La Sposa Perfetta (Spose del Paradiso 1) by Vicky Loebel - Read Online
La Sposa Perfetta (Spose del Paradiso 1)
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Summary

Romanzo d'amore sulla spiaggia

Quando Anna Williams ottiene un posto al reality show La Sposa Perfetta, spera di poter portare il padre lontano dall'inverno di Milwaukee, non di vincere un marito ricco. Il che è una cosa buona perché il bellissimo tuttofare con le spalle larghe e gli occhi azzurri che ha catturato la sua attenzione non è ricco e non fa parte della gara… o forse sì?

Chris Andersen è stato un rampollo di buona famiglia senza un centesimo, fin quando la famiglia di suo zio è morta in un incidente con l'elicottero durante una discussione per soldi. Adesso Chris è un miliardario in segreto ed è determinato a rendere il Paradise Resort un luogo di successo senza aiuti esterni. Per pagare i lavori di restauro, accetta di ospitare il reality su internet del cugino, La Sposa Perfetta, una trasmissione in cui le donne si sfidano per vincere un marito ricco. Quelle donne sono sciocche e la trasmissione comporta una mole di lavoro non indifferente, ma ne vale la pena per un po’ di pubblicità. Infine Chris scopre che anche lui farà parte della gara… come primo premio.

Published: Pentachronistic Press on
ISBN: 9781507167342
List price: $3.99
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La Sposa Perfetta (Spose del Paradiso 1) - Vicky Loebel

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Dopo

Questa serie è dedicata alle mie sorelle che mi sostengono sempre:

Dusky, Karen e Julia

Uno speciale ringraziamento a Carol Lynn & Julia Richards, straordinarie lettrici in prova, e al mio redattore Dusky Loebel della IndieCopyEdits.com

http://vickyloebel.com

Prologo: La Sposa Perfetta

UN'isola, UN miliardario, DODICI donne accuratamente selezionate. Signore, quest'inverno dimenticate il ghiaccio e la neve e viaggiate verso il paradiso tropicale di St. John, Isole Vergini, per partecipare a La Sposa Perfetta, il nuovo reality più caldo del web.

[CLICCA PER ENTRARE]

Non vi hanno ammesso alla gara? Potete ancora divertirvi: dopo ogni sfida, il pubblico a casa voterà per scegliere le vincitrici. Ogni settimana, durante la prima metà della puntata, quattro eliminate saranno sostituite da quattro nuove potenziali spose. Quindi segnatevi questo sito, visitatelo spesso e non dimenticate: potreste essere voi La Sposa Perfetta dello scapolo miliardario Ryan Andersen!

Capitolo Uno

Anna Williams aprì un blocco da disegno poggiandolo sul bracciolo di una sedia per visitatori e vide che fuori il cielo si stava oscurando. «Sta nevicando» disse all'amica ricoverata. «Di nuovo».

Diane sollevò a malapena lo sguardo. «Certo che sta nevicando». Schiacciava ritmicamente un pulsante sul suo telefono. «Siamo a febbraio, siamo a Milwaukee, è quasi una legge».

«Non credo che esista una legge sulla neve». Anna disegnò l'austera forma quadrata della finestra. «Non guidare una moto a Downer Avenue durante una nevicata... probabilmente c'è una legge per quello». La sua amica era stata fortunata a cavarsela solo con una gamba rotta. «Avresti potuto ferirti gravemente e finire in prigione».

«I poliziotti sono stati molto comprensivi: ho detto loro che avevo finito la birra».

«Mettersi alla guida ubriaca: proprio una bella idea». Un lampione sfrigolò in una nuvola di vapore. Anna lo riprodusse con dei tocchi leggeri della matita. «Se avessi detto che avevi rapinato una banca, probabilmente saresti finita nei guai».

«Ha ha».

Luci austere scintillavano sopra il parcheggio semi vuoto dell'ospedale. Anna tracciò una linea sul foglio.

«E comunque» continuò Diane «non ho detto ai poliziotti che avevo bevuto; ho detto solo che dovevo festeggiare per aver vinto un posto a La Sposa Perfetta».

«Capisco». Anna ombreggiò il pannello della finestra con sprazzi di gelo. «Hai mentito».

«Non era una bugia, ma una verità prematura: c'è ancora mezz'ora per iscriversi alla gara. Il che mi ricorda che parteciperemo anche con il tuo telefono». Diane tese il palmo. «Da' qua».

