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Hackerare l'Aldilà: Consigli Pratici dal Flipside: afterlife, reincarnation, past life regression, michael newton, amelia earhart, jesus, hypnotherapy

Hackerare l'Aldilà: Consigli Pratici dal Flipside: afterlife, reincarnation, past life regression, michael newton, amelia earhart, jesus, hypnotherapy

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Hackerare l'Aldilà: Consigli Pratici dal Flipside: afterlife, reincarnation, past life regression, michael newton, amelia earhart, jesus, hypnotherapy

Length:
884 pages
11 hours
Released:
Dec 30, 2018
ISBN:
9781386623380
Format:
Book

Description

“Tutti coloro che sono esistiti, da sempre, continuano a esistere nel Flipside ed è possibile porre loro domande dirette.” Questa è la strabiliante premessa di “Hackerare l’Aldilà”; nel libro si spiega come sia possibile ottenere “nuove informazioni” da persone non più presenti sul pianeta. Queste “interviste dall’aldilà” sono state condotte, con l’aiuto di vari medium, sia con persone sotto ipnosi profonda sia con persone pienamente coscienti, e tuttavia in grado di accedere e di ricordare dettagli di vite precedenti. Queste testimonianze offrono consigli pratici (“dritte dall’aldilà”) su come navigare tra le nostre vite e migliorare il nostro pianeta.

Richard Martini, autore dei best-seller (entrambi al primo posto sul internet) “Flipside: Guida Turistica per Navigare nell’Aldilà” (è anche un film) e “L’Aldilà è Meraviglioso” (Vol. 1 & 2), nonché ospite frequente del talk-show radiofonico statunitense “Coast to Coast”, i cui argomenti principali sono il paranormale e le teorie della cospirazione, “intervista” una varietà di persone che non sono più sul pianeta. Interviste con qualcuno che sostiene di essere Edgar Cayce, il “profeta dormiente”, tre medium differenti che sostengono di riuscire a parlare con Amelia Earhart, “conversazioni” con Robin Williams, con l’artista conosciuto come Prince e con persone che sostengono di avere conosciuto Colui che era definito in tutto il mondo “l’Alfa e l’Omega.” Martini esamina queste testimonianze con mente aperta e invita il lettore a fare altrettanto.

Citazioni di persone che sono state intervistate:

“Questo libro metterà in discussione i dubbi e le credenze delle persone. È una traduzione dell’etereo.” Edgar Cayce tramite la medium Jennifer Shaffer. 

“Buona fortuna a te, per aver fatto l’incredibile affermazione che esiste un aldilà.” Howard Schultz, un amico scomparso di recente.

“Le persone dovrebbero leggere il tuo libro se vogliono volare. Apre la mente del lettore. È musica meravigliosamente scritta, Rich.” L’Artista conosciuto come Prince Rogers Nelson.

“Due parole: ‘Amare, Amore’. L’ingrediente chiave per essere felici è amare l’amore; amate l’amore e poi diffondetelo dappertutto.” Robin Williams tramite Jennifer Shaffer.

“Fate conoscere questo libro alla vostra anima. E vedete che cosa l’anima ha da dire. Ascoltate le parole di questo libro; non giudicate, ascoltate semplicemente il vostro spirito. Esso vi guiderà e vi dirà che “l’impensabile” è reale. Ridere è la medicina migliore. Non perdete tempo a riesumare le cose.” Amelia Earhart (che in questo libro dimostra di essere morta a Saipan durante la guerra).

“Le persone che, ascoltando le tue parole, cambieranno saranno più numerose di quelle che non le ascoltano. È una frequenza difficile, che all’inizio fa sempre male.” Dalla persona conosciuta come l’Alfa e l’Omega.

Released:
Dec 30, 2018
ISBN:
9781386623380
Format:
Book

About the author

Writer/Director/Author Richard is an award winning filmmaker, who has written and/or directed 8 theatrical features, and a number of documentaries. His first book, "Flipside: A Tourist's Guide on How to Navigate the Afterlife" went to #1 twice  in all its genres. The documentary (Flipside: A Journey Into the Afterlife) is available online and at Gaia. His books "It's a Wonderful Afterlife" expand the research into the afterlife, "Hacking the Afterlife" he interviews mediums and explores "interviewing people no longer on the planet." "Architecture of the Afterlife" interviews people without hynpsis who say the same things about the afterlife. Jennifer Shaffer is a world renowned medium intiuitive who works with law enforecemnt agencies on missing person cases. Luana Anders is our "guide on the flipside" who acted in over 300 movies and tv shows. Over five years, Richard conducted filmed interviews with Jennifer (Luana assisting) as he interviewed friends and strangers no longer on the planet. As Gary Schwartz PhD put it after reading "Flipside" "Inspiring, well written and entertaining. The kind of book where once you have read it, you will no longer be able to see the world in the same way again."


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Book Preview

Hackerare l'Aldilà - Richard Martini

2016

Hackerare l’aldilà:

Consigli Pratici

dal Flipside

––––––––
di

Richard Martini

––––––––
––––––––

Traduzione:  Roberto Felletti

Indice

Introduzione............................................................................6

Capitolo 1: Hackerare il Flipside..........................................16

Capitolo 2: Come è strutturato l’Aldilà.................................34

Capitolo 3: Intervista con una Guida Turistica del Flipside: Scott De Tamble  52

Capitolo 4: Parlando di Edgar Cayce....................................74

Capitolo 5: Le Sedute di Martini.........................................114

Capitolo 6: Messaggiare con l’Aldilà..................................144

Capitolo 7: Qualcuno dal Flipside che dice di chiamarsi Prince................159

Capitolo 8: Dove rinnovo la Tessera della Biblioteca delle Anime?...........185

Capitolo 9: Altre Sedute di Pianificazione della Vita..........203

Capitolo 10: Parlare alla Terra come un’Entità..................218

Capitolo 11: Il Flipside non è tutto Angeli e Violini............238

Capitolo 12: Celebrità ed Esperienze di Pre-Morte............263

Capitolo 13: Un messaggio di Amelia Earhart dal Flipside 273

Capitolo 14: Hackerare il Flipside tramite una Medium....303

Capitolo 15: Intervista con Amelia Earhart........................322

Capitolo 16: La Seduta tra le Vite di una Medium..............357

Capitolo 17: Il Vangelo Tibetano di Gesù in India..............394

Capitolo 18: Persone che sostengono di avere incontrato Gesù nel Flipside  428

Capitolo 19: Interviste con Amici di Gesù...........................469

Capitolo 20: Gesù appare in una NDE................................525

Capitolo 21: Il Martini Shot................................................559

Epilogo: L’Ultima Frontiera................................................617

Hackerare l’Aldilà; Consigli Pratici dal Flipside di Richard Martini

Copyright © 2016 by Richard Martini

(Foto dell’autore con sua madre a New York, 1959. Foto di R.C. Martini)

Tutti I diritti riservati. Diritti mondiali riservati.

Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, con nessun sistema meccanico, fotografico o elettronico, tranne nel caso dell’uso di cortesia, sotto forma di brevi citazioni contenute in articoli e recensioni, senza il preventivo consenso scritto dell’editore.

Foto di Richard Martini. Tutti I diritti riservati. Copyright 2016.

Immagine di copertina: Andrea Mantegna – L’oculo sul soffitto nella Camera degli Sposi, Castello di San Giorgio, Mantova.

––––––––

L’autore di questo libro non fornisce consigli medici né prescrive l’uso di qualsiasi tecnica come forma di cura per problemi fisici o medici, senza il parere di un medico, direttamente o indirettamente. L’intento dell’autore è unicamente offrire informazioni di carattere generale allo scopo di aiutare il lettore nella sua ricerca del benessere emotivo e spirituale. Nel caso in cui usiate alcune delle informazioni contenute in questo libro per voi stessi, il che è un vostro diritto costituzionale, l’autore e l’editore non si assumono responsabilità per le vostre azioni.

Per ulteriori informazioni: HackingTheAfterlife

––––––––

Homina Publishing

PO Box 248

Santa Monica, CA 90406

HominaPublishing

Introduzione

Essere o non Essere: quella è LA Domanda

L’Ascesa all’Empireo di Hieronymous Bosch

Questo particolare viene citato come esempio di un’esperienza di pre-morte,

completa di un tunnel di luce e di anime che lo attraversano.

––––––––

Una dritta si riferisce a qualsiasi trucco, scorciatoia, abilità o nuovo metodo che aumenta la produttività e l’efficienza, in qualunque percorso di vita.[1]

O, in questo caso, e oltre.

