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Codice degli Enti Locali
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Summary

Il Codice degli Enti Locali è indirizzato principalmente agli studenti universitari, ai partecipanti a pubblici concorsi e in generale a tutti gli operatori del diritto che abbiano la necessità di reperire in maniera pratica ed efficace i principi fondamentali dell’ordinamento degli enti locali. Il potente indice analitico e i collegamenti ipertestuali tra i vari articoli di legge consentono di muoversi con estrema facilità all’interno della fitta selva normativa e di trovare rapidamente le norme che regolano la materia.
Published: StreetLib on
ISBN: 9788897944614
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Codice degli Enti Locali - AA.VV.

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Indice

TESTO UNICO DELLE LEGGI

SULL'ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI

PARTE I

Ordinamento istituzionale

TITOLO I

Disposizioni generali

Art. 1 (1)

Oggetto

Art. 2 (1)

Ambito di applicazione

Art. 3 (1)

Autonomia dei comuni e delle province

Art. 4 (1)

Sistema regionale delle autonomie locali

Art. 5 (1)

Programmazione regionale e locale

Art. 6 (2)

Statuti comunali e provinciali

Art. 7 (1)

Regolamenti

Art. 7-bis (1) (3)

Sanzioni amministrative

Art. 8 (1)

Partecipazione popolare

Art. 9 (2)

Azione popolare e delle associazioni di protezione ambientale.

Art. 10 (1)

Diritto di accesso e di informazione

Art. 11 (1) (2)

Difensore civico

Art. 12 (1)

Sistemi informativi e statistici

TITOLO II

Soggetti

Capo I - Comune

Art. 13 (1)

Funzioni

Art. 14 (1)

Compiti del comune per servizi di competenza statale

Art. 15 (4)

Modifiche territoriali, fusione ed istituzione di comuni (2)

Art. 16 (1)

Municipi

Art. 17. (4)

Circoscrizioni di decentramento comunale

Art. 18. (1)

Titolo di città

Art. 19 (2)

Funzioni

Art. 20 (1)

Compiti di programmazione.

Art. 21 (1) (3)

Revisione delle circoscrizioni provinciali

Capo III - Aree metropolitane

Art. 22 (2)

Aree metropolitane

Art. 23 (3)

Città metropolitane

Art. 24 (1)

Esercizio coordinato di funzioni

Art. 25 (1)

Revisione delle circoscrizioni comunali

Art. 26 (1)

Norma transitoria

Capo IV - Comunità montane

Art. 27 (1)

Natura e ruolo

Art. 28 (1)

Funzioni

Art. 29 (1)

Comunità isolane o di arcipelago

Capo V - Forme associative

Art. 30 (1)

Convenzioni

Art. 31 (3)

Consorzi

Art. 32 (1) (6)

Unioni di comuni

Art. 33 (1)

Esercizio associato di funzioni e servizi da parte dei comuni

Art. 34 (1)

Accordi di programma

Art. 35 (1)

Norma transitoria

TITOLO III

Organi

Organi di governo del comune e della provincia

Art. 36 (1) (2)

Organi di governo

Art. 37 (1) (3)

Composizione dei consigli

Art. 38 (3)

Consigli comunali e provinciali

Art. 39 (1)

Presidenza dei consigli comunali e provinciali

Art. 40 (1)

Convocazione della prima seduta del consiglio

Art. 41 (1)

Adempimenti della prima seduta

Art.41-bis. (2)

Obblighi di trasparenza dei titolari di cariche elettive e di governo

Art. 42 (3)

Attribuzioni dei consigli

Art. 43 (1)

Diritti dei consiglieri

Art. 44 (1)

Garanzia delle minoranze e controllo consiliare

Art. 45 (1)

Surrogazione e supplenza dei consiglieri provinciali, comunali e circoscrizionali

Art. 46 (2)

Elezione del sindaco e del presidente della provincia - Nomina della Giunta.

Art. 47 (2)

Composizione delle giunte.

