From the Publisher

Il 29 luglio 2012 i maggiori quotidiani italiani pubblicano il Manifesto di Fermare il declino a firma dei sette promotori Oscar Giannino, Luigi Zingales, Michele Boldrin, Carlo Stagnaro, Andrea Moro, Alessandro De Nicola e Sandro Brusco. Dopo aver immediatamente aderito via Internet assieme a molte migliaia di italiani, alla ripresa di settembre inizio a seguire il movimento che comincia progressivamente a riempire teatri, a strutturarsi territorialmente e a capire che cosa vuol fare da grande, tra le discussioni sui forum online, gli aperitivi e le riunioni serali tra aderenti e i primi tentativi di volantinaggio di massa.
L’8 dicembre 2012, dopo un lungo dibattito interno, si decide di presentarsi alle elezioni e si comincia a costruire la macchina organizzativa per raccogliere le firme per la presentazione della lista, fare propaganda sul territorio e proporsi come alternativa nuova e credibile nel panorama politico italiano. Non ci sono politici professionisti, tutti danno una mano per come possono su base volontaria, un po’di confusione è inevitabile ma c’e’ sicuramente anche un grande entusiasmo nel costatare come migliaia di persone che fino al giorno prima non avevano nulla in comune si mettano assieme attorno a poche forti idee su come cambiare alcune impostazioni di fondo della società italiana degli ultimi decenni.
La prima assemblea nazionale del 9 febbraio 2013, in piena campagna elettorale, dimostra fuori da ogni dubbio come quello che solo 6 mesi prima era una semplice anche se provocativa proposta intellettuale si stia ormai diventando un movimento popolare che va oltre i circoli accademici in cui e’stato inizialmente concepito. La campagna elettorale è intensa e a 4 giorni dal voto Fare (il partito espressione del manifesto programmatico) vive la prima grave crisi della sua breve storia con le dimissioni da Presidente di Oscar Giannino per le dichiarazioni false rese sul suo curriculum accademico. Un peccato certamente veniale, soprattutto se confrontato con lo straordinario contributo dato da Giannino alla nascita e alla crescita del movimento, ma le leggi della lotta politica sono spietate.

La sera del 25 febbraio le urne decretano la sconfitta di Fare che con 380mila voti si attesta all’1,2% del voto alla Camera. Il risultato negativo scatena poi l’inevitabile strascico di polemiche interne.
Al di là dei numeri usciti dalle urne, ne e’valsa comunque la pena perché si e’avuta tra noi aderenti la certezza che per la prima volta da sempre Fare e’ il partito che rappresenta esattamente quello che vogliamo, senza nessun tipo di compromesso al ribasso e che permette di liberare l’energia e la passione necessarie a mettersi in gioco e a proporlo e proporsi a chiunque incontri per strada.
E proprio dal tentativo di collegare le idee alle persone che le fanno camminare e’ nata questa serie di brevi ritratti di elettori incontrati in volantinaggi, raccolte firme e altri momenti di campagna elettorale vissuta sul territorio, che anche nell’era delle reti sociali si rivela un metodo insostituibile per tastare lo stato di un Paese.
Spero quindi che il caleidoscopio di storie qui raccolte riesca a trasmettere al lettore anzitutto lo stesso stupore che ho provato quando la complessità e ricchezza sociale di questa Italia duramente provata ma non ancora disperata mi si è svelata nelle strade di una Milano invernale. A loro e agli amici di Fare con cui ho vissuto quest’avventura e’ dedicato questo opuscolo.
Ho cercato naturalmente di proteggere la privacy dei miei interlocutori cambiando nomi, luoghi e circostanze senza stravolgere il senso della descrizione.

Published: Luca Luchesini on
ISBN: 9781301439881
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