Ho esaminato esperienze di pre-morte, sedute di ipnosi tra le vite, esperienze fuori dal corpo e ho parlato con medium e altre persone che riferiscono sostanzialmente le stesse cose riguardo l’aldilà. Queste testimonianze giungono alla medesima conclusione, e cioè che noi non moriamo, che coloro i quali se ne sono andati prima di noi sono accessibili dall’altra parte del velo.

––––––––

Ho filmato, per un decennio,  persone in stato di ipnosi profonda e ho esteso la mia ricerca fino a includere persone che hanno sperimentato esperienze di pre-morte, ma ho intervistato anche persone che sembrano essere in grado di comunicare con chi non è più sul pianeta. A un certo punto, ponendo domande sui ricordi di una vita passata, mi sono reso conto che ci sono persone che sembrano essere in grado di accedere a un regno tra le vite e di esplorarlo, senza essere affatto sotto ipnosi.

L’insolita premessa di questo libro è che cosa o chi siamo, come individui, non scompare dopo la nostra morte e che questo insieme di cosa siamo o eravamo resta accessibile ai nostri cari rimasti qui. Stando alle testimonianze, la nostra più profonda essenza non si trasforma in granelli di polvere magica e non svanisce dopo la morte, né la nostra energia vitale va alla deriva in una pozza di inconsapevolezza junghiana. Queste testimonianze sostengono che la nostra energia vitale si trasferisce da questa realtà in un’altra realtà, come quando si passa da una stanza a quella accanto. Come capita con il teletrasporto negli episodi di Star Trek.

Naturalmente, i nostri corpi fisici alla fine si dissolveranno, diventeranno cenere; ma l’energia no, come afferma la fisica con la legge di conservazione dell’energia[2]. Come viene riportato, la nostra energia esiste qui, durante la nostra vita, come una parte più piccola di un’immagine olografica. Quando questa immagine olografica va in pezzi, ogni pezzo contiene tutte le informazioni di quell’immagine olografica, ma in maniera ridotta. Quando la nostra vita qui è conclusa, apparentemente la nostra energia abbandona il corpo e torna a casa intatta per riconnettersi con il resto dell’energia che si era lasciata dietro.

Stando ai resoconti di centinaia di sedute e di casi che ho esaminato, di dozzine di esperienze di pre-morte, di centinaia di sedute di ipnosi, comprese le circa 30 che ho filmato, quando noi torniamo a casa ci riconnettiamo con quella porzione della nostra energia che avevamo lasciato per venire qui. L’aspetto che ha sorpreso, e che ha anche sconcertato un po’, è stato venire a sapere che molte persone sostengono che noi portiamo nelle nostre vite solo una parte relativamente piccola della nostra forza vitale; la quantità media è circa un terzo[3] Oltre a ciò, ogni vita è una scelta.

Decidere se incarnarsi o non incarnarsi. Bella domanda.

Questo libro esaminerà le sedute di pianificazione della vita, nel corso delle quali, sotto ipnosi profonda, le persone accedono al momento in cui hanno accettato di venire sul pianeta, al perché hanno scelto una particolare persona e a cosa hanno sperato di portare a compimento con quella scelta. La nostra scelta di vita non è basata sulle vite precedenti né sul karma e nemmeno sulle difficoltà che abbiamo avuto in passato, sebbene abbiamo di sicuro la facoltà di esplorare quegli scenari, bensì sul libero arbitrio. Possiamo sempre dire No, non ritorno. Ho di meglio da fare, qui, che non scendere laggiù con il resto di voi.

Ma per qualche ignoto motivo, vuoi perché il nostro gruppo di anime ci convince a farlo, vuoi perché le nostre guide ci convincono che è un viaggio che dobbiamo intraprendere per conto di altri, noi acconsentiamo a partecipare. È così, tutti noi che siamo qui abbiamo accettato di venire qui, di risalire sul palco, di recitare la nostra parte come noi abbiamo richiesto. Una volta tornati magari non siamo contenti, ma il modo in cui recitiamo spetta solamente a noi. Quando lasciamo queste spoglie mortali, non è che andiamo alla deriva come uno sbuffo di fumo in un bardo, come sostiene il Buddismo, ma un buon terzo della nostra energia si dirige nuovamente a casa per riunirsi a quegli altri due terzi della nostra energia che sono sempre là.

È un po’ come il robot liquido del film Terminator 2. Quando un pezzo si rompeva, il liquido andava alla ricerca del resto del robot, in modo da poter ricostituire l’intera macchina; la nostra energia va alla ricerca e trova il resto della nostra energia, fondendosi con essa per poterci rendere di nuovo interi. Le persone hanno descritto questa riunificazione con la loro energia superiore come strabiliante e intensamente ricostituente. Quando ci riconnettiamo con i nostri veri Io, ricordiamo la motivazione alla base delle nostre avventure qui e ricordiamo anche tutte le avventure precedenti che abbiamo vissuto con gli altri membri del nostro gruppo di anime. Riusciamo a capire il motivo per cui abbiamo scelto le nostre vite precedenti e il filo conduttore di tutte le nostre scelte.

Le persone riferiscono che ogni vita riflette la disciplina generale su cui il nostro gruppo di anime lavora. È come fare parte di una classe all’università che segue una determinata disciplina; un gruppo di anime può occuparsi di medicina, un altro di guarigione, di compassione, di perdono, di lealtà, di qualsiasi tema sia stato trattato in letteratura e a teatro.

Durante una seduta LBL (la vita tra le vite – NdT), una donna ha riferito che il suo «gruppo di anime esamina ciò che la dipendenza provoca alle persone», ricordando varie vite che includevano la dipendenza, in una forma o in un’altra. Ella è stata in grado di capire che l’overdose di suo fratello, la dipendenza sessuale di suo padre e la sua stessa dipendenza avevano in comune lo scopo di comprendere l’energia fondamentale alla base della dipendenza e come trasformarla in energia curativa.

In alcuni casi un’anima può non voler tornare subito a casa, ma posticipare il viaggio e restare ancora un po’ in giro per vedere come vanno le cose. Dopotutto, spetta a noi decidere se restare o andare, proprio come spetta a noi decidere se venire qui oppure no. Noi potremmo riuscire a vedere queste anime, che non se ne sono andate, in qualche forma energetica, eterica. Di solito ci riferiamo a esse con il termine fantasmi, che nei media popolari appaiono accompagnati da musiche inquietanti. Ma in molti casi, una persona che ha lasciato questa vita non vede l’ora di tornare a casa. Le testimonianze dicono che, di solito, le anime non possono rimandare oltre il ritorno dai loro amici, a casa.

Per essere chiari, questa non è una mia credenza, né la mia filosofia e nemmeno la mia religione. Io ho un passato da giornalista (ho scritto per Variety, Premiere, USA Today e Inc), sono un regista di documentari (White City/Windy City, Journey into Tibet), sono un regista cinematografico (Limit Up, Point of Betrayal, You Can’t Hurry Love, tra gli altri) e riporto, semplicemente, quello che la ricerca sostiene in maniera coerente. Non sono un esperto dell’aldilà, né un esperto in qualcosa, a dire il vero. Riprendo e intervisto persone sulle loro esperienze nell’aldilà da un decennio. Le testimonianze sono sostanzialmente identiche.

Questi testimoni oculari sono un po’ come gli esploratori che navigarono per i mari e che, al loro ritorno, raccontarono fantastiche storie su quello che avevano visto. Alcuni si imbarcarono per rafforzare le loro credenze religiose, altri inventarono storie per racimolare i soldi necessari a compiere altri viaggi, altri ancora scrissero diari e raccontarono alla lettera quello che avevano visto. Ma quando i racconti diventarono coerenti e si ripeterono, la loro destinazione diventò il nuovo mondo. Quello che queste persone raccontano del Flipside, dell’aldilà, dell’altra parte, è sia coerente sia replicabile, due aspetti che rappresentano piuttosto bene i requisiti richiesti dalla scienza affinché qualcosa sia considerato un dato.

Qui la differenza principale è che quando questi esploratori ritornano dal loro viaggio in un’altra terra, essi si riferiscono a quell’altro posto al di là del mare come casa.