Art. 48 (2)

Competenze delle giunte

Art. 49 (2)

Pareri dei responsabili dei servizi

Art. 50 (1)

Competenze del sindaco e del presidente della provincia

Art. 51 (1)

Durata del mandato del sindaco, del presidente della provincia e dei consigli. Limitazione dei mandati.

Art. 52 (1)

Mozione di sfiducia

Art. 53 (1)

Dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza, sospensione o decesso del sindaco o del presidente della provincia

Art. 54 (1) (4)

Attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale.

Capo II

Incandidabilità, ineleggibilità, incompatibilità

Art. 55 (1)

Elettorato passivo.

Art. 56 (1)

Requisiti della candidatura

Art. 57 (1)

Obbligo di opzione.

Art. 58 (2)

Cause ostative alla candidatura.

Art. 59 (2)

Sospensione e decadenza di diritto

Art. 60 (8)

Ineleggibilità

Art. 61 (4)

Ineleggibilità e incompatibilità alla carica di sindaco e presidente di provincia (1)

Art. 62 (1)

Decadenza dalla carica di sindaco e di presidente della provincia

Art. 63 (1) (5) (7)

Incompatibilità

Art. 64 (2)

Incompatibilità tra consigliere comunale e provinciale e assessore nella rispettiva Giunta

Art. 65 (2)

Incompatibilità per consigliere regionale, comunale e circoscrizionale (1)

Art. 66 (1)

Incompatibilità per gli organi delle aziende sanitarie locali e ospedaliere

Art. 67 (1)

Esimente alle cause di ineleggibilità o incompatibilità

Art. 68 (1)

Perdita delle condizioni di eleggibilità e incompatibilità

Art. 69 (1)

Contestazione delle cause di ineleggibilità ed incompatibilità

Art. 70 (4)

Azione popolare

Capo III

Sistema elettorale

Art. 71 (3)

Elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni sino a 15.000 abitanti

Art. 72 (2)

Elezione del sindaco nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti

Art. 73 (2)

Elezione del consiglio comunale nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti

Art. 74 (2)

Elezione del presidente della provincia

Art. 75 (1)

Elezione del consiglio provinciale

Art. 76 (1)

Anagrafe degli amministratori locali e regionali

Capo IV

Status degli amministratori locali

Art. 77 (1)

Definizione di amministratore locale

Art. 78 (2)

Doveri e condizione giuridica

Art. 79 (4)

Permessi e licenze

Art. 80 (1)

Oneri per permessi retribuiti

Art. 81 (3)

Aspettative

Art. 82 (8)

Indennità

Art. 83 (1) (4)

Divieto di cumulo.

Art. 84 (1) (3)

Rimborso delle spese di viaggio.

Art. 85 (1)

Partecipazione alle associazioni rappresentative degli enti locali.

Art. 86 (1)

Oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi e disposizioni fiscali e assicurative.

Art. 87 (1)

Consigli di amministrazione delle aziende speciali.

TITOLO IV

Organizzazione e personale

Uffici e personale

Art. 88 (1)

Disciplina applicabile agli uffici ed al personale degli enti locali.

Art. 89 (1)

Fonti.

Art. 90 (2)

Uffici di supporto agli organi di direzione politica.

Art. 91 (1)

Assunzioni.

Art. 92 (1)

Rapporti di lavoro a tempo determinato e a tempo parziale.

Art. 93 (1)

Responsabilità patrimoniale.

Art. 94 (1)

Responsabilità disciplinare.

Art. 95 (1)

Dati sul personale degli enti locali.

Art. 96 (1)

Riduzione degli organismi collegiali.

Capo II

Segretari comunali e provinciali

Art. 97 (1)

Ruolo e funzioni.

Art. 98 (1)

Albo nazionale.

Art. 99 (1)

Nomina.

Art. 100 (1)

Revoca.

Art. 102 (2)

Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali.

Art. 103 (2)

Organizzazione e funzionamento dell'Agenzia autonoma.

Art. 104 (2)

Scuola superiore della pubblica amministrazione locale e scuole regionali e interregionali.

