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Una piccola parentesi informatica... Il copyleft(http://www.gnu.org/licenses/licenses.html#WhatIsCopyleft) è un tipo di licenza (ovvero di condizio-ni di utilizzo scritte dall’autore) per la distribuzione(copia, modica, traduzione, back-engineering) diprogrammi informatici che impone che ogni copia(modica, etc.) dello stesso sia associata alla me-desima licenza: un programma di software liberoe richiede che anche tutte le versioni modicate eampliate dello stesso siano software liberoLa maniera più semplice per rendere libero unprogramma è quella di farlo diventare di pubblicodominio, senza copyright. Ciò consente a chiunquedi condividere tale programma e i relativi perfezio-namenti. Ma così facendo, qualcuno poco inclinealla cooperazione potrebbe trasformarlo in softwareproprietario. Potrebbe cioè apportarvi delle modi-che, poche o tante che siano, e distribuirne il risul-tato come software proprietario. Coloro che lo ri-cevono in questa versione modicata non hanno lastessa libertà riconosciuta loro dall’autore originale;è stato l’intermediario a strappargliela. Ovvero ildiritto di proprietà intellettuale dell’opera vienestrappato all’autore originale.L’obiettivo del progetto GNU è quello di offrire atutti gli utenti la libertà di ridistribuire e modicareil software GNU, rispettando una licenza differenteda quella di pubblico dominio. Questa licenza spe-cica che chiunque ridistribuisca il software, con osenza modiche, debba permettere anche in seguitola libertà di poterlo copiare e modicare ulterior-mente, garantendo che ogni utente conservi questelibertà. Inoltre incentiva altri programmatori adaggiungere propri contributi al software stesso. E ilmetodo funziona.Per trasformare un programma in copyleft, primase ne stabilisce la proprietà (l’autore, il fondatore,l’enarca), quindi il soggetto così autorizzato ssa itermini di distribuzione del programma o di qual-siasi altro da esso derivato, imponendo comunqueche venga riprodotto il copyleft originale.Il copyleft è un concetto generale; esistono svaria-te modalità per denirne i dettagli. Nel progettoGNU, i termini specici vengono indicati nellaGNU General Public License (Licenza PubblicaGenerica GNU), spesso abbreviata in GNU GPL.La GNU Free Documentation License, abbrevia-ta in FDL (Licenza per Documentazione LiberaGNU - http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)è una forma di copyleft stilata per l’utilizzo inmanuali, libri di testo o altri documenti ondegarantire a chiunque l’effettiva libertà di copiare eridistribuire tali materiali, con o senza modiche,sia a livello commerciale che non-commerciale. Lalicenza appropriata è inclusa in numerosi manuali ein ogni distribuzione del codice sorgente GNU Piùo meno suona così:Un’alternativa usata già agli orti suona invece così:
strumenti
Regole meteorologiche
Miglioramento del tempo:Nebbia alla sera.Cumuli di nubi isolate, che si muovo-no in direzione del vento.Cirri con forme strane a grande al-tezza, e, al di sotto, singoli cumuli dinubi.Bel tempo:Rosso di sera promette bel tempo peril giorno dopo.Con forte brina alla sera o nella primametà della notte, niente pioggia ilgiorno dopo.Rondini che volano alte e rane chegracidano anticipano bel tempo.Nebbia mattutina che svanisce col sor-gere del sole, è segno di bel tempo perla giornata.Se da grosse nubi si staccano piccolibrandelli, potrà fare bel tempo.Cumuli di nubi sferiche, signica-no tempo buono prevalentementeasciutto. Con tempo caldo temporaliin arrivo.Cambiamento imminente del tempo:Se compaiono contemporaneamentediversi tipi di nubi (strati e cumuli dinubi, nuvole a pecorelle e cirri).Rosso di mattina anticipa pioggia po-meridiana.Nubi frastagliate, leggeri strati di nu-vole che passano rapidamente e a bassaquota, segnalano pioggia imminente.Tempo cattivo:La bassa pressione è indicata da cirriche si muovono rapidamente.Cirri che si muovono a grande altezzaindicano tempo cattivo.Cumuli di nubi che si formano rapi-damente annunciano pioggia, d’estatetemporale.Vento da ovest o vento da sud antici-pano un cambiamento del tempo.Se il tempo è bello e il vento costantecambia direzione, o rinfresca molto, siavrà pioggia per il giorno dopo. Idemse, dopo tempo bello e senza vento,compare il vento insieme a cirri.Una massa omogenea grigiastra dicumuli o strati di nubi, anticipa pre-cipitazioni.Se gli oggetti molto distanti appaionoparticolarmente ravvicinati, pioveràtra breve.Se le pareti delle rocce o la ghiaia simostrano di umidità, è segno di piog-gia o neve.Se non c’è rugiada sulla vegetazione aterra, è segno di pioggia.Rondini che volano basse, rane e pesciche saltano indicano peggioramentodel tempo.Tramonto giallo pallido è indice dipioggia. Tramonto giallo signica ven-to o tempesta. Aloni intorno al sole o alla luna,annunciano spesso con un giorno emezzo di anticipo tempo pessimo, conprecipitazioni continuate.Stelle che luccicano indicano che tem-po brutto con precipitazioni in arrivo.Più il luccichio è rapido, e più è repen-tino il cambiamento del tempo.Freddo:Freddo in arrivo, quando, senza vento,alla sera o di notte si forma nebbia bas-sa nelle depressioni del terreno.Quando nelle belle giornate invernali,senza vento, il cielo si riempie di neb-bia alta, farà freddo.Il gelo diurno che diminuisce, ma chericompare verso sera, indica un tempofreddo e bello d’inverno. Alba giallo-marrognola, d’inverno,indica gelo prolungato.
