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E' meglio così - Rita Zanchi

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così

E' meglio così

E' MEGLIO COSI

Romanzo

di

Rita Zanchi

PROLOGO

8 Agosto 1992

Sono a pezzi sto morendo di sete, e questi dannatissimi sandali di corda, che tanto piacciono a mio marito, mi stanno letteralmente segando gli alluci. Dopo una scarpinata di sei ore, tra i musei e le cattedrali di Siviglia, vorrei solo fermarmi, liberare i piedi da queste torture e bere acqua, tanta, tantissima acqua!

Ciò nonostante Andrea non sente ragione, e in questa torrida, accecante estate andalusa continua a camminare mentre io, a pochi passi di distanza, lo seguo trascinandomi come uno zombi.

Svoltiamo a sinistra, proseguiamo dritti, e per la terza volta imbocchiamo una delle viuzze labirinto di Barrio Santa Cruz, il quartiere ebraico. A un certo punto ho la vaga sensazione che Andrea abbia perso il suo innato e infallibile senso dell'orientamento.

Si può sapere cosa stai cercando? domando in tono esasperato.

Cazzo Sara, sono ore che non fai che lamentarti, sto cercando un posto dove sederci!

Mi lamento perché non ce la faccio più, ho dolori ovunque, e forse non te ne sei accorto, ma è più di un'ora che stiamo girando a vuoto! Perché non chiediamo a qualcuno dove possiamo trovare un bar, qui non c'è niente.

Lui piega la mappa della città e la infila nella tasca posteriore dei jeans, poi con aria di sufficienza dice: Non ho bisogno di chiedere, io trovo sempre quello che cerco e gonfio come pavone indica l'unica panchina di Plaza de Santa Cruz, lì a pochi passi.

Oh mio Dio! farfuglio incredula, quasi fosse un'apparizione miracolosa.

Un secondo dopo sono seduta.

Accidenti guarda! questi stramaledetti lacci mi hanno lasciato segni così profondi sulle caviglie che ci vorranno settimane prima di sparire.

Poi dimentico le più elementari regole del bon ton, e comincio a massaggiarmi le estremità intorpidite. È un miscuglio di sensazioni tra godimento e dolore. Chiudo gli occhi, la testa scivola indietro ed emetto brevi e imbarazzanti sospiri.

Piantala Sara, sei indecente! non vedi che ci stanno guardando tutti? Rimettiti quei sandali, subito! borbotta. Mi guardo in giro e in effetti non siamo soli.

Sì, li rimetto ma solo dopo che avrò bevuto rispondo, accennando a una piccola fontana seminascosta, in un angolo della piazza.

Mi alzo e mi precipito scalza verso la meta, pregustando l’effetto rinfrescante dell’acqua che mi scivola in gola. Ma nell'istante in cui lo zampillo sta per bagnarmi le labbra una voce femminile frena tragicamente il mio entusiasmo.

No, non la beva, è salata.

Come salata? Ma io sto morendo di sete! piagnucolo.

Tenga, beva questa.

Di punto in bianco mi ritrovo tra le mani una bottiglia di Agua Sierra Mijas, fresca al punto giusto.

Io sono Raffaella, piacere si presenta la mia benefattrice.

Oreste! interviene sinteticamente l’uomo che sta con lei.

Che Dio vi benedica entrambi! allungo la mano Sara, e lui è Andrea mio marito.

Dopo il rito delle presentazioni, io mi attacco alla bottiglia per un tempo infinito, loro parlano, ridono e fanno battute su di me, sui miei piedi che sembrano salsicce grigliate, e sul caldo infernale.

E' incredibile! viviamo nello stesso quartiere e per conoscerci dovevamo venire a Siviglia afferma sorpresa Raffaella Tu e Andrea avete visitato Gli Archivi delle Indie? chiede poi.

Non ancora

Sono uno spettacolo imperdibile! Otto chilometri di teche e scaffali carichi di documenti originali, distribuiti sui vari piani del palazzo: c’è da perdersi!

Cosa volete che vi dica, mia moglie ha una passione smisurata per tutto ciò che è cartaceo e antiquato. A dire il vero anch'io amo la carta, ma in versione moneta sghignazza Oreste.

Raffaella è simpatica, spontanea e cordiale, Oreste l’esatto opposto, un insopportabile cinico, affetto da avidità patologica.

Ovviamente il giudizio di Andrea è ben diverso. Secondo lui Oreste è un tipo scaltro e simpatico, e aggiunge, anche un tantino puttaniere. Dettaglio quest'ultimo che apprezza e invidia sempre in un uomo. Certamente un tipo da tenere in considerazione, un'amicizia da approfondire e rinsaldare. Raffaella invece una donna debole e senza carattere...