Art. 105 (1)

Regioni a statuto speciale.

Art. 106 (1)

Disposizioni finali e transitorie.

Capo III

Dirigenza ed incarichi

Art. 107 (1)

Funzioni e responsabilità della dirigenza.

Art. 108 (1)

Direttore generale.

Art. 109 (1)

Conferimento di funzioni dirigenziali.

Art. 110 (3)

Incarichi a contratto.

Art. 111 (1)

Adeguamento della disciplina della dirigenza.

TITOLO V

Servizi e interventi pubblici locali

Art. 112 (2)

Servizi pubblici locali.

Art. 113 (1) (14)

Gestione delle reti ed erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

Art. 113-bis (5)

Gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza industriale. (1) (2)

Art. 114 (3)

Aziende speciali ed istituzioni.

Art. 115 (5)

Trasformazione delle aziende speciali in società per azioni.

Art. 116 (1)

Società per azioni con partecipazione minoritaria di enti locali.

Art 117 (1)

Tariffe dei servizi.

Art. 118 (3)

Regime del trasferimento di beni.

Art. 119 (1)

Contratti di sponsorizzazione, accordi di collaborazione e convenzioni.

Art. 120 (2)

Società di trasformazione urbana.

Art. 121 (2)

Occupazione d'urgenza di immobili. (1)

Art. 122 (1)

Lavori socialmente utili.

Art. 123 (2)

Norma transitoria.

TITOLO VI

Controlli

Controllo sugli atti

Art. 124 (2)

Pubblicazione delle deliberazioni.

Art. 125 (1)

Comunicazione delle deliberazioni ai capigruppo.

Art 126 (1)

Deliberazioni soggette in via necessaria al controllo preventivo di legittimità.

Art. 127 (1)

Controllo eventuale.

Art. 128 (1)

Comitato regionale di controllo.

Art. 129 (1)

Servizi di consulenza del comitato regionale di controllo.

Art. 130 (1)

Composizione del comitato.

Art. 131 (1)

Incompatibilità ed ineleggibilità.

Art. 132 (1)

Funzionamento del comitato.

Art. 133 (1)

Modalità del controllo preventivo di legittimità.

Art. 134 (1)

Esecutività delle deliberazioni.

Art. 135 (1)

Comunicazione deliberazioni al prefetto.

Art. 136 (1)

Poteri sostitutivi per omissione o ritardo di atti obbligatori.

Art. 137 (1)

Poteri sostitutivi del Governo.

Art. 138 (1)

Annullamento straordinario.

Art. 139 (1)

Pareri obbligatori.

Art. 140 (1)

Norma finale.

Capo II

Controllo sugli organi

Art. 141 (3)

Scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali.

Art. 142 (2)

Rimozione e sospensione di amministratori locali.

Art. 143 (2)

Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Responsabilità dei dirigenti e dipendenti. (1)

Art. 144 (1)

Commissione straordinaria e Comitato di sostegno e monitoraggio.

Art. 145 (1)

Gestione straordinaria.

Art. 145-bis (1) (2)

Gestione finanziaria.

Art. 146 (2)

Norma finale.

Capo III

Controlli interni

Art. 147 (2)

Tipologia dei controlli interni.

Art. 147-bis. (2)

Controllo di regolarità amministrativa e contabile (1)

Art. 147-ter. (2)

Controllo strategico (1)

Art. 147-quinquies. (2)

Controllo sugli equilibri finanziari (1)

Capo IV

Controlli esterni sulla gestione

Art. 148 (4)

Controllo della Corte dei Conti.

Art. 148-bis. (2)

Rafforzamento del controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti locali (1)

PARTE II

Ordinamento finanziario e contabile

TITOLO I

Disposizioni generali

Art. 149 (1)

Princìpi generali in materia di finanza propria e derivata.

Art. 150 (1)

Princìpi in materia di ordinamento finanziario e contabile.

Art. 151 (1) (2)

Principi generali.

