 74,2 71,5(a) Dati provvisori.In coppia con figliTotale coppieCARATTERISTICHECoppie con lei occupata
 
Tavola 1
segue
– Indice di asimmetria del lavoro familiare nelle coppie con donna di 25-44 anni per condizione della donna,tipologia della coppia e alcune caratteristiche della coppia - Anni 1988-1989, 2002-2003 e 2008-2009
(indice di asimmetria in percentuale)
I tempi di vita di uomini e donne che vivono in coppia
Nel 2008-2009, in un giorno medio settimanale, cioè un giorno teorico che tiene conto sia dei feriali sia deifestivi, la quasi totalità delle donne che vivono in coppia si occupa del lavoro familiare
2
(98,9%), mentre circail 24,1% degli uomini non vi dedica nemmeno 10 minuti, percentuale che sale al 31% se la partner non è occupata(Tavola 2). Considerando le coppie con donna occupata di 25-44 anni, la durata del tempo di lavoro familiaredelle donne è pari a 4h40’, il lavoro extradomestico è pari a 4h30’, le attività di tempo libero occupano2h35’
3
, gli spostamenti sul territorio 1h28’ e, infine, il tempo speso per le attività fisiologiche (dormire,mangiare, lavarsi e altra cura della propria persona) è pari a 10h40’. Per i loro partner la durata del lavorofamiliare è pari a 1h54’, il lavoro retribuito assorbe 6h16’, gli spostamenti occupano 1h34’, le attivitàfisiologiche 10h37’: dunque, una porzione di tempo pari a 3h33’ viene dedicata ad attività di tempo libero(58’ in più delle donne occupate).Allo scopo di “far quadrare le 24 ore”, queste medie sono calcolate considerando tutta la popolazione,compresi coloro che nel giorno considerato non hanno svolto l’attività. È così che è possibile affermare che il44,4% del tempo quotidiano delle donne occupate in coppia è dedicato ad attività fisiologiche, il 19,4% allavoro familiare, il 18,8% al lavoro extradomestico, il 10,8% al tempo libero e il 6,1% agli spostamenti sulterritorio. Per i partner delle donne occupate, solo il 7,9% del tempo quotidiano è dedicato al lavoro familiare,il 26,1% è dedicato al lavoro, il 14,8% al tempo libero, il 6,5% agli spostamenti e il 44,2% alle attivitàfisiologiche (Figura 1).Se si considerano, invece, le medie specifiche (calcolate solo sulle persone che hanno svolto l’attività) sievidenzia la durata effettiva. In base a questo indicatore la durata del tempo di lavoro delle donne occupate incoppia risulta pari in un giorno medio a 6h41’ (per i partner è pari a 8h18’), il tempo dedicato al lavorofamiliare è di 4h45’ (per i partner 2h21’) e il tempo libero a 2h44’ (3h39’ per i partner).
2
 
Tutti gli indicatori di uso del tempo analizzati nella presente pubblicazione sono riferiti alle sole attività principali indicate dagliintervistati nel diario giornaliero e tralasciando le eventuali attività contemporanee.
 
3
 
Tutte le attività sono state classificate secondo le nuove linee guida Eurostat (Guidelines on Harmonized European Time UseSurvey, 2009): in particolare le attività di tempo libero comprendono anche il riposo e lo stare senza fare nulla, attività che inprecedenti pubblicazioni Istat erano comprese nelle attività fisiologiche (Istat. Rapporto annuale sulla situazione del Paese nel2004. Roma, 2005 e Istat. Uso del tempo. Informazioni, n. 2 - 2007).
3
1988-1989 2002-2003 2008-2009 (a) 1988-1989 2002-2003 2008-2009 (a)RIPARTIZIONE GEOGRAFICANord 88,5 79,9 78,9 88,5 80,3 78,8Centro 87,0 81,4 82,3 86,9 81,3 82,2Mezzogiorno 91,0 85,6 85,5 90,9 85,7 85,6NUMERO DI FIGLINessun figlio 90,9 81,4 82,8 - - -1 figlio 87,1 82,6 81,0 87,1 82,6 81,02 figli o più 90,2 83,7 83,9 90,2 83,7 83,9ETÀ DEL FIGLIO PIÙ PICCCOLO0-2 87,7 80,7 79,5 87,7 80,7 79,53-5 89,2 83,4 82,5 89,2 83,4 82,56-10 90,2 84,6 84,0 90,2 84,6 84,011-13 90,0 86,3 84,9 90,0 86,3 84,914 e più 90,2 83,4 87,6 90,2 83,4 87,6TITOLO DI STUDIO DELLA DONNALaurea 91,8 78,1 78,3 87,1 78,2 78,9Diploma 88,9 81,4 83,3 88,3 81,8 82,6Licenza elementare o media 89,5 84,5 83,5 89,6 84,6 83,8
Totale
89,4 83,2 83,0 89,3 83,4 83,0(a) Dati provvisori.Totale coppie In coppia con figliCARATTERISTICHECoppie con lei non occupata

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->