Anna chiuse il blocco da disegno e le consegnò il telefono: non le dispiaceva passare il pomeriggio con la sua amica, anche se non poteva cancellare la lezione di nuoto con i suoi studenti: Diane era stata accanto ad Anna durante i diciotto mesi nei quali il padre di Anna aveva affrontato analisi, cardiologi e infine un'operazione al cuore, anche se avevano dovuto chiudere la panetteria di famiglia e licenziare Diane.

Intervento che era andato bene. Anna batté le nocche contro la cornice di legno della sedia. Papà sta bene. Se solo la neve si fosse fermata, se solo la primavera si fosse decisa ad arrivare, sarebbe potuto uscire a giocare qualche partita a golf. I dottori volevano che suo padre si alzasse e uscisse, ma il gelo l'aveva costretto a restare a casa.

«È online! La Sposa Perfetta!» Il tablet di Diane era aperto sul sito della gara. «Fanno vedere dei video della serie mentre scelgono le ultime quattro donne». Afferrò entrambi i telefoni, iscrivendosi alla gara con i pollici.

Anna avvicinò la sedia al letto: per quattro settimane lei e Diane avevano guardato la diretta delle donne di La Sposa Perfetta che si rendevano ridicole su internet: mangiavano insetti, portavano pile di noci di cocco sulla testa e si davano battaglia per diventare la sposa di Ryan Andersen, l'affascinante scapolo miliardario della trasmissione. Quella sera La Sposa Perfetta avrebbe scelto le ultime donne che avrebbero partecipato alla gara al Paradise Resort nelle Isole Vergini. Ci sarebbero state altre tre settimane di gare e poi, se Ryan e una di quelle donne si fossero innamorati, un matrimonio maestoso.

Digita. Digita. Diane schiacciò invio diverse volte su entrambi i telefoni: una volta finito, avrebbe avuto bisogno di essere operata anche ai pollici, oltre che alla gamba.

Un video mostrava un gruppo di donne che s'immergevano in una gabbia circondata da squali. Anna si accigliò, ma non poté fare a meno di notare quelle acque cristalline e i pesci colorati. Le palme ondeggiavano gentilmente al vento alle spalle di Bobbie, l'affascinante conduttrice della trasmissione, e riusciva quasi a percepire la dolce brezza tropicale.

Il video finì: apparve un messaggio che annunciava la prima delle finaliste. Anna doveva riconoscere che sapevano farsi pubblicità, poiché aggiungevano donne mentre la trasmissione veniva già trasmessa. Trattenne il respiro.

Non successe nulla.

Anna sospirò. «Quei poliziotti torneranno ad arrestarti» disse a Diane. «Comunque non capisco perché stai ancora premendo invio: non puoi certo gareggiare con una gamba rotta».

«È destino». La sua amica riprese a digitare. «Ho una premonizione».

Le premonizioni di Diane le avevano fatto perdere la lotteria del Wisconsin centosettantasei volte di seguito. Guardarono un video di donne in bikini che, in perfetto stile Tarzan, saltavano da un albero all'altro, poi un altro in cui comparivano un frisbee e un sacco di crema solare. Non erano tutte belle: era strano perché di solito non si sceglievano le concorrenti a casaccio. Ma anche quelle che sembravano più insignificanti avevano comunque un certo stile.

I nomi di altre due concorrenti apparvero in sovraimpressione.

«Inoltre» ripeté Diane «potremmo vincere con il tuo telefono. Pensa al sole, alla sabbia, al fatto che puoi portarti chi vuoi come stylist. Immagina quanto farebbe bene a tuo padre giocare su un campo da golf tropicale.

Anna immaginò suo padre abbronzato e in forma, com'era stato due anni prima, invece dell'ombra irritabile che aveva passato l'inverno a passeggiare avanti e indietro dietro la finestra del loro salotto.

«Ai Caraibi ci sono ventisei gradi» disse Diane. «Tutto l'anno».

Anna guardò accigliata la neve che cadeva.

«E se Ryan Andersen non sceglierà una moglie, la vincitrice della gara vincerà venticinquemila dollari. Immagino che affronteresti anche una gabbia di squali in quel caso».

«Affronterei anche gli squali fuori dalle gabbie». Venticinquemila dollari avrebbero pagato un sacco di conti. «Anche se li preferirei sulla terraferma».

Un video mostrava donne che creavano vestiti con le alghe e le foglie di banano. I giudici di gara scelsero l'ultima concorrente.

Il telefono di Diane cinguettò. «Oh mio Dio!»

«Non è divertente».

Il cinguettio fu seguito da mezzo squillo. Diane saltò eccitata e poi si afferrò la gamba ingessata con una smorfia. «Sì! Ahia! Sì!»