Art. 152 (1)

Regolamento di contabilità.

Art. 153 (3)

Servizio economico-finanziario.

Art. 154 (1)

Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali.

Art. 155 (1)

Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali.

Art. 156 (1)

Classi demografiche e popolazione residente.

Art. 157 (1)

Consolidamento dei conti pubblici.

Art. 158 (1)

Rendiconto dei contributi straordinari.

Art. 159 (2)

Norme sulle esecuzioni nei confronti degli enti locali.

Art. 160 (1)

Approvazione di modelli e schemi contabili.

Art. 161 (2)

Certificazioni di bilancio. (1)

TITOLO II

Programmazione e bilanci

Programmazione

Art. 162 (1)

Princìpi del bilancio.

Art. 163 (1) (2)

Esercizio provvisorio e gestione provvisoria.

Art. 164 (1) (2)

Caratteristiche del bilancio.

Art. 165 (1)

Struttura del bilancio.

Art. 166 (2)

Fondo di riserva

Art. 167 (1) (2)

Ammortamento dei beni.

Art. 168 (1)

Servizi per conto di terzi e le partite di giro. (2)

Art. 169 (1) (2)

Piano esecutivo di gestione.

Art. 170 (1) (2)

Documento unico di programmazione.

Art. 171 (1)

Bilancio pluriennale.

Art. 172 (1) (2)

Altri allegati al bilancio di previsione.

Art. 173 (1)

Valori monetari.

Capo II

Competenze in materia di bilanci

Art. 174 (1)

Predisposizione ed approvazione del bilancio e dei suoi allegati.

Art. 175 (1) (2)

Variazioni al bilancio di previsione ed al piano esecutivo di gestione.

Art. 176 (1)

Prelevamenti dal fondo di riserva e dai fondi spese potenziali. (2)

Art. 177 (1)

Competenze dei responsabili dei servizi.

TITOLO III

Gestione del bilancio

Entrate

Art. 178 (1)

Fasi dell'entrata.

Art. 179 (1)

Accertamento.

Art. 180 (1)

Riscossione.

Art. 181 (1)

Versamento.

Spese

Art. 182 (1)

Fasi della spesa.

Art. 183 (1)

Impegno di spesa.

Art. 184 (1)

Liquidazione della spesa.

Art. 185 (1)

Ordinazione e pagamento.

Capo III

Risultato di amministrazione e residui

Art. 186 (1)

Risultato contabile di amministrazione.

Art. 187 (1) (2)

Composizione del risultato di amministrazione.

Art. 188 (1)

Disavanzo di amministrazione.

Art. 189 (1)

Residui attivi.

Art. 190 (1)

Residui passivi.

Capo IV

Princìpi di gestione e controllo di gestione

Art. 191 (1)

Regole per l'assunzione di impegni e per l'effettuazione di spese.

Art. 192 (1)

Determinazioni a contrattare e relative procedure.

Art. 193 (1)

Salvaguardia degli equilibri di bilancio.

Art. 194 (1)

Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio.

Art. 195 (1) (2)

Utilizzo di entrate a specifica destinazione.

Art. 196 (1)

Controllo di gestione.

Art. 197 (1)

Modalità del controllo di gestione.

Art. 198 (1)

Referto del controllo di gestione.

Art. 198-bis (1) (2)

Comunicazione del referto.

TITOLO IV

Investimenti

Capo I

Princìpi generali

Art. 199 (1)

Fonti di finanziamento.

Art. 200 (1) (2)

Gli investimenti.

Art. 201 (2)

Finanziamento di opere pubbliche e piano economico-finanziario.

Capo II

Fonti di finanziamento mediante indebitamento

Art. 202 (1)

Ricorso all'indebitamento.

Art. 203 (1)

Attivazione delle fonti di finanziamento derivanti dal ricorso all'indebitamento.

Art. 204 (4)

Regole particolari per l'assunzione di mutui.

Art. 205 (1)

Attivazione di prestiti obbligazionari.

Art. 205-bis (1) (2)

Contrazione di aperture di credito.

