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EDIZIONE SPECIALE
Giornale degli studentdell’Università di Pavia 
Distribuzione gratuitaIniziativa realizzata nel-l’ambito del programmadell’Università di Paviaper la promozione delleattività culturali e ricre-ative degli studenti(A.C.E.R.S.A.T.)
Direttore: 
Luna Orlando
Redazione: 
Luca CagnolaStefania D’AndreaMario FarinaElena MarigoLeonardo PistoneMattia QuattrocelliMaria Chiara Succurro
Hanno collaborato: 
Matteo BertaniFrancesco GiambellucaGiulio Pasi
Disegni: 
Mari
Grafica: 
Alessio Palmero
Stampa: 
Industria Grafica PaveseRegistrazione n. 481 delRegistro della StampaPeriodicaAutorizzazione delTribunale di Paviadel 23 febbraio 1998
Alle spalle, mesi di parole.Parole addormentate, parole sognanti.Sognavano di rinascere, aprire gli occhi e"mordere il mondo", immaginifiche e pre-cise al contempo; sapevano di raccoglierel'eredità di un progetto che si era lenta-mente assopito: dare corpo alla voce de-gli studenti, incuriosire i loro occhi, intru-folarsi tra i pensieri, evocare universiinteri inciampando in un'idea, in un suo-no, in una provocazione.Ora le parole si sono risvegliate, scritte evive. Caratteri un po' impauriti, che - congesti e affanni bambini - giocano a na-scondino tra pagine seriosamente consa-pevoli di sé, consce del loro specificoruolo: Inchiostro è il giornale degli univer-sitari, dei cortili e delle viuzze della bellanebbiosa Pavia.Trasversale alle facoltà, libero da pregiu-dizi, con il coraggio di ripartire da zerodopo anni di riflussi e sperimentazioni.Parole in un nuovo formato, parole chehanno cambiato vestito, parole a breveanche in rete - con il piglio di chi si av-ventura in un nuovo continente. Paroleche inarcano il sopracciglio, perplesse, difronte ad accuse di parzialità: l'unica ban-diera da seguire ha i colori della libertàd'espressione, del pensiero che non sinasconde dietro a paraventi ideologici.Perché rincorrere un'idea non significabarricarsi dentro ad un'ideologia.Le parole sono rinate: siamo pronti a met-terci in gioco, a guardarci ogni giorno allospecchio per correggerci e plasmarci, ognivolta di nuovo.Le parole sono rinate. Hanno spalancatogli occhi sul mondo universitario e lo han-no trovato attivo e frenetico.Il 24 e il 25 Marzo saremo chiamati adeleggere i nostri rappresentanti all’inter-no degli Organi più importanti dell’Atene-o, che amministrano le sorti della nostravita universitaria.Questo numero di Inchiostro è stato pen-sato come piccola guida in grado di intro-durvi all’interno dell’oscuro ingranaggiodelle elezioni: per non rischiare di in-ciampare in uno scatolone improvvisatoad urna, ignorando che vi sia anche soloqualcosa per cui esercitare il nostro dirit-to di voto.