Sul sito di La Sposa Perfetta, un Ryan Andersen fuori sincrono chiese «Parlo con la mia futura sposa di Milwaukee?»

«Domani!» disse subito Diane al telefono. «Alle cinque di mattina a Mitchell Field. Assolutamente. Grazie!»

Chiuse la comunicazione. Il telefono cinguettò di nuovo per una serie di messaggi di testo.

«Non puoi andarci!» obiettò Anna. «Non puoi gareggiare con una gamba rotta!»

Diane sorrise. «Prendi la mia borsa».

Anna si sporse e aprì un cassetto. «Non ti aiuterò a fuggire dall'ospedale». Passò la borsa all'amica. «Ti sei appena operata!»

Diane le diede quattro banconote da venti dollari. «Questi sono tutti i contanti che ho. Ma al resort Paradise è tutto incluso, quindi non avrai problemi».

«Di che cosa stai parlando?»

Diane mise i soldi in mano ad Anna. «Se avessi bisogno... ma che dico? Non ne avrai bisogno». Cercò le chiavi del suo appartamento. «Passa a casa mia e prendi un po’ di vestiti. Prendi i sandali dorati, ti stanno d'incanto».

Era forse pazza? Per un attimo Anna immaginò di portare suo padre in vacanza, ma poi incrociò le braccia, scuotendo la testa. «Non posso interpretare te, è una frode!»

«E chi ha parlato di interpretare?» Diane sollevò il telefono: per la prima volta, Anna si rese conto di quale fosse quello che aveva usato. «Hanno preso te».

«Non avrebbero potuto». Anna si sentì girare la testa.

«Certo che sì» rispose Diane. «E l'hanno fatto. E mancano poco meno di due ore al tuo volo. Quindi sparisci da quest'ospedale, vai a casa e dì a tuo padre di preparare le valigie!»

Una serie di cinguettii arrivò dal telefono: Anna scorse i messaggi e trovò la conferma dei biglietti aerei e le istruzioni per arrivare alle Isole Vergini. Poteva portare uno stylist personale, spesato di tutto, e tutte le valigie che voleva.

«Santo cielo». Anna non era nemmeno sicura di possedere una valigia. «Non riesco a crederci». Non aveva interessi a comparire in un reality su internet e ancora meno a trovarsi un marito ricco. Tuttavia... Anna sollevò lo sguardo: al di fuori della piccola finestra quadrata dell'ospedale, la notte era ancora piena di neve. Papà ha bisogno di una vacanza. «Sembra che andrò ai Caraibi».

«Proprio così, Sherlock. Adesso datti una mossa!»

Anna camminò lentamente verso la porta dell'ospedale, tenendosi stretti gli ottanta dollari di Diane. «Grazie per questi». Tra i conti dell'ospedale di suo padre e le spese di ogni mese ci mancava poco che il bancomat si mettesse a ridere quando andava a prelevare. «Te li renderò».

«Lo so» replicò Diane sorridendo. «Perché quando sarai ricca, riaprirai la panetteria di tuo padre e mi triplicherai il salario!»

Capitolo Due

Il sole mattutino illuminava la lussureggiante collina ricoperta di erba e scintillava sulle acque turchesi di Paradise Bay. In cima alla collina, una brezza leggera faceva giocherellare le buganvillea verdi e rosa con le mura di pietra di un padiglione meticolosamente ristrutturato del diciottesimo secolo. Il proprietario del resort, Chris Andersen, smise per un attimo di installare gli impianti elettrici per poggiare il braccio sulla sporgenza della sua scala. Non era molto entusiasta delle altezze e lavorare a un impianto elettrico che si trovava sei metri a strapiombo su una scogliera era decisamente l'attività che preferiva di meno. Ma Chris non aveva mai chiesto ai suoi impiegati di fare qualcosa che lui stesso non avrebbe mai fatto e la vista che si stendeva da Pillsbury Sound fino a St. Thomas era spettacolare.

Un paio di barche turistiche arrivarono all'interno della baia: una era piena di turisti in esplorazione che avrebbero passato il pomeriggio lì e probabilmente avrebbero speso qualche dollaro sulle spiagge dorate del Paradise Resort, l'altra era un catamarano che portava i sub verso la barriera corallina che circondava l'isola.

Chris si accigliò quando il catamarano, Profugo della Tempesta, scoprì che tutti gli ormeggi pubblici erano occupati e ne utilizzò uno che apparteneva al resort. Non poteva fargliene una colpa: il circo mediatico di La Sposa Perfetta rendeva assolutamente impossibile agli abitanti di St. John gestire le loro attività normalmente.

Mancavano tre settimane. Chris si rimise al lavoro con l'impianto elettrico. Tre settimane alla fine.