Capo III

Garanzie per mutui e prestiti

Art. 206 (1)

Delegazione di pagamento.

Art. 207 (2)

Fideiussione.

TITOLO V

Tesoreria

Capo I

Disposizioni generali

Art. 208 (2)

Soggetti abilitati a svolgere il servizio di tesoreria. (1)

Art. 209 (1)

Oggetto del servizio di tesoreria.

Art. 210 (1)

Affidamento del servizio di tesoreria.

Art. 211 (1)

Responsabilità del tesoriere.

Art. 212 (1)

Servizio di tesoreria svolto per più enti locali.

Art. 213 (2)

Gestione informatizzata del servizio di tesoreria. (1)

Capo II

Riscossione delle entrate

Art. 214 (1)

Operazioni di riscossione.

Art. 215 (1)

Procedure per la registrazione delle entrate.

Capo III

Pagamento delle spese

Art. 216 (1)

Condizioni di legittimità dei pagamenti effettuati dal tesoriere.

Art. 217 (1)

Estinzione dei mandati di pagamento.

Art. 218 (1)

Annotazione della quietanza.

Art. 219 (1)

Mandati non estinti al termine dell'esercizio.

Art. 220 (1)

Obblighi del tesoriere per le delegazioni di pagamento.

Capo IV

Altre attività

Art. 221 (1)

Gestione di titoli e valori.

Art. 222 (3)

Anticipazioni di tesoreria.

Capo V

Adempimenti e verifiche contabili

Art. 223 (1)

Verifiche ordinarie di cassa.

Art. 224 (1)

Verifiche straordinarie di cassa.

Art. 225 (1)

Obblighi di documentazione e conservazione.

Art. 226 (2)

Conto del tesoriere.

TITOLO VI

Rilevazione e dimostrazione dei risultati di gestione

Art. 227 (5)

Rendiconto della gestione. (4)

Art. 228 (1)

Conto del bilancio.

Art. 229 (1)

Conto economico.

Art. 230 (1)

Lo stato patrimoniale e conti patrimoniali speciali (3)

Art. 231 (1)

La relazione sulla gestione (2)

Art. 232 (1)

Contabilità economica. (2)

Art. 233 (2)

Conti degli agenti contabili interni.

Art. 233-bis

Il bilancio consolidato. (1)

TITOLO VII

Revisione economico-finanziaria

Art. 234 (4)

Organo di revisione economico-finanziario.

Art. 235 (3)

Durata dell'incarico e cause di cessazione.

Art. 236 (2)

Incompatibilità ed ineleggibilità dei revisori.

Art. 237 (1)

Funzionamento del collegio dei revisori.

Art. 238 (1)

Limiti all'affidamento di incarichi.

Art. 239 (4)

Funzioni dell'organo di revisione.

Art. 240 (1)

Responsabilità dell'organo di revisione.

Art. 241 (1)

Compenso dei revisori.

TITOLO VIII

Enti locali deficitari o dissestati

Capo I

Enti locali deficitari: disposizioni generali

Art. 242 (3)

Individuazione degli enti locali strutturalmente deficitari e relativi controlli.

Art. 243 (5)

Controlli per gli enti locali strutturalmente deficitari, enti locali dissestati ed altri enti.

Art. 243-bis. (5)

Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (1)

Art. 243-ter. (2)

Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali (1)

Art. 243-quater. (7)

Esame del piano di riequilibrio finanziario plurienna-le e controllo sulla relativa attuazione (1)

Art. 243-quinquies. (2)

Misure per garantire la stabilità finanziaria degli enti locali sciolti per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso (1)

Art. 243-sexies (2)

Pagamento di debiti (1)

Capo II

Enti locali dissestati: disposizioni generali

Art. 244 (1)

Dissesto finanziario.

Art. 245 (1)

Soggetti della procedura di risanamento.

Art. 246 (1)

Deliberazione di dissesto.

Art. 247 (1)

Omissione della deliberazione di dissesto.

