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Scienza Del Buddhismo Di L. G. Gedun Tharchin

Scienza Del Buddhismo Di L. G. Gedun Tharchin

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Published by Carlos Bernal
Ciencia Budismo
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Scienza del buddhismo
 L. G. Gedun Tharchin
Oggi mi è stato chiesto di tenere una breve conferenza sul tema della scienza del buddhismo. Non so esattamente cosa significhi dire “Scienza Buddhista” nel contesto sociale e culturaledell’Occidente. Nella lingua tibetana abbiamo un termine spesso usato nelle nostre Scritture, “Nong Da RigPa”. Questa è una espressione molto formale per indicare il buddhismo. Una traduzione letterale ininglese o italiano sarebbe “Scienza Buddhista”, ma il significato va ben oltre. Preso alla lettera“Nong Dan” significa “Significato e valore interiore” e Rig Pa sta per “l’arte dell’apprendere”.Pertanto l’interpretazione letterale dovrebbe essere “Le arti per apprendere il significato ed il valoreinteriore”. Questo è ciò che il buddhismo e la scienza buddhista significano per i Tibetani.Effettivamente il buddismo è una cultura straniera per i tibetani, perché fu adottata dall’India,dalla Cina e dal Nepal, tra 8° e 11° secolo. Durante il regno dell’imperatore tibetano Song TsanGampo le sue due mogli straniere, una principessa cinese ed una nepalese, costruirono i primi duetempi buddisti, il Jo Khang ed il RamoChe a Lhasa. Essi furono costruiti per proteggere le statue delBuddha che erano state date loro dai genitori. Se uno guarda indietro nel tempo, è veramente uncaso strano quello di come il buddismo arrivò per la prima volta nel Tibet! Nell’ottavo secolo il Tibet era già una società civilmente avanzata culturalmente e politicamente. Il paese aveva successo e riusciva a competere con i paesi confinanti. I tibetaniaccolsero il buddismo come “Nong Dan Rig Pa” ovvero come l’arte di apprendere il valore ed ilsignificato interiore delle cose piuttosto che come una religione come noi la consideriamo inOccidente. Purtroppo col passare del tempo tutta la cultura, storia ed economia del Tibet è finitosotto la dominazione della gerarchia buddista, un po’ alla stessa maniera dell’impero romanoquando finì sotto la dominazione della chiesa cristiana.Oggigiorno tutto si sta modernizzando! Anche la cultura religiosa tibetana spesso vienericondotta ad un mero spettacolo pubblico o confinata a opere artistiche nei musei, musiche e danzetradizionali nei teatri, canti religiosi e preghiere nei templi. Qualcuno sta persino cercando di ridurlaallo Yoga indiano/tibetano/occidentale, ad una forma di medicina, all’astrologia, alle divinazioni ogli oracoli!Detto questo, il vero significato del Dharma è di come il Buddha abbia fatto esperienza erealizzato in se stesso il valore e significato interiore, intrinseco della vita. Ne dette la dimostrazioneagli altri per guarire l’umanied il mondo dalle malattie inflitte dai tre veleni della vita,l’ignoranza, l’attaccamento e l’odio.L’arte buddhista di apprendere il valore e significato interiore della vita consisteessenzialmente di quelli che si chiamano i tre più alti principi. Questi sono la moralità, laconcentrazione e la saggezza. L’addestramento a questi principi trasformano la vita umana cheviene vissuta sanamente e realisticamente e col tempo eliminano completamente i veleni,conducendo ad uno stato che si chiama nirvana, una vita completamente libera dai tre veleni deiquali abbiamo parlato.Se vogliamo iniziare il sentiero del Nang Dan Rig Pa (l’arte dell’apprendere i valori esignificati interiori o intrinseci) dobbiamo cominciare riflettendo su certi aspetti fondamentali:
Perché vi sono tanti dolori e sofferenze nella vita umana?
Esistono delle cause per questi dolori e sofferenze?
Esiste la possibilità di vivere senza dolore e sofferenza?
Quale sarebbe la via migliore per ottenere questo?1
 
Per porre queste domande in maniera giusta dobbiamo essere in una condizione spirituale diunità fra chi chiede e la risposta.Dobbiamo noi stessi essere il medico, il paziente e l’infermiera. Questo sta alla base dellaricerca per comprendere e realizzare il vero significato della vita. Storicamente il Signore Buddhaha riassunto tutta la sua realizzazione in queste quattro domande. Questa mappa per trovare ilsignificato interiore si chiama “Le Quattro Nobili Verità”-Per avvicinarci a questa ricerca iniziamo analizzando la prima Nobile Verità, la Verità dellasofferenza Questo è un punto cruciale di meditazione e riflessione. Dobbiamo confrontarci conquesto aspetto entro noi stessi, sperimentando nella massima profondità i nostri dolori e le nostresofferenze. Nell’applicare il Nang Don Rig Pa dobbiamo rinunciare a tutta la nostra comprensioneintellettuale del dolore e della sofferenza. Dobbiamo semplicemente e direttamente “toccare” idolori e le sofferenze di ogni giorno che passa. Veniamo costantemente torturati e non siamo riuscitia trovare una via d’uscita. Non vi è alcuno sbocco per il defatigante lavoro del nostro mondointeriore.Però la nobile verità della sofferenza non è la sofferenza stessa. La sofferenza della quale parliamo è nella dimensione psichica e spirituale. Essa ha a che fare con pensieri e concetti erronei.Questa verità è insita nella sofferenza ma non è uguale ad essa. Il dolore è la fonte dalla qualeattingiamo la verità della sofferenza. Vi è qualcosa alla quale la sofferenza si affida per avere poteresu di noi ed è molto importante sapere cosa sia questa cosa se vogliamo liberarci da essa.La scoperta e la realizzazione della verità della sofferenza ci porta naturalmente al suosollievo. Possiamo dire che il fuoco brucia il legno, ma possiamo anche dire che il legno crea ilfuoco. Il potenziale per il fuoco è inerente al legno. Così anche, mentre lo sperimentare la veritàdella sofferenza pone fine alla sofferenza, il potenziale per esserne sollevati risiede nella sofferenzastessa.Un analisi di questo tipo ci porta alla seconda domanda: Quale è la causa della nostrasofferenza?Sofferenze psicologiche e spirituali sono probabilmente i frutti di errati concetti con riguardoalla felicità che sono interconnessi ai nostri pensieri erronei. Nel buddismo vi sono quattro concettierronei che guidano questo processo. Noi percepiamo:1.Cose impure come pure;2.Sofferenza come felicità;3.Impermanenza come permanenza;4.Cose che non hanno un sé come sé concreti.Questi pensieri erronei ed idee sbagliate producono un mondo illusorio che sta alla base dellemiserie psicologiche umane.Ma è possibile una felicità pura e durevole? Per rispondere a questa domanda dobbiamoriflettere sul nirvana, uno stato mentale o dimensione psicologica nella quale uno può vivere in unostato indolore, libero dalla sofferenza. Quando ci rendiamo conto del fatto che la nostra menteattuale può essere trasformata in uno stato mentale “nirvana” questo significa che abbiamo stabilitola base del nostro viaggio verso il valore ed il significato interiore.Una volta stabilito il fatto che la fine della sofferenza è realizzabile, procediamo peesaminare quali misure dobbiamo implementare per approdare allo stato di “nirvana”. Questo è ciòche chiamiamo “La Via della Nirvana”, quei percorsi di addestramento ad alto livello, che potremmo chiamare in lingua più semplice:2

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