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Terminate le consultazioni popolari, è tempo di discussione e informazione tra le varie anime della piana
Da un lato la paura di un “si” alla mafia, dall’altro il bisogno di investire su questa terra
Risultato elettorale: conclusioni eprospettive all’indomani delle europee
Una ventata di dati inattesigiungono dalle ultimeelezioni europee: il 35%ottenuto da Berlusconi è undato che non conferma leprevisioni pre-elettorali delpremier
(le qualioscillavano attorno al45%), notevole il 10.22%ottenuto dalla Lega Norde il 7.99% ottenutodall’Italia Dei Valori che,
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case. Se in un prossimo invernoil governo russo si trovasse indisaccordo con quello italiano edecidesse di chiudere i rubinetti,ci rimarrebbe al più un paio dimesi di autonomia, e poi rimar-remmo al freddo e al buio. I ri-gassificatori servono per ristabi-lire almeno parte della nostraindipendenza, permettendoci diacquistare il gas dovunque sitrovi, e di abbassare i prezzi per-ché aumenterebbe la platea deipossibili fornitori e dunque laconcorrenza.
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Il rigassificatore gioiese preoccupa e fa discutere
 La nuova Ebe
Di Antonio Luca Riso
L’Italia è un Paese ricco pertanti aspetti, ma povero di risor-se naturali: per questa ragionedipendiamo da chi invece que-ste risorse le ha. Per le scelteenergetiche fatte nelpassato l'Italia di-pende dagli idrocar-buri, ed in partico-lare dal gas russo enordafricano (libicoed algerino) per laproduzione di ener-gia ed il riscalda-mento delle nostre
Di Andrea Patamia
Il clima pare disteso. Come laquiete prima della tempesta.Come ragazzini veniamo accoltiin sala dai responsabili del LNGMedgas “ Non siamo a scuola,non faremo domande” ci dicono,evidentemente non hanno capitobene i ruoli. La conferenza, pre-sieduta dall’ ingegnere Canepa(responsabile LNG Medgas), dalprefetto Bagnato e dal sottose-gretario alla presidenza dellaregione Calabria Dott. Falco-ne.Inizia conqualche minuto di ritardo e conla partecipazione di una cospi-cua parte del corpo cittadino.Sembrano già convinti di averconcluso un grande affare e chela popolazione avrebbe, nelbene o nel male,accettato questaproposta cherenderebbe lapiana gioieseancora più arischio
Segue a pag 2
Sezione giovanile del Pd “Peppino Impastato
Edizione di Giugno
Il futuro si chiama Europa
solo a Catanzaro grazie aDe Magistris, avanza dal2% al 17%.
Ilaria CilonaSegue a pag 4
Il futuro dell’economia, delvivere civile, della sicurezza, simuove su placche continentali,e necessita la coesione dei paesiche vogliano essere partecipidell’evoluzione del sistemamondo.La globalizzazione della politicasi sta quotidianamenteaffermando, e molti Paesieuropei stannoprogressivamente estraniandosidallo scenario politico mondiale.Cresce la sensazione che l’Europanon si sia armata sufficientementedi risorse e istituzioni pensate peressere competitiva sul mercato,per garantire sicurezza ai cittadini,per coltivare un sentimentoeuropeo non ancorasufficientemente avvertito.
