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Ma ci pensi a quanto sei statafortunata?
Romanzodi Letizia Bognanni
 
Maggio
Certe volte le cose vanno male.Certe volte vanno malissimo.E, quando succede, c’è sempre qualcuno che dice «Potrebbe andare peggio».Era una mattina di maggio. Le previsioni annunciavano il primo week-end di caldoestivo e l’oroscopo diceva che Venere, Marte, la Luna e un’altra dozzina di pianetifacevano la ola intorno al segno di Giulia, il quale quel giorno e per tutta l’estateavrebbe fatto fuoco e fiamme in compagnia di un altro segno, che guarda caso eraquello di Thomas, il suo altissimo fidanzato australiano.Giulia ritagliò un post-it a forma di cuore, ci scrisse sopra:
 grazie per stanotte. Tiamo.
e lo mise sul comodino accanto alla tazzina del caffè. Poi, con la schiena ancoraun po’ indolenzita per le acrobazie della notte e la sua borsa preferita, affrontò l’ordadi turisti e autoctoni che intasava la metropolitana. Nonostante una mano morta, un tentativo di furto di cellulare e la performance di unseienne alla fisarmonica sulle note di “Born in the U.S.A.”, quando entrò in redazioneil suo sorriso non si era ancora smorzato.La redazione di
City Lights
era una stanza con tre scrivanie: una per il direttore, una per la segretaria e una usata a turno da lei e da Paolo, l’altro redattore. La zona piùfrequentata era il terrazzino con vista su Trinità de’ Monti. Il locale apparteneva aFrancesca, che l’aveva ricevuto in regalo per il suo diciottesimo compleanno dal padre, noto (soprattutto alla Guardia di Finanza) imprenditore edile. Francesca avevasempre avuto il pallino dell’editoria, così, appena terminato il master in Cultural
 
Management a Yale, aveva fondato
City Lights
, quindicinale a distribuzione gratuitasu “Vibes, Cool & Hot nella capitale”, come recitava il sottotitolo.Quella mattina c’erano tutti: Paolo, Giuseppe (il direttore), Daniela (la segretaria) eanche Francesca, che aveva disdetto l’appuntamento del mercoledì con la manicure.Tutti avevano un’espressione molto seria.«Sei in ritardo», fu il saluto di Giuseppe.«Cinque minuti!» rispose senza perdere il sorriso «Scusate, mi sono svegliata tardi.Ragazzi, non avete idea di cosa sono capaci gli australiani! Ieri sera stavo…»«Scusa Giulia, non è il momento di illustrarci le meraviglie della posizione delcanguro», la interruppe Francesca.Francesca disinteressata alle vicende erotiche di qualcuno era una novità. Capì che ilmotivo per cui era stata convocata una riunione straordinaria era importante e spenseil sorriso.«Dunque» riprese Francesca «Come stavo dicendo, il problema è piuttosto grave»«Quale problema?» chiese.Giuseppe la fulminò con lo sguardo. «Pare che per via dello spostamento delle fagliel’Australia si stia allontanando dall’Italia.»«Molto spiritoso, direttore, ma che ne pensi di trovarti una donna, invece dicontinuare a fare il sarcastico con me perché sei invidioso del fatto che io ho una vitasentimentale mentre tu passi le serate a casa a guardare i dvd di X-Files?»«Scusate» disse Francesca «vi ricordo che ho l’unghia del medio più corta di quelladell’anulare, e che non vedrò la mia manicure prima di venerdì, tutto questo per  parlare del nostro problema, quindi adesso potremmo parlarne? Grazie. Dunque.Senza girarci troppo intorno: bancarotta. Fallimento. Niente soldi. La nostraavventura finisce qui, arrivederci e grazie. Qualcosa da dire?» Nessuno disse niente. Giulia si guardò intorno. Era l’unica a bocca aperta. Giuseppe,Paolo e Daniela annuivano a testa bassa, con l’espressione di chi si aspettava datempo la notizia. Dopo qualche secondo di assoluta incapacità di connettere le parole
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A quando il resto?

Bello e piacevole di lettura scorrevole.

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