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ronstadtk
La molto tristemente famosa scuola “Diaz”in realtà si chiama Istituto “Sandro Pertini”.L’errore, di per sé, è irrilevante, anche se ilprimo presidente della Repubblica sociali-sta sicuramente non avrebbe amato essereconfuso con il Generale che nella I° GuerraMondiale ingannò i contadini con false pro-messe di terre.Decisamente più importante, invece, cheil giorno Mercoledi 4 Febbraio, alla ne diun processo durato tre anni, i “No global”picchiati all’interno della palestra di quellastessa scuola, siano stati tutti prosciolti.Sono stati prosciolti adesso che i lividi nonsi vedono più, e i denti sono stati riparati,e le costole si sono risaldate, e il sangue èstato ripulito, per “mancanza di reato”.Nessuna delle scuse portate dalla poliziaper giusticare il massacro cileno avvenutotra le mura della palestra, è stata ritenutavera: nessuna sassaiola dalle nestre, nes-sun agente accoltellato, nessun black blockintento a preparare molotov nei bagni.Per i genovesi il G8 è una ferita ancora aper-ta, che difcilmente riuscirà a rimarginarsi,nonostante i tentativi di oblìo da parte dellapolitica ufciale.Il Liceo Pertini era il mio liceo; la palestradove i ragazzi sono stati massacrati, era lamia palestra; il parquet sporco di sangue erail pavimento dove abbiamo dormito duran-te le occupazioni; le scale che alcune ragaz-ze hanno percorso trascinate per i capellisbattendo la nuca ad ogni gradino, erano lescale della mia scuola.Così come era la strada dove abito, quelladove i manifestanti del sabato cercavano ditrovare riparo alle manganellate, ai calci,alle botte, agli insulti e ai fumogeni sparatiad altezza uomo. E come me, tutti i genove-si hanno visto violentati i luoghi legati allapropria vita e ai propri ricordi.Per questo, l’assoluzione dei “ragazzi dellaDiaz” è importante, importantissima, maancora una goccia nel mare; per tutti, maper noi genovesi soprattutto.E’ innanzitutto una goccia nel mare perchéi media, dopo aver vomitato nel luglio 2001a Genova centinaia di inviati speciali, rin-chiusi nella zona rossa a lmare i pranza digala, si sono totalmente e volontariamentedisinteressati alla vicenda.Ed è una goccia nel mare perché - meta-foricamente, ma neanche poi troppo – ilsangue dai caloriferi della Diaz lo abbiamopulito noi.Quando Claudio Scajola, nel 2002, fu co-stretto a dimettersi per avere insultato Mar-co Biagi (e non per aver fatto massacrarecentinaia di persone qualche mese prima)sui muri della strada principale di Genovaapparve la scritta “Scajola, buone vacanze!”.Stiamo ancora aspettando, con la bombolet-ta in mano, di poter augurare “buone vacan-ze” anche a tutti gli altri responsabili.Hoeligsfeld
Giovedì,12 febbraio 2004NumeroSpeciale 5
Genova per noiSommario
 pagina 2
THC PRIDEitaly.indymedia.orgtiggìuno
 pagina 3
Come si scrive un articolo per “Kronstadt”Addio operaioLore
 pagina 4
(DIS)INFORMATI! Appello per un altra informazione
L’ultimo numero di Kronstadt
Questa è propio l’ultima volta. Dopo tre zero ecinque, con questo, speciali siamo pronti per il ballo delle debuttanti: aperitivo in S.MariaGualtieri e danze in Aula dei ‘400, tra duemercoledì, il venticinque. Siamo pronti per alzare le vele e alla via così. Avremo bisognodei lettori, ma più augurabilmente loro avran-no bisogno di noi. Che si troveranno davantiquattro pagine più grandi di queste, il doppio.Nella prima, la foto nella parte alta sotto altitolo, un’editoriale, il sommario e un articolo.Nella seconda, articoli di approfondimento per fare un po’ di luce negli angoli ciechi delsistema; niranno per scri-verli ragazzi dell’universitàe non che ne avranno lacapacità e la voglia. Laterza sarà dedicata al-l’arte: poesie, recensioni,racconti, immagini. Laquarta sarà quella piùinteressante: la cronaca,le associazioni, le inizia-tive, l’Informazione dal Basso.Tutto questo nel rispettodella Costituzione e nellospirito dell’Appello per un Altra Informazioneche trovate nell’ultimaapgina di questo nu-mero
