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Massimo Ghimmy
ronstadtk
periodico mensileNumero 32Lunedì 30 Aprile 2007
Le risorse disponibili sul pia-neta sono suicienti a soddi-sare i bisogni primari dell’in-tera popolazione mondiale.Il problema è che la maggiorparte delle persone non ha li- bero accesso a queste risorse,e vede la propria sussistenzain pericolo, mentre un piccologruppo le srutta a livelli talida superarne la capacità di rin-novarsi, provocandone l’esau-rimento.Questo gruppo minoritario èdetto “mondo occidentale” o“nord del mondo”. Si tratta diPaesi ricchi, non perché sia-no naturalmente in possessodi materie prime, ma perchédetengono il controllo delle ri-sorse mondiali tramite l’eco-nomia di mercato e una mag-giore potenza militare.
 In principio era il mercato
L’economia di mercato e il li- berismo sono i valori su cuipoggia la società occidenta-le. Dalla ormulazione di que-sti concetti ad oggi, l’obiettivodelle politiche economiche deiPaesi occidentali è stato quellodella “crescita” dell’economia,la quale presuppone la cresci-ta del mercato.L’idea di un mercato che si de-ve espandere ad ogni costo è basata su una teoria economi-ca che ritiene la disponibili-tà di risorse illimitata. Questa
ImpattoZer o
 
Sviluppo inSostenibile
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Speciale Autostrada
Broni-Pavia-Mortara
Sesso. Sesso srenato, ses-so selvaggio. Sesso srontato.Donne vogliose dai sorrisi ma-liziosi pronte ad accogliere uo-mini aitanti, prestanti, anima-leschi.Bene, ora che ho attirato la vo-stra attenzione morbosa, pos-so presentarvi questo nume-ro di Kronstadt, conezionatodalle manine di una redazionesempre più grande. Parliamodi ambiente, principalmen-te. Sappiamo quanto sia unrischio arontare tematicheambientali; un rischio per noi,s’intende. “Ma che palle!”, èuna rase che troppo spesso hosentito come unico commentoquando un attivista cercava dipresentare un problema legatoalla natura e agli ecosistemi.Ormai sono tematiche entra-te nella coscienza collettiva, eper questo c’è chi tende a liqui-darle con “Già visto, già senti-to. Capitalisti corrotti srutta-no le risorse rubandole di attoal terzo mondo. Cloroilla. Fo-tosintesi. Ma sì, le energie al-ternative che però non si puòsostituirle del tutto ai combu-stibili ossili. Inquinamento,male. Natura, bene.”Ma non se ne parla mai abba-stanza; o meglio: non se ne samai abbastanza. Ecco la sidadi questo numero: articoli chespieghino qualcosa di nuovo allettore, qualcosa magari nontroppo noto eppure molto im-portante (“Centoquaranta li-tri d’acqua per una tazzina dicaé. Ma siamo impazziti?”). Articoli scritti da persone chenon si sono limitati a are unclick di ricerca su google owikipedia.E IL PAPA? No, non parliamodel papa. Per ora. E’ arrivatoed è andato. Rilettiamo. Tire-remo le somme nel prossimonumero.
Simone Marini
marinisimone@yahoo.it
Il
sesso
 comeattrattivaperdiscuteredi tematiche
ambientali
Il progetto dell’autostrada Bro-ni-Pavia-Mortara ha superato laase preliminare. La coneren-za di Servizi, un tavolo a cui se-devano i comuni attraversati,Provincia, Regione, Parco delTicino (che ha votato a avore!)e altri soggetti interessati (manon le associazioni portatrici diinteressi diusi che magari co-noscono il territorio e non so-no controllate dai partiti) haapprovato il progetto a maggio-ranza, 30 contro 6 (hanno vo-tato no i comuni di RobeccoPavese, Pinarolo Po, Cava Ma-nara, San Martino Siccomario,Sommo, Alagna). Ora, dopo ladelibera regionale, il progettoentrerà nella sua ase deniti-va.Poichè sull’opera più impor-tante di questa provincia ne-gli ultimi 50 anni, che cambiadavvero il nostro uturo, le am-ministrazioni locali non hannoinormato né coinvolto i citta-dini, sono sorti in molti comu-ni (tra cui anche Pavia) comita-ti spontanei di cittadini control’autostrada. Si è quindi crea-to un coordinamento dei comi-tati e delle associazioni (WWF,Legambiente, Italia Nostra, LaRondine) contro l’autostrada.La stampa (con la lodevole ec-cezione de “Il Lunedì”) ha sem-pre presentato i comitati comela solita accolita di ambienta-listi nemici del progresso, re-legando le obiezioni a ridico-li traletti a ronte di paginatedi interviste ai personaggi chel’autostrada la vogliono a tutti icosti (a partire dal “proconsole”per l’autostrada, assessore allaamiglia (!) della Regione Lom- bardia, Giancarlo Abelli).La delegittimazione, gli slogane soprattutto la consegna del si-lenzio sulle ragioni del no han-no impedito che si sviluppasseun serio dibattito su questa au-tostrada e sulle sue conseguen-ze. Nel progetto è tutto scritto:questa è la nuova tangenzialesud di Milano e in più è l’au-tostrada della logistica. E’ la li-quidazione irresponsabile del-la specicità della provincia diPavia, la zona risicola più gran-de d’Europa.Chi non vuole quest’autostradadeve muoversi ora.