Luna Orlando
http://inchiostro.unipv.it
NUMERO ZERO 20 marzo 2004
Speciale elezioniuniversitarie
24-25 marzo 2004
 
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Sappiamo tutti cosa sia un fulminea ciel sereno: un evento inatteso,una notizia tragicamente sorpren-dente, il fugace istante di un inna-moramento.Di qualunque cosa si tratti, ha ilsuono dello schianto improvviso diun martello che infrange un immo-bile orizzonte di vetro.Di cosa sto parlando, in questo spe-cifico caso? E’ presto detto: la Com-missione europea, nella veste di ga-rante dei trattati, è intenzionata afar applicare correttamente
 
da tuttigli Stati membri il diritto di prestitopubblico. Qual è l'effetto principaledi questo decantato amor d’equità?In sostanza, il rischio è di vedercicancellato a breve il diritto di usu-fruire del prestito gratuito di libritramite biblioteche o altri enti pub-blici. Ci tengo a precisare che nonsto ventilando timide ipotesi: la si-tuazione è più grave di quanto, adun primo impatto, si possa pensarese si considera la condanna del Bel-gio da parte della Corte di Giustizialo scorso 16 ottobre.Secondo la direttiva 92/100 gli au-tori ed altri titolari godono di un di-ritto di prestito esclusivo e hannopertanto facoltà di autorizzare ovietare il prestito pubblico delle lo-ro opere; agli Stati membri è con-cesso però di derogare a queste di-sposizioni mutando, nell’ambito delprestito, il diritto esclusivo in un di-ritto ad un’equa remunerazione. Lacatena di eventi ha portato quindila Commissione ad aprire un proce-dimento d'infrazione (16 gennaio2004) contro Italia, Spagna, Porto-gallo, Irlanda, Francia e Lussembur-go.Che dire a riguardo?Che dire a riguardo di un’Europadel soffocamento delle idee, dovel’accesso a materiale culturale, e-ducativo, scientifico venga subordi-nata ad esigenze di mercato? E' nelcuore vitale del Medioevo che il
Convivio
di Dante diede
 
voce allamodernissima idea per la quale lacultura non deve rimanere imprigio-nata nell’Olimpo di una ristrettacerchia di persone.Bene, riconosco la mia ingenuitànell’aver dato per scontato chequesta visione avesse attecchito.Per di più in una società che si fre-gia a dismisura del titolo di demo-cratica: personalmente sono sicurodi non volere un’Europa che sot-tragga libri ai meno abbienti. Inse-guire "virtute e canoscenza" era ilfine di uno tra i più amati personag-gi di Dante. Ulisse pagò questo suodesiderio con la doppia morte delcorpo e dello spirito, a noi invecebasterà una tassa. Meno eroici, de-cisamente più fortunati?D'altra parte, siamo veramente si-curi che una soluzione del generefarebbe il bene degli autori? Le bi-blioteche non solo permettono diconoscerli, ma ne promuovono i li-bri e consentono una più lunga cir-colazione a titoli che rischierebberoun commercio dalla ridotta e circo-scritta diffusione.Ma a quanto sembra è soprattuttodi diritti di mercato che oggi si deveoccupare l’Unione. Quelli dei citta-dini vengano pure dopo, se rimanetempo per discuterne…E ora grazie all'opera d'infaticabiliburocrati le biblioteche rischiano lachiusura. Se questo può suonare ec-cessivo non dobbiamo pur trascura-re che una tassazione del prestitograverebbe non solo sui cittadini,ma sulle biblioteche stesse costret-te a riservare parte del loro già ri-stretto budget al pagamento di e-ventuali diritti di prestito, limitan-do così l’acquisto di nuovi libri el’organizzazione di altre iniziative.Cosa possiamo fare di fronte allaminaccia di una simile violenza?Molto, a mio parere. In concreto:presso il banco prestiti di ogni bi-blioteca comunale è disponibile unapetizione rivolta alla sensibilità delpresidente Prodi, redatta il 21 feb-braio dall’associazione Bibl’aria conla consulenza giuridica del dott.Marco Mirandola, esperto di dirittid’autore. Questa petizione aspettasolo le vostre firme, e quelle di tut-ti quanti riuscirete a condurre convoi. Prendete per mano qualcunoche non abbia mai sfogliato con in-teresse un libro e mostrategli com'èfatta una biblioteca.In Spagna e Portogallo si stanno giàmuovendo in questa direzione. Ilvento arriva da Ovest: possiamo i-gnorarlo e stringerci infastiditi neinostri cappotti oppure cavalcarlospiegando le ali immense che ci ri-troviamo e che troppo spesso di-mentichiamo di avere.Non posso non pensare ora al mioSaint-Exupèry, autore del classico
IlPiccolo Principe
, tra i pochi che ab-bia perforato a fondo questo cuoredi amianto.Quanto lo avrebbe reso felice il ger-mogliare del suo intenso e sempli-cissimo messaggio, che passa di ma-no in mano e commuove persone ditutto il mondo. Saint-Exupèry sape-va volare, col corpo e con la mente,non riusciva a sopportare il pensierodi rinunciare alle ali. Se, sparso peril mondo, ho qualche sconosciutofratello, non di sangue ma di ani-ma, che ami svisceratamente que-sto romantico aviatore lo devo an-che alla diffusione della cultura cheavviene attraverso le biblioteche.E allora possiamo pavidamente ri-manere a vedere cosa succedementre altri decidono per noi, op-pure cominciare a prenderci la re-sponsabilità del nostro futuro pros-simo. E’ una scelta, nulla di più.Permettetemi solo di fidarmi delvostro giudizio.