 M  S 
In-formazionedalBasso
 
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Indymedia è uno strumento per fare infor-mazione: è una rete di oltre cinquanta col- lettivi, nati in tutto il mondo con l’obiettivodi costruire media come strumenti per lapromozione di equità economica e giustiziasociale. Indymedia promuove l’autodeter-minazione dei soggetti che sono ignorati daimedia: cerca di mettere in luce ed analizza-re questioni locali e globali che riguardano li ecosistemi, le comunità e gli individui. Il newswire (http://italy.indymedia.org/ news/), la colonna di notizie che trovatesulla parte destra del sito, è il cuore di In- dymedia. E’ uno spazio “open publishing”,ovvero “a pubblicazione aperta”: chiunquepuò pubblicare direttamente sul sito testi,udio, immagini. Il newswire è stato pen- sato per coinvolgere le singole personee consentire loro di pubblicare (http://italy.indymedia.org/publish.php) il propriocontributo in forma anonima o con unarma.L’open publishing che caratterizza ilnewswire è la stessa cosa che software libero: sono risposte evolutive alla privatiz-zazione dell’informazione messa in atto daimonopoli multinazionali.Il newswire è una risorsa mediatica, un luogo comunitario dove fare circolare in-formazione. Indymedia Italia non censurail newswire: nascondiamo esclusivamente ipost doppi, quelli commerciali, istituzionalie partitici; quelli fascisti, sessisti o razzisti.Questi post rimangono sul sito e sono visi- bili cliccando l’apposito link.Per segnalare appuntamenti, manifesta-zioni e iniziative di ogni genere c’è inveceil calendario (http://italy.indymedia.org/calendar/) : è uno spazio a pubblicazioneaperta, dove potete inserire tutte le infor-mazioni e le notizie su avvenimenti localie globali.I testi che compaiono nella colonna cen-trale del sito sono frutto del lavoro comunedi un collettivo di persone che si confrontavia mailing list e che denisce le cose piùurgenti anche in chat.Per stabilire quali notizie devono comparirenella colonna centrale di Indymedia e inche forma, ci si basa sul metodo del consen-so: Indymedia Italia non decide in base allamaggioranza, ma secondo l’opinione cherappresenta un punto di comune accordotra tutt* coloro che decidono di parteciparealla discussione.Indymedia Italia non ha ni di lucro e si au-tonanzia realizzando produzioni indipen-denti e iniziative locali. Se volete contribui-re con donazioni, in denaro o in materiali(computer, telecamere e altre tecnologie);se volete attivare un Indymedia locale; seavete dubbi, domande o proposte scrivete aitaly@indymedia.org.tratto dahttp://italy.indymedia.org/archives/archive_by_id.php?id=29/news/2002/10/91164.phpEg
 
iziano di Leo
THC PRIDE
Il consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il disegno di legge Fini sulla lotta alladroga, che apporta pesanti modiche al DPR 309/90. Il DDL, che dovrà ora passare alvaglio delle camere, abroga di fatto il voto popolare del 1993, eliminando la distinzionetra droghe pesanti e leggere, introducendo, con la sospetta riscrittura delle tabelle, ilconcetto di dose massima giornaliera. Salta cosi’ la distinzione tra vendita e consumo etra uso e abuso.Vengono triplicate le sanzioni amministrative e penali allargando queste ultime ancheai casi di consumo. Il trattamento terapeutico non sarà più di esclusiva competenza deiSERT. Si apre così un lucroso business in cui comunità private come San Patrignano,improntate su una logica repressiva e carceraria, vengono investite del compito di certi-care il grado di dipendenza dei fermati, inuenzando le decisioni del giudice.Mentre