Marcellino Paru
Per inormazioni e contatti:www.bronimortara.blogspot.com
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l’autocontrollo difcilmente trova parcheggio in centro
periodico mensileNumero 32Lunedì 30 Aprile 2007
Ci stanno prendendo per in gi-ro! Dicono che per spostarci incittà dobbiamo usare i mezzipubblici o spostarci a piedi li-mitando l’uso delle automobi-li perché inquinano. E poi? Epoi i mezzi pubblici sono aol-lati, a volte atiscenti e spes-so in ritardo; girare a piedi in-vece è diventato impossibile.No, non sono diventato pazzo(lo sono sempre stato), atemispiegare.Come ogni mattina esco di ca-sa per andare a lavoro, l’ascen-sore (che è un mezzo pubblico)mi a scendere le scale e, aper-to il portone, comincio il miopersonale viaggio della speran-za. A piedi.Per “viaggio della speranza” in-tendo il tragitto viale Campari– via San Paolo – via Parco Vec-chio. Appena uscito di casa devo ol-trepassare il rettilineo del cir-cuito automobilistico locale(che coincide con viale Cam-pari); attraverso la strada tramacchine che srecciano avelocità pazzesche e camionlasciati sul ciglio della stra-da con le quattro recce men-tre i conducenti sono intenti aspendere ai videopoker i soldiche dovrebbero pagare in mul-te. Giungo dall’altra parte del-la strada, monto gli sci, impu-gno le racchette e comincio laprima manche dello slalom gi-gante, tra depositi canini e cas-sonetti dell’immondizia.La seconda manche inizia invia San Paolo, prosegue in viaParco Vecchio e termina all’in-crocio con via Tasso dove, conuna sgommata sugli sci, arrivoin ucio. È una manche de-cisamente più tecnica, ma lasciolina che ho scelto è sicura-mente adatta allo scopo.Il punto più critico è rappre-sentato dal marciapiede po-sto davanti alla Clinica Cittàdi Pavia; qui, oltre alla pensili-na che protegge la ermata del bus e che è stata attentamenterealizzata in modo da occupareil maggior spazio possibile, so-no presenti sia automobili par-cheggiate uori dagli spazi cheautomobili parcheggiate den-tro agli spazi. Si, ho detto DEN-TRO agli spazi perché, comespesso accade, il Comune do-po avere avuto una nobile idea(realizzando un posto macchi-na dedicato alle donne incinta)la rovina mettendola in prati-ca con incompetenza (inattiil posto macchina è stato rea-lizzato di anco a una centra-le termica).Il risultato è che: macchinaparcheggiata + centrale termi-ca = ridotto spazio di passag-gio. Inutile dire che, a causadel poco spazio, spesso inor-co e quindi sono costretto al ri-tiro.Le auto uori dagli spazi, ven-gono parcheggiate con gran-de perizia lasciando 10-15 cen-timetri tra portiera e muro. A volte qualche concorrenteesce di pista nendo sulla stra-da e, per la rustrazione, ini-zia a prendere a racchettate laportiera della macchina colpe-vole del suo ritiro; altre voltecomincia a bestemmiare per-ché l’auto è del medico che locura…l’ha riconosciuta, dice,perché ha il tettuccio apribile:necessario “a arci stare le suecorna”. A parte i discorsi da kazzaroatti nora, continuo a doman-darmi come sia possibile chedavanti ad una clinica una per-sona sulla carrozzella sia co-stretta a transitare per stradaperché il marciapiede è occu-pato dalle macchine?E mi chiedo come sia possibi-le che il Comune installi suimarciapiedi delle pensilineper proteggere le ermate del bus ostruendo quasi completa-mente lo spazio di transito?E poi mi incazzo perché notoche i vigili urbani non passanomai da queste parti, ma si limi-tano a controllare il centro cit-tà perché lo giudicano più er-tile.In denitiva, se vogliono in-centivarci a spostarci a piedi,perché non iniziano a garanti-re la possibilità di arlo in ma-niera più comoda e sicura?Vorrei chiederlo a qualcunoma, per avere una risposta, sogià che avrò bisogno di qual-che dozzina di autorizzazioni.Dicili, molto dicili da otte-nere.