Ecco come io e Raffaella ci siamo conosciute, anni e anni fa.

CAPITOLO 1

Sabato 22 settembre 2012

Giorgio e Marina anche quest’anno hanno organizzato in giardino la consueta cena di fine estate.

È una serata caldissima ciononostante è tutto perfetto come sempre. I tavoli, il buffet, la pista da ballo, le candele bianche a bordo piscina, i cesti di fiori e le luci colorate…

Non manca la musica di sottofondo, né quell’alone di contegno e discreta allegria che, non so perché, ho cominciato a detestare.

In meno di un’ora il giardino è pieno di gente. In mezzo a tutta questa confusione, tra colleghi di lavoro (con mogli e figli), e amici comuni, vedo Fulvio e Bianca, Raffaella e Oreste, Eros e Patrizia. C'è anche Manolo, il fratello gay dichiarato di Marina. Ha in braccio Gioia, un minuscolo Yorkshire che per l’occasione ha addobbato con dei ridicoli nastrini e fiocchetti fucsia.

Marina fa la sua comparsa quando è sicura che siamo tutti presenti. Lei è fatta così, adora le entrate ad effetto stile film hollywoodiano.

Buona sera gente e benvenuti! Mi auguro possiate trascorre una bella serata esordisce con espressione algida e distaccata, quasi fosse la diva del momento. Indossa una lunga tunica bianca di lino, infradito firmate e, nonostante il sole sia calato da un pezzo, grandi occhiali scuri. Andrea non fa che complimentarsi con lei per: l'eleganza raffinata, e per quel tuo charme unico e inimitabile..., testuali parole. Io sorrido e annuisco con un leggero movimento della testa, ma subito dopo mi volto dall'altra parte, altrimenti finisce che do di stomaco. Anche perché la trovo eccessiva e ridicola, sembra la brutta copia di una famosa attrice di teatro degli anni '80 della quale mi sfugge il nome.

Esaurite le riverenze, invece di prendermi sottobraccio e accompagnarmi al tavolo degli aperitivi, Andrea corre a salutare amici e conoscenti dimenticandosi di me. Ci rimango male, ma incasso il colpo e vado a lavarmi le mani.

Il bagno di servizio comunica direttamente con la taverna tramite una porta scorrevole, e mentre lascio scorrere l'acqua, sento le cameriere dall'altra parte che trafficano, ridono e chiacchierano liberamente.

.. E con i soldi di questa serata riesco almeno a pagare metà dell'affitto.

Io sto mandando tutto a casa. Sai, mio padre ha perso il lavoro quindi....

Mi lavo le mani in fretta perché, anche se involontariamente sto origliando, e io detesto origliare. E poi questi discorsi mi mettono tristezza. Tuttavia, proprio mentre sto per andarmene qualcosa mi ferma.

Hai sentito come si beccavano i due che sono appena arrivati? dice ghignando una.

Chi, la coppia che ha parcheggiato quel siluro sul vialetto?

Sì, proprio loro. Sai una cosa? secondo me questa gente non è felice quanto vuol far credere. Ma li hai visti? Hanno tutti lo stesso sorriso finto stampato in faccia.

È il tipico sorriso delle persone false, baci, abbracci e moine, poi appena ti giri sei bello che fregato!

E con questi strani discorsi nelle orecchie, esco e raggiungo gli altri.

Che fantastica serata. Adoro Giorgio quando riunisce gli amici più cari come in una grande e bella famiglia felice Oreste accanto a me si guarda intorno compiaciuto. Sorseggia un bianco Franciacorta e aspetta una mia parola di approvazione.

Trovi? rispondo con una vena di sarcasmo sinceramente non vedo tutta stà felicità. E poi scusa, non capisco la definizione di famiglia, a me sembra solo un mucchio di gente venuta a riempirsi la pancia.

Cosa c'è Sara, sei in vena di polemiche stasera? mugugna guardandomi storto.

No, sto solo esprimendo il mio parere, è vietato?

Liberissima di farlo, ma ho il sospetto che tu voglia contraddirmi solo per il gusto di farlo.

No affatto. Ma ora che ci penso credo che tu abbia ragione Oreste. È vero, questa è senza dubbio una famiglia, proprio un'orrenda famiglia di benestanti ipocriti, boriosi e menefreghisti... Scusa, devo correre in bagno dico in fine, e senza dargli la possibilità di replicare mi allontano. Mi metto in un angolo, poco più in la, e osservo Andrea egocentrico e chiacchierone più del solito. Lo conosco così bene che riesco perfino a intuire i suoi discorsi, dai gesti e dalle espressioni della faccia. Come spostarsi il ciuffo dalla fronte, o il modo di passarsi il dito indice sulle labbra, e quel sorriso malizioso… Dio quanto è noiosamente scontato!

