ottimi artisti, per tuo ordine(8) scelsero(9) quale giudice ed esperto me che midiletto alquanto di pittura e di scultura(10).Perci, guardando e riguardando codeste opere eseguite con mirabile arte, mi venne
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l'idea di prendere in considerazione con un certo impegno non solo la bellezzaformale, ma anche le naturali inclinazioni dei cavalli.Pensavo quanto essi siano adatti ad ogni uso pubblico e privato dell'uomo, allaviolenza della guerra come agli agi della pace(11). Ed infatti, sia che si portinodalla campagna quelle cose che servono per metter su casa o quelle necessarie peril nutrimento della famiglia, sia che si procaccino sul campo di battaglial'eccellenza della gloria e il decoro della libert, certamente nel compiere tali
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cose l'uomo si serve ampiamente dell'aiuto e dell'opera di questi animali:cosicch ritengo che non si possa conseguire la salvezza e la gloria senza
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l'ausilio dei cavalli. E che dire del fatto che di questo solo animale si servonoe si adornano perfino gli dei stessi(12)?Non Febo dal carro fiammeggiante,non il padre Nettuno che godenell'oceano dello scettro tridente,non certo tutti gli altri dei sembrerebbero sufficientemente adorni in relazionealla loro maest o equipaggiati per le loro imprese se, principalmente, non
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chiamassero i cavalli al loro carro.Il cavallo un animale dal gradevole aspetto, nel quale stupisce che tanta forza
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e tanta fierezza si trovino congiunte con una mansuetudine quasi incredibile e cheun animo cos tranquillo e docile alberghi in un petto cos ardente. Questo
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animale col quale si potrebbe calpestare il petto coperto di ferro di un nemicofurente(13) si lascia guidare con tenui tocchi di briglia. Ch anzi il cavallo sa
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avanzare in ordine di combattimento con tutta la falange avendo cadenzato il passoal ritmo di suoni ed inni; a non tollerare nessun altro cavaliere che il suo unicopadrone(14) ed a questo porgere i dardi raccolti da terra(15) affinch esultante
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ritorni vincitore fra i suoi.Sarebbe lungo ricordare quanti benefici i cavalli hanno arrecato ai loro padroni,cos che furono attribuiti ad essi come onori certamente non immeritati un
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monumento sepolcrale dal divino Augusto, piramidi dagli Agrigentini, una statuapresso il tempio di Venere da Cesare dittatore e da Alessandro il Macedone esequiefastose e come tumulo ed epitaffio una citt fondata in suo onore e ad esso
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intitolata(16).Pertanto queste cose e pi ancora di tal genere essendomi tutte venute in mente,
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poich tale argomento mi sembr non indegno di applicarvi l'ingegno e poich
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peraltro ho visto che tu ti diletti molto di ci che scrivo(17) e si d anche il
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caso che sono libero da impegni, ho stabilito di esercitarmi secondo la miaconsuetudine, e di scrivere di tali cose in questi giorni durante i quali mitrattengo presso di te(18).Ho consultato perci con molta diligenza tutti gli autori che ho potuto(19), pi o
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meno noti, che trttino in qualche modo del cavallo; e da ciascuno ho
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riportato(20) nel mio libretto tutto quanto vi fosse di elegante e di degno(21).Gli autori che ho potuto consultare sono stati i greci Senofonte, Absirto,Chirone, Ippocrate e Pelagonio; i latini Catone, Varrone, Virgilio, Plinio,Columella, Vegezio, Palladio, il Calabro, Crescenzio, Alberto, Abate(22), edinoltre moltissimi galli ed etruschi, in verit non illustri ma tuttavia utili e
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competenti. E perfino dai migliori studiosi di medicina ho desunto ci che mi
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sembrato attinente alla materia(23).Quanto agli altri(24), vorrei che nel leggermi tengano presente che io non hoscritto per i maniscalchi o per gli stallieri(25) ma per un principe, e per giuntaeruditissimo; e che nello scrivere di questo argomento sono stato sintetico, forsepi di quanto potrebbero desiderare gli inesperti(26). Per la quale cosa, o
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principe, vorrei che ti persuadessi, nel leggermi, che con tutta(27) questa miafatica a nulla maggiormente io ho mirato che ad esserti sempre pi gradito in
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