Inoltre, la ricerca mostra che quando noi siamo sul pianeta, quei due terzi della nostra energia che restano là, nel Flipside, non è che fluttuano, semplicemente, sulle nuvole. È stato riferito che i nostri Io superiori frequentano delle lezioni, imparano a manipolare l’energia ed è stato anche detto che giocano con i compagni. In un caso, una persona ha riferito di aver trovato il suo gruppo di anime che giocava a una specie di elaborato nascondino. Ella ha detto che il gioco prevedeva che una persona cercasse e catturasse altri sei compagni. Essi potevano nascondersi ovunque nell’universo; la complicazione era che tutti erano invisibili e che potevano nascondersi in qualsiasi regno essi volessero. Come un’incredibile versione multi-motore di Google, ma usando il motore della loro mente per cercare lo schema di energia di entità invisibili in dimensioni multiple.

Viene anche riportato che, nel Flipside, i nostri Io superiori possono sintonizzarsi, guardare, apprezzare o essere inorriditi dalle nostre prestazioni qui. È un po’ come guardare uno spettacolo teatrale nel quale siamo contemporaneamente sia spettatori sia attori.

Le persone sul palco hanno un filtro che impedisce loro di sapere che c’è un pubblico che le osserva o di sapere perché hanno scelto uno specifico ruolo, costume o scenografia, oppure perché hanno acconsentito a recitare quella parte. Naturalmente, lo spettacolo sarebbe rovinato se le persone trascorressero la maggior parte del loro tempo schermandosi gli occhi per salutare il pubblico dicendo Ciao mamma, guardami! Sto recitando!

Dai nostri posti a casa possiamo fare il tifo, applaudire, piangere, ridere mentre quelli là, sul palco, interpretano la loro parte. Quando i nostri amici escono di scena, viene riferito che, spesso, ci congratuliamo con loro per aver fatto un buon lavoro. Quando, dietro le quinte, l’attore che interpreta Romeo incontra l’attrice che ha interpretato Giulietta, egli non se la prende con lei per avergli rovinato la vita e aver causato la morte di entrambi. Egli la abbraccia e si congratula con lei per aver fatto un buon lavoro. Grande recitazione, stasera, Julie. Anche per te, Romy; ci vediamo alla festa post-spettacolo.

Non è ancora ora, per te, di lasciare la scena. 

Alcuni vivono un’esperienza di pre-morte, ritrovandosi a casa con il loro gruppo di anime, ma questi di solito dicono loro Ehi, torna sul palco! Non dovresti essere già qui.

Ho parlato ad alcune riunioni dell’International Association of Near Death Studies[4] e ho conosciuto alcune persone rimaste sconcertate per essersi sentite così meravigliosamente a casa e turbate per il fatto di essere state obbligate a tornare qui. Là hanno visto i loro cari, hanno sperimentato l’amore incondizionato che molti riportano esserci dietro le quinte, e non desiderano mettersi il trucco e stare sotto i riflettori.

Noi viviamo in un mondo in cui cerchiamo di possedere il tempo, di manipolarlo e di cambiarlo. Possiamo non essere felici di avere altro lavoro da fare sul palco, lavoro per il quale non siamo preparati o che non vogliamo fare. Ma aspettate un attimo. E se vi dicessi che è possibile andare a casa mentre siete ancora qui, sul pianeta?

E se vi dicessi che è possibile andare a trovare i vostri amici che non sono più sul pianeta, domandare e ottenere informazioni che pensavate non fosse possibile venire a sapere? E se vi dicessi che chiunque abbia mai camminato sulla Terra è disponibile e accessibile, perché la sua energia non muore mai? Essa si trasforma, come dice la prima legge della termodinamica, da una forma in un’altra, ma l’essenza di quella forma, poiché è al di là del tempo, esisterà sempre.[5] Quindi, se volete chiedere a Will, Cosa intendi con essere o non essere? È una domanda retorica? O stai parlando di incarnazione?, potete farlo.

Tutti noi abbiamo sentito racconti fantastici sull’aldilà. Da visioni di fuochi satanici ad angeli che cavalcano le nuvole, siamo stati inondati da queste testimonianze sin da quando l’umanità è comparsa sul pianeta. Ma nei racconti sull’aldilà, non è strano che non ce ne siano due uguali? 

Come sottolinea il Dr. Neil deGrasse Tyson, scienziato, un arcobaleno è differente per chiunque lo guardi. Non ci sono due arcobaleni uguali. L’arcobaleno che ognuno di noi vede nel cielo è solo nostro, è personale, eppure è un dono delle leggi dell’ottica.[6]

La stessa cosa vale per le visioni dell’aldilà. Due persone possono visitare una biblioteca, ma non ci saranno mai due descrizioni identiche di essa. Le persone possono fare visita a un gruppo di anime,[7] ma dove si trovi esattamente e come sia costituito è qualcosa che varia da persona a persona.

Nell’aldilà possiamo anche vedere le stesse persone che altri hanno visto. A noi potranno apparire diverse da come appaiono a qualcun altro; questo sembra dipendere da come vogliono presentarsi.

Qualche volta le vediamo più vecchie, altre volte più giovani; dipende dalla persona che incontriamo. Tuttavia, abbiamo la sensazione di sapere che, in realtà, stiamo vedendo la persona che una volta conoscevamo. Io stesso ho filmato testimonianze di questi incontri con persone di tutti i tipi: generi diversi, credenti e non credenti, e tutti erano coerenti nei loro resoconti. Con differenti ipnoterapeuti, differenti racconti di esperienze di pre-morte e, come vedremo, esperienze differenti; tutti descrivono il medesimo luogo, ma ognuno in maniera diversa.

Caveat Emptor!

Come descritto in Flipside: Guida Turistica per Navigare nell’Aldilà e L’Aldilà è Meraviglioso: Nuove Avventure nel Flipside, uno scettico è colui che non crede nella scuola di pensiero prevalente. Io sono uno scettico, nel significato più vero del termine. Secondo la scienza, i racconti di vite passate sono episodi di criptomnesia, cioè qualcosa che una persona ha immaginato, sentito o letto sulla vita di qualcuno e che poi è stato dimenticato, ma non a livello subconscio. Oppure, la scienza afferma che le persone possono attingere da quello che Carl Jung chiamava l’inconscio universale, un luogo dell’universo in cui si presume che l’energia delle nostre vite vada a riposarsi, fluttuando come un’isola di detriti non biodegradabili nello spazio. I ricordi di vite passate non sarebbero altro che l’attingere in quell’isola.

Inoltre, la scienza crede che le esperienze di pre-morte siano causate da ipossia, cioè mancanza di ossigeno nel cervello che provoca allucinazioni (come capita ad altitudini elevate). Conosco l’ipossia; sono stato ad altitudini elevate, sulle montagne del Tibet, e lassù ho avuto alcune visioni piuttosto fantastiche. Ma la scienza crede a questo perché, beh, non ci sono dati sull’argomento.

Infine, la scienza materialista crede che la coscienza nasca e muoia nel cervello, perché gli engrammi di memoria contengono tutte le informazioni che dobbiamo sapere e se qualcuno, o un computer, ne ha in quantità sufficiente, allora può diventare senziente. Per citare il prof. Julian Baird, dell’Università di Boston, e mio ex-allievo di Oxford/Harvard, «Io sarei d’accordo con te, ma poi saremmo entrambi in errore». Il modo più semplice per dimostrare che le vite passate, le esperienze fuori dal corpo e le esperienze di pre-morte sono eventi reali, e non immaginari, è tramite la prova di nuove informazioni. Se una persona, durante uno di questi eventi, vede, sente, impara qualcosa di cui prima, probabilmente, non era a conoscenza - qualcosa di cui non esistono esempi conosciuti, né nei libri né in Internet e nemmeno nella mente di qualche altra persona alla quale, forse, abbia potuto avere accesso - allora quell’informazione deve provenire da qualche altra parte diversa dal cervello.

Se quelle nuove informazioni si rivelano accurate, allora la persona non può avere attinto quelle informazioni dall’inconscio junghiano, né dalla memoria energetica di qualche persona precedente, né dai reconditi recessi del loro subconscio e nemmeno dal fatto di non riuscire a respirare sul Monte Everest.

Comunque, non spetta a me convincere nessuno. Qui sono solo un reporter. Se quella è la vostra risposta definitiva, come si dice, comincerei con il consigliarvi di rimettere questo libro sullo scaffale, di restituirlo alla app di Kindle o di rimetterlo in qualunque cestone delle offerte l’abbiate trovato. Dovreste riuscire a farvi rimborsare. Dopotutto, comprare libri non è come essere vivi – c’è una garanzia soddisfatti o rimborsati. Potreste avere valide ragioni per non voler percorrere questa strada, e lo apprezzo; questi miei libri non sono per tutti. No, davvero; se vi sentite anche solo un po’ a disagio, più avanti qui le cose diventeranno ancor più stravaganti. Forse questo parco dei divertimenti non fa per voi.