Ciop
Se anche a voi, andando all’uni-versità o al lavoro, capita di vi-vere delle esperienze analoghe,o se avete qualche segnalazionesimile a quelle che ho riportatoin questo articolo, mandatemeleal seguente indirizzo mail: ciop-slam@alice.it. E io mi autorizze-rò a leggerle e orse a pubblicarlesul blog di K.
Untura Moderna
Porcheggi
Se stai leggendo questo giorna-le è molto probabile che tu titrovi all’interno del Parco delTicino! Anzi, di uno dei due Parchiistituiti a tutela del ume, ilParco Lombardo della Valle delTicino, primo parco regionaleitaliano, istituito nel 1974. Es-so comprende, oltre al ume,il suo alveo, la ascia boschi-va adiacente, ma anche le zo-ne agricole e le aree urbane,quindi campi coltivati, città co-me Vigevano e Pavia, strade,autostrade, zone industriali eaddirittura l’aeroporto di Mal-pensa.Si tratta del Parco Fluviale piùesteso d’Europa: ben 91000 et-tari che si estendono tra le pro-vince di Milano, Pavia e Vare-se. All’interno dei conni del Par-co si trovano, in realtà, soprat-tutto aree urbanizzate (21.740ettari) o destinate all’agricol-tura (47.200 ettari), per le qua-li il PTC (Piano Territoriale diCoordinamento) prevede unaserie di vincoli, studiati al -ne di garantire uno svilupposostenibile (in teoria; vedi ar-ticolo a pag.4 sull’AutostradaBroni-Mortara all’interno delParco del Ticino).Le zone che presentano unapiù spiccata vocazione natura-listica, occupano 22.000 ettarie costituiscono gli ultimi lembidella oresta che duemila annia ricopriva quasi per intero laPianura Padana.Il suo sviluppo nord-sud ne aun importante corridoio ecolo-gico in grado di collegare le Al-pi con la Pianura Padana, noai rilievi collinari dell’Appen-nino in Oltrepo’. Al suo inter-no, oltre alla tutela degli ha- bitat esistenti e delle specieautoctone, si stanno sperimen-tando reinserimenti di specieormai estinte nel territorio, co-me il capriolo, la lontra, la te-stuggine palustre. Anche per questo nel 2002 laValle del Ticino è entrata a arparte delle “Riserve della Bio-sera’’ del Progetto MAB (Manand Biosphere) coordinato dal-l’UNESCO, una rete che unisce425 riserve distribuite in 95Paesi del mondo.I nuovi indirizzi di gestione deiparchi aancano sempre più,in questi anni, all’impegno perla tutela del territorio, quel-lo per incentivare la ruizionedelle aree d’interesse naturali-stico da parte del cittadino.Non a eccezione il Parco delTicino, che è possibile esplo-rare in lungo e in largo, a pie-di, in bici o a cavallo, senza tra-lasciare il corso vero e propriodel ume su cui si organizzanogite in canoa e discese in (sot)rating!Se siete interessati, il sito u-ciale del Parco Lombardo èwww.parcoticino.it. Vi segnaloanche il sito delle amiche dello‘’Studio Selva’’, che gestisconoil Centro Parco ‘’La Sorzesca’’,a Vigevano, e organizzano pe-riodicamente gite e iniziatived’ogni tipo: www.studioselva.net.
Riccardo Maccabrunir_makka@yahoo.it 
Il Parco Del Ticino.
