Maggio
Certe volte le cose vanno male.Certe volte vanno malissimo.E, quando succede, c’è sempre qualcuno che dice «Potrebbe andare peggio».Era una mattina di maggio. Le previsioni annunciavano il primo week-end di caldoestivo e l’oroscopo diceva che Venere, Marte, la Luna e un’altra dozzina di pianetifacevano la ola intorno al segno di Giulia, il quale quel giorno e per tutta l’estateavrebbe fatto fuoco e fiamme in compagnia di un altro segno, che guarda caso eraquello di Thomas, il suo altissimo fidanzato australiano.Giulia ritagliò un post-it a forma di cuore, ci scrisse sopra:
grazie per stanotte. Tiamo.
e lo mise sul comodino accanto alla tazzina del caffè. Poi, con la schiena ancoraun po’ indolenzita per le acrobazie della notte e la sua borsa preferita, affrontò l’ordadi turisti e autoctoni che intasava la metropolitana. Nonostante una mano morta, un tentativo di furto di cellulare e la performance di unseienne alla fisarmonica sulle note di “Born in the U.S.A.”, quando entrò in redazioneil suo sorriso non si era ancora smorzato.La redazione di
City Lights
era una stanza con tre scrivanie: una per il direttore, una per la segretaria e una usata a turno da lei e da Paolo, l’altro redattore. La zona piùfrequentata era il terrazzino con vista su Trinità de’ Monti. Il locale apparteneva aFrancesca, che l’aveva ricevuto in regalo per il suo diciottesimo compleanno dal padre, noto (soprattutto alla Guardia di Finanza) imprenditore edile. Francesca avevasempre avuto il pallino dell’editoria, così, appena terminato il master in Cultural
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A quando il resto?
Bello e piacevole di lettura scorrevole.