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John Dee il mago d'Inghilterra

John Dee è forse il piu' famoso mago d'Inghilterra. Nato nel 1527, figlio di un funzionario
della corte di Enrico VII. Dee venne accolto all'universita' di Cambridge alla sola eta' di
15 anni. Dormendo poche ore a notte, in breve tempo assorbi' una mole considerevole di
"sapere" che lo porto' a diventare professore al Trinity College all'eta' di 19 anni. Studio'
a Parigi e divenne un profondo conoscitore in fatto di alchimia.
Nella sua affannosa ricerca dei segreti della vita, cerco' di parlare con "gli Angeli"
attraverso una persona dotata a suo dire di poteri occulti. Tale persona fu Edward
Kelley.Purtroppo Edward non ebbe un'ottima fama; infatti fu accusato di essere un
falsario e cio' gli valse la condanna col taglio delle orecchie. Proprio questo ambiguo
personaggio sostenne di essere in possesso del famoso manoscritto Voynich scritto in un
codice ancora oggi inaccessibile.
Comunque Dee convinto delle capacita' del suo collaboratore, avvio' tutta una serie di
esperimenti il cui risultato lo porto' ad asserire di essere in contatto con gli angeli come
Uriel, Zabotiele, Zedechiele, Nadimiele,Nogabele, Corabiele,Lavaniele.
Inoltre intratteneva conversazione con gli spiriti che gli raccontavano di eventi futuri
come la decapitazione della regina Maria Stuarda di Scozia, oppure dello sbarco
dell'Armada Spagnola in Inghilterra.
Uno dei simboli evocatori utilizzato da John Dee era il cerchio magico: era un perimetro
protettivo accuratamente disegnato la cui funzione era non soltanto quella di proteggere il
mago dalle forze evocate ma anche a concentrare i suoi poteri. Il cerchio doveva essere
tracciato con un coltello magico legato all'estremita' con una corda lunga tre metri.
Spesso, all'interno del primo cerchio se ne disegnava un altro e nell'area tra l'uno e l'altro
venivano collocati oggetti particolari come bacinelle di acqua santa, formule di
scongiuro, croci e altri simboli. Prima di entrare nel cerchio il mago doveva prepararsi al
rito: doveva indossare una veste di lino bianco che lo copriva dal collo ai piedi
strettamente legata da una fascia; doveva portare con se una bacchetta magica ricavata
dal nocciolo, una spada, un coltello. Le preghiere, il digiuno e l'astinenza sessuale erano
parte integrante del rito:"Il mago dovrebbe mantenersi pulito e puro per nove giorni
prima dell'inizio del lavoro; dovrebbe anche confessarsi e ricevere la comunione" cosi'
narra un antico testo di magia. Quando tutto era pronto si procedeva con formule magiche
, canti rituali. Le parole andavano ripetute più volte e talvolta minacciavano, talvolta
lusingavano come in questo ritornello tratto dal libro di magia Lemegeton del XVI secolo
: "per il terribile giorno del giudizio, per il mare di cristallo che sta davanti al volto della
Divina Maesta', per le quattro bestie davanti al trono, che hanno occhi davanti e
dietro.....per il sigillo di Basdathrea, per il nome Primemeatum che Mose' pronunciò e per
il quale la terra si apri' e inghiotti' Korah, Dathan e Abriam, rispondi alle mie domande e
fa tutto cio' che io desidero. Vieni in pace, visibilmente e senza indugio"

John Dee ed Edward Kelley intenti in un’ evocazione di uno spirito .Figura 1.