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I progetti europei come volano di innovazionenell'esperienza dell'ITSOS “Marie Curie”
 Mara Masseroni
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 -mrm@tes.mi.it  Pierfranco Ravotto
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1. Introduzione
Abbiamo vissuto quasi vent'anni di progetti europei dell'ITSOS "Marie Curie". Sono stati, per noi, a voltefaticosi, spesso divertenti, sempre appassionanti. Ma che bilancio se ne può trarre, dal punto di vistadell'istituzione scolastica? E soprattutto: quali indicazioni se ne possono trarre perché siano di qualchevantaggio per altre scuole?A favore di un bilancio positivo vi sono elementi di "prestigio": 21 progetti di collocamento degli studentiall'estero, uno degli insegnanti e 18 progetti di ricerca su mobilità, eLearning, insegnamento delle lingue,imprenditorialità giovanile, integrazione e riconoscimento delle qualifiche (10 a titolarità ITSOS e 8 come partner), un numero rilevante di partecipazioni a convegni e seminari e di articoli di presentazione deirisultati dei vari progetti, non ultimo il comparire nella testata di questa rivista insieme a prestigioseuniversità e centri di ricerca, sono tutti elementi di visibilità a livello locale e nazionale per l'Istituto.Ma ancora più significativi sono i numeri che indicano l'impatto e la sostenibilità dei vari progetti intrapresisul versante studenti.
Starting point 
ed elemento di continuità è il progetto di mobilità denominato WEST,
Working Experience through Schools Transnationally
; ebbene, dal 1991 ad oggi sono 903 gli studenti chehanno fatto un'esperienza lavorativa all'estero e 560 gli studenti - irlandesi, inglesi, tedeschi, francesi emaltesi - accolti a Cernusco sul Naviglio per un'analoga esperienza.Gran parte dei progetti di ricerca ha riguardato l'eLearning, sia in termini di metodologie didattiche, diambienti di apprendimento e di produzione di materiali didattici. Ebbene, oggi al 50% delle classi in presenza corrisponde una classe "virtuale"; oltre il 50% di studenti ogni anno usufruisce - in alcuni casi inmodo marginale, in altri a livello intenso - modalità di formazione in rete: accesso a materiali didattici e aambienti di interazione con i docenti e con i propri pari.Quali indicazioni si possono trarre da questa lunga e articolata esperienza? Proveremo a rispondere a questadomanda nelle conclusioni, dopo aver segnalato gli aspetti più significativi delle diverse tappe del lavoro diricerca/azione dell'Istituto.
2. Apertura all'esterno e apprendimento permanente
L'apertura all'esterno - la ricerca di collaborazioni con imprese, enti, istituzioni, università - è stata, sindall'origine, il tratto più caratteristico della sperimentazione all'ITSOS “Marie Curiedi Cernusco sul Naviglio, un Istituto “sperimentale” per atto di nascita. Nel 1979 fu una delle prime scuole ad avviare - a partire da una ricerca svolta con l'Università Cattolica - esperienze di alternanza scuola-lavoro medianteconvenzioni con le aziende del territorio.Dal 1990 elementi chiave della strategia di apertura all'esterno e volano di innovazione sono stati i progettieuropei avviati nei programmi PETRA, Lingua, Leonardo da Vinci I e II e Socrates.Ciò ha richiesto un atteggiamento di apertura e di accettazione del rischio. Si sono realizzati - per nominaresolo i progetti in cui ITSOS era capofila - accordi di partenariato con scuole, università, enti irlandesi,inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi, finlandesi, belgi, greci, rumeni, sloveni, maltesi, per non parlare dei partner italiani: siciliani, trentini, umbri, campani, lucani, marchigiani, piemontesi, laziali, sardi.Per una scuola, aprirsi all'esterno, e soprattutto collaborare con organizzazioni/enti di diversa natura,
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Mara Masseroni ha coordinato il progetto WEST dal 1991 al 2006, il progetto Sofianet e l'equipe ITSOS nei progetti Working Professional English e Europathways & Europass.
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Pierfranco Ravotto ha coordinato i progetti SOFIA, WEA, SOLE e SLOOP e l'equipe ITSOS nel progettoBiTE. Dal 2007 non è più dipendente ITSOS ed è attualmente consulente AICA.
