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 Ufficio del Commissario Delegato per l’emergenza rifiuti e per la tutela delle acque in Sicilia
Capitolo 7
 
Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia - Pagina
72
 
CAPITOLO 7 - LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEIRIFIUTI SOLIDI URBANI (R.S.U.)
In tema di recupero di materiali ed energia dai rifiuti in Italia si va facendo strada l’ideache, a fronte di quattro fasi nella gerarchia dei principi di gestione dei rifiuti e precisamentela prevenzione, il recupero di materiali, il recupero d’energie, lo smaltimento finale, sipassa, semplicemente, a tre fasi e precisamente la prevenzione, il recupero dei rifiutianche mediante la produzione di energia, lo smaltimento finale.Il recupero di materiali e d’energia, quindi, giusta la citata nuova tendenza, sono postisullo stesso piano e con pari dignità nella gerarchia dei principi di gestione.La prima fase della gestione emergenziale, iniziata con l’Ordinanza del 31 maggio 1999non s’è posta il problema di mettere in fila i principi di gerarchia di gestione dei rifiuti.La struttura commissariale, convinta della difficoltà di intervenire a livello locale sulversante della prevenzione e del riuso e assillata, soprattutto nei primi tempi d’attività, dalladrammatica esigenza di mettere in fila le emergenze, si è preoccupata, principalmente, diattuare, in modo pragmatico, la normativa vigente di cui al decreto Ronchi e alle ordinanzedi protezione civile, polarizzando tutta l’attenzione sulla raccolta differenziata e sulriciclaggio dei rifiuti, senza dimenticare mai che il recupero d’energia avviene sempre esolo a valle della raccolta differenziata.
7.1 STATO ATTUALE: LA RACCOLTA DEL RIFIUTO INDIFFERENZIATO E LARACCOLTA DIFFERENZIATA
Nella situazione attuale, di profonde modificazioni nella politica di gestione dei rifiuti, lasopravvenuta ultima ordinanza, mentre prevede che le percentuali di raccolta differenziatanon possono essere inferiori al 15 per cento entro il 2003 e al 25 per cento entro il 2005, e,poi, a regime, in base al D.L.gs 22/97, al 35 per cento, non preclude la possibilità di far meglio, ove, per una lodevole attività, un comune o un gruppo di comuni aggregati riesca aconseguire percentuali di raccolta differenziata più alta, andando oltre il 35 per cento
 
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La situazione attuale delinea uno scenario in cui la raccolta differenziata ha fatto piccolipassi passando dal 2,04% del 1999 al 3.18% del 2001, con un incremento percentuale dicirca mezzo punto percentuale all’anno, vedi tabella 1.c per i dati provinciali.Il presente Piano mira a creare le condizioni affinché si possa dare immediato avvio allaattuazione di quegli interventi prioritari atti al superamento della situazione di emergenza e,nello stesso tempo, atti a impostare le strutture impiantistiche indispensabili in futuro per lagestione del sistema al termine dello stato di emergenza.Pertanto, si intende dare corso ad un Piano di avvio consistente nella realizzazione disistemi integrati, da attuarsi in ambiti territoriali ottimali, che vedano gli assi portanti dellasoluzione basati su:
1. Riduzione e riuso, recupero e riciclaggio di materiali;2. Lavorazione della frazione residuale nelle due componenti secco/umido;3. Termovalorizzazione della frazione secca, con recupero di energie;4. Stabilizzazione della frazione umida e utilizzazione preferenziale della stessa per recuperi ambientali;5. Smaltimento in discarica dei residui finali innocuizzati (rifiuti ultimi non utilizzabili).
Creando le condizioni e i presupposti organizzativi ed impiantistici affinché le cinquefasi possano porsi in atto in parallelo, attraverso forme, modi, procedure e meccanismi chetrovino pratica e concreta attuabilità con i mezzi organizzativi, logistici, strumentali edeconomici dei quali, allo stato, poter disporre e sui quali realisticamente fare affidamentoper dare corso alle realizzazioni impiantistiche occorrenti perché il sistema integrato possaattivarsi nei tempi previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
 
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7.2 LA RACCOLTA DIFFERENZIATA ED IL SISTEMA INTEGRATO DI GESTIONE DEIRIFIUTI7.2.1 Stato attuale
L’articolo 23 del D.L.gs 22/97, nonché l’ordinanza del 31 maggio 1999 e le successiveordinanze di modifica ed integrazione, prevedono che la gestione dei rifiuti urbani avvengaper ambiti, delimitati in base a criteri d’efficacia, efficienza ed economicità. Più in generale,la normativa vigente in materia, è ispirata al principio della gestione integrata dei rifiuti (atrecentosessanta gradi) per ambiti ottimali e secondo i succitati criteri.Le positive esperienze maturate altrove confermano la validità delle prescrizioninormative ora citate e consigliano di delimitare gli ATO sulla scorta d’entità demografichenon inferiori a 150 mila abitanti.Anche in attesa delle aggregazioni per ambiti ottimali e del supporto degli impianti divalorizzazione, si è, tuttavia, accelerato per avviare la selezione e il riciclaggio dellefrazioni secche; al riguardo si possono citare numerosi esempi ed, in particolare, i comunidi Licata, Giarre, Misterbianco, Pantelleria, Roccapalumba, dove, anche in assenzad’impianti e pur mancando, ancora, le aggregazioni per ambiti territoriali ottimali, sono statiraggiunti risultati di raccolta differenziata delle frazioni secche veramente lusinghieri veditabella 3.c..E’ bene precisare, però, che la gestione integrata per ambiti ottimali e il supporto degliimpianti aiuta
 
molto sul versante della raccolta differenziata e, soprattutto, consente dioperare secondo criteri di economicità, efficienza ed efficacia; appunto per questo, maanche per assicurare puntuale e rapida attuazione della normativa vigente, relativamente,appunto, all’istituzione delle società d’ambito, l’ufficio del Commissario, ha diramatoprecise istruzioni ai comuni e alle province regionali, inviando e poi adottando (prima conl’Ordinanza 488 dell’11 giugno 2002 e poi con l’Ordinanza 1069 del 28 novenbre 2002)uno schema di statuto tipo (che si trova tra gli allegati documentali). Al tempo stessol’ufficio si è attivato per finanziare e realizzare gli impianti di valorizzazione delle frazionisecche ad umida ed i presidi di stoccaggio dei materiali raccolti in maniera differenziata(isole ecologiche e centri comunali di raccolta).
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