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Allora Facciamo Anch& i Gadani!
periodico mensileNumero 28Mercoledì 6Novembre 2006
Il mondo dell’arte contempora-nea è sempre stato avvolto da unascino che molti denirebberomagico ma che tantissimi altripotrebbero dire incomprensibi-le. Gli interessati spesso spiega-no molti eventi di tale ambientecon ragionamenti nel miglio-re dei casi banali, altri magarisi convincono appassionati main realtà loro stessi sanno benedi non capire quasi niente deimeccanismi, delle regole e del-l’innità di eccezioni che carat-terizza il mondo dell’arte.I motivi di tale disordine genera-le sono tanti, ma in primo pianovanno riportati: la totale e cao-tica mescolanza tra artisti aer-mati, con esperienza, tanto o po-co amosi e quelli improvvisati,poco più che dilettanti e senzanessun tipo di idea che non siail surrogato malriuscito di azzar-di e paradossi recenti di nomiperò consolidati. Un altro esem-pio sono le proposte, anche adalti e altissimi livelli, di opere di-scutibili, incomprensibili, diso-rientanti appunto, e di artisti co-struiti, giovani e non più giovaniche compaiono dal nulla ma giàin alto. Il pubblico non può area meno di essere conuso.Più volte anche gli operato-ri del settore si lasciano guida-re da suggerimenti di critiche erecensioni; i galleristi, soprat-tutto quelli di seconda catego-ria, orse stanchi di doversi in-teracciare con una moltitudinedi giovanissimi alla loro primaesperienza, orse interessati so-lo alla sicurezza economica (co-me biasimarli se si considera laloro una mera “attività” basatasul commercio?) sempre più di-cilmente aprono le porte a chiconsiderano un “nessuno”.Ma in un mondo in cui qualsiasicosa può (e sembra) esser (stata)proposta, chi sono gli enti che sipropongono di are e di proes-sare cultura?Chi sono gli artisti da notare, sti-mare e studiare, e secondo qua-li criteri giudicare la loro storia ela loro opera? Chi invece si com-porta in modo scorretto e ap-protta della conusione, dellamancanza di critiche oggettiveche comprendano quindi anchepareri negativi o semplicemen-te più limpidi? Questa rubricanasce con il proposito di parlaredel mondo e del mercato dell’ar-te, nella speranza di are chia-rezza su alcuni punti ondamen-tali per chi si interessa e coltivauna passione legata a tale am- biente. Per are ciò è preeribiletrattare tanti piccoli argomenti,ssare idee e cardini di pensie-ro che toccano losoa, etica,ambizioni, gusti e sentimento,ma anche regole e atti e avve-nimenti oggettivi che non pos-sono non essere presi in consi-derazione da qualsiasi scuola dipensiero che si accia rispettare.Chi scrive è Nicola Zinni, giova-ne pittore, e vi ricorda che
Chivinse scrisse la storia; ora chi puòcomprarla, vi entra.
www.zinni.it www.zinnisiincazza.splinder.com
Zinni si incazza
Arte: il mondo del caos
Camminavo per le strade di Pa-via una domenica d’ottobre…la gente, i caè, i bambini… vi-ta che scorre su di una stradapietrosa… improvvisa e dolcel’immaginazione mi costrinsea sedermi, e a scrivere di quelmondo antastico, ma reale. A quanti capita di provare il de-siderio inaspettato di comunica-re i propri sentimenti e pensie-ri?L’immaginazione è il “bisogno” ela “spinta” a scrivere, dipingere,otograare, ma anche a scopri-re il unzionamento sico di unoggetto, a risolvere un dilemmamatematico. Il termine, che oggiha un signicato ormai lontanodal senso originario, è presentein quasi tutti i loso a partireda Platone. La prima denizio-ne si a risalire ad Aristotele, se-condo cui l’immaginazione è “laacoltà di trattenere l’immagi-ne di cose sensibili o intelligibiliassenti”(Aristotele,
De Anima
).Egli suggerisce l’aspetto sogget-tivo, individuale dell’immagina-re, distinguendo la sera razio-nale della losoa dalla seraaettiva dell’arte.Proprio questa distinzione inon-de al concetto di immaginazioneun’ambiguità strutturale, la qua-le si realizza nella doppia naturadel termine: immaginazione èsia componente della costituzio-ne umana, sia possibilità di tra-valicare i conni della mente edei sensi. Ecco dunque che l’im-maginazione viene a coinciderecon la antasia o con l’utopia, an-che se la prima è acoltà assai di-versa dalle altre due. A partireda Cartesio, il discorso si spostasull’analisi della unzione ripro-duttiva e produttiva dell’imma-ginazione. Se per Leibnitz que-sta ha un potere costruttivo, perKant essa può “sboccare nei con-cetti” (si parla in tal caso di “un-zioni che potrebbero trovareposto in un mondo possibile”),oppure no (si tratta di “produ-zioni contraddittorie”che tendo-no “naturalmente ad andare -no all’estremo”).Ciò che il losoo della ragionenon riesce a concepire dell’im-maginazione è il suo procedere“senza regole” e “senza reni”.Il concetto viene però analizzatoanche in campo letterario.Nella
Teoria del piacere
, GiacomoLeopardi aerma che la “acoltàimmaginativa, la quale può con-cepire le cose che non sono… èla prima onte della elicità uma-na”; da essa derivano le illusionie la speranza.L’uomo dunque è tale perché ca-pace di immaginare, ovvero dicreare immagini nuove, o ruttodi una rielaborazione dei ricor-di. Questa capacità, scrive leo-pardi, non è peculiare solo degliartisti, ma di tutti gli esseri uma-ni. L’immaginazione è “il poteredella mente di ragionare al di làdelle mere evidenze empiriche[...] appartiene alla natura uma-na [...] ci guida alla conoscenza”(Charles Peirce,
Semiotica cogni-tiva
).Quel desiderio, quel bisogno,quella capacità di espressioneche, talvolta, colpisce i nostrisensi è dovuta all’intrinseca ca-ratteristica dell’uomo di valicarei conni del nito.