Mi scuso in anticipo per errori di sintassi, errori di battitura e per qualsiasi errore di ogni altro tipo che potrei aver fatto; qualcuno si è lamentato della lettura dei miei libri in versione audio. A volte rido, sono sopraffatto dalle emozioni, mi correggo o, come aveva detto uno spiritoso, si sente il gatto miagolare sullo sfondo. Se il miagolio vi infastidisce, allora non sono la vostra guida. Chiedete un rimborso, vi prego!

Detto ciò, ci sono persone che possono avere bisogno di sentire queste testimonianze e hanno bisogno di sentirle con il tono e la sintassi con cui le esprimo. Per qualunque ragione. Ora, per quelli tra voi che sono rimasti in zona: vi invito a venire con me in questo mondo dell’aldilà, dove possiamo porre domande specifiche a persone che non sono più sul pianeta e dove possiamo ricevere alcune risposte alquanto sorprendenti. Vi va di venire? Ma vi ho avvisati.

––––––––

Giordano Bruno, il filosofo bruciato sul rogo per aver rivelato la sua esperienza fuori dal corpo, durante la quale vide la Terra girare intorno al sole.

Lasciate ogni speranza voi ch’entrate

Capitolo 1: Hackerare il Flipside

Un tramonto qui è un’alba da qualche altra parte.

#1. Dritta sull’Aldilà: Noi non moriamo.

È pressoché il particolare più importante che posso ricavare da queste testimonianze oculari. Ho cercato di confutarlo in molte occasioni. Ed è abbastanza buffo se ci pensate; Non moriamo? Oh, è folle. È fuori di testa. Noi moriamo, non si rende conto che quello che sostiene è qualcosa che non può essere vero? Noi nasciamo, viviamo e moriamo. Più semplice di così...

Ma è davvero così? Sì, il nostro corpo fisico si sgretola, ma lo spirito, la cosa che ci rende vivi, la nostra anima, il nostro costrutto energetico – chiamatelo come volete – non muore. In effetti, continua abbastanza bene, grazie molte.

Baso quell’aneddoto sulle migliaia di casi di esperienze di pre-morte, di esperienze tra le vite, di esperienze di comunicazione con l’aldilà e di esperienze fuori dal corpo che ho esaminato. Tutte queste esperienze sono legate al fatto che, quando il nostro corpo smette di funzionare, ciò che siamo come individui non smette di esistere.

In alcuni casi, questa cosa potrebbe turbare le persone. Pensate a tutte le persone cattive che è stato necessario uccidere, giustiziare, far fuori. Possiamo pensare di averle uccise, giustiziate, di aver eliminato i cattivi - ma essi non sono morti. Non sono stati uccisi. E nell’aldilà potreste imbattervi in loro, perché il loro problema è una connessione più profonda, più interessante tra la persona che uccide e quella che viene uccisa.

Questo può essere sconcertante per gli altri che hanno trascorso le loro vite nel lutto, nella sofferenza, nell’angoscia della modalità della morte dei loro parenti, torturati, massacrati – ed essi possono aver trascorso la vita giurando vendetta, cercando vendetta, vivendo e respirando pronti a vendicare la morte dei loro cari. Non intendo offendere nessuno che sia offeso dall’idea che noi non moriamo.

Semplicemente, è tutto nei dati.

La nostra coscienza continua, ininterrottamente, con o senza i nostri corpi. Magari vorremmo che non fosse così - potremmo desiderare di poter finirla una volta per tutte - ma mi spiace dirlo: non possiamo. Non è fisicamente possibile finirla una volta per tutte. Non c’è modo di finire qualcosa che già esiste.

Non lo sto affermando, lo sto solo riportando.

Inoltre, non riporto quello che la gente ha detto in precedenza sugli aspetti religiosi dell’esistenza: in principio era il verbo o non c’è inizio né fine. Nessuna delle due frasi dà frutti nel contesto di queste testimonianze.

Le testimonianze dicono che le anime sono create. Non sono state sempre qui e non rimangono sempre le stesse. È stato riferito che esse sono create tramite un complesso processo, difficile da descrivere a parole, e che progrediscono nel corso di molte vite ed esperienze, crescendo da anime giovani ad anime anziane; e questo progredire può o non può includere il ritorno alla sorgente e la dispersione di tutta la loro energia, in modo che le anime possano essere create di nuovo.

Un po’ come l’acqua. Essa evapora, sale in cielo nelle nuvole e poi ricade a terra. Lungo la strada succedono molte cose. Si forma il ghiaccio, la condensa, la nebbia, la neve... ma alla fine ogni goccia d’acqua che c’è sul pianeta è sempre stata qui. C’era prima che la Terra esistesse? Apparentemente no. La stessa acqua che i gatti bevono veniva bevuta dai dinosauri. Ogni goccia d’acqua sul pianeta è sempre stata qui. Quindi, questa tazza di caffè che ho qui, vicino al computer, potrebbe essere stata bevuta da Genghis Khan. O da Shaka Khan. È già stata qui precedentemente e ritornerà qui nuovamente.

In principio c’era la coscienza, o meglio il costrutto energetico della coscienza. Quella entità cosciente, o quelle entità, mise(ro) in moto le cose per creare quello che noi conosciamo come il nostro universo. Non lo hanno creato tutto in una volta; lo stanno creando da tanto tempo. Non saprei dire se  è un processo eterno, perché non è ciò che è stato riportato. Le anime hanno un inizio e una fine – ma dopo un lungo, lungo periodo di apprendimento dopodiché, alla fine, tornano alla sorgente.

La ricerca a cui mi riferisco, citata in questo libro, è basata sulle testimonianze di persone che sostengono che la coscienza continua a vivere anche dopo la morte. Ma più importante di questo, la coscienza non nasce con noi, anzi è stata una parte della nostra esperienza prima della nascita. E non sto parlando della nostra nascita come esseri umani, sto parlando della nostra nascita come anime – o costrutto energetico.

C’è un processo per cui ciò accade; ne ho parlato nei libri e mi riferirò a esso qui. Ma, sostanzialmente, non tutti abbiamo cominciato con il Big Bang – possiamo cominciare a esistere come anime in qualsiasi punto del tempo – e ci sono testimonianze dal Flipside secondo le quali c’è più di un Big Bang. Sembra che quel meccanismo che è l’universo lo abbia fatto in precedenza e continuerà a farlo in futuro.

Non sparate al messaggero. Io sono solo il pianista in questo locale.

#2 Dritta sull’Aldilà: L’Aldilà è casa.

Finora, ho esaminato migliaia di casi e filmato oltre 30 sedute tra le vite, ne ho osservate un certo numero di altre da parte di persone che me le hanno mandate e il secondo concetto più importante nel quale mi sono imbattuto è che questo mondo nel quale viviamo, questo pianeta Terra, non è la nostra casa. Quando, ricordando una vita precedente e la scena della propria morte, a una persona viene domandato dove vuole andare, quasi sempre la risposta è Voglio andare a casa.

So che sembra un po’ folle e strano. E no, non sto parlando di blu e di grigi, né di esperienze extra-mondo, di altri pianeti o di UFO. Ciò di cui parlo è l’idea che di là, o il posto nel quale andiamo quando moriamo, non tutti andiamo nel medesimo luogo, ma alla fine andiamo nella medesima arena – quel posto dall’altra parte, quello a cui ci riferiamo con termini quali l’aldilà o dopo la morte che, in realtà, è il posto che tutti noi consideriamo casa.

Quando lo sentii dire, per la prima volta, da una persona in stato di ipnosi profonda, rimasi sbalordito. Il terapeuta che conduceva la seduta arrivò a un punto in cui la persona fu in grado di ricordare una vita precedente significativa per questa attuale e poi, dopo aver descritto la scena della morte in quella vita, pose una semplice domanda.

Dove vorresti andare, adesso? La persona disse Voglio andare a casa.

All’inizio pensai, Aspetta, cosa? Dov’è casa tua? Vuoi dire Poughkeepsie?  Quella persona aveva appena ricordato una vita in cui era cresciuta vicino a una fattoria, a nord di New York, per cui, naturalmente, avevo supposto che intendesse dire di voler tornare là... ma aspettate, aveva appena ricordato una vita precedente durante la quale era morta nell’Olocausto e nella quale era originaria di Varsavia. Intendeva Varsavia?