Art. 248 (3)

Conseguenze della dichiarazione di dissesto.

Art. 249 (1)

Limiti alla contrazione di nuovi mutui.

Art. 250 (1)

Gestione del bilancio durante la procedura di risanamento.

Art. 251 (1)

Attivazione delle entrate proprie.

Capo III

Attività dell'organo straordinario di liquidazione

Art. 252 (1)

Composizione, nomina e attribuzioni.

Art. 253 (1)

Poteri organizzatori.

Art. 254 (1)

Rilevazione della massa passiva.

Art. 255 (3)

Acquisizione e gestione dei mezzi finanziari per il risanamento.

Art. 256 (2)

Liquidazione e pagamento della massa passiva.

Art. 257 (1)

Debiti non ammessi alla liquidazione.

Art. 258 (1)

Modalità semplificate di accertamento e liquidazione dei debiti.

Capo IV

Bilancio stabilmente riequilibrato

Art. 259 (3)

Ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.

Art. 260 (1)

Collocamento in disponibilità del personale eccedente.

Art. 261 (1)

Istruttoria e decisione sull'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.

Art. 262 (1)

Inosservanza degli obblighi relativi all'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.

Art. 263 (1)

Determinazione delle medie nazionali per classi demografiche delle risorse di parte corrente e della consistenza delle dotazioni organiche.

Capo V

Prescrizioni e limiti conseguenti al risanamento

Art. 264 (1)

Deliberazione del bilancio di previsione stabilmente riequilibrato.

Art. 265 (1)

Durata della procedura di risanamento ed attuazione delle prescrizioni recate dal decreto di approvazione dell'ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato.

Art. 266 (1)

Prescrizioni in materia di investimenti.

Art. 267 (1)

Prescrizioni sulla dotazione organica.

Art. 268 (1)

Ricostituzione di disavanzo di amministrazione o di debiti fuori bilancio.

Art. 268-bis (1) (5)

Procedura straordinaria per fronteggiare ulteriori passività.

Art. 268-ter (1) (3)

Effetti del ricorso alla procedura straordinaria di cui all'articolo 268-bis.

Art. 269 (1)

Modalità applicative della procedura di risanamento.

PARTE III

Associazioni degli enti locali

Art. 270 (1)

Contributi associativi.

Art. 271 (1)

Sedi associative.

Art. 272 (1)

Attività delle associazioni nella cooperazione allo sviluppo.

PARTE IV

Disposizioni transitorie ed abrogazioni

Art. 273 (1)

Norme transitorie.

Art. 274 (1)

Norme abrogate.

Art. 275 (1)

Norma finale.

Coordinato ed aggiornato con le modifiche apportate dal D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,

dalla L. 11 agosto 2014, n. 114, dal D.L. 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni,

dalla L. 11 agosto 2014, n. 116 e dal D.Lgs. 10 agosto 2014, n. 126.

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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l'articolo 31 della legge 3 agosto 1999, n. 265, recante delega al Governo per l'adozione di un testo unico in materia di ordinamento degli enti locali;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 20 aprile 2000;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale dell'8 giugno 2000;

Acquisito il parere della Conferenza Stato-città ed autonomie locali e della Conferenza Unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 agosto 2000;

Sulla proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e della giustizia;

Emana

il seguente decreto legislativo:

1. È approvato l'unito testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, composto di 275 articoli.

PARTE I

Ordinamento istituzionale

TITOLO I

Disposizioni generali

Art. 1 (1)

Oggetto

1. Il presente testo unico contiene i princìpi e le disposizioni in materia di ordinamento degli enti locali.

2. Le disposizioni del presente testo unico non si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano se incompatibili con le attribuzioni previste dagli statuti e dalle relative norme di attuazione.

3. La legislazione in materia di ordinamento degli enti locali e di disciplina dell'esercizio delle funzioni ad essi conferite enuncia espressamente i princìpi che costituiscono limite inderogabile per la loro autonomia normativa. L'entrata in vigore di nuove leggi che enunciano tali princìpi abroga le norme statutarie con essi incompatibili. Gli enti locali adeguano gli statuti entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore delle leggi suddette.

