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Sappiamo tutti cosa sia un fulminea ciel sereno: un evento inatteso,una notizia tragicamente sorpren-dente, il fugace istante di un inna-moramento.Di qualunque cosa si tratti, ha ilsuono dello schianto improvviso diun martello che infrange un immo-bile orizzonte di vetro.Di cosa sto parlando, in questo spe-cifico caso? E’ presto detto: la Com-missione europea, nella veste di ga-rante dei trattati, è intenzionata afar applicare correttamente
da tuttigli Stati membri il diritto di prestitopubblico. Qual è l'effetto principaledi questo decantato amor d’equità?In sostanza, il rischio è di vedercicancellato a breve il diritto di usu-fruire del prestito gratuito di libritramite biblioteche o altri enti pub-blici. Ci tengo a precisare che nonsto ventilando timide ipotesi: la si-tuazione è più grave di quanto, adun primo impatto, si possa pensarese si considera la condanna del Bel-gio da parte della Corte di Giustizialo scorso 16 ottobre.Secondo la direttiva 92/100 gli au-tori ed altri titolari godono di un di-ritto di prestito esclusivo e hannopertanto facoltà di autorizzare ovietare il prestito pubblico delle lo-ro opere; agli Stati membri è con-cesso però di derogare a queste di-sposizioni mutando, nell’ambito delprestito, il diritto esclusivo in un di-ritto ad un’equa remunerazione. Lacatena di eventi ha portato quindila Commissione ad aprire un proce-dimento d'infrazione (16 gennaio2004) contro Italia, Spagna, Porto-gallo, Irlanda, Francia e Lussembur-go.Che dire a riguardo?Che dire a riguardo di un’Europadel soffocamento delle idee, dovel’accesso a materiale culturale, e-ducativo, scientifico venga subordi-nata ad esigenze di mercato? E' nelcuore vitale del Medioevo che il
Convivio
di Dante diede
voce allamodernissima idea per la quale lacultura non deve rimanere imprigio-nata nell’Olimpo di una ristrettacerchia di persone.Bene, riconosco la mia ingenuitànell’aver dato per scontato chequesta visione avesse attecchito.Per di più in una società che si fre-gia a dismisura del titolo di demo-cratica: personalmente sono sicurodi non volere un’Europa che sot-tragga libri ai meno abbienti. Inse-guire "virtute e canoscenza" era ilfine di uno tra i più amati personag-gi di Dante. Ulisse pagò questo suodesiderio con la doppia morte delcorpo e dello spirito, a noi invecebasterà una tassa. Meno eroici, de-cisamente più fortunati?D'altra parte, siamo veramente si-curi che una soluzione del generefarebbe il bene degli autori? Le bi-blioteche non solo permettono diconoscerli, ma ne promuovono i li-bri e consentono una più lunga cir-colazione a titoli che rischierebberoun commercio dalla ridotta e circo-scritta diffusione.Ma a quanto sembra è soprattuttodi diritti di mercato che oggi si deveoccupare l’Unione. Quelli dei citta-dini vengano pure dopo, se rimanetempo per discuterne…E ora grazie all'opera d'infaticabiliburocrati le biblioteche rischiano lachiusura. Se questo può suonare ec-cessivo non dobbiamo pur trascura-re che una tassazione del prestitograverebbe non solo sui cittadini,ma sulle biblioteche stesse costret-te a riservare parte del loro già ri-stretto budget al pagamento di e-ventuali diritti di prestito, limitan-do così l’acquisto di nuovi libri el’organizzazione di altre iniziative.Cosa possiamo fare di fronte allaminaccia di una simile violenza?Molto, a mio parere. In concreto:presso il banco prestiti di ogni bi-blioteca comunale è disponibile unapetizione rivolta alla sensibilità delpresidente Prodi, redatta il 21 feb-braio dall’associazione Bibl’aria conla consulenza giuridica del dott.Marco Mirandola, esperto di dirittid’autore. Questa petizione aspettasolo le vostre firme, e quelle di tut-ti quanti riuscirete a condurre convoi. Prendete per mano qualcunoche non abbia mai sfogliato con in-teresse un libro e mostrategli com'èfatta una biblioteca.In Spagna e Portogallo si stanno giàmuovendo in questa direzione. Ilvento arriva da Ovest: possiamo i-gnorarlo e stringerci infastiditi neinostri cappotti oppure cavalcarlospiegando le ali immense che ci ri-troviamo e che troppo spesso di-mentichiamo di avere.Non posso non pensare ora al mioSaint-Exupèry, autore del classico
IlPiccolo Principe
, tra i pochi che ab-bia perforato a fondo questo cuoredi amianto.Quanto lo avrebbe reso felice il ger-mogliare del suo intenso e sempli-cissimo messaggio, che passa di ma-no in mano e commuove persone ditutto il mondo. Saint-Exupèry sape-va volare, col corpo e con la mente,non riusciva a sopportare il pensierodi rinunciare alle ali. Se, sparso peril mondo, ho qualche sconosciutofratello, non di sangue ma di ani-ma, che ami svisceratamente que-sto romantico aviatore lo devo an-che alla diffusione della cultura cheavviene attraverso le biblioteche.E allora possiamo pavidamente ri-manere a vedere cosa succedementre altri decidono per noi, op-pure cominciare a prenderci la re-sponsabilità del nostro futuro pros-simo. E’ una scelta, nulla di più.Permettetemi solo di fidarmi delvostro giudizio.
Che cos'è il copyright(o copyleft in questo caso)
a cura di Leonardo Pistone
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Biblioteche: l’Unione Europeacontro il prestito gratuito
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