Poi aveva descritto quel viaggio che così tante persone descrivono durante una seduta di ipnoterapia tra le vite, durante un’esperienza fuori dal corpo o durante un’esperienza di pre-morte. Viaggiare verso una luce brillante - trovarsi davanti a quella luce, attraversarla, per poi sperimentare intensa gioia e vedere i propri cari e altri andarle incontro per salutarla, come se fosse appena ritornata da un lungo viaggio... da qualche altra parte.

Qui, questo è da qualche altra parte. La Terra. La vita. Essere umani. Essere vivi. Vivere una vita. Quando abbiamo finito, abbiamo il desiderio di tornare a casa.

Un mio amico scettico ha detto Oh, è quello che chiunque direbbe! Tutti vogliono tornare a casa. Io avevo sottolineato che si pensa che la gente immaginerebbe una qualche forma di paradiso. Invece parlano di casa. Non c’è una versione univoca di casa – ognuno la vede in maniera diversa, anche i gemelli.

Ognuno di noi sperimenta il mondo non proprio nello stesso modo, quindi come potremmo sperimentare casa nella stessa maniera? Egli insisteva che sarebbe la cosa più naturale da fare in ipnosi profonda, dopo aver immaginato quello a cui hai appena assistito, sperimentato, provato, una vita di cui non sei consapevole; che al momento della morte – sia essa drammatica o banale – la cosa più naturale da dire. alla domanda Dove vuoi andare ora?, sarebbe Voglio andare a casa.

Ma quale casa? La casa di questa vita? O la casa di quella vita precedente? Salta fuori che non è nessuna delle due.

––––––––

#3 Dritta sull’Aldilà: Quello che ti aspetti di trovare in genere stabilisce cosa sperimenterai nell’aldilà, almeno all’inizio.

Sono un fan dei libri del Dott. Eben Alexander, Proof of Heaven e Map of Heaven. È interessante leggere il viaggio del Dott. Alexander in questo regno, avvenuto durante un’esperienza di pre-morte. Egli è uno scienziato, un chirurgo, è stato un credente nelle cose materiali per tanto, tanto tempo. E ora, vederlo affrontare questi eventi, che sono... beh, chiamiamoli scienza post-materialista, è una gioia. La scienza materialista sostiene che tutto ha origine da qualcosa. La scienza post-materialista, comprendente la teoria dei quanti, sostiene che solo perché non possiamo osservare qualcosa, non significa che non esiste.

Va detto che quando si confrontano le esperienze di pre-morte con le sedute di ipnoterapia tra le vite, con le esperienze fuori dal corpo e con altri eventi simili, tutti parlano della stessa cosa. Come dei pittori che parlano di dipinti e tele.

Ma l’esperienza di ognuno nel Flipside è diversa. Non tutti sentono musica durante un’esperienza di pre-morte; la testimonianza del Dott. Alexander è la prima, che io sappia, in cui qualcuno abbia detto di avere visto ballare. Questo non significa che tutti gli altri non abbiano prestato sufficiente attenzione, né che tutti vedano ballerini durante la loro esperienza nell’aldilà. Proprio come non esistono due definizioni uguali di casa, ogni viaggio nel Flipside è differente dagli altri. L’unica cosa che li accomuna è la nostra capacità di descrivere le sensazioni di amore incondizionato, di una luce ristoratrice, di persone che non sono più sul pianeta, ecc.

Ognuno di noi sperimenta la realtà in maniera diversa; perché non anche il Flipside?

Ci sono numerose testimonianze di persone che hanno sentito musica durante un’esperienza di pre-morte e anche durante alcune sedute tra le vite – da sinfonie a intensi interludi musicali, fino a vedere musicisti suonare. Queste esperienze musicali sono simili a dipingere una tela. Dipende da chi tiene il pennello in mano, da dove proviene il dipinto, che tonalità e colori sono coinvolti e da come sono le pennellate. Nessuno ha la stessa identica esperienza di un altro, ma ciò non significa che l’esperienza non ci sia. In effetti, la stragrande maggioranza delle testimonianze sull’aldilà dice sostanzialmente le stesse cose.

Non dobbiamo fare altro che leggerle.

Ma, in genere, se la vita è stata felice e magnanima, le persone affermano di sperimentare qualcosa di analogo dopo la dipartita. Se, invece, la vita è stata terribile, spaventosa, o si è sofferto per colpa o depressione o a causa di altre esperienze negative, allora è possibile sperimentarle nuovamente dopo il trapasso. Se si è in dubbio su come è stata vissuta la propria vita, anche in questo caso ci vorrà del tempo per liberarsi da quella emozione. Detto ciò, qualcuno che ha avuto una vita difficile sostiene di essere accolto nel modo più meraviglioso possibile.

In L’Aldilà è Meraviglioso, una donna racconta di aver ricordato di essere stata un capo guerriero Sioux morto in battaglia. Ella continuò ad aggirarsi sul campo di battaglia (dopo la morte), osservando i suoi amici e i suoi cari uccisi dalla tribù contro la quale combattevano. Ma una volta essersene andata, ritornò in un regno di felicità e di rimembranza delle cose passate. Il suo tono e il suo atteggiamento cambiarono, passando da quelli di un guerriero a quelli di stupore e accettazione. Vide i suoi cari di tutte le vite e il suo gruppo di anime, con le quali si incarna abitualmente. Persone che aveva riconosciuto come parte della sua vita, persone che ora riconosce come parte della sua vita, di nuovo.

Non ci sono regole ferree su che tipo di aldilà sperimenterete. Molte persone sono convinte che andranno a soffrire e a provare il dolore della colpa – e potrebbero sperimentarlo nel corso del riesame della vita, con l’aiuto dei loro anziani. Ma dipende esclusivamente dall’individuo e da quello che lui/lei vuole sperimentare. Potrebbe essere spiacevole. Ma nella stragrande maggioranza dei casi che ho esaminato, le persone, in linea di massima, sono meravigliate, stupite e felici di essere a casa.

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#4. Dritta sull’Aldilà: Bene e Male sono termini relativi che, generalmente, hanno significato sulla Terra; ma non là.

Ancora una volta, è nei dati.

Ci sono esperienze di pre-morte nelle quali le persone avvertono o vedono qualcosa di spaventoso, di oscuro o di difficile non appena hanno iniziato il loro viaggio. Il Dott. Alexander ha sperimentato di essere rimasto bloccato in una specie di ambiente fangoso. David Bennett (Voyage of Purpose) ha sperimentato un buio pesto all’inizio; anche il regista Jeremy Kagan ha sperimentato qualcosa di simile all’inizio del suo viaggio spirituale: paura, oscurità, la sensazione di essere intrappolato.

In alcune esperienze di pre-morte, le persone raccontano di avere avuto esperienze infernali. Tra tutte le sedute tra le vite che ho esaminato, solo in alcune mi sono imbattuto in qualcuno che ha sperimentato un regno che potrebbe essere definito inferno - almeno per loro.

Non è mai la stessa cosa; le descrizioni, le esperienze non sono le medesime. Proprio come le descrizioni di casa o di regno tra le vite o di paradiso non sono mai uguali. Non è come andare da Walmart dove, non importa la località in cui ti trovi, vedrai sempre lavoratori insoddisfatti che indossano gli stessi scialbi colori e gli stessi prodotti a basso costo in ogni negozio – esattamente gli stessi. O da McDonald’s, dove il menu a Mumbai è uguale al menu a Sacramento – anche se mangi solo agnello o capra e non mucca. Se esamini il menu, non riesci a trovare una differenza. Ma in queste esperienze non ci sono due testimonianze identiche.

Durante la sua esperienza di pre-morte, il Dott. Rajiv Parti ha sperimentato un viaggio in un posto infernale - dove ha visto persone con le corna. (Gli ho domandato "Perché vedere qualcuno con le corna dovrebbe essere qualcosa di negativo? Cosa c’è nelle corna, che sono fatte di peli arruffati, che conferisce loro una tale connotazione negativa? Perché vedere qualcuno con le corna non dovrebbe essere piacevole?) Nel corso di alcune sedute che ho filmato, durante i primi istanti dopo aver lasciato una vita precedente, le persone hanno sperimentato qualcosa a cui ci si può riferire soltanto con il termine infernale".

