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Carlo Mattogno: RAUL HILBERG E I "CENTRI DI STERMINIO" NAZIONALSOCIALISTI - Fonti e metodologia

Carlo Mattogno: RAUL HILBERG E I "CENTRI DI STERMINIO" NAZIONALSOCIALISTI - Fonti e metodologia

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CARLO MATTOGNO
RAUL HILBERGE I «CENTRI DI STERMINIO»NAZIONALSOCIALISTI
FONTI E METODOLOGIAInternetAAARGH2008
 
MATTOGNO :RAUL HILBERG E I «CENTRI DI STERMINIO» 
2
Introduzione
 La distruzione degli Ebrei d'Europa
1
, di Raul Hilberg
2
, è considerata una delleopere più importanti della storiografia olocaustica, se non addirittura la più importante.Grazie ad un poderoso apparato di riferimenti, essa documenta in modo ineccepibile lapersecuzione nazionalsocialista degli Ebrei. Quanto alla loro presunta «distruzione», ladocumentazione si rivela oltremodo carente. E ciò è stato sottolineato non solo da unricercatore revisionista come Jürgen Graf 
3
, ma anche da uno studioso come Gie van denBerghe, autore, tra l'altro, di una critica al «negazionismo»
4
. In un articolo dedicato allasua opera, egli rileva che, riguardo ai presunti campi di sterminio, a causa dellamancanza di fonti documentarie, Hilberg dovette ricorrere ai testimoni, e commenta:«Poiché egli aveva sempre evitato di usare fonti create da essi, non aveva criteriappropriati per separare il buono dal cattivo e non poteva interpretare e analizzarequeste fonti più soggettive più o meno correttamente. Dalla scelta da parte di Hilberg didocumenti personali
5
, risulta chiaro che era stato guidato da criteri piuttosto irrilevanti,come la professione dei testimoni oculari (per Hilberg, solo dottori e laureati) e ladisponibilità dei rapporti. Per quanto riguarda i documenti personali, egli usa quasiesclusivamente ciò che era disponibile in inglese. In questo capitolo sui centri disterminio, Hilberg, per il resto molto accurato e coscienzioso, usa il materiale personalein modo considerevolmente impreciso e acritico. Delle molte migliaia di rapporti ditestimoni oculari sui campi nazisti, egli ne ha impiegati soltanto una decina. Egliconsidera un avvenimento sufficientemente provato se un testimone oculare l'hamenzionato; generalizza in base al rapporto di un testimone oculare e qui omette perfinoil condizionale. È sorprendentemente male informato sui testimoni oculari consultati esui loro scritti. Fa anche una quantità di errori capitali. Si basa su dichiarazioni einterpretazioni di vittime per ricostruire le motivazioni dei loro persecutori. Si affida adalcune interpretazioni di ispirazione psicanalitica del superstite E. A. Cohen in
 Het  Duitse concentratiekamp
(Il campo di concentramento tedesco), Amsterdam, 1952,libro che fu tradotto quasi subito in inglese. Successivamente, Cohen espresse dei dubbisu queste interpretazioni, ma il relativo libro (
 De negentien treinen naar Sobibór,
“Idiciannove treni a Sobibór”, Amsterdam-Bruxelles, 1979) non fu consultato da Hilberg,probabilmente perché non era stato tradotto in inglese. Sfortunatamente, questosconsiderato uso di documenti personali rende il capitolo sui campi di sterminio menoconvincente del resto del libro»
6
.
1
Giulio Einaudi editore.Torino,1995. La prima edizione dell'opera apparve a Chicago nel 1961 col titolo
The destruction of European Jews
. La traduzione italiana è tratta dalla rielaborazione effettuata daHilberg nel 1985 (
The destruction of European Jews
.
 Revised and definitive edition.
Holmes & MeierPublishers. Inc., New York-Londra, 1985). In questo studio indico le citazioni tratte dall'edizione italianasoltanto col riferimento al relativo numero di pagina.
2
Hilberg, nato a Vienna il 2 giugno 1926, è morto a Parigi il 4 agosto 2007.
3
J. Graf,
 Riese auf tönernen Füßen. Raul Hilberg und sein Standardwerk über den “Holocaust”
. CastleHill Publishers, Hastings, Inghilterra, 1999. L'opera è in corso di traduzione in italiano da parte diAntonio Caracciolo col titolo
 Il gigante dai piedi d'argilla
.
 Raul Hilberg e la sua opera simbolosull'“Olocausto”
, in:http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/09/jrgen-graf-il-gigante-con-i-piedi-di.html.
4
 