4. Ai sensi dell'articolo 128 della Costituzione le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe al presente testo unico se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni.

(1) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 2 (1)

Ambito di applicazione

1. Ai fini del presente testo unico si intendono per enti locali i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni.

2. Le norme sugli enti locali previste dal presente testo unico si applicano, altresì, salvo diverse disposizioni, ai consorzi cui partecipano enti locali, con esclusione di quelli che gestiscono attività aventi rilevanza economica ed imprenditoriale e, ove previsto dallo statuto, dei consorzi per la gestione dei servizi sociali.

(1) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 3 (1)

Autonomia dei comuni e delle province

1. Le comunità locali, ordinate in comuni e province, sono autonome.

2. Il comune è l'ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

3. La provincia, ente locale intermedio tra comune e Regione, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove e ne coordina lo sviluppo.

4. I comuni e le province hanno autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria nell'àmbito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica.

5. I comuni e le province sono titolari di funzioni proprie e di quelle conferite loro con legge dello Stato e della Regione, secondo il principio di sussidiarietà. I comuni e le province svolgono le loro funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.

(1) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 4 (1)

Sistema regionale delle autonomie locali

1. Ai sensi dell'articolo 117, primo e secondo comma, e dell'articolo 118, primo comma, della Costituzione, le regioni, ferme restando le funzioni che attengono ad esigenze di carattere unitario nei rispettivi territori, organizzano l'esercizio delle funzioni amministrative a livello locale attraverso i comuni e le province.

2. Ai fini di cui al comma 1, le leggi regionali si conformano ai princìpi stabiliti dal presente testo unico in ordine alle funzioni del comune e della provincia, identificando nelle materie e nei casi previsti dall'articolo 117 della Costituzione, gli interessi comunali e provinciali in rapporto alle caratteristiche della popolazione e del territorio.

3. La generalità dei compiti e delle funzioni amministrative è attribuita ai comuni, alle province e alle comunità montane, in base ai princìpi di cui all'articolo 4, comma 3, della L. 15 marzo 1997, n. 59, secondo le loro dimensioni territoriali, associative ed organizzative, con esclusione delle sole funzioni che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale.

4. La legge regionale indica i princìpi della cooperazione dei comuni e delle province tra loro e con la Regione, al fine di realizzare un efficiente sistema delle autonomie locali al servizio dello sviluppo economico, sociale e civile.

5. Le regioni, nell'àmbito della propria autonomia legislativa, prevedono strumenti e procedure di raccordo e concertazione, anche permanenti, che diano luogo a forme di cooperazione strutturali e funzionali, al fine di consentire la collaborazione e l'azione coordinata fra regioni ed enti locali nell'àmbito delle rispettive competenze.

(1) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 5 (1)

Programmazione regionale e locale

1. La Regione indica gli obiettivi generali della programmazione economico-sociale e territoriale e su questi ripartisce le risorse destinate al finanziamento del programma di investimenti degli enti locali.

2. Comuni e province concorrono alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e programmi dello Stato e delle regioni e provvedono, per quanto di propria competenza, alla loro specificazione ed attuazione.

3. La legge regionale stabilisce forme e modi della partecipazione degli enti locali alla formazione dei piani e programmi regionali e degli altri provvedimenti della Regione.

4. La legge regionale indica i criteri e fissa le procedure per gli atti e gli strumenti della programmazione socio-economica e della pianificazione territoriale dei comuni e delle province rilevanti ai fini dell'attuazione dei programmi regionali.

5. La legge regionale disciplina, altresì, con norme di carattere generale, modi e procedimenti per la verifica della compatibilità fra gli strumenti di cui al comma 4 e i programmi regionali, ove esistenti.