Ma si trattava di un luogo fisico? Era il medesimo luogo per ogni individuo? No. Qualunque cosa sia successa in quelle sedute, le persone hanno sperimentato la negatività; uno di loro ha detto C’è odore di zolfo, riesco a sentire la paura qui o mi trovo in un buio posto spaventoso. Ma quando il terapeuta aveva domandato Allora, perché hai scelto di venire in questo posto? Sei qui per esaminare e sperimentare cosa?, il posto si era dissolto.

Come se fosse stato il posto in cui si aspettavano di andare dopo la morte, un posto del quale altri avevano così tanto parlato loro che essi si aspettavano di dover finire lì, che dopo la loro dipartita sarebbero capitati in un luogo creato in quel modo.

Qualcuno potrebbe sostenere che posti simili esistano realmente, regni inferiori, come vengono chiamati nel Buddismo, pieni di anime infelici. Posti in cui ci sono terrificanti e spaventosi esseri alati che volano tutt’intorno e spaventano a morte gli individui.

Vedetela in questo modo: se dopo aver messo piede dall’altra parte andate a sbattere contro un tizio con corna e forcone, fate come farei io. Esaminate le corna (Fatte di peli arruffati? Come sulla Terra. Ma pensa te!). Controllate il forcone. Acciaio? O plastica? Non c’è dolore che possiate provare, non c’è esperienza che possiate avere che non sia creata dalla vostra mente – qui come là. Poi dite a vostro zio Pete di togliersi il costume; è stata un’idea divertente, ma avete altri posti dove andare e persone da andare a trovare.

In alcune sedute, ho visto persone sperimentare un improvviso disagio nel rivivere la morte di una vita precedente. Soprattutto se era capitata in un’epoca di paura e illusione. E quando il terapeuta domanda Perché hai scelto di venire in questo posto dopo la tua morte? Cosa ci facciamo qui?, esse si rendono conto di avere scelto di trovarsi in quel posto spaventoso – non sono state obbligate ad andarci. E ogni volta che viene loro posta la domanda, l’illusione scompare. Come un film in CGI che sia stato fermato improvvisamente e ridisegnato.

Se la domanda Perché hai scelto di venire qui? riesce a far scomparire o dissolvere la nostra esperienza, allora quanto reale essa può essere? Sicuramente, alcuni potrebbero voler sperimentare quel genere di paura, oppure restare lì ed essere parte di quella paura – ma poiché sono in una seduta di ipnoterapia, che usa l’ipnosi per esaminare il loro viaggio, essi si rendono conto che è qualcosa di temporaneo, che il motivo per cui sono andati nello studio di un terapeuta è perché vogliono riuscire ad andare oltre quell’esperienza.

Che è un modo per hackerare l’aldilà.

Non volete finire in qualche posto dalle caratteristiche negative? Allora pensate per un momento che più vi stressate su qualcosa, o più vi preoccupate di qualcosa, più avete creato quel mondo per voi stessi. Se avete intenzione di meditare su qualcosa, meditate su un posto dove vi piacerebbe essere se domani, o anche oggi, fosse il vostro ultimo giorno sul pianeta. Dove vi piacerebbe essere? Chi vorreste vedere lì? E cosa vorreste sperimentare lì? E cosa vorreste sperimentare qui?

#5 Dritta sull’Aldilà: Noi siamo pienamente coscienti tra le vite.

Pienamente è un termine relativo. Non sto parlando di onniscienza. Sto parlando di come, a un certo punto, possiate essere pienamente consapevoli di tutte le vostre vite che vi hanno condotto a questa attuale. Consapevoli di poter vedere, imparare e sperimentare tutte le lezioni che avete imparato nel corso delle vostre vite.

È un’esperienza piuttosto intensa, che rende umili. Sicuramente è una di quelle esperienze che scuoterà il vostro mondo, se siete persone che credevano che questa fosse l’unica vita che avevamo. Soprattutto se siete persone che avrebbero desiderato fare di più nella vita, più di quello che pensate di aver fatto.

E questo ci porta al concetto secondo cui noi siamo pienamente coscienti tra le vite – quanto coscienti possiamo essere durante questa vita?

Ma una volta tornati a casa, dai vostri cari – le persone che si reincarnano con voi da millenni, riuscite a vedere non solo quale ruolo hanno avuto nella vostra vita attuale, ma anche quale ruolo hanno avuto in tutte le vostre vite. E una volta tornati là, non siete limitati a vedere soltanto il vostro gruppo di anime; di là ci sono, sostanzialmente, tutti coloro che sono vissuti, in ogni epoca. A volte si reincarnano come altre persone, ma se volete andare a trovarli – potete.

C’è qualcuno che vorreste incontrare nel Flipside? Scegliete chi volete. Sono tutti accessibili. Possono essere impegnati, possono stare lavorando nella loro vita attuale al momento, possono insegnare o fare qualcosa di completamente differente da quello che immaginavate – ma, solitamente, sono accessibili. Se riuscite a stabilire il giusto collegamento, potete porre loro delle domande. Essi non devono preoccuparsi di rivelare qualcosa che possa turbare il vostro cammino o il vostro viaggio, perché lo avete già fatto ponendo la domanda.

Tutto ciò che è successo nella vostra mente esiste ancora. Non viene cancellato. Chiunque sia mai vissuto su questo pianeta continua a esistere. Nessuno di loro viene cancellato.

#6 Dritta sull’Aldilà: Il velo si sta assottigliando.

L’ho sentito dire abbastanza spesso in queste varie sedute al punto che non domando nemmeno più Cosa significa? È quello che è. Il velo, o i filtri che impediscono ad alcuni cervelli di accedere alle informazioni, sembra assottigliarsi. Ci sono molti fattori che ne possono essere la causa:

Ricablaggio del cervello dovuto a fattori esterni. Ho letto che bambini che soffrono di autismo grave beneficiano dal guardare se stessi recitare in un video. A quanto pare, le loro azioni permettono loro di alterare la chimica del cervello semplicemente guardando quelle azioni. Se è così, allora, forse, discutere concetti come l’esistenza di un’altra realtà, oltre a questa, permette al cervello di accedere a quei concetti in maniera diversa.

Può darsi che i cervelli vengano ricablati a causa dell’abbondanza di ripetitori a microonde presenti ovunque andiamo. I nostri cervelli funzionano da ricevitori per queste onde; uno studio condotto in Finlandia sui dispositivi bluetooth ha dimostrato che il 70% dei tumori al cervello diagnosticati potrebbe essere legato all’uso del bluetooth. Ovviamente, questi sono gli svantaggi dell’essere bombardati dalle onde radio – ma ci sono possibili benefici?

Tra le persone che viaggiano in aereo abitualmente (piloti e assistenti di volo)  c’è stato un incremento di casi in cui esse hanno perso la testa o hanno avuto una qualche specie di crollo mentale. La causa è da ricercare nell’assottigliamento dello strato dell’ozono, nella maggiore vicinanza alle macchie solari o nel fatto che, in qualche modo, l’altitudine elevata influisce sul cervello in maniera deleteria? Non voglio dire che la causa sia questa, ma vale la pena esaminare il motivo per cui sembra esserci un aumento di crolli nervosi da parte di chi vola.

Potrebbe semplicemente essere dovuto al fatto che è giunto il momento di una qualche specie di accelerazione. Ho sentito questa parola più di una volta, e detta sempre riferendosi a uno spostamento della consapevolezza. "Qui lo chiamiamo l’accelerazione."

Cosa significa accelerazione? Ebbene, significa che qualcosa si muove a una velocità maggiore. Ogni testimonianza sul Flipside di cui ho letto o che ho visto sottolinea che le cose di là accadono a una velocità incredibilmente maggiore rispetto a qui. Le vibrazioni energetiche di là fanno sembrare i movimenti di qua come al super-rallentatore. Quindi, forse c’è una qualche ragione fisiologica per cui le cose accelerano nei nostri cervelli o nella nostra percezione della realtà, rendendo pertanto più facile accedere a queste informazioni.

Il motivo potrebbe non essere uno di questi. Ma l’ho sentito abbastanza spesso – il velo si sta assottigliando; la cosa migliore che possiamo fare è cercare di capire perché.

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#7 Dritta sull’Aldilà: Tutto capita per un motivo.

Questo è sempre stato un dilemma. Come può essere che ogni cosa abbia un significato? Io credevo che il caos e le coincidenze governassero il comportamento e le azioni. Ma è il libero arbitrio che governa le nostre azioni.