Provo una strana sensazione mentre lo guardo, è come se fosse lontano anni luce da me, quasi non fossi più nei suoi pensieri. La cosa un po mi turba, è seccante l’idea di avere un marito fisicamente presente ma con la testa altrove.

Per fortuna ho Raffaella vicino, e questo mi da modo di non pensarci troppo, perché anche a tavola Andrea mi ignora e preferisce conversare con Eros e Patrizia piuttosto che con me.

Eros e Patrizia Cossi e i loro gemelli Ramon e Kevin di 15 anni, un’autentica famigliola di cafoni arricchiti che non ho mai sopportato. Li potrei paragonare e certi souvenir tipo gondola di Venezia in plastica appoggiata per errore su una finissima ètagère dell’Ottocento, ma farei la figura della snob.

E siccome ho nascosto a tutti questa mia insofferenza nei loro confronti (anche alla padrona di casa), ora me li ritrovo qui seduti al mio stesso tavolo, che imitando un branco di cavernicoli affamati stanno divorando senza pietà tutto ciò che è apparentemente commestibile.

Mangio e mi distraggo parlando con Raffaella di ciambelle allo yogurt e spezzatino di cervo, intanto Andrea, preso di mira da un esercito di zanzare si lamenta e impreca in modo decisamente poco elegante. A un tratto si avvicina Ma guardati, fai veramente schifo! Nessuno mangia come fai tu. Quand'eri piccola non ti hanno insegnato a usare le posate? mi aggredisce verbalmente e sottovoce, in modo che nessuno possa sentire e prendere le mie difese.

È vero, sto mangiando con le mani scusa Andrea, tu sei l'unico che usa le posate. La grigliata si mangia per forza con le mani. Guarda anche Eros e tutti gli altri sorrido ma sono profondamente a disagio.

Noi non dobbiamo essere come gli altri! risponde secco.

Troppi bambini, e genitori poco attenti, fanno sì che in un momento di caos, nella foga del gioco, qualcuno urta il carrello dei vini e alcune bottiglie cadono a terra. Anche un Bollinger dal prezzo assurdo fa la stessa fine, e c'è mancato poco che non andasse in frantumi.

Stranamente la colpa non è dei terribili gemelli Cossi, ma solo perché i due ragazzotti sono letteralmente immersi nel buffet.

Sono così impegnati a riempire i piatti che quel che succede intorno non li tocca. Prelevano una tale quantità di cibo che potrebbero tranquillamente affrontare la peggiore delle carestie. Ma quel ragnetto insignificante di Gioia non sembra d’accordo e aggredisce Kevin abbaiandogli contro come un’ossessa.

Poi tutto accade in pochi secondi.

Gioia fa un volo dritto in piscina, nello stesso momento i gemelli Cossi spariscono dal tavolo del buffet.

A quanto pare nessuno ha assistito alla dinamica dell'incidente. Nemmeno Manolo, che s'accorge del fatto solo quando vede la sua amata bestiola annaspare con estrema difficoltà tra le acque azzurre. A quel punto balza in piedi, e tra urla isteriche e insulti afferra il padrone di casa per un braccio e lo scaraventa in acqua.

Cosa fai? Sei diventato scemo? urla Giorgio prima di finire con la testa sott'acqua.

Devi salvare la mia Gioia, tu sei responsabile di quel che succede in casa tua. Guardati in giro, hai invitato un branco di buzzurri intolleranti... Manolo è fuori dalla grazia di Dio.

Urla e strepita come una vecchia gallina sul punto di essere decapitata.

Interviene prontamente Marina che lo strattona e lo minaccia sottovoce piantala e tappati quella boccaccia, pazzo furioso.

In quel preciso momento, a bordo piscina si è formato un capannello di persone che assiste con ansia e commenta in tempo reale il salvataggio. Io e Raffaella invece siamo sedute al nostro tavolo, piegate in due dalle risate.

Finalmente Gioia è salva e grondante come uno straccio viene consegnata al legittimo proprietario il quale, offeso a morte si rifiuta di ringraziare.

Bravo Giorgio! il collega di lavoro col maglioncino di cachemire e le Hogan, gli batte una pacca sulla spalla. Intanto Gioia, al sicuro tra le braccia di Manolo, riceve una valanga di carezze e biscottini di consolazione.

Ristabilita la calma, Bianca si alza, barcolla un attimo e leva il calice: propongo un brindisi farfuglia.

