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Riflessioni su Karl Marx: Le mie riflessioni sul pensiero del grande sociologo tedesco

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Uno scritto su Karl Marx, il grande pensatore tedesco, che fiumi, oceani di inchiostro ha fatto versare al genere umano ?
Si, ne ho sentito il bisogno, per chiarire verso me stesso e verso il discorso sul marxismo alcuni punti che volevo trattare pubblicamente, io che non mi ritengo comunista ma che sposo gli ideali e i metodi della socialdemocrazia, che si distanzia dal comunismo proprio per una terza via politica tra libero mercato selvaggio e dittatura del proletariato.
Oggi globalizzazione, multietnicità e nuove sfide sulla sicurezza pongono qualsiasi discorso politico sotto riflettori attenti, potenti e molto invasivi.
Niente oggi è passabile al pensatore, se non nel chiuso di libri che pochi leggono e molti meno comprano entusiasti.
Sembra che la via dell'emergenza del sistema mediatico mondiale abbia costretto chi riflette pacatamente attraverso gli scritti, a rendersi quasi invisibile al grande pubblico.
In realtà chi usa i ragionamenti confrontandosi con i grandi pensatori, un vasto pubblico non l'ha mai avuto. La massa preferisce i concetti semplici, diretti, le vulgate, le versioni ad uso e consumo del dibattito politico di tutti i giorni.
Io non sono un grande studioso, uno che entra nei più minuti ed eruditi dettagli delle opere dei grandi e medi pensatori, cercando le piccole scintille per accendere interminabili discorsi filosofici.
Sono un pensatore autodidatta, a parte la cultura universitaria, che unisce una sufficiente cultura generale ad un acume profondo dovuto ad un talento naturale, con cui negli anni ho sempre analizzato il pensiero monumentale che nasce dalle opere di Marx e vi ha trovato contraddizioni con la realtà, troppo grandi per non desiderare dire la propria anche su questo argomento, dopo libri su informatica, psicologia e molti di sociologia.
In particolare la pratica del marxismo come metodo politico è enormemente distante dalla teorica ricerca della felicità per gli esseri umani: mentre la ricerca della società senza classi era il proposito ultimo di Karl Marx, per realizzare un mondo privo delle contraddizioni e dello sfruttamento capitalistico, la dittatura del proletariato voluta come metodo e strumento per arrivare a quel fine ha prodotto disastri e sofferenze indicibili per i paesi che sono diventati comunisti.
Stragi, eliminazione delle libertà fondamentali, dispotismo, sono solo alcuni degli orrori che hanno generato abomini dovuti alle dittature marxiste-leniniste. Proprio la pratica dittatoriale comunista è la mia riflessione più importante di questo scritto, a cui si accompagnano testi volti ad inquadrare il comunismo come politica antidemocratica, pur se concepita da Marx in chiave antisfruttamento della maggioranza del popolo.

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