Non potete prevedere l’esito di qualcosa, non importa di quante informazioni disponiate. È un po’ come domandare a un miliardo di formiche Cosa fate oggi? Ogni formica avrà un lavoro o un compito differente da svolgere – e sembra che ci sia una consapevolezza prevalente relativamente alla dimensione di una colonia di formiche – la ricerca mostra che quando una colonia raggiunge la sua dimensione massima, in circa cinque anni, in qualche modo essa invia un messaggio alle formiche, invitandole ad andarsene e a creare una nuova colonia.

E come fa a inviare il messaggio? Con le formiche postino? (Sono più veloci della posta ordinaria?) - In inglese snail mail, ma snail è anche la lumaca, NdT – Potrebbe benissimo essere che quell’accumulo di formiche, come l’accumulo di cellule cerebrali, combinato con qualche forma di coscienza, stabilisca cosa fare dopo.

Quando a persone in ipnosi profonda viene domandato Quanta parte della tua energia hai portato sulla Terra?, esse in genere dicono un numero compreso tra il 20% e il 40%. Circa un terzo della nostra energia vitale. Mi è stato detto che il motivo è dovuto al fatto che il cervello umano non potrebbe funzionare con un’energia maggiore, altrimenti andrebbe in sovraccarico. Se è così, immagino che coloro che sono venuti qui, con la capacità naturale di smuovere i cuori della gente, possano essersi mostrati con una percentuale maggiore di energia, che ha permesso loro di fare cose che erano considerate miracoli in un certo punto del tempo.

Non sto dicendo che abbiano fatto dei miracoli; io credo che miracolo sia un termine relativo. È un miracolo che il mio cellulare squilli, ad esempio – ed è anche un miracolo che alcuni medici siano in grado di guarire con il semplice tocco.[8] L’ho visto succedere, e non lo metto in dubbio – ma provo a rendermi conto che esiste un mondo di energia che non posso vedere, e che esistono persone che sono più in contatto con quel mondo di quanto lo sia io.

Ho sentito storie di monaci tibetani che, tramite concentrazione e meditazione profonde, passavano attraverso i muri. Ho sentito, e letto, testimonianze di monaci tibetani che camminavano nel cielo - o che correvano con falcate talmente ampie da coprire grandi distanze con pochi balzi. Non ho idea di come funzioni a livello fisiologico, ma non escludo che, in passato, sia successo.

Ho anche visto fachiri fingere di tirare fuori oggetti dall’aria, o dalla bocca, per i propri fedeli e, usando una videocamera, posso rallentare il video per vedere dov’è il trucco. Non sono interessato a dimostrare il vero e il falso nelle persone basandomi sul loro rapporto con gli oggetti inanimati. Posso dire che le persone, nell’aldilà, frequentano lezioni sulla costruzione dell’energia e queste lezioni insegnano un certo numero di cose, tra cui come spostare gli oggetti telepaticamente, come creare oggetti con l’intenzione e come aiutare i medici sulla Terra nelle loro arti curative.

Sono aperto alle testimonianze di persone che affermano tutto capita per un motivo. Naturalmente, essi parlano di cose buone e di cose cattive. Le cose cattive sono state concordate in anticipo e le cose buone anche. Nessuno è in grado di stabilire con precisione cosa succederà nel corso di una vita – per via del concetto di libero arbitrio – le persone sono libere di mandare tutto a pu***ne.

Forse la sintassi della frase Tutto capita per un motivo implica che c’è qualcuno, più grande di noi, che fa in modo che le cose succedano. Questo nella ricerca non compare. Ciò che io ho scoperto è che noi abbiamo il potere di fare in modo che le cose succedano per noi stessi – e questo è basato su molti fattori che potrebbero accadere improvvisamente secondo il libero arbitrio; ma da un punto di vista spirituale. Qualcun altro cambia idea, spezza il loro accordo, e noi decidiamo di mettere a posto quel cambiamento – e il nostro percorso viene alterato.

Da un punto di vista spirituale – che è qualcosa di cui noi non siamo consapevoli o in cui ci imbattiamo se trascorriamo la nostra vita in equilibrio meditativo – noi ci regoliamo di conseguenza. Tutto capita per un motivo, ma il motivo specifico può andare oltre la capacità di comprensione del nostro cervello, specialmente quando gli eventi sembrano tragici. Potremmo riuscire a comprenderlo; tuttavia, se apriamo il cuore alla soluzione, come dal punto di vista del Flipside, potremmo riuscire a capire gli eventi come parte di un tema più ampio nel viaggio della nostra anima.

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#8 Dritta sull’Aldilà: Noi scegliamo i nostri genitori.

Su questa sento un po’ di critica. Ho scelto io i miei genitori? Sei andato fuori di testa? Sono le ultime persone che avrei scelto! Al che io replicherei Presumo che sia quello il motivo per cui le hai scelte. Per poter essere qui, in questo posto e in questo momento, per fare questa affermazione. Altrimenti saresti rimasto vicino a loro, non li avresti mai lasciati, finendo col fare esattamente quello che loro hanno fatto e vivendo nella casa accanto alla loro. Come hanno fatto loro a loro volta. Invece tu te ne sei andato più in fretta che hai potuto. Consideralo per un istante come un dono da parte loro – d’accordo nel recitare i loro ruoli così bene – affinché tu potessi fare quello che hai finito per fare. Lontano da loro.

È qualcosa che Michael Newton ha scoperto durante la sua ricerca, ed è qualcosa che anche la Dott.ssa Helen Wambach ha scoperto nella sua, precedente, con migliaia di pazienti. Ella domandava loro, mentre erano sotto ipnosi, perché e come avessero scelto quella vita; otteneva una varietà di risposte, ma tutte erano state decisioni consce.

Questo fa venire in mente la storia di Phillip, il padre di Dave Schultz. Dave era il lottatore del film Foxcatcher, che fu ucciso dal folle miliardario Jon DuPont. Un dettaglio interessante, che il regista aveva trascurato, è che al funerale del figlio Phillip tenne un elogio funebre nel quale poneva l’attenzione su un’altra realtà. Egli dice che Dave, quando aveva cinque anni, gli domandò se fosse riuscito a tenere un segreto.

Suo padre gli rispose di sì e Dave lo condusse nel bosco, lontano dalla loro casa, per dirgli "Prima di venire qui ho parlato con il mio consiglio e loro mi hanno detto che sarei venuto per insegnare una lezione in amore, ma che non sarei rimasto qui a lungo."

Phillip Schultz si era dimenticato di quella particolare conversazione fino alla morte del figlio.

Ho intervistato dozzine di persone che hanno avuto conversazioni simili con il loro consiglio degli anziani (in realtà, egli dice solo consiglio - come scoprii quando lessi il racconto sul giornale di Philadelphia) a cui le persone pongono domande sulla vita appena vissuta e, a un certo punto, in seguito, sulla vita che vivranno. Immaginate, se volete, che tutti noi, prima o poi, abbiamo questa conversazione e che loro domandino allora, perché stai scegliendo i tuoi genitori?

È una bella domanda su cui riflettere, anche se non riuscite a crederci.

#9 Dritta sull’Aldilà: Stai facendo parecchio di quello per cui hai firmato.

Quando mi sono sottoposto alla prima delle mie quattro sedute di ipnoterapia, sono andato in un posto dove non avrei mai pensato di andare: di fronte al mio consiglio. Vidi otto persone, in piedi, disposte a semicerchio; avevo la sensazione di conoscerli da sempre e avevo anche la sensazione che, in linea di massima, fossero felici di vedermi e di sentire mie notizie. E io posi loro la medesima domanda che tutte le persone che ho filmato ponevano: Allora, come sto andando?

Le risposte variano, come ho avuto modo di constatare: Stai facendo esattamente quello per cui hai firmato, sei arrivato lontano, cerca di congratularti con te stesso per essere andato così lontano, perché non tutti ci riescono. Ci va coraggio per venire sul pianeta, e ci va coraggio per scegliere una vita difficile come quella che hai scelto, ma devi darti merito per il grande lavoro che stai facendo.

Ma, a parte quello, volevo sapere: Perché ho scelto Rich Martini? La risposta che ho sentito è stata "Ogni pensiero, azione, parola o atto contiene energia. Se scrivi una poesia, se scrivi un libro, se canti una canzone, se dipingi un quadro, aiuti qualcuno con la dichiarazione dei redditi – una parte della tua energia a livello quantico è associata a quelle azioni. Quindi, letteralmente una parte di te finisce nel lavoro che stai creando. Che può essere un’energia curativa. Hai scelto molte vite in cui la guarigione era coinvolta e in un modo, diciamo, fuori dagli schemi (in realtà, io avevo usato quel cliché) hai scelto una vita da cineasta."