Quella gara era il frutto dell'ingegno del cugino di Chris, Ryan Andersen. Intelligente, ricco, quasi colpevolmente bello, Ryan aveva avuto una breve carriera come scalatore di montagne, di cercatore di opali e infine di allevatore di cavalli da corsa mettendo in piedi la sua ditta di produzioni video: il risultato era stato La Sposa Perfetta, un reality su internet, dove le donne gareggiavano per sposare uno scapolo miliardario, nella fattispecie lo stesso Ryan.

Chris strinse il bullone, chiedendosi perché stesse ospitando la gara del cugino: La Sposa Perfetta aveva portato al resort la pubblicità di cui aveva bisogno e il denaro per le ristrutturazioni, ma aveva anche portato un sacco di membri del cast e dello staff non paganti. E la produzione sembrava avere delle emergenze una dopo l'altra, come quella necessità improvvisa di rifare l'impianto elettrico del padiglione ristorante.

Chris finì di installare le luci e fece circolare nuovamente il sangue nelle dita: di fronte a lui, seduta casualmente sulla sua scala, la presentatrice e co-produttrice dello show, Bobbie Burke, si fermò per applaudire.

«Stai migliorando!» Aveva cambiato quattro lampade, una per ognuna di quelle che aveva sostituito. «Altre sessanta o settanta ore e ti assumeremo come tecnico apprendista».

«Non saprei cosa fare con quei soldi extra».

La donna ridacchiò: come molti appartenenti allo show business, Bobbie aveva cominciato sperando di diventare un'attrice. I suoi capelli corti e il suo fisico a clessidra la facevano sembrare una stella della TV degli anni Cinquanta, un look che lei enfatizzava con i suoi pantaloni Capri bianchi e una camicetta a quadri annodata sotto il seno. E come tante persone dello show business, era affascinante e spietata allo stesso tempo quando qualcuno ficcava il naso nei suoi affari.

«Lasciami indovinare» disse scherzando. «In questo momento vorresti aver strangolato il mio socio in affari quando era ancora nella culla».

«Più o meno» ammise Chris. «Ma Ryan è più grande di me solo di sei mesi, quindi sarebbe stato abbastanza difficile».

«Annegarlo? Darlo in pasto alle iguane?»

«Le iguane sono vegetariane». Chris scese dalla scala, la spostò e si arrampicò nuovamente. «Forse ai draghi di Komodo».

Un elicottero turistico fece vibrare il resort. Chris si aggrappò alla scala e poi si costrinse ad aprire le mani. «Comunque Ryan è a posto». Pensava che ci fosse qualcosa tra Ryan e Bobbie, qualcosa che andasse oltre il semplice rapporto lavorativo. «Ry è stato abituato ad averla sempre vinta, ma è un bravo ragazzo».

«Se lo dici tu». Bobbie si piegò di lato per installare un'altra lampada. «Quell'uomo mi fa venire voglia di urlare».

«Io ho avuto molti anni per abituarmi a lui». Chris era cresciuto al Paradise Resort senza un soldo e orfano per metà dopo che suo padre si era letteralmente ammazzato di lavoro. Era stato Ryan a chiedere agli Andersen di badare a Chris ed era stato lui a portarlo nelle scuole private e in vacanza con la sua famiglia. Ed era stato Ryan che, quando Chris aveva ricevuto una fortuna inaspettata, lo aveva convinto a comprare il Paradise e investire il denaro invece di gettarlo nell'oceano.

Quello era successo venticinque mesi prima, venticinque mesi di lavoro che gli aveva spezzato le reni, ma il Paradise stava ancora combattendo per sopravvivere. Doris, la madre di Chris, che aveva lavorato alla reception per tutta la vita, lavorava ancora al servizio dei clienti sedici ore al giorno e Chris si sentiva ancora in colpa per aver ereditato una fortuna.

Tutto un ramo della sua famiglia era dovuto morire perché lui la ottenesse.

Erano passati venticinque mesi, sei giorni e ventitré ore dall'incidente aereo. Chris piegò la testa di lato e lasciò che il vento fresco gli rinfrescasse il viso: da quella scala riusciva a vedere il punto esatto in cui l'elicottero privato di suo zio era affondato durante una furiosa litigata per i soldi. Ne aveva miliardi: entrambi gli zii paterni di Chris erano multimiliardari, ma non era mai abbastanza.

Delle ruote di metallo sbatterono sulla pietra. Chris abbassò lo sguardo e vide il cugino che spingeva un carrello all'interno del padiglione. Alle spalle di Ryan c'erano due