Irene CostantinoSegue a pag 3
La giornata di peppino
Uno striscione ai piedidell’antica fontana dipiazza amendola siglal’inizio dellamanifestazione in onore diPeppino Impastato,unabomboletta nera graffia iltessuto bianco”Peppino letue idee con noi”
La nuova politica siamo noi
“Vogliamo che i partiti cessinodi occupare lo Stato. I partitidebbono, come dice la nostraCostituzione, concorrere allaformazionedella volontà politica dellanazione; e ciò possono farlo nonoccupandopezzi sempre più larghi di Stato,sempre più
numerosi centri di poterein ogni campo, ma interpretandole grandi correnti di opinione,organizzando le aspirazioni delpopolo, controllandodemocraticamentel'operato delle istituzioni. Eccola prima ragione della nostradiversità”
Dario CostantinoSegue a pag 5
 
Segue a pag 6
 
Questione rigassificatore
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La nuova Ebe
Segue da pagina 1 di Andrea Patamia
 
T
erritorio già terrorizzato dall’ inquina-mento che lo sovrasto e da un tassotumorale ormai relativamente alto.Perché continuare a costruire su unfazzoletto di terra in cui “termovalorizzatori”,depuratori e centrali turbogas, perlopiù malfun-zionanti, rendono la vita impossibile non solo aicomuni circostanti i siti interessati ma anchenell’intero ambito pianeggiante? Perché convin-cere persone ignoranti, in ambito puramente tec-nico , che questa macchina di trasformazione delgas sia un bene, un progresso per una Calabriasottosviluppata? Perché la regione Calabria noninveste in risorse rinnovabili tanto utili non soloalla calabria ma all’intero scenario italiano? For-se perché la mafia ne trarrebbe meno guadagno.“Vi siete sfottuti i soldi” inveisce il sottosegreta-rio alla regione Calabria, accusando i cittadini,rifacendosi alla legge 488 per le agevolazionidelle attività produttive nelle aree sottosviluppa-te, senza rendersi conto in realtà che il circolo diquei soldi non sono mai stati controllati dallagiunta regionale né tanto meno dai cittadini. Per-ché parlare di 600 posti di lavoro netti e di per-sonale altamente specializzato quando alla finesaranno solo quei 100 raccomandati dai mafiosiche avranno nelle loro mani la nostra vita? Comesi fa a spiegare che il GNL è una sostanza chenon potrà mai esplodere né incendiarsi? Che lafauna marina non verrà intaccata? Come posso-no ipotizzare che un terremoto ad alta scala nonpotrà intaccare la struttura? Naturalmente unasocietà che vende il proprio prodotto non viene araccontare i lati negativi di questo apparato. Per-ché allora non viene spiegato a questi cittadiniche, nelle ipotesi più catastrofiche, una nubegassosa con un raggio di azione pari a 50 kmcolpirebbe la Calabria e che una minima scintillafarebbe bruciare interi paesi? perché non spiega-re che ha un potere distruttivo pari a milioni dibombe al tritolo? Avremmo una bomba atomicadietro l’angolo, ma a norma di legge. E’ ora didire basta, siamo nel 2009 e dobbiamo progredi-re , dobbiamo e vogliamo avere una Calabriaunita, una Calabria pulita e verde, ma principal-mente una Calabria giusta che prenda in conside-razione i suoi cittadini invece di trattarli comemacchine da voto e il quale diritto alla paroladebba essere obbligatorio e vincolante.
Pensieri differenti, ma mirati al bene della popolazione della piana
S
Segue da pag 1 di Antonio Riso
 
econdo alcuni il vero problemasarebbe nella struttura dellaproduzione energetica nazionale,troppo sbilanciata a favore delmetano: la vera soluzione, secondo costoro,sarebbe il nucleare. Il nucleare però puòessere pronto solo in 15 anni, mentre perrealizzare i rigassificatori servono pochianni e investimenti molto minori a fronte dirisparmi immediati, senza considerare leimplicazioni morali del nucleare (al qualerimango personalmente contrario) mentre ilmetano è sostanzialmente "pulito". Per chista dalla parte dell'energia pulita non c'èdubbio che il futuro siano le rinnovabili,ma per modificare la nostra strutturaenergetica in tal senso occorrono ancorapiù anni che per convertirla al nucleare:dunque oggi i veri termini della partitasono nucleare o rinnovabili? Se si punta sulnucleare le rinnovabili non saranno piùeconomicamente convenienti e avremoperso anche questo treno. Per potereaspettare che le rinnovabili sianoconvenienti e mature dobbiamoconsolidare, rendere sostenibile e duratura,nonché sicura, l'attuale struttura energetica.In quest’ottica i rigassificatori non sono inalternativa alle rinnovabili, ma loro preziosialleati. Perché nella Piana, dunque? Perchéno, piuttosto? Certo non per la presenzadella criminalità organizzata. Essarappresenta un fardello già troppo grandeper lo sviluppo del nostro territorio perchépossiamo scacciare gli imprenditori chevogliano investire per paura che le mafie netraggano profitto: piuttosto sarà nostroonere sorvegliare perché ciò non accada. Ilcompito di uno Stato di diritto è combatterele mafie ed annientarle, non averne paura.Quanto all’argomento per cui la Calabriaproduce