Massimo Ghimmy
Meme, basta la parola
MAI MORTI
Cosa fare in caso di Golpe
Come scrisse il New York Times, “ripetere 50 volte che free trade signica cre-scita e tutti i vostri dubbi spariranno” è inutile. Continuo a sentire intorno alprocesso conosciuto come globalizzazione una quantità di frasi fatte, snocciolatecon nonclalace a più livelli comunicativi sia attorno al tavolo degli aperitivi sia,fatto decisamente più inquietante, al tavolo con fogli e telefoni dei telegiornalisti(sarebbe affascinante scoprire se è nato prima l’uovo o la gallina, ovvero se ci siubriaca dopo il tg o se si fa il tg ubriachi). Ora, vista la pericolosità di non af-frontare seriamente certi dati, certe espressioni e certe locuzioni di un argomentocosì attuale è arrivato il momento di dire quello che di solito, per convenienza,è taciuto. Alla globalizzazione fanno capo diversi fattori, se da una parte la spinta è quelladi liberalizzazione dei mercati delle merci e dei capitali e dall’altra è conseguentead inevitabile uno smantellamento del welfare con riduzione delle opportunità edelle libertà civili, in quanto sono necessari come contorno una politica di com-pressione della spesa pubblica ed estese privatizzazioni.Globalizzazione come liberalizzazione è un luogo comune che non trova riscon-tro nella dinamica delle realtà socioeconomiche. Prima di tutto si crede che le po-litiche di liberalizzazione abbiano aumentato il reddito mondiale. In realtà i datiempirici rivelano il contrario; prendendo in considerazione due diversi periodi ditempo, 1961-1980 e 1981-2000, perché è proprio dagli anni ‘80 che le politicheneoliberiste hanno preso piede, e che l’Africa Sub-sahariana e l’America LatinahscpdILalnl’Africa Sub-saha-riana dal +39% a -13% (fonte Banca Mondiale, World Development Indicators, Database). Unico dato positivo la Cina e l’Asiadell’est in quanto hanno impostato un processo particolare.In conclusione il PIL mondiale cresce oggi a un ritmo molto più lento rispetto alprimo periodo in cui le economie erano più chiuse e protette, e in più dovremmoaggiungere un aumento delle diseguaglianze e il rischio di collasso per i paesi invia di sviluppo (fonte: “Non è vero - I dogmi del neoliberismo alla prova deifatti”, ed. Movimenti Cambiamenti 2002 e relativa bibliograa).Ora rileggete questo articolo 50 volte, al mio tre vi sveglierete con dei dubbi...1,2,3.
Elvis Ghibello
Mesmer
La rubrica dei luoghi comuni
Questa è una storia che inizia qualcheanno fa, non saprei dire esattamentequando. Forse nel 1980 quando CraigPatchett (Patchett e Wright, “CGI/PerCookbook”, Wiley & Sons, 1998)comprò un modem da 300 baud, oquando Carlo Andrea Rozzi (testimo-nianza personale) ha usato per la primavolta nel 1992 NCSA Mosaic. O nel1972. O ieri. Non fa molta differenzase l’Evo Moderno inizia con la “scoper-ta” dell’America, o la caduta di Grana-da e la “cacciata” degli Arabi dall’Euro-pa o la morte del Magnico (italiano,imbarazzante nazionalismo Gentile).Non fa molta differenza infatti.Qualcosa però è successo. Qualcosache almeno potenzialmente poteva ri-prodursi (una congurazione elettroni-ca in uno sputo di struttura cristallina,ma noi siamo di più?) con degli even-tuali errori (avete presente il CD chence eretaretà, varazone, seezo-ne. Ecco qualcuno sostiene (DawkinsR., “Il gene egoista”, Mondadori,1992) che in presenza di queste trecaratteristiche il meccanismo dell’evo-luzione deve necessariamente entrarein azione. La selezione naturale, ilDNA, noi. Deve. Dalla complessitàemerge l’ordine.Quando apriamo un sito non sap-piamo più chi l’ha scritto. Ma no,certamente è una pagina jsp, alloraqualcuno l’ha scritta. Ma no, è la pagi-na di un sito, allora c’è un’Applicazioneche qualcuno ha scritto sul lato servere che scrive degli script sul lato client.Ma ci sono degli Strumenti Visuali daistallare sul PC del programmatoreche fanno costruire queste stupende Applicazioni che fanno muovere lestupende signorine. Si chiamanoDelphi, .NET, Websphere e con queinomi così poetici fanno dimenticaredi essere dei Compilatori così volga-ri, l’anello più basso dell’evoluzioneinformatica. Magari scritti in C. Il Cè un linguaggio “di programmazionedi uso generale, caratterizzato dallasinteticità, da un controllo del ussoe da strutture dati avanzate, e da unvasto insieme di operatori” (KernighanB.W. e Ritchie D.M “Linguaggio C– seconda edizione”, Jackson, 1989). E’ ’,1972, in California. Il punto più altodell’evoluzione naturale. Dietro alla si-gnorina, eccetera, eccetera, linguaggioC, c’è un uomo, anzi due.È piuttosto facile essere riduzionistiquando si è convinti di essere Dio. Sefossero stati in tre avremmo anche laTrinità bella e pronta. Ma è vero?
Emanuele Quinto
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