il ddl Fini veniva approvato in consiglio dei ministri, il centrosinistra, superan-do i tentennamenti e leindecisioni che avevano ca-ratterizzato i suoi governi,presentava in conferenzastampa alla camera un testoalternativo redatto dal car-tello “dal Penale al sociale”centrato su depenalizzazio-ne e riduzione del danno.L’ossessione proibizionista di questo governo ( e di Alleanza Nazionale in particolare)permette anche di riproporre vecchie menzogne come la maggiore nocività della canna- bis rispetto all’alcool, neppure inserito nelle tabelle delle sostanze stupefacenti.Contro il futuro che si presenta denso di nubi, lo SPIMO (gli studenti pavesi in movi-mento), organizza, per il 21 febbraio (partenza dal piazzale della stazione alle ore 8.30)una THC pride. Contrari “al fatto che venga ridotta la quantità personale legale del THC(principio attivo presente nella marijuana)”, al fatto che il DDL “si potrebbe rivelareuna manovra politica per strumentalizzare un’eventuale contro-riforma della sinistramostrandola come sostenitrice della droga”, ed inne contrari “alla difusione dei diversi luoghi comuni dovuti alla disinformazione generale riguardo all’uso e agli effetti dellevarie droghe”.La piattaforma su cui si sta costruendo la manifestazione del 21 si conclude con una pre-cisa richiesta:” noi studenti chiediamo che al posto della repressione portata dalle retatedelle forze dell’ordine ci sia più informazione a livello scolastico perchè riteniamo che ilproibizionismo non sia la soluzione a nessun problema”. Quindi un invito anche al corpodocenti per scendere in piazza assieme agli studenti: un invito per informare, per capiree disvelare le sinistre manovre governative.Per concludere un augurio: non vedere più, nella nostra Pavia, birri sguinzagliati allacaccia di adolescenti con la caccolina di fumo nelle scarpe, come è successo fuori dal- l’”Invidia” domenica scorsa, ed una curiosità: il DDL Fini è molto duro coi consumatoridi droghe leggere e abbastanza permissivo coi cocainomani. Forse un modo per non met-tere a disagio il sottosegretario all’economia e alle nanze Gianfranco Miccichè (ForzaItalia), beccato, non troppo tempo addietro, colle mani in “pasta” ?
 Per adesioni alla manifestazione del 21 tel. 3381459552
Riccardo
 Numero Speciale 5Giovedì 12 febbraio 2004
tiggìuno
 Al TG1 delle 20, che è il telegiornale in assoluto più seguito ,con una media di 7 milioni di spetta-tori, governo e maggioranza parlano addiritturail doppio delle opposizioni. È uno dei dati rilevati dall’Osservatorio di Paviadi cui è in possesso la commissione parlamentaredi vigilanza sulla Rai. Secondo l’Osservatorio,Silvio Berlusconi è stato primo in assoluto inottobre, secondo dopo Ciampi in novembre per Nassirya. La presenza dei politici è uno dei temisui quali Clemente Mimum, il direttore del TG1, èstato criticato da una parte della sua stessa reda- zione; Daniela Tagliaco, vicedirettrice di testata,ha presentato le dimissioni il 25 gennaio, con lasolidarietà di trenta colleghi. È il primo ingranag- gio che si rompe, clamorosamente, il primo verosegnale di dissenso che si leva dall’interno del primo tg italiano. Il metodo sistematico per il confezionamentodelle notizie di giornata, la tecnica scientica per separare nettamente, senza che il telespettatore sene accorga, le Verità del governo dalle Parole del-l’opposizione è il “panino”. Lo schema è semplice:la parte del pane spetta alla maggioranza e quel-la della sottiletta all’opposizione. La prima fettatocca sempre al governo: abbondante e saporita,ricca di immagini e di dichiarazioni che i mini-stri rilasciano senza contraddittorio. Poi la paro-la passa all’opposizione: una frasetta di Fassino,una dichiarazioncina di Rutelli, una citazioncelladi Pecoraro Scanio, insomma un riassuntino in-sapore