Ho detto che un film può avere un effetto curativo sulle persone. Se riesci a far ridere qualcuno, puoi cambiare all’istante il suo umore. Le lacrime funzionano, ma richiedono la catarsi per avere il medesimo effetto. È stato divertente, perché quando mi ero messo a trascrivere la seduta mi ero reso conto di non avere mai usato la parola catarsi in una frase in tutta la mia vita. Ma poi ho detto Mi dispiace solo di non aver scelto qualcuno che avrebbe saputo fare di meglio.

E quando ho detto questo, il mio consiglio si è messo a ridere, e anche l’ipnoterapeuta rideva; io avevo avuto la strana esperienza di sentir ridere in due regni differenti contemporaneamente. Riflettevo sul fatto che, nonostante abbia trascorso una trentina d’anni nell’industria cinematografica, ho scritto e/o diretto una manciata di film che pressoché nessuno ha visto. Ma avevo aggiunto penso che alla fine le cose cambieranno.

Quindi, c’è speranza. Ma questo sentimento si applica a chiunque legga questa frase. Voi avete scelto la vostra vita per un motivo, e una parte del viaggio consiste nel capire perché l’avete scelta. Talvolta, le persone pongono la domanda al consiglio e il consiglio risponde Hai bisogno di una correzione di rotta. Il motivo che ti ha condotto qui è farti capire che non stai facendo quello che avevi promesso che avresti fatto. Forse è il motivo per cui avete scelto questo libro.

––––––––

#10. Dritta sull’Aldilà: Lasciate correre, semplicemente.

Al termine della mia prima seduta, il terapeuta, Jimmy Quast, della Easton Hypnosis, Maryland, mi aveva domandato se non ci fosse qualcos’altro che volessi vedere o sperimentare mentre mi trovavo lì. Attenzione, io ero convinto che non avrei ottenuto niente, che non avrei risposto a quella forma di terapia ed ero determinato a non dire qualcosa solo per far piacere al terapeuta nel caso in cui non avessi visto niente. Pensavo da giornalista; sarebbe stato un modo perfetto per dimostrare che l’ipnosi non era un metodo efficace per esaminare il subconscio. E per circa 20 minuti continuai a dire Non vedo niente. Solo nero quando Jimmy mi domandava se vedessi qualcosa. Poi disse Guarda in basso.

E, come ho già raccontato altrove, vidi me stesso come un nativo americano, un uomo di medicina Lakota Sioux; in seguito riuscii a verificare alcuni dettagli sulla vita di quest’uomo. Ma a parte quello, l’esperienza mi aveva reso più umile, ero meravigliato dal fatto di poter viaggiare nel regno tra le vite e sorpreso di poter essere in grado di ottenere qualcosa, comprese discussioni dirette con il mio spirito guida, con il mio consiglio degli anziani e con la mia amica Luana Anders, che era stata la prima a darmi ispirazione per intraprendere questo viaggio.

Quindi, quando egli mi domandò se ci fosse qualcos’altro che volessi vedere, io dissi Fammi fare loro una domanda. E nella mente domandai C’è qualcosa che posso dire o portare alle persone che ascolteranno la mia storia affinché io possa aiutarle nel processo di guarigione? La guida principale mi sorrise e disse Di’ loro di lasciar correre.

E in quel momento capii cosa intendeva – lasciar correre la paura della morte, lasciar correre la paura della vita, lasciar correre la paura delle malattie o dell’abbandono, lasciar correre tutte le paure che esistono sul pianeta e che ci tengono in uno stato di illusione. Perché una volta che ci siamo liberati della paura, della rabbia, delle emozioni che ci legano a una situazione specifica, della vendetta verso persone e situazioni che vanno al di là del nostro controllo e anche della nostra comprensione riguardo al perché sono successe – quando lasceremo correre sul serio, allora saremo liberi.

Quella libertà risuona con me ancora oggi. Fino a questa frase: Lasciate correre.

Ogni uomo ha il proprio destino; l’unico obbligo è seguirlo, accettarlo, non importa dove condurrà. - Henry Miller

––––––––

Se pensate a me, io ci sarò. Ma vi prego, andate avanti.

Luana Anders tramite la medium Pattie Canova.

Capitolo 2: Come è strutturato l’Aldilà

Salve. Dall’altra parte...

Testo di Greg Kurstin e Adele

Mio padre era un architetto e mia madre una pianista da concerto. Uno mi ha insegnato a leggere un progetto, l’altra a leggere uno spartito. Entrambi hanno avuto la capacità di guardare le righe e i segni su un pezzo di carta e di vedere le cose in tre dimensioni. Un progetto, dopotutto, è solo un abbozzo di un edificio immaginario; il modo in cui l’edificio viene realizzato è basato su una miriade di fattori, tra cui i materiali da costruzione, il tempo, la qualità degli operai, ecc.

La stessa cosa vale per uno spartito – mia madre riusciva a leggere uno spartito con la stessa facilità con cui io leggo un libro. Le comprai una copia del difficile concerto per pianoforte n.3 di Rachmaninoff; lei lo lesse in auto, mentre tornavamo a casa, poi si sedette e lo suonò, a scatti, ma fino in fondo quando arrivò al pianoforte di famiglia. Lei era molto brava nella lettura a vista e lui era altrettanto bravo a vedere cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato in un progetto.[9]

In seguito, mio padre lavorò come direttore dei lavori – un po’ come un regista – supervisionando importanti progetti di costruzioni in tutto il mondo. Quando prese le redini del progetto della King Fahd University a Riyadh (Arabia Saudita), egli scoprì che tutti i bagni dell’università erano rivolti verso la Mecca, un dettaglio che era sfuggito agli architetti precedenti (oppure no, secondo il vostro senso dell’umorismo). La soluzione che mio padre adottò fece risparmiare soldi al suo cliente e gli salvò anche la faccia; ruotò leggermente tutte le porcellane dell’università, affinché non fossero più rivolte verso una direzione sacra. Capire i progetti paga.

Come è strutturato l’aldilà? Ebbene, un po’ come uno spartito e un po’ come il progetto di un edificio. È una versione idealizzata di quello che potremmo aspettarci di trovare nel Flipside, senza il casino e le note stonate che possono capitare durante un’esecuzione o una costruzione. Queste osservazioni sono basate sulle molte sedute che ho filmato e sulle centinaia di testimonianze che ho esaminato. Sembra che ognuno sperimenti il Flipside sulla base del proprio bagaglio di filtri e di prospettiva; tuttavia, ci sono alcune caratteristiche familiari, punti, posti che noi creiamo e che possiamo andare a visitare quando non saremo più sul pianeta.

Ma prima mettiamoci d’accordo su un po’ di terminologia; volete?

Come possiamo provare che esiste l’aldilà? Prima di poter rispondere a questa domanda dobbiamo prima chiederci "Come possiamo provare che esiste la vita? Ci sono diverse risposte ovvie: Noi siamo consapevoli e possiamo osservare cose che sono vive o morte. Ma non c’è una vera definizione di cosa non è morto. Ecco la definizione da vocabolario di cosa significa vivo":

Merriam-Webster’s:

aggettivo

: che ha vita: vivente: non morto

: che continua a esistere

: non ancora sconfitto: che ha ancora una possibilità di vincere o di     farcela

The Oxford Dictionary:

Aggettivo 

1. (Di persona, animale o pianta) vivente, non morto:

La definizione di vivo è... non morto. Sul serio?

Allora la definizione di morto qual è? Non vivo? È certo un dilemma, poiché nessuno scienziato né alcuna branca della scienza è stata in grado di stabilire cosa sia la coscienza. Ne consegue che nessuno è stato in grado di definire cosa significhi essere vivo (a parte non morto). Se non riusciamo a definire cosa sia la coscienza, restiamo legati alla definizione che ne dà la scienza materialista, la quale afferma che, se hanno engrammi sufficienti, i robot possono essere senzienti. Oppure restiamo legati all’affermazione secondo la quale la coscienza possa essere correlata alla teoria dei quanti, che sostiene che serve la coscienza per stabilire cosa è reale e cosa non lo è.

Quale delle due, amici? La vita è reale o è immaginaria? Non può essere entrambe le cose. Oppure sì?

Sembra tutto un complicato gioco di parole. L’uso del linguaggio limita fortemente la nostra capacità di esprimere un concetto complesso, perché

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