 
significa in qualche modo mettersi in discussione, rinunciare all'auto-referenzialità, accettare il rischio delconfronto.Per gli insegnanti ha significato rinunciare alla sicurezza del proprio ambito disciplinare e - cosa ancor piùdelicata - mettere in gioco le proprie competenze in contesti nuovi e diversificati. Si pensi:
al dover lavorare/discutere in ambito transnazionale utilizzando una lingua diversa dalla propria; glistessi docenti di lingue straniere si sono trovati a testare la tenuta della propria competenza linguistica insituazioni comunicative autentiche e imprevedibili;
al dover discutere l'andamento di uno stage con il tutor aziendale sottoponendo ad un giudizio esterno il percorso scolastico dei propri studenti;
al confrontarsi con docenti universitari e ricercatori.D' altra parte i programmi comunitari promuovono e finanziano attività di ricerca e di sperimentazioneinnovativi e richiedono, dunque, un confronto con tematiche, contesti, ambiti non noti, una sfida ad assumerela logica di un'organizzazione che apprende.Si è innescato cioè un processo di apprendimento permanente che, indipendentemente dalla materia diinsegnamento, ha riguardato soprattutto competenze relative a
lingue straniere,
ICT,
 project management.
3. Connessioni fra esperienze
All'origine delle esperienze europee dell'ITSOS esistevano
 focus
di ricerca distinti:
lo sviluppo e il potenziamento della "professionalità" degli studenti mediante l'organizzazione diesperienze lavorative sia in Italia che all'estero (particolarmente perseguiti da insegnanti delle materie professionalizzanti dei vari indirizzi di studio),
il miglioramento dell'insegnamento/apprendimento delle lingue straniere attraverso la realizzazione disoggiorni- studio all'estero (a responsabilità degli insegnanti dell'indirizzo linguistico),
lo sfruttamento delle potenzialità del computer come strumento didattico (ricerca metodologica condottada docenti di varie discipline),
lo studio e la sperimentazione dell'uso della rete come strumento di comunicazione e di collaborazione(condotti da alcuni docenti di informatica).Determinanti sono state le connessioni che si sono sviluppate fra questi diversi filoni di ricerca/azione:
1.
Il progetto europeo di mobilità denominato WEST che vede impegnato l'ITSOS ininterrottamente dal1991, è nato dalla sinergia creatasi fra i "soggiorni-studio" caratteristici dell'indirizzo linguistico el'attività di alternanza scuola-lavoro; gli obiettivi del progetto alternanza - formativi, orientativi e professionalizzanti - si sono arricchiti, nel progetto WEST, di quello linguistico.
2.
Il progetto SOFIA ha avuto origine dalla connessione fra la rete di partenariato attivata per il progettoWEST e l'interesse per la ricerca sulla didattica "aperta" e "flessibile".
3.
Il progetto WEA,
Working Experience Abroad 
, ha combinato l'esperienza sul campo realizzata daWEST in termini di fasi progettuali/procedure/strumenti con la realizzazione e sviluppo di materiali informato digitale e la realizzazione di un sito per la promozione di esperienze di mobilità: quindi aperturaal web.
4.
La produzione di materiali per l'insegnamento dell'inglese/dell'italiano idonei al contesto lavorativo,
Working in Ireland/Working in Italy
, ha connesso le esperienze di organizzazione e gestione di stage inItalia e all'estero con quelle dell'insegnamento della lingua straniera. Lo sviluppo poi di materialimultimediali in una logica CMC cominciava ad aprire la strada alle diverse generazione di eLearning.
5.
I progetti Sofi@net e SOLE, centrati sulla formazione in rete, rappresentano la sinergia creatasi tra ilmodello ODL,
open distance learning 
, elaborato nell'ambito di SOFIA e le esperienze della retedidattica SiR in atto nella scuola.
6.
Il progetto APE - trasferimento delle buone prassi di WEA in Sardegna- nasce dalle sinergie di almenotre progetti: WEST in termini di sviluppo e sperimentazione di materiali per la pianificazione/gestione econtrollo delle esperienze della mobilità, WEA per la messa a procedura di tali strumenti e Sofi@net. per il modello di formazione in rete sviluppato.
7.
Il progetto SLOOP,
Sharing Learning Objects in an Open Perspective
, centrato sulla produzione
 
collaborativa di risorse digitali, nasce dal mix di elaborazioni condotte in SOLE, nel progetto BiTE,
 Bridging the gap between the traditional face-to-face learning and e-learning 
, e nel progetto SiR2 cheha coinvolto un centinaio di docenti di varie scuole milanesi nello sviluppo di risorse didattiche digitalie nel loro utilizzo con i propri studenti.