già oggi più energia di quanto neconsumi, esso risponde ad una logica“leghista”: non riteniamo infatti normaleche il Nord, essendo più ricco, contribuiscaa finanziare i nostri bisogni, quei servizi equelle strutture che devono essereomogenee per l’intero Paese, in quantorendono uno Stato unitario tale? Il nostroterritorio fa parte di questo Paese, e deveessere pronto a mettersi generosamente asuo servizio quando le circostanze lorichiedano, come è giusto che sia in unacomunità nazionale. Quanto ai rischi èvero, esistono, ma si dovrebbe discuteredella loro riduzione, piuttosto cheesasperarli: ogni attività umana comportadei rischi potenziali, per escludere i qualidovremmo rinunciare alle conquiste dellaciviltà moderna. Quanto al rischio sismico, adesempio, è bene che i tecnici ci dicano se puòessere controllato, o se invece è bene chel'opera non si realizzi. Quanto al paventatoraffreddamento del mare pur non essendo untecnico immagino che le soluzioni ci siano.Quel freddo che è trasportato col metano èuna risorsa, perché non sfruttarla? In primoluogo con la “piastra del freddo”, cioèutilizzandolo per congelare prodotti destinatiall'esportazione nell'agroalimentare: essendotale risorsa gratuita numerose industriesarebbero interessate ad utilizzare il sito per ipropri impianti, potendo contare su cospicuirisparmi. Teoricamente ci sarebbe lapossibilità di fare della Piana una dellecapitali di uno dei settori di puntadell'economia italiana, con le ulterioriprospettive offerte dal porto e dunque dallapossibilità di ricorrere all'intero Mediterraneosia in termini di mercato d'origine, potendopotenzialmente trasformare cioè i prodottiprovenienti da altre aree, sia di destinazione,cioè per la vendita. In secondo luogo sipotrebbe seguire l’esempio del Nord Europa,dove è pratica diffusa incrementare la resaenergetica delle centrali elettriche e deitermovalorizzatori realizzando delle strutturedi teleriscaldamento, ovvero delle condotteche portano il calore di questi impianti nellecase dei cittadini che vivono nelle vicinanze.Un'infrastruttura simile che, mettendo in reteanche il termovalorizzatore e la realizzandacentrale elettrica, potrebbe consentire alleabitazioni servite di ridurre drasticamente iconsumi energetici, provvedendo quasigratuitamente al riscaldamento e alraffreddamento delle case dei cittadini delterritorio che ospita queste opere, trattandosiperaltro di un passo nel senso di unariduzione complessiva del consumo diidrocarburi (e dello stesso metano), e dunqueverso l’adozione di un modello energeticosostenibile e pulito. Sempre in quest’ottica èbene pensare al dopo, a quando,auspicabilmente presto, l'Italia sarà in gradodi provvedere all'intero proprio fabbisognoenergetico con le rinnovabili. Chi pagherà perlo smantellamento di un’infrastrutturadivenuta nel frattempo obsoleta? Questo è unproblema più serio, ma la soluzione è aportata di mano: in Norvegia, paese ricco dipetrolio, invece di usare i proventi di esso perfinanziare la spesa corrente del governo,come sembra volere fare la Regione inCalabria, si è creato un Fondo cha ha comeobiettivo quello di mantenere e incrementarequel patrimonio per le generazioni future.Anche noi potremmo fare qualcosa di simile,una fondazione (simile a quelle bancarie) cuiattribuire i diritti nella società che realizza
 
 Non Rinchiuderti partitonelle tue stanze, resta amicodei ragazzi di strada
 
 Majakovskij
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 Edizione di Giugno
Il sentimento europeista nella nuova generazione
Di Irene Costantino
Il futuro dell’economia, del viverecivile, della sicurezza, si muove suplacche continentali, e necessita lacoesione dei paesi che vogliano esserepartecipi dell’evoluzione del sistemamondo.La globalizzazione della politica si staquotidianamente affermando, e moltiPaesi europei stanno progressivamenteestraniandosi dallo scenario politicomondiale.Cresce la sensazione che l’Europa nonsi sia armata sufficientemente di risorsee istituzioni pensate per esserecompetitiva sul mercato, per garantiresicurezza ai cittadini, per coltivare unsentimento europeo non ancorasufficientemente avvertito. Le elezionidel 6 e 7 Giugno 2009 hannodimostrato che gli italiani hannosottovalutato l’impegno europeo, o che,per lo meno, non abbiano trovatoconvincente le proposte dei partiti. Ma,probabilmente, i partiti non hannosaputo parlare di Europa ai cittadini. Ilraddoppiamento dei partiti menomoderati rispecchia forse una necessitànon interpretata di manifestazioni fortie coerenti di cambiamento.Il cittadino italiano stenta a sentirsieuropeo, ad avvertire una collocazionepiù ampia nel palcoscenico mondiale.Uno dei movimenti europeisti più attivinel territorio italiano è l’MFE,Movimento Federalista Europeo, di cuici ha parlato un suo membro, unabrillante studentessa pavese, GiuliaBraci.Abbiamo deciso di riportarne i puntisalienti per dar voce a una ideologiache, in quanto tale, ha tutto il diritto diessere ascoltata.
