ISTANZA DI CONCESSIONE DI COLTIVAZIONE “D.30.B.C.-MD”PROGETTO OMBRINA MARESTUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE
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2. QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE
Di seguito verranno descritte le caratteristiche del progetto di sviluppo del Campo Ombrina Mare,fornendo un quadro generale delle caratteristiche del giacimento in base alle attività pregresse giàsvolte nell’area.Verranno inoltre brevemente illustrate le motivazioni dell’alternativa di sviluppo selezionata equindi descritte le caratteristiche del progetto, in relazione alle interazioni con le matrici ambientali potenzialmente interessate dall’intervento, le risorse impiegate e le emissioni generate in ciascunafase del progetto stesso.
2.1 CARATTERISTICHE DEL GIACIMENTO2.1.1 Inquadramento Geologico Regionale
Da un punto di vista geologico e geodinamico il mare Adriatico rappresenta l’avanfossa comunealle catene appenninica e dinarica dopo avere costituito, fino al Pliocene medio, l’avampaese stabilenel contesto del ciclo orogenico appenninico.Da un punto di vista minerario, il mare Adriatico rappresenta invece una importante provincia petrolifera, nella quale sono state fatte numerose e importanti scoperte di idrocarburi liquidi egassosi, sia all’interno della serie clastica d’avanfossa (prevalentemente gas biogenico) sia nellesuccessioni bacinali e di piattaforma carbonatica che ne costituiscono il substrato (prevalentementeolio e gas termogenico).Il processo evolutivo che condurrà alla formazione di questo dominio geologico ha inizio nel tardoTriassico, quando sul margine settentrionale della placca africana si instaurano condizioni di maresottile, ove si deporranno sedimenti evaporitici e dolomitici e, successivamente, compensando la progressiva subsidenza del margine, si svilupperà una estesa piattaforma carbonatica di tipo bahamiano, ora rappresentata dalla Formazione del Calcare Massiccio.Questa situazione, comune a gran parte dell’area mediterranea, verrà modificata, a partire dalLiassico inferiore, da una importante fase tettonica estensionale, collegata ai movimenti sin-rift diapertura dell’oceano Tetide.Questa fase estensionale determinerà lo smembramento della piattaforma provocando losprofondamento di estesi settori, ove si imposterà una sedimentazione di tipo bacinale, e la persistenza di aree rilevate nelle quali le condizioni di piattaforma carbonatica si manterrannosostanzialmente invariate fino a tutto il Paleogene e consentiranno la deposizione di unasuccessione carbonatica dello spessore di oltre 5 km (Piattaforma Apula).L’evoluzione sedimentaria dei settori di alto persistente sarà condizionata in modo importante dalacune ripetute ed estese mentre nei settori ribassati, ove si depositerà, al di sopra della Formazionedel Calcare Massiccio, una sequenza pelagica calcareo-marnosa di tipo Umbro-marchigiano, lasedimentazione avverrà con continuità fino al Pleistocene.Il substrato dei sedimenti dell’avanfossa Plio-pleistocenica è quindi costituito, nel settore Adriatico,sia dalla successione carbonatica di piattaforma (Piattaforma Apula) sia da quella bacinale (Umbro-marchigiana).La transizione tra questi due domini sedimentari, ricostruibile in base all’analisi dei sondaggi per esplorazione di idrocarburi, si deve ipotizzare lungo una direttrice ad orientamento SW-NE chedecorre all’incirca dalla latitudine di San Vito Chietino e, dunque, all’interno del permesso, nei pressi della sua porzione Nord-occidentale (Limite della Piattaforma Apula in figura 2.1.1.a).Tale transizione, verso Nord, deve infatti collocarsi in un punto intermedio tra i pozzi Rombo Mare1 e Ombrina Mare 1, che hanno intercettato la successione di piattaforma carbonatica, e il pozzo
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