8.
Oggi il progetto WEST combina la "tradizionale" esperienza di stage all'estero con una preparazionelinguistica condotta utilizzando la rete e materiali didattici prodotti in SOLE e in SLOOP.
4. Intreccio fra esperienza sul campo e ricerca 
 Nella pluralità di progetti europei condotti dall'ITSOS si possono rintracciare - anche se interconnesse, comesi è detto - tre filiere:
la mobilità con stage all'estero (WEST, WEA, APE, Europathways&Europass),
l'ODL e poi l'eLearning (SOFIA, Sofi@net, SOLE, SiR2, SLOOP)
il potenziamento linguistico (Working in Italy/in Ireland, Writing professional English, ma anche SOLE,SiR2 e SLOOP per quanto riguarda la produzione di risorse digitali).Per la mobilità si è partiti dall'esperienza pratica, l'organizzazione di iniziative di "collocamento all'estero", per poi passare alla riflessione sull'esperienza con la produzione di una "Guida per scambi di giovani informazione con esperienza lavorativa transnazionale", poi ripresa e messa su web con WEA, per arrivare allosviluppo, con APE, di iniziative di formazione per gli insegnanti.Per quanto riguarda ODL/eLearning, invece, si è partiti piuttosto dallo studio e dalla riflessione teorica per arrivare poi alla sperimentazione, prima in corsi di aggiornamento per gli insegnanti e solo alla fine con glistudenti.Per lo sviluppo di contenuti linguistici idonei al contesto lavorativo si è partiti dall'analisi/riflessione sullamicrolingua di specifici ambiti lavorativi, sono stati progettati materiali didattici multimediali a coperturadelle diverse abilità linguistiche, e si è proceduto quindi alla loro sperimentazione con studenti ed adulti.In tutti i casi, comunque, si possono riconoscere due intrecci:
sperimentazione-elaborazione,
ricerca in ambito europeo e attuazione nel proprio contesto locale.
5. Le ICT da strumento ad ambiente
 Nel 1990, all'avvio dei progetti europei di cui si parla, il computer era lo strumento per preparare lettere edocumenti e per tenere l'amministrazione. La comunicazione con i partner avveniva tramite telefono e fax,quella con gli studenti, o tra i docenti, solo con incontri in presenza. La "disseminazione" dei risultati eraaffidata ad articoli o interventi a convegni.Progressivamente ha preso piede l'e-mail come strumento di comunicazione con i partner, fra i docenti e congli studenti. Contemporaneamente si è iniziato ad usare il web per realizzare siti, essenzialmente "vetrine"dei progetti.In Sofi@net (1999-2000) la piattaforma FirstClass - un
 Bulletin Board System
, essenzialmente un sistema diforum testuali - è stata usata come ambiente per l'erogazione di un corso di aggiornamento per docentisull'uso della rete per la didattica. Il modello elaborato - apprendimento collaborativo basato sul
learning bydoing 
e centrato sulla produzione di materiali didattici da utilizzare, in rete, con gli studenti - è stato poiapplicato in progetti successivi: SiR2, SOLE, APE. Nel progetto SLOOP (2005-2007) è stata scelta la piattaforma MOODLE per integrare, in un unicoambiente, il sito del progetto - molto meno vetrina e più interattivo rispetto a progetti precedenti - la intranetdel partenariato ed i corsi. Sempre con SLOOP si è iniziato ad usare strumenti web 2.0 soprattutto ai finidella pubblicizzazione dei risultati: filmati su YouTube, presentazioni su SlideShare, guide ed articoli suScribd. Nel modello ITSOS, la formazione in rete è stata sempre centrata sull'interazione fra persone: la rete comeambiente di comunicazione e di conversazione educativa. Ma è sempre stata prestata anche molta attenzionealla produzione di materiali didattici - learning object - quali supporto dell'azione formativa. Insegnanti ditutte le materie - informatica e matematica, scienze e inglese, italiano e sociologia - si sono dunque trovati:
a produrre risorse digitali - anche in formato SCORM - usando editor HTML, Word e PowerPoint,HotPotatoes, eXelearning, Faber, Reload, … ;
ad aprire e gestire ambienti, conferenze/classi virtuali in FirstClass o corsi in Moodle.
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