del pm Frattini, avviata a novembre scorso, si affianca all'altra, condotta dal suo collega MassimoLo Mastro, che è in corso già da un anno e che nell'ultimo periodo ha subito un'accellerazione aseguito dell'ampia delega conferita ai carabinieri del Noe, del Nas e al personale ispettivo dell'Aslper accertare non solo l'entità delle esalazioni nocive, ma anche l'esistenza di un nesso di casualitàtra le patologie, denunciate dagli abitanti della zona e l'attività delle fonderie. Nelle varie denunce,infatti diversi residenti hanno lamentato allergie e patologie delle vie respiratorie, che sarebberostate provocate dalle esalazioni e immissioni, provenienti dallo stabilimento. Ma non è la primavolta che si indaga sulle fonderie Pisano, già il 18 novembre 2004 si è giunti al sequestrodell'impianto e la relativa inchiesta del pm Frattini ha portato alla condanna del titolare dellostabilimento, l'ingegnere Luigi Pisano, che ha patteggiato la pena. La seconda indagine si è conclusacon il rinvio a giudizio per Pisano nella primavera dello scorso anno, dopo che erano scattati i sigilliancora una volta a due anni esatti dal primo sequestro. Ora è in corso il dibattimento e il pm Frattiniha negato il consenso all'ulteriore richiesta di patteggiamento della pena. C'è allarme a Salerno perl'inquinamento atmosferico, presente in misura consistente nell'area di Fratte, dove ci sono lefonderie Pisano, ma non solo, perchè si è riscontrata una presenza notevole di polveri sottilinell'intera città. È stato lo stesso magistrato Frattini a disporre controlli a tappeto contro questonemico invisibile e molto pericoloso, che mina in maniera subdola la salute dei salernitani. E anchesu questo fronte si sono riscontrati consistenti sforamenti dei limiti consentiti dalla legge.
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