Fabiana Fazzi
Immaginazione: capacità di travalicare iconfni della fnitezza umana
L’autobiograa recentemente li-cenziata dalla Sidgwick & Jack-son (per conto della Macmillan:www.panmacmillan.com) con-sente, come mai prima d’ora, dievidenziare con orza quanto ilpercorso Adam Ant (classe ‘54,all’anagrae Stuart Leslie God-dard) si sia generato in una co-stante ricerca culturale votataalla sperimentazione sonora evisiva (quest’ultima mai letta ocompresa sino in ondo e con-nata nel calderone delle tenden-ze anni ‘80 associate al
new ro-mantic
). Già prima dell’avventoembrionale dei Bazzoka Joe ilnostro era dedito all’arte graca,teatrale (il
ace painting
origina-rio s’ispirava al teatro kabuki, co-sì quanto quello kubrickiano diSiouxsie) e pittorica; spazi di ri-cerca in cui sia l’espressionismoche il uturismo (
Animals And Men
) seppero amalgamarsi conl’habitat sessuale e transgeni-co dell’estetica sadomasochista,adattandosi istantaneamentenel dadaismo realista del punk.Coincidenze che s’intrecciaro-no presto con la provocazione
Pop Art
di Vivienne Westwoode Malcom McLaren, la parteci-pazione nel lm-maniesto
Ju-bilee
di
Derek Jarman
insiemea
Siouxsie And The Banshees
e
Toyah
, ergo con la nevralgica
boutique
SEX
e la musa ispiratri-ce Jordan.La danza dada-surreale, in bili-co tra
glampunk
e proto dark wa-ve, di
Dirk Wears White Sox
ula sintesi di un viaggio che sep-pe evolversi rapidamente in se-no alle rievocazioni napoleoni-che (le giubbe) ed etno tribalidel successivo
Kings O The Wild Frontier
(l’inatuazione guerre-sca verso gli indiani d’americae la brillante incursione dellapoliritmia aricana nel dettamerock occidentale). Prassi sonorache imporrà il tribale sull’interascena post punk, anticipando in-consapevolmente il calco
crosso-ve
r (i padri
Killing Joke
segui-rono non a caso tali intuizioni).
Prince Charming
, in pieno uroremediatico, chiuse la commediaamalgamando nel postmodernoavolista tracce popolari di cubi-smo, commedia dell’arte,
pira-ti n(d)ei Caraibi
, antascienza espaghetti western conditi in pa-rodie rivoluzionarie rancesi.Seppe porsi ben oltre nelle in-tenzioni il buon Adam (incon-trando un destino altalenantenon dissimile dai suoi stati de-pressivi, specialmente in unacarriera solista inadeguata a reg-gerne il mito salvo
Friend Or Foee Wonderul
), ed è un atto rile-vabile nella
grandeur
musicaleodierna spesso soggetta ad ena-tizzare orme espressioniste ra-dicali e neo dandy; le stesse checonsapevoli del tracciato glamrock (David Bowie, Roxy Music,T. Rex, il nero dei Velvet Under-ground e la sicità animalescadi Iggy Pop) rievocano con orzail senso rituale, mistico, trasgu-rante dello scambio perormati-vo. Tributi espliciti sia nell’odier-na trama occidentale (pensiamoal
tribale
riadattato da
MarilynManson
, agli omaggi provviden-ziali di
Trent Reznor
, alla corpo-rea provocazione dell’estetica
e-tish
rintracciabile nelle attualidivulgazioni gotiche à la
Lon-don Ater Midnight
, o ancorala sardonica ligrana brit pop di
Suede
,
Pulp
e
Gene
) che nelleaudaci posture asiatiche del
Vi-sual Kei
(l’estetica neo settecen-tesca di
act
quali
Malice Mizer
e
Lareine
, così quanto l’industria-le dei
D’EspairsRay
). Sito onli-ne: www.adam-ant.net.
Steano Morelli
STAND & DELIVER
Scosse Tribali in Visuali Afnità(ovvero l’eco
bohémien
degli Adam & The Ants)
Aladino Foto
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Corso Cavour, 16A 27100 PaviaTel/Fax 0382/33866
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