Il gesto viene apprezzato da tutti, tuttavia lei, che è sbronza da far paura, punta gli occhi su Fulvio e annuncia: Amici, brindiamo alla salute di quel porco di mio marito che se la fa con Evelyn, la figlia del panettiere di via Stradivari! La conoscete tutti, è quella brutta troia col…

..col pierçing all’ombelico stava dicendo, ma Fulvio, con la rapidità di un rugbista, l'abbranca e la butta a terra. Poi, in un silenzio surreale se le danno di santa ragione.

Sembra un incontro di lotta greco romana. Volano schiaffi, calci e pugni che potrebbero tramortire un elefante. Tra sbigottimento e incredulità, nessuno ha il coraggio di fermarli. Angela e Fulvio terminano l'incontro dopo qualche minuto e quando si rialzano da terra, feriti nel corpo e nell’anima, raccolgono le loro cose e se ne vanno via in silenzio.

E in un clima di tensione e imbarazzo, la cena prosegue: the show must go... e così sia!

Porca puttana che storia! E chi l'avrebbe detto che Fulvio se la spassava con la biondina del panificio! dice Patrizia. Poi azzanna ripetutamente la coscia di pollo riducendola all'osso.

Donne capitela! I vostri uomini amano le novità quando si tratta di letto, altrimenti le trovano da altre parti... mi sono spiegato baby? Eros strizza l'occhio alla moglie, e lei scoppia in una grassa risata mostrando un piccolo brillante incastonato nell'incisivo destro. Anche Andrea ride e inspiegabilmente sembra divertirsi.

Superato lo shock tutto torna come prima. I bambini ricominciano a correre e a far confusione, gli adulti a mangiare e a parlare di lavoro e di soldi. A me invece l'appetito è passato completamene. Comincio a giocherellare con il cibo che ho nel piatto, e non riesco a togliermi dalla mente la faccia di Angela gonfia di botte. Anche Andrea è un traditore, mi tradisce da anni, io però non l'ho mai colto sul fatto!

Guardo l'espressione sconvolta di Raffaella, poi guardo mio marito che continua a ridere come un matto alle battutacce di Eros.

Frantumo nervosamente un paio di grissini con il palmo della mano, mi estranio dal resto del mondo e mi chiedo se tutto quel che è successo questa sera, sia realtà o una scena del serial televisivo Desperate Housewife.

Sì, perché gli ingredienti ci sono tutti: bugie, tradimenti, vendette trasversali.

Eccoci qui riuniti come una bella famiglia felice! Penso a Oreste, al discorso delle cameriere, e mi sento soffocare da tanta ipocrisia.

Raffa, io me ne vado dico. La saluto e mi alzo Grazie a tutti per la compagnia e per la cena, purtroppo devo andare a prendere mio figlio a una festa di compleanno dico.

Andrea mi guarda Non dovevano accompagnarlo a casa i genitori di Loris?

Dovevano! Federico mi ha mandato un sms dicendo che Loris alla festa non è andato, quindi… Forza, dammi le chiavi della macchina.

Sbrigati a tornare.

Guarda che non torno. Ma non preoccuparti, qui sei tra amici, questa è una famiglia, vedrai che tutti faranno a gara per darti un passaggio fino a casa.

Così, se Bianca e Fulvio se n’erano andati lasciando qui le loro ferite, io me ne vado portando le mie ferite con me.

CAPITOLO 2

Sono trascorse due settimane dalla disastrosa serata a casa di Giorgio e Marina, e in questo lasso di tempo io e Andrea abbiamo discusso e litigato ferocemente. Lui come sempre ha negato a spada tratta scappatelle e tradimenti, rimproverandomi la totale mancanza di fiducia nei suoi confronti e, in un momento di rabbia mi ha preso a schiaffi.

Il vizio di alzare le mani l’ha ereditato da suo padre. Uno dei motivi per cui dopo sposata avevo preferito evitare contatti con mio suocero.

Basta! Sono stanca di piangere e ragionare in solitudine, adesso mi metto in macchina e vado da Raffaella.

Lei, che è appena rientrata dal lavoro, è nella stanza/guardaroba intenta a rifare un orlo.

Lui e il maledetto vizio di infilarsi i pantaloni dopo aver messo le scarpe brontola, poi cambia umore e mi sorride Sei di corsa o hai tempo per un caffè?

Ho tempo, anche per il caffè.

Sto sulle spine e vorrei arrivare in fretta al nocciolo della questione, quindi evito giri di parole e discorsi diplomatici Mi separo,Raffa! dico pacatamente.

Cosa? mi guarda angosciata, come se avessi annunciato la mia partenza per una missione di sminamento in Angola.

Lascio Andrea, basta.

Questo l’ho capito, e poi?

"E poi me ne andrò da qualche parte. Ci sono un sacco di appartamenti sfitti in giro, non