e incolore di un dibattito che sembra privodi senso. A quel punto, la seconda fetta di pane:a turno il rubizzo Calderoli, il sardonico Nania eil curiale Sandro Bondi, lo sghignazzante Schifa-ni, che si prendono puntualmente il compito diribattere al centro-sinistra. Così, dietro una distri-buzione apparentemente imparziale degli spazi(un terzo al governo, un terzo all’opposizione, unterzo alla maggioranza) si nasconde un subdolometodo persuasivo che applica un’infallibile rego-la mediatica: “ha ragione chi parla per ultimo”.Nella sua lettera la Tagliaco ricorda vari esempi(il caso Berlusconi-Shultz) e riporta il suo “di-sappunto per il mancato utilizzo dei sonori”, a proposito dei quali dice: “non riesco a sfuggireall’impressione che quando sono ‘scomodi’ si pre- ferisca eliminarli in nome di un riassunto scrittoche magari non esclude nessuno ma uccide lacompletezza e le regole televisive”, citando il casosurreale dell’aggiunta di un pubblico ttizio, insala montaggio, al discorso sempre di Berlusconialle Nazioni Unite. “Inoltre - prosegue la giorna-lista - non riesco più a capire le regole: a volte sistabilisce che bisogna, per par condicio, dare unavoce della maggioranza e una dell’opposizione e,in caso di una sola, aspettarne altre e riferirne per completezza nelle edizioni successive”. LaTagliaco critica anche la tendenza a parlareal TG1 “molto dei consumi e del tempo liberodell’Italia e poco dei suoi problemi” con cui, sostie-ne, si spalma “una patina di gaudenza che noncredo corrisponda al Paese reale”. Già tre mesi fa,all’inizio di novembre, il telegiornale di Mimune l’equilibrio delle sue notizie erano stati oggettodi uno scontro politico, con le critiche pesantiaddirittura dei moderati dell’Udc e dei modera-tissimi Ds, e n da ottobre il presidente della Rai, Lucia Annunziata, aveva ricevuto una lettera delcomitato di redazione del Tg1 in cui si parlavadi un “atteggiamento pesante del direttore versola redazione”. È un buon segno che a Saxa Rubra ci sia qualcu-no che abbia il coraggio di dire “non ci sto”, comeha fatto Daniela Tagliaco, così come è un buonsegno che con lei si siano schierati quasi tutti co-loro che oggi prestano il volto e il nome al TG1, da Lilli Gruber a David Sassoli, da Tiziana Ferrarioa Maria Luisa Busi, denunciando pubblicamen-te una “situazione intollerabile”. Ormai non sonoin gioco gli equilibri politici di una redazione, cheal cittadino interessano assai poco, ma l’identità,l’autorevolezza e la credibilità del primo telegior-nale italiano.
Isa
italy.indymedia.org
 
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Addio operaio
hai lavorato come un asinoe un tozzo di pane ti ha ripagatonessuno si ricorderà di teche non hai lasciato nomein una catena di montaggiocostruita a bella postasvanirai nella storia econ te la tua famigliaseppellirà il tuo ricordoe il tuo mattone forse verrà abbattuto per un muro antisismico
 barbarah
 terza pagina
Lore
Sarebbe stata un’altra giornata di pioggia evento. Il cielo era grigio e le grosse pietredella piazza erano già bagnate. I gabbianivolavano fermi nell’aria.Dentro c’era anche Lore, in uno dei tavo- lini in fondo, accanto alla vetrina di ne-strelle piccole. Stavano facendo colazionee parlavano già del tempo. Erano i discorsidi poche parole che fanno quelli che sononati sul mare.Nel cestino erano rimasti dei panini bian-chi e piccoli, quelli del sabato mattina edelle grosse fette di pane scuro. Il burrogiallo e morbido era quasi nito, ma dimarmellate ce ne era ancora parecchia.Lore stava mangiando. Non seguiva i no-stri discorsi sul mare e sul vento. Si portavapiccoli pezzi di pane imburrati alla boccacon il dorso della mano slanciato in alto.Gli occhi ssavano il cielo sul mare oltrei vetri della brasserie. La bocca aspettavasocchiusa i bocconi di