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Verso la cuna del mondo: lettere dall'India

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Summary

«L’Oriente è pieno di città che furono. Ma risalgono a millenni, nella notte delle origini buddiche e bramine, ce le fa indifferenti l’abisso del tempo, della razza, della fede. La nostra malinconia ritrova invece a Goa lo spettro di cose nostre: conventi, palazzi, chiese del Cinquecento e del Seicento: una vasta città che ricorda a volte una via di Roma barocca o una piazza dell’Umbria...»
Quando Guido Gozzano si ammala di tisi, i suoi cari decidono che deve curarsi, prendersi una pausa. Lo mandano quindi in India, un luogo che, tutto sommato, così salubre non è. Ma lui ne resta comunque affascinato. Questa terra lo lascia spesso a bocca aperta, altre volte lo sconforta. Come a Natale, quando immagina la neve in Italia e le lenticchie, mentre invece si trova a Ceylon, immerso nelle palme, con le scimmie che entrano dalla finestra e la servitù che prepara frutta.
Al capitolo 3, Goa: la Dourada, inserisce brani di altri poeti e storie non sue per raccontare ciò che vede. Sono in parte lettere di un poeta che parla di poesia
Questo Verso la cuna del mondo, pubblicato dai Fratelli Treves nel 1917, è anche un testo di viaggio, un diario, una raccolta di appunti, una serie di articoli di giornale (apparsi dal 1914 al 1916 su La Stampa e altri quotidiani).

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