 
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 KRONTADT, per l’ennesima volta, ricorda: NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO!!!
periodico mensileNumero 32Lunedì 30 Aprile 2007
 Il ciclo dei Rohr, una creazionedel celebre scrittore statunitense H.R. Simonsen, è uno dei classi-ci di social science fction deglianni sessanta del secolo scorso. Il protagonista dell’estratto che presentiamo è Randall il Viag- giatore, l’eterno viandante deglispazi cosmici. Il Viaggiatore èuna delle fgure chiave di que-sto ciclo di romanzi, nonché un personaggio ricorrente nell’inte-ra produzione antascientifca diSimonsen.
Tratto da
 La rivincita dei Rohr 
,di H.R. Simonsened. Cosmos, pag. 147Erano vicini, non c’era biso-gno di utilizzare il telescopio.Con una manata terse l’oblòdalla condensa del loro respi-ro. Non era la prima volta chepassava da lì, ma lo spettacoloera sempre in grado di scon-volgerlo.La terra era nera e dura, ridot-ta ad un esteso mare di ghiaia.Non c’erano più veri e proprioceani, ma solo grandi paludivaporose, caratterizzate da unsinistro scintillio arancione.Non c’erano più monti, gole,cascate, umi, laghi; non c’eraalcun tipo di vegetazione, diauna, di vita. Solo un’innita,uniorme pianura, saltuaria-mente interrotta da mostruo-si agglomerati di metallo; mala nera sabbia stava estenden-do il suo dominio ad ogni co-sa. Non era più un pianeta, erasolo un guscio d’uovo rotto evuoto. Uno scheletro, un neroteschio che vagava per lo spa-zio.Il Viaggiatore trasalì. Una ma-no si era posata sulla sua spal-la. Era la mano di Wii, la ragaz-za-sogno. La sua sempiternanavigazione ormai non erapiù solitaria, per la prima vol-ta. Non si era ancora abituatoalla nuova situazione.- Cos’è successo a questo pia-neta? - chiese Wii con gli oc-chi lucidi.- È morto.- Cosa lo ha ucciso? Guerre? Asteroidi?- No, Antrac non ha mai cono-sciuto la guerra. Lo hanno uc-ciso loro. Gli antrachiani.- Perché? Come può una razzaare qualcosa del genere? Co-me può essere così stupida eassassina?- Gli antrachiani non eranostupidi. Avevano dato vita aduna delle civiltà più evolute diquesta galassia. Avevano rag-giunto il massimo splendorenelle arti, nelle scienze, nellapolitica.- Com’è potuto accadere allo-ra? Perché si sono suicidati?- Non è acile da spiegare. Avolte delle scelte, che sem- brano razionali e giusticate...delle scelte individuali suppor-tate da convinzioni diuse, dauna visione limitata delle cosedell’universo, possono portareall’autodistruzione. Senza chenessuno abbia una vera col-pa o la possibilità di renderse-ne conto. Per quel che ne so,e credo di saperne più di tan-ti, nessuna razza è mai riusci-ta a suggire alle trappole del-l’egoismo.- Hai detto che la civiltà di An-trac era molto avanzata. Seneanche loro sono riusciti adevitare questo triste destino,quale speranza c’è per gli altripopoli dell’universo?Il Viaggiatore si produsse inun gesto improvviso ed impre-vedibile, scaturito da un sen-timento che non conosceva,che non aveva mai atto partedel suo essere. Prese la testa diWii e se la portò al petto, persoocare le sue lacrime. Dopoqualche secondo disse:- Hai amiliarità con il concet-to di entropia?
D.S.
[...]