 De uitbuiting van de holocaust 
(Lo sfruttamento dell'olocausto),
 
in:http://www.serendib.be/boeken/uitbuiting1.htm.
5
«Ego-documents», termine che designa documenti personali e autobiografici come diari, memorie,lettere, ecc.
6
G. Van Den Berghe, «The incompleteness of a masterpiece. Raul Hilberg and
The Destruction of  European Jews
», in:
 Belgisch Tjidschrift voor Nieuwste Geschiedenis
, XXI, 1990, 1-2, pp. 121-122;consultabile in:
 
MATTOGNO :RAUL HILBERG E I «CENTRI DI STERMINIO» 
3 Se si considera che questo capitolo rappresenta l'apice e la ragion d'esseredell'opera di Hilberg, di cui le oltre 800 pagine precedenti costituiscono solo unapremessa e un preludio, le osservazioni critiche di van den Berghe infliggono già unduro colpo alla sua credibilità. Cosa che, del resto, si intuisce facilmente già dal fattoche - come ha rilevato J. Graf -, il capitolo su «I centri di sterminio», è una partepiuttosto esigua dell'opera: esso conta 134 pagine su un totale di 1385, ma all'aspettoessenziale delle «operazioni di sterminio» Hilberg dedica appena 15 pagine!Tuttavia il problema è molto più ampio di quello prospettato dallo storico belga,perché bisogna esaminare anche la questione fondamentale dell'attendibilità e dellacoerenza reciproca di queste testimonianze, nonché quella, altrettanto importante,dell'interpretazione dei documenti da parte di Hilberg.Ciò che mi prefiggo in questo studio è appunto, essenzialmente, una verifica dellesue fonti e della sua metodologia storiografica.Poiché l'opera di Hilberg in generale, ma soprattutto nell'aspetto qui considerato,contiene una moltitudine enorme di dettagli, spesso insignificanti, da cui traeessenzialmente la sua mole e anche le sue pretese probatorie, sarò costretto a scendereripetutamente anch'io nei particolari. Nella mia analisi seguirò, per quanto possibile, ilcorso espositivo di Hilberg; in qualche caso tratterò invece questioni simili in uncontesto diverso.I giorni 15-18 gennaio 1985, Hilberg testimoniò come storico esperto in Olocaustoal processo Zündel
7
. Il resoconto stenografico del processo
8
, sul quale mi baso, èriassunto in un'opera curata da Barbara Kulaszka
9
. Nel corso del controinterrogatorio daparte dell'avvocato difensore Douglas Christie, furono dibattuti molti temi attinenti laprima edizione della sua opera. Le risposte di Hilberg furono spesso rivelatrici,soprattutto per quanto riguarda la sua metodologia. Per questo, inserisco quelle piùsignificative nella discussione che segue. Tratterò invece le problematiche piùimportanti nel capitolo IV.È importante tener presente che, all'epoca, Hilberg aveva già elaborato l'edizionedefinitiva della sua opera, che prevedeva sarebbe uscita (come avvenne) dopo qualchemese
10
.Il processo Zündel fu celebrato alla fine di un periodo di intenso dibattito da partedella storiografia olocaustica su uno dei suoi temi storici fondamentali: il presuntoordine di sterminio ebraico. Nel 1982 si era infatti tenuto un importante convegno
http://www.flwi.ugent.be/btng-rbhc/pdf/BTNG-RBHC,%2021,%201990,%201-2,%20pp%20110-124.pdf .
7
Ernst Zündel fu processato in Canada coll'imputazione di «diffusione di notizie false» per averdistribuito l'opuscolo di Richard Harwood (pseudonimo di Richard Verrall)
 Did Six Million Really Die?
 (trad. it.
 Auschwitz o della soluzione finale. Storia di una leggenda
. Le Rune, Milano, 1978, disponibilein:http://www.vho.org/aaargh/fran/livres5/harwoodit.pdf ;
 Ne sono morti davvero sei milioni? Breveintroduzione al revisionismo olocaustico
. Effepi, Genova, 2003). Consultabile in :http://aaargh.fran.mx/fran/livres/livres.html. Il processo si svolse a Toronto dal 7 gennaio al 25 marzo1985.
8
 
 In the District Court of Ontario. Between: Her majesty the Queen and Ernst Zündel. Before: The Honourable Judge H.R. Locke and Jury. The Court House, 351 University Ave. Toronto, Ontario. January 7, 1985 et seq.
 
9
B. Kulaszka (a cura di),
 Did Six Million Really Die? Report of the Evidence in the Canadian “False News” Trial of Ernst Zündel - 1988
. Samisdat Publishers Ltd., Toronto, 1992. La deposizione di Hilbergsi trova alle pp. 5-80. Consultabile in :http://aaargh.fran.mx/fran/livres/livres.html 
10
Idem
 ,
vol. III, p. 636.

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