pane.Mi tolsi il giaccone e mi versai del caffè. Miunii alla conversazione. No. Non saremmousciti in mare oggi. Almeno non al matti-no. Magari verso sera.La guardavo bevendo il mio caffè. I suoiocchi chiari, i capelli castani tirati indietrocon una pinza, la sciarpa di seta grezzaazzurra, il maglioncino leggero blu sullacamicia bianca.No, non mi avrebbe portato fuori con lasua deriva. Non mi avrebbe fatto lezionein acqua. Avremmo fatto meteo, proba- bilmente. Ci saremmo fermati sulle carte,forse.Non le avrei dato una mano a tirare a riva la barca e a mettere nel sacco la vela. Nonmi avrebbe stretto il braccio, sorriso di ap-provazione o squadrato con rimprovero.Guardai fuori, verso l’orologio del muni-cipio nella piazza. Erano le nove menoventi.Emanuele
 Numero Speciale 5Giovedì 12 febbraio 2004
Come si scrive un articolo per “Kronstadt”
ovvero: la poesia minore di Aldo Zanzi
It is time to away nowJ.JoyceEgregia redazione di “Kronstadt”,mi sono decisa a partecipare al fervido laboratorio culturale della vostra neonata testa-ta, un pochino per disperazione (esperienze passate assai negative di concorsi poeticiognora truccati), un po’ invece nella speranza mai doma che inne a qualcuno torni ilghiribizzo di compilare e curare un periodico che veicoli più cultura che inchiostro. Arompere i miei tardivi indugi fu procuo per me il notare che usate correttamente l’at-tributo
mitteleuropeo
invece del più trivio
mitteloiropeo
, e che ad oggi avete strenuamenteresistito dall’editare articoli commossi sul dispotico Montale, o intorno a quella stranaprimadonna del meteorismo quale fu F. Marinetti.Quale primo contributo a “Kronstadt”, visegnalo in questa breve nota la riscopertadi un poeta locale rimasto per quasi cin-quant’anni nell’ombra, nel segreto degliscaffali delle librerie: Aldo Zanzi. Aldo Zanzi (1) nasce a Borgo Negri il ven-tinove febbraio del milleottocentonovan-tasei, e ivi trascorre l’infanzia e gli annidella prima istruzione. Poi viene iscritto alGinnasio di Pavia dove, diplomatosi, studiaGiurisprudenza. Si laurea nel novecento-ventinove (2) e dopo una pausa di due anniprende dimora a Trieste, città in cui svolge la professione di perito legale per lo StudioWolff (3). Quando, verso la ne del 1934manda alle stampe il suo primo romanzo
 Lakai
, storia dell’arrampicata sociale di unex-garibaldino che nisce per innamorarsidel fratello naturale dedito all’assenzioe al gioco d’azzardo, e perdere così ognipresentabilità nella buona società di Sali-sburgo, gli ambienti letterari ignorano lapubblicazione dell’opera. Chi la recensiscesulla stampa periodica fa notare che il tedesco che del Zanzi non è dei più uenti, oltre acriticare la materia assai scabrosa del romanzo. Deciso a non perdere il posto da perito, ilzanzi promette alla moglie Sissi di non prendere più in mano una penna per scrivere let-teratura, e solo nascostamente utilizza la macchina per scrivere dell’ufcio per compor-re, negli ultimi anni della vita, la raccolta di poesie
Notti serene
, questa volta in lingua ita- liana. Nel 1952, ossia dopo la pubblicazione del detto canzoniere, il Zanzi viene chiamatoin causa legale per plagio letterario dagli eredi di A. Graf e da un poeta pavese con cui fuin relazione d’amicizia, accusato di avere imitato oltre il possibleda
 Dopo il tramonto
delprimo e da
 Albe serene
del secondo. La mattina del cinque doi agosto del cinquantadue, Aldo Zanzi viene trovato defunto nel suo letto, a causa di un attacco di cuore.Note(1) Zamai M.,
 Alba tragica del poeta Aldo Zanzi
, tesi di laurea, 1986.(2) Zanzi A.,
 Mercato estero del frumento “Mussolini III”: prospettive giuridiche e deriva ideo-logica
, tesi di laurea, 1929.(3) Zamai M.,
Svevo dai Wolff 
, Borgo Neffa, 1989.Margherita Zamai
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