Che cos'è il copyright(o copyleft in questo caso)
a cura di Leonardo Pistone
Abbiamo scelto di utilizzare perquesto giornale una licenza chiama-ta Creative Commons Attribution-ShareAlike. Di che cosa si tratta? Èpresto detto: i contenuti di Inchio-stro possono essere distribuiti libe-ramente e gratuitamente per qua-lunque uso, a condizione che siamantenuta l'indicazione dell'autoreoriginario e della licenza; gli articolisaranno disponibili anche in versio-ne elettronica sul sito del giornale.Chi scrive per Inchiostro deve ac-cettare che i propri articoli possanoessere distribuiti anche con mezzidiversi dalla carta stampata, ma hala garanzia che l'indicazione dell'au-tore non sarà modificata. Per ulte-riori informazioni, il sitowww.creativecommons.org contie-ne tutto, dai dettagli legali allespiegazioni a fumetti: scoprirete,ad esempio, che in questo modo chiregistra musica può renderla libera-mente disponibile su internet senzarischio di plagi.
Biblioteche: l’Unione Europeacontro il prestito gratuito
 
di Luca Cagnola
 
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Pavia è una città modello nel no-stro Paese per il diritto allo stu-dio. Con la sua rete di collegi uni-ca in Italia l'Ateneo Pavese ha sa-puto creare le condizioni ottimaliper attirare studenti da tutta lapenisola e dall’estero permetten-do loro di portare efficacementee velocemente a termine gli stu-di. Questa storia gloriosa è inizia-ta per una felice intuizione delCardinale Branda Castiglioni chenel ‘400 fondò il Collegio Sant’A-gostino (oggi Castiglioni-Brugnatelli) a cui seguì la fonda-zione dell’Almo Collegio Borro-meo e del collegio Ghislieri. Altermine del secondo conflittomondiale il magnifico Rettore del-l’Università, Plinio Fraccaro, ini-ziò una felice stagione di inter-vento pubblico nel settore dellaresidenzalità studentesca. L’Uni-versità acquisì i primi collegi chevennero in un primo periodo ge-stiti direttamente e poi attraversol’Opera Universitaria. Nel 1982 laRegione Lombardia istituì gliI.S.U. (Istituti per il diritto alloStudio Universitario) cui passò ingestione il patrimonio esistente.L’I.S.U. di Pavia negli ultimi 20anni ha ulteriormente ampliato lapropria rete di collegi e di menseed ha gestito altri servizi tra cuil’erogazione delle borse di studio.Oggi la politica regionale del di-ritto allo studio è ad un punto disvolta. La regione Lombardia po-trebbe varare una riforma del set-tore per razionalizzare le risorse.L’assessore Alberto Guglielmo hadichiarato che le finalità di un’e-ventuale riforma sono quelle digestire meglio la stessa quantitàdi fondi per offrire una maggiorquantità di servizi. Tuttavia leperplessità sul raggiungimento diquesto obiettivo sono veramentetante perché le Regioni e gli Entilocali negli ultimi anni si sono tro-vati sempre più in ristrettezze dibilancio a causa dei tagli alle ri-sorse effettuati dal Governo.La Regione intende cambiare radi-calmente l’impostazione organiz-zativa delle strutture di erogazio-ne dei benefici del diritto allostudio. In quest’ottica gli attualiI.S.U. verrebbero accentrati in u-n’unica agenzia regionale che -fissati i livelli minimi della qualitàdei servizi e quelli massimi dei co-sti - avrebbe il compito di accre-ditare enti pubblici o privati, pre-senti nelle varie sedi universitarieper tale compito. Le borse di stu-dio sarebbero “spacchettate” inbuoni spendibili presso tali strut-ture accreditate. Qui nasce il pro-blema: si dubita fortemente chegli attuali servizi offerti dal-l’I.S.U. (Mense e Collegi) possanoessere erogati da strutture