(1) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 6 (2)

Statuti comunali e provinciali

1. I comuni e le province adottano il proprio statuto.

2. Lo statuto, nell'àmbito dei princìpi fissati dal presente testo unico, stabilisce le norme fondamentali dell'organizzazione dell'ente e, in particolare, specifica le attribuzioni degli organi e le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze, i modi di esercizio della rappresentanza legale dell'ente, anche in giudizio. Lo statuto stabilisce, altresì, i criteri generali in materia di organizzazione dell'ente, le forme di collaborazione fra comuni e province, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma e il gonfalone e quanto ulteriormente previsto dal presente testo unico.

3. Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per garantire (1) la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti.

4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.

5. Dopo l'espletamento del controllo da parte del competente organo regionale, lo statuto è pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione, affisso all'albo pretorio dell'ente per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell'interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all'albo pretorio dell'ente.

6. L'ufficio del Ministero dell'interno, istituito per la raccolta e la conservazione degli statuti comunali e provinciali, cura anche adeguate forme di pubblicità degli statuti stessi.

(1) La parola: promuovere è stata così sostituita dall'art. 1, co. 1, L. 23 novembre 2012, n. 215.

(2) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 7 (1)

Regolamenti

1. Nel rispetto dei princìpi fissati dalla legge e dello statuto, il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza ed in particolare per l'organizzazione e il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e degli uffici e per l'esercizio delle funzioni.

(1) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 7-bis (1) (3)

Sanzioni amministrative

1. Salvo diversa disposizione di legge, per le violazioni delle disposizioni dei regolamenti comunali e provinciali si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro.

1-bis. La sanzione amministrativa di cui al comma 1 si applica anche alle violazioni alle ordinanze adottate dal sindaco e dal presidente della provincia sulla base di disposizioni di legge, ovvero di specifiche norme regolamentari. (2)

2. L'organo competente a irrogare la sanzione amministrativa è individuato ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

(1) Articolo inserito dall'art. 16, co. 1, L. 16 gennaio 2003, n. 3.

(2) Comma inserito dall'art. 1-quater, D.L. 31 marzo 2003, n. 50, convertito con modificazioni nella L. 20 maggio 2003, n. 116.

(3) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 8 (1)

Partecipazione popolare

1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei princìpi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

5. Lo statuto, ispirandosi ai princìpi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203 e al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.

(1) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 9 (2)

Azione popolare e delle associazioni di protezione ambientale.

1. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al comune e alla provincia.

2. Il giudice ordina l'integrazione del contraddittorio nei confronti del comune ovvero della provincia. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l'azione o il ricorso, salvo che l'ente costituendosi abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dall'elettore.

(...) (1).

(1) Il comma che recitava: 3. Le associazioni di protezione ambientale di cui all'art. 13, L. 8 luglio 1986, n. 349, possono proporre le azioni risarcitorie di competenza del giudice ordinario che spettino al comune e alla provincia, conseguenti a danno ambientale. L'eventuale risarcimento è liquidato in favore dell'ente sostituito e le spese processuali sono liquidate in favore o a carico dell'associazione. è stato abrogato d’ll'art. 318, co. 2, lett. b), D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

(2) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 10 (1)

Diritto di accesso e di informazione

1. Tutti gli atti dell'amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l'esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese.

2. Il regolamento assicura ai cittadini, singoli e associati, il diritto di accesso agli atti amministrativi e disciplina il rilascio di copie di atti previo pagamento dei soli costi; individua, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti; detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l'informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino; assicura il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui è in possesso l'amministrazione.

3. Al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all'attività dell'amministrazione, gli enti locali assicurano l'accesso alle strutture ed ai servizi agli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni.

(1) Per le nuove disposizioni in materia di città metropolitane, province e unioni e fusioni di comuni, vedi la L. 7 aprile 2014, n. 56.

Art. 11 (1) (2)

Difensore civico

1. Lo statuto comunale e quello provinciale possono prevedere l'istituzione del difensore civico, con compiti di garanzia dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale o provinciale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell'amministrazione nei confronti dei cittadini.

2. Lo statuto disciplina l'elezione, le