Come avverti il tuo sentimentoeuropeista?
Per mia esperienza personale, per glianniche ho trascorso all’estero, mi sento piùeuropea che italiana, o, precisamente, piùitaliana quando sono all’estero, perché homodo di prendere consapevolezza dellamia italianità nel confronto con le altrenazionalità.
Qual è la posizione del movimento dicui sei attivista?
Il movimento non ha una specificacollocazione politica, difatti non avrà unasua rappresentanza nella costituzione delParlamento europeo. Il partitotendenzialmente più vicino alla nostraideologia è il Partito Democratico, manon ci identifichiamo con esso. È spessosuccesso che delegati di diversi partitiabbiano partecipato alle nostre attività,che si siano confrontati con noi, e chesiano stati (quasi sempre) d’accordo conciò che affermiamo. Tuttavia non sonomai stati capaci di passare ai fatti, si sonosempre limitati ad annuire. È assurda lanostra assenza al tavolo parlamentale.
Quali sono gli obbiettivi che si proponeil vostro movimento?
Noi lavoriamo per sensibilizzare la genteal sentimento di appartenenza europea.Pensiamo che l’Europa si debba dotare diun sistema federale sul modelloamericano, che venga raggiunta l’unionein tre settori: economicomilitare epolitica. L’unione economica è già stataraggiunta grazie anche all’impegno diAltiero Spinelli, fondatore del nostromovimento, che di sicuro, se fosse con noioggi, non starebbe con le mani in mano.L’Europa deve rispondere ai movimenti chesi stanno tenendo nel resto del mondo,altrimenti non sarà mai protagonista discelte che però, inevitabilmente, lacondizioneranno e da cui trarrà conseguenzesolo negative. Se valutiamo la figura di unpersonaggio come Barack Obama,presidente degli Stati Uniti, notiamo ildislivello che lo divide da i nostri presidentidel Consiglio. Con chi dovrebbe consultarsiObama se non esiste in Europa una voceunivoca, politicamente parlando? Il risultatodi questa disorganizzazione èl’emarginazione dell’Europa.
C’è da considerare l’identità culturaledegli stati europei, più variegata di quelliamericani…
Di fatto il nostro obiettivo non è lasoppressione delle identità culturali; anzi, laloro valorizzazione. Ma è necessario chel’Europa sia unita militarmente epoliticamente, oltre che economicamente,per una necessità immediata. Il ParlamentoEuropeo, a nostro parere, deve avere facoltàesecutive, non rimanere un’istituzioneobsoleta. Dobbiamo anche pensare al fattoche i parlamentari europei sono tra i piùpagati al mondo.
Pensi che gli altri Paesi siano disposti adadottare il modello federale?
In alcuni Paesi, come in Spagna, il nostromovimento è attivo. Tuttavia i maggioridissensi provengono dal Regno Unito,troppo conservatore per pensare a soluzionidel genere.Il nostro è un movimento lungimirante, nelsenso che, come è ovvio che sia, lavoriamoper ottenere buoni risultati nel minor tempopossibile. Ma siamo consapevoli del fattoche, perché le nostre idee prendano piede,dovremo attendere anni, credere nel lungoperiodo. D’altronde, per ottenere l’unionemonetaria ci sono voluti decenni. Se so dilavorare per i miei figli, lo faccio.
l'opera, che abbia come finalità quella diincrementare il patrimonio, e come obiettiviquello di provvedere al finanziamento dellosmantellamento dell'impianto quando sarà ilmomento, e di aiutare lo sviluppo del territoriodella Piana prima e dopo, ad esempio coninterventi quali l'erogazione di borse di studio, ilfinanziamento di centri scolastici, universitari esanitari d'eccellenza, o di strutture per l'internetwi-fi e ad alta velocità civiche e gratuite.Evidentemente le soluzioni ci sono, ma costano,e se non si realizzano è per l’incapacità(o il disinteresse) di chi dovrebbecondurre le trattative di portare ilcompromesso al punto più vicinoall'interesse generale. Questo dovrebbeessere invece l'interesse di unmovimento di popolo. Se ci si limita adobbiettare dei no e si rinuncia adelaborazioni propositive non si puòrappresentare un’alternativa effettiva aquanti oggi si ritengono inadeguati. Sidiceva nel 68 nelle piazze "la fantasia alpotere", mentre nei Palazzi del potererisuonava la frase di Bismarck "la politica èl'arte del possibile". Dall’una e dall’altraparte sembrano essere state dimenticateentrambe le lezioni.
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