diver-se a prezzi inferiori agli attuali econ l’impiego delle medesime ri-sorse (ammesso e non concessoche queste non vengano tagliate).Infatti l’attuale sistema a gestio-ne pubblica consente un abbatti-mento dei costi per persona gra-zie all’offerta di servizi su largascala.Il nuovo sistema, invece, prevede-rebbe un ricarico da parte dell'a-zienda appaltatrice e quindi, ine-vitabilmente, un aumento deiprezzi oppure una diminuzionedella qualità.Un altro punto dolente di questaimpostazione è dato dal fatto chenelle singole strutture universita-rie dove oggi hanno sede gli I.S.U.ci sarebbero solo dei comitati dicontrollo, mentre il consiglio diamministrazione sarebbe unico,con sede a Milano. Così le singoleUniversità, ed in esse gli studenti,perderebbero il controllo che sinoad oggi hanno avuto sugli enti peril diritto allo studio e questo, perPavia che è un laboratorio del tut-to peculiare, sarebbe un gravesvantaggio (per esempio i nostriCollegi non hanno nulla a che ve-dere con i pensionati o le casedello studente - ammesso che cisiano - presenti nelle altre città).E’ vero che qui a Pavia le istitu-zioni stanno lavorando al progettodi istituire una fondazione per lagestione del diritto allo studio perfar valere le proprie peculiarità alivello regionale ed eventualmen-te sganciarsi dalla gestione unita-ria ed accentrata che potrebbescaturire dalla riforma. Il tutto èancora in fase di discussione mala fase operativa si sta avvicinan-do.Per quanto riguarda le prospettivedelle politiche nazionali del dirit-to allo studio il sistema delle bor-se di studio, dopo anni di miglio-ramento, ha visto, nell’ultimobiennio, scemare la propria effi-cacia. Lo scorso anno in Italiaquasi 70.000 studenti universitarisi sono trovati nella condizione diidonei non assegnatari. Hannocioè visto loro negato un dirittoper il mancato investimento delloStato e delle Regioni. Il Fondo In-tegrativo per il Diritto allo Studioè fermo a 125 Milioni di euro(ritoccato al ribasso negli ultimianni). Allo stesso modo le percen-tuali di copertura sono scese con-sistentemente visto l’aumentodelle quote delle borse di studio el’aumento del numero degli ido-nei. E’ necessaria, data anche l’e-mergenza dell’aumento degli af-fitti e del costo di vita in genera-le, la copertura totale degli ido-nei alle borse di studio; per rag-giungere questo obiettivo sononecessari ulteriori 250 Milioni dieuro rispetto agli investimenti at-tuali.Potrebbe essere una soluzionepromuovere maggiormente i pre-stiti d’onore, ma a patto che sitratti di un aggiunta e non di unasostituzione alle borse di studiosalvaguardando garanzie adeguatea favore degli studenti.La proposta del governo di modifi-care la legge 390/91 (legge qua-dro per il diritto allo studio) al fi-ne di eliminare le uniche garanzieper gli studenti sul capitolo deiprestiti - ovvero il tasso d’interes-se pari a zero e la proporzionalitàdella restituzione al reddito di la-voro degli studenti appena laurea-ti - è tutt’altro che condivisibileperché porrebbe gli studenti allamercè delle banche trasforman-doli in studenti debitori.Speriamo che Pavia possa conti-nuare a coltivare la propria glo-riosa tradizione di erogazione di-retta dei servizi da parte di entipubblici, gestione che fino ad oraha garantito un buon livello diqualità nonostante l’utilizzo di ri-sorse non sempre cospicue; essoha permesso di costruire un mo-dello universitario d’eccellenzainvidiato in tutt’Italia.
Diritto allo studio:quali prospettive?
di Francesco Giambelluca

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