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Antiumano

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Length: 102 pages1 hour

Summary

La scrittura è innanzitutto un atto interiore, prima ancora che la punta della penna sfiori il foglio, la nostra anima ha già incominciato a dettare al cuore le parole. Emozioni, sentimenti, paure, speranze che non sempre è facile trasportare in verbi e sostantivi, ma la parola ha anche un non so che di magico e così talvolta la penna si trasforma in una sorta di arnese innocuo e di conforto. 
La penna come un demone ti possiede, e sovverte la tua stessa natura, il tuo essere è trasmutato, poi bisogna produrre e diventa arnese innocuo e di conforto.
“L’inchiostro” scrive Fausta Barile “è usato per superare ostacoli spesso iniqui sul percorso di ogni individuo, per incoraggiarti e per prendere appuntamenti”. Ecco allora che in queste pagine ci mettiamo a nudo di fronte ai sentimenti, come quello della paura, che sopprime e invade altri organi del nostro corpo rendendoli necrofili, immobili, apatia dell’essere, fino a che lo spavento si diffonde interessando tutto il corpo. La nostra generazione d’altronde rivela sempre più spesso di avere una mente esatta e così le capacità mentali si affievoliscono e si corre il rischio di divinizzare il corpo, ma è importante ancora stupirci e lasciarci ammaliare dalla musica che illumina la terra e dall’amore, cercando di capire quando si ama veramente davvero...
Quando si ama oltre la misura della ragione, i discorsi si tarpano per dialoghi scarni e surrealisti e da qui non può partire nulla di proficuo e produttivo, certo ci si abbandona ma non ci si può lasciare mai.

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