Beve come una spugna, vistoche tanto c’è da bere gratis: e-sta studentesca dov’è capitatoper caso. Ubriaco, dunque. Va-gamente s’accorge che gli al-tri lo prendono per il culo, maormai non è più lui, dunquenon gliene ne importa mol-to. Dovrebbe star zitto, e inve-ce parla e argomenta discorsisconclusionati; l’ironia è chesta tentando, proprio con queidiscorsi, di convincere gli al-tri della sua sobrietà e di ave-re ancora la situazione sottocontrollo.Si ritrova a litigare gratui-tamente con qualche ami-co, invocando pateticamentei demoni che lo aollano dadentro; le porte della perce-zione ce le ha spalancate dav-vero, sì, ma le porte che dan-no verso l’interno, verso le budella, e i piccoli torti quo-tidiani gli salgono dall’esoagocome i miasmi d’uno stomacosovraccarico; li ricorda tutti,i piccoli sgarri subiti, li sentevenire su a braccetto coi ran-cori e le delusioni che lo rodo-no giorno per giorno. Così al-la ne se ne va barcollando emandando tutti quanti a quelpaese.Troppo tardi capisce d’esser-si perso. La città un labirinto.No riesce a ocalizzare la stra-da per andare... la strada per...per dove? Non lo sa. Non sadove andare. Così camminaper non morire nell’aria red-da nché, vinto da se stesso,non crolla a terra.Quando si alza è sporco. Lamattina gli è tutto intorno;per ortuna s’è addormenta-to in un punto riparato, dietroun bidone per la raccolta di-erenziata, e nessuno l’ha vi-sto. Cammina senza aver benchiaro il da arsi. Ha reddo.Sta male. Trova una ermatadel numero 3 e s’accorge divoler tornare a casa. Aspettaseduto per terra e poi sale sul bus insieme ad una massa vo-ciante di ragazzini. Andrannoa scuola, loro. Dopo qualchecurva, pur sorzandosi di trat-tenersi, vomita. Pensa: pacein terra agli uomini di buonavolontà. Bile per lo più, nulladi consistente.Un tizio chiama l’autista e hadice: “Autista! C’è un signoreche sta male!”Lui, le mani premute sullostomaco, la bocca storta, dice:“Cazzo vuoi, tu? Lasciami ar-rivare alla mia ermata”, e poiguarda il tizio. Il tizio desistedal chiamare l’autista una se-conda volta e lui se ne com-piace. In quel preciso momen-to s’accorge di non essere piùun ragazzo. Rifette. Ha sen-tito la parola signore, propriocosì. Un signore che sta male.Non un ragazzo. Capisce di es-sere invecchiato. Si sente con-sistente, nalmente. Un si-gnore, un uomo, dunque!
Enrico Bacciardiwww.enricobacciardi.it 
 Dalla “dichiarazione program-matica delle Storielle da Feb-bre”: Siamo le Storielle da Feb-bre (…) noi, progenie breve dichi solitamente si sflaccia per  pagine e pagine. (…) nemmenonoi sappiamo chi siamo e per-ché siamo al mondo; destino, ilnostro, tra l’altro condiviso datutti ogni altro essere vivente
http://www.enricobacciardi.it/pagina.php?pag=20
Storiella da Febbre numero ventidue
Crescita.
Caro Ecologista Pavese,
Tu che diendi la balena, l’ota-ria, la oca monaca (ma le zan-zare... quelle... dovrebbero mo-rire tutte)Tu che ti chini a raccogliere di-gnitosamente il rutto della di-gestione del tuo cane (ma ilmozzicone... quello... giacciapure a terra come capsula deltempo; testimonianza per legenerazioni uture del tabagi-smo dei propri avi).Tu che la domenica senza au-to è cosa buona e giusta (mail lunedì, martedì, mercoledì,giovedì, venerdì... quelli... cimancherebbe, si lavora! E il sa- bato... quello... c’è la spesa daare).Tu che “lo Stato è un maialeperchè non da’ le sovvenzio-ni per i pannelli solari” (male tasse... quelle... non devonoaumentare).Tu che lotti contro lo spre-co dell’acqua (ma la doccia...quella... la ai cantando tutto ilRigoletto e ogni tanto concedipure il bis).Tu che lotti contro lo sprecodi energia elettrica (ma la tv...quella... ti a tanta compagnia,anche se è nell’altra stanza).Tu che “evviva i carburanti al-ternativi” (ma quali siano...quello... non si sa).Tu che esplodi in invettive con-tro “Dio, l’America e la manca-ta rma del protocollo di Kyo-to” (ma cosa esso sia... quello...non si sa).Tu che non compri le pellic-ce (ma dei polli in batteria...di quelli... in ondo sono solopolli).Tu che “tanto non sono io a a-re la dierenza”.Tu che compri la verdura in va-schette sigillate.Tu che pulisci, asciugi, deter-gi, netti qualunque cosa bastausare lo Scottex.Tu che ai la raccolta dieren-ziata soggettiva.Ecco, tu, lo sapevi che ci so-no ottime probabilità che, nel2036, un meterorite dal nome Apophis si abbatterà sulla ter-ra?(Questa è l’inormazione).Spero che ti si schianti sulla te-sta.(E questo è l’augurio).
P.E.
Lettera all’ecologista pavese(l’inormazione e l’augurio)
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