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La bambina babilonia

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Summary

Comunque Alice decise che non aveva nessuna intenzione di rinunciare al suo piano e andò in cucina per preparare il pranzo ovvero il più orrendo e disgustoso intruglio che le fosse mai riuscito di preparare. Ci mise dentro tutto quello che riuscì a trovare, lo fece bruciacchiare e quando vide che una buona parte si era attaccata al fondo, provvide con cura a staccarla dalle pareti della pentola e a rimestarla per bene, così che tutto potesse avere un tremendo sapore di bruciato.
Era una vera schifezza e giudicando dall’odore non c’era nemmeno bisogno di assaggiarlo.
Soddisfatta del risultato portò il pentolone nel salone, così come faceva sempre la mamma quando c’erano degli ospiti, gongolante del fatto che, come tutti i nonni, anche suo nonno non solo avrebbe dovuto assaggiarlo, ma avrebbe anche dovuto dire che era buonissimo.
Invece, dato che il nonno riusciva sempre a sorprenderla, appena entrò nel salone, il pentolone le cadde di mano.
Il nonno, probabilmente aiutato dai cani, aveva spostato tutti i mobili, aveva girato il divano, così che la spalliera, insieme a due sedie erano diventati i pali su cui aveva steso un’orrenda pelle di chissà quale animale, che puzzava da morire, sul tavolino basso di marmo aveva acceso un piccolo fuoco e adesso stava cospargendo tutto con un grasso scuro maleodorante e come se non bastasse, i cani si gettarono, gozzovigliando felici, sul pentolone caduto a terra